Da questi dati si può desumere che il deficit della sanità coinvolge gran parte delle regioni italiane , in particolare notiamo che le regioni del sud sono quelle che hanno deficit maggiori ed offrono prestazioni minori . Non a caso le regioni messe sotto i riflettori sono quelle a conduzione del centrosinistra : Campania , Calabria, Puglia, Molise , Liguria e Lazio , quest'ultima grazie all'allegro modo di gestire del noto Presidente Marrazzo . Altre regioni del cdx come : Sicilia , Abruzzo (sino allo scorso anno Cx) . Sembrerebbe una coincidenza ma constatiamo che dove regna il centrosinistra vige il caos amministrativo , ed ancora stiamo a pensare se sia o meno il caso di cambiare il timone ? :mmm:



Sanità: deficit di 3,4 miliardi di euro per 13 regioni italiane, in testa Lazio e Sud. Bene la Toscana con un bilancio in attivo

Sanità: deficit di 3,4 miliardi di euro per 13 regioni italiane, in testa Lazio e Sud. Bene la Toscana con un bilancio in attivo22-03-2010 BILANCIO SANITA' REGIONI | 3,4 miliardi di euro di debito che arriva a 4 se si aggiungono i "755 milioni di euro già ripianati utilizzando i bilanci regionali". È il buco sulla sanità accumulato in 13 regioni italiane. Queste incredibili cifre sono le anticipazioni, diffuse dal "Sole 24 Ore", dell'andamento della spesa sanitaria nelle Regioni nel 2009, sul quale sono al lavoro i tecnici del ministero dell'Economia e della Salute che presto trasmetteranno i dati alle Regioni.

In testa alle regioni con i conti in rosso ci sono il Lazio e il Sud-Italia che hanno un deficit di 3,184 miliardi, 1,3 solo nella regione Lazio. Sono messe male anche Veneto, Puglia e Basilicata comunque già impegnate a "tappare il buco". Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia e Liguria hanno accumulato insieme oltre l'80% del deficit totale.

Passano l'esame sui conti della sanità pubblica solo 8 regioni. I bilanci delle loro Asl e degli ospedali sono, infatti, formalmente in attivo di 152,5 milioni di euro. La prima della classe è la Lombardia che presenta un avanzo di 29,6 milioni. Piemonte ed Emilia Romagna (che chiudono con avanzi rispettivamente di 17 e 41 milioni) hanno attinto però a proprie risorse per 399 e 155 milioni di euro. Le altre Regioni con i conti a posto, senza aver formalmente intaccato i propri bilanci sono Friuli (+9,2 milioni), Toscana (+14,3) Umbria (+10,4) e Marche (+17,5), oltre alla provincia di Bolzano (+13,5).

Valentina Rabazzi


BILANCIO SANITA' REGIONI: Sanità: deficit di 3,4 miliardi di euro per 13 regioni italiane, in testa Lazio e Sud. Bene la Toscana con un bilancio in attivo Notizie in Italia e nel mondo • VALDELSA.NET


Sanità, un macigno sui nuovi governatori
di Roberto Turno

Certo, la voragine dei debiti di asl e ospedali è di dimensioni preoccupanti: 29 miliardi accumulati dal 2003 al 2009 valgono due leggi Finanziarie di media taglia. Ma sono anche altri i numeri che devono far riflettere: per più di 23 milioni di cittadini, il 39% del totale, la sanità pubblica è sotto tutela. Commissariata, per il 22% degli italiani, e "solo" con piano di rientro per l'altro 17%. Tutti al sud, fatta eccezione per la Liguria. Per tacere degli sprechi, del clientelismo, della corruzione, delle collusioni con mafia, camorra e 'ndrangheta.

E dei servizi scadenti, della tutela sanitaria più bassa che fa scappare al nord in cerca di cure, dei crediti alle imprese saldati dopo due anni. E di ticket e addizionali incorporate.
Tutto questo deve far riflettere i governatori che arriveranno dopo le elezioni del 28-29 marzo. Perché per loro, confermati o freschi di nomina, la partita della sanità sarà da subito esplosiva. Anche nella prospettiva del federalismo fiscale: che dopo le maxi addizionali in più previste dal «patto per la salute» per chi sgarra dagli impegni, aggiungerà la sanzione del fallimento politico totale – la decadenza – per i governatori-commissari.
Ma è proprio quel termine che suona strano: «sanzione politica». Ma a chi? Davvero alla politica o non piuttosto, ancora una volta e sempre, solo ai contribuenti?

Diciamolo chiaramente: sulla sanità sono state prese decisioni forti – prima da Padoa Schioppa, ora da Tremonti – che non potevano essere eluse. Il dramma del Sud, e in prospettiva del sistema sanitario nel suo complesso, impone scelte ferme e niente sconti. Senza trascurare le condizioni di partenza locali, le sacche di povertà sociale, la disoccupazione, quelle fragilità che più di tutte proprio da Roma in giù sono di casa.

Quel che non torna però è l'equiparazione tra sanzione politica e maxi addizionali. Da una parte la sanzione politica – oggi il commissariamento, domani la decadenza – dovrebbe colpire l'amministratore che non rispetta i patti. Dall'altra, a conti fatti, punisce sicuramente da subito gli assistiti con più tasse e ticket. Che così pagano due volte, beffati da meno servizi e più tasse. Creando tra l'altro una pericolosa spirale anti concorrenziale tra imprese che operano in territori con deficit sanitario o no. E chissà se il politico incapace davvero non sarà più eletto.
22 marzo 2010

Sanità, un macigno sui nuovi governatori - Il Sole 24 ORE



Conclusione :

direi che la sanità del sud non offre nulla , ma soltanto debiti
quella del nord non ha debiti accumulati ed offre ottimi servizi .

Spezzerei una lancia a favore della regione Lazio , visto che ci vivo e le cose le noto de visu .

La prima regione che è al di sopra del parallelo del fico d'india che pare abbia un ottimo servizio sanitario viene presa d'assalto da gran parte dei cittadini del sud ed isole comprese , per cui penso che le spese alle quali questa regione deve sobbarcarsi difficilmente rientrano del tutto nelle proprie casse .

Ciò causa anche grave disagio ai cittadini laziali ed in particolare romani che in caso di bisogno di ricoveri o visite specialistiche debbano far fronte alle orde che provengono da altre regioni suddette . Ho constatato di persona moltissime volte , frequentando ospedali ed Asl per propri o altrui bisogni familiari .:giagia: