LA "ROSSA LIVORNO".....



«Bastardo, ti ammazziamo». Con caschi e bastoni contro un marocchino




Una ventina di ragazzi l’hanno inseguito in corso Amedeo: lo straniero aveva però un coltello

LIVORNO. Caschi, pietre e bastoni. Un fiume di ragazzini “armati” che, di corsa, dà la caccia a un marocchino di 26 anni. Si parte da piazza Attias. Poi l’inseguimento si conclude in un vicolo cieco: quello delle Guglie, nel garage Pardini, dove l’extracomunitario, che impugna un coltello, trova rifugio. Una scena da panico per Ivan Ouzounov, 48enne bulgaro che lavora al garage: «Prima il tipo col coltello, poi quel branco di ragazzini con caschi e grossi sassi. Un incubo».
«Dapprima vendendo il marocchino col coltello, ho pensato: “È una rapina” - racconta Ivan - poi invece sono entrati una ventina di adolescenti sui 15-17 anni, tra cui 5 o 6 ragazze, che gli gridavano “Bastardo ti ammazziamo”».
Il tutto è partito da piazza Attias passando per piazza Magenta. Il marocchino, R.B., già noto alle forze dell’ordine per vari reati per di più con vari alias e diverse nazionalità dichiarate (tra cui albanese, tunisino e rumeno), oltre che clandestino, arriva trafelato nel garage Pardini venerdì alle 18.20.
«Ricordo bene l’ora perché stavo guardando il Tg sport su Rai 2 - dice Ivan - Non era in buone condizioni: vestiti sporchi, con una mano ferita e il coltello nell’altra, gli occhi sgranati. S’è avvicinato all’ufficio dove mi trovavo all’interno del garage. Io sono uscito fuori, tra le auto, e gli ho detto di gettar via il coltello, lui all’inizio non voleva, poi l’ha tolto di mezzo, infilandoselo in tasca. Intanto sono arrivati una ventina di ragazzi, e poi altri dieci circa...».
A quel punto Ivan si è messo in mezzo tra il marocchino e gli adolescenti, invitando questi ultimi a calmarsi. «Ma quando hanno sentito che anch’io ero straniero, se la sono presa pure con me - continua il custode - “Tu sei come lui”, ha esclamato uno. E un ragazzo più alto degli altri mi è venuto contro, si è tolto la cinta e mi ha minacciato mentre un altro ha preso un sasso e me l’ha scagliato contro: l’ho scansato per miracolo, ed è finito su una Porsche Carrera, che è stata colpita sui tergicristalli. Ho rischiato di morire per una sciocchezza».
Come rilevato dalla polizia, 2 auto sono state danneggiate: oltre alla Porsche, colpita anche una Ford Fiesta.
A salvare i due e impedire che la situazione degenerasse ci ha pensato un agente in borghese, come racconta Ouzounov: «Appena entrato, l’agente ha chiamato la polizia, che io avevo già allertato, e alla fine il gruppo di ragazzi, che nel frattempo erano diventati una quarantina, sono scappati, dopo aver ripreso i sassi e i caschi che erano caduti per terra. Certo è strano - osserva il 48enne - che quel marocchino abbia detto a me che era rumeno, e poi a soccorritori e polizia che invece era prima tunisino, poi albanese, poi ancora marocchino...».
Fatto sta che il 26enne, prima soccorso sul posto dal 118, poi è stato portato e trattenuto in Questura per accertamenti e denunciato per porto abusivo del coltello, e inosservanza della legge sull’immigrazione.
Tutto fa pensare gli investigatori che il gruppo di livornesi ce l’avesse col marocchino per un preciso motivo, che potrebbe essere legato al pestaggio subìto da due ragazzi livornesi in piazza Dante ad opera di alcuni rumeni. Tra gli stranieri, infatti, c’era anche un magrebino, che potrebbe essere proprio il “nostro” 26enne. E in tal caso la sortita di venerdì pomeriggio da parte del gruppo di livornesi suonerebbe come una sorta di spedizione punitiva. Ma sono in ballo altre ipotesi: almeno tre...



L’extracomunitario: aggredito perché gli avevo offerto droga

LIVORNO. «Mi hanno aggredito perché gli ho offerto della droga, e loro si sono risentiti». Una spiegazione “particolare” quella data alla polizia dal marocchino inseguito venerdì pomeriggio da un gruppo di giovani livornesi.
Quando la polizia è arrivata nel garage di vicolo delle Guglie per raccogliere i dati sui fatti, sul posto c’erano solo il custode e il marocchino. A quest’ultimo hanno chiesto come mai fosse stato aggredito in quel modo e se conoscesse quei ragazzi. Alla domanda il 26enne avrebbe risposto in maniera molto chiara: «Ho proposto a degli adolescenti della droga, ma loro si sono risentiti e mi si sono rivoltati contro».
Da lì, si sarebbero aggiunti altri ragazzi e l’inseguimento sarebbe arrivato fino al vicolo delle Guglie. Tanto accanimento, con bastoni e sassi, “solo” per aver ricevuto la proposta di fumare della droga? La polizia è al lavoro per rispondere a questo interrogativo. Ma forse l’extracomunitario non voleva tirare fuori il precedente del pestaggio.
Resta da accertare chi siano questi ragazzi e se davvero si erano organizzati preventivamente per colpire lo straniero.



Gli inquirenti: volevano vendicare il pestaggio di piazza Dante


LIVORNO. Il marocchino inseguito e aggredito venerdì sarebbe stato insieme al gruppo di rumeni che lo scorso 2 luglio picchiò dei giovani livornesi in piazza Dante. Se così fosse l’episodio di venerdì potrebbe essere legato a quel precedente. La polizia sta indagando per capire se i due casi siano collegati. È l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti, e su cui sono in corso accertamenti. Era il 2 luglio quando uno strano episodio di violenza si era verificato vicino alla stazione ferroviarie. Due giovani livornesi erano stati picchiati senza motivo apparente da alcuni rumeni, accampati nei giardinetti di piazza Dante, tra cui c’era anche un nordafricano. Dei ragazzi in motorino stavano transitando dalle parti della stazione quando dai giardinetti sarebbe sbucato fuori un gruppo di stranieri che avrebbe occupato la strada. Il tentativo era quello di fermarli, non si sa perché. Fatto sta che due ragazzi in scooter erano caduti: a quel punto, gli extracomunitari avevabo circondato i giovani e, dopo le minacce, erano passati alle vie di fatto. Da lì qualche giorno dopo dei giovani livornesi erano andati a manifestare in questura armati di bastoni per “punire” i rumeni.



Un garagista: lo inseguivano perché infastidiva una ragazza

LIVORNO. E c’è anche chi sostiene che l’aggressione sia stata scatenata da un gesto “lascivo” del marocchino, irriverente nei confronti di una ragazza. Vox populi vuole che l’aitante magrebino, forse in preda a un momento di spudoratezza, avrebbe mostrato le nudità a una ragazza nella zona di piazza Attias. L’avrebbero detto dei ragazzi a uno dei custodi del garage Pardini.
Un gesto che avrebbe fatto andare su tutte le furie il fidanzato dell’adolescente che avrebbe raccolto la solidarietà della “piazza”. Il fidanzato si sarebbe quindi dapprima ribellato all’impudico marocchino, successivamente avrebbe chiesto aiuto agli amici per punirlo.
Anche in questo caso, però, resta insoluto il particolare dei sassi e bastoni che, secondo le testimonianze, i teen ager avrebbero impugnato prima di inseguire il marocchino. Questa versione non convince gli investigatori, che hanno attivato delle indagini per capire se davvero, come riportato dallo stesso custode, i giovani fossero armati e se abbiano usato caschi e sassi ferendo il 26enne.

DAL TIRRENO LIVORNO 11/11/2007

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