Da diversi mesi i maoisti chiedono la destituzione del Re. Il Primo ministro e la maggioranza del parlamento rifiuta per paura della minaccia di una dittatura comunista e sembra sempre più decisa a voler giocare la carta di una Monarchia Costituzionale
Il Re Gyanendra e la Regina Komal sono arrivati soli a bordo di una discreta automobile del palazzo reale, senza scorta di polizia, nessuna sirena per le strade di Katmandu, eppure la folla era presente all’appuntamento riunita davanti al tempio, luogo sacro dove da oltre duecento anni i sovrani della dinastia Shah celebrano la fine del festival religioso di Dashera.
Alcuni, che gli sono ostili, scandiscono slogans contro la monarchia accusando il sovrano di aver tentato un colpo di stato due anni fa. Colpo di stato fallito: il sovrano fu censurato dal parlamento nell’aprile del 2006 e da allora è un re senza potere di cui tutti predicono la fina a breve termine a partire dai maositi che chiedono l’abolizione pura e semplice della monarchia.
Altri, al contrario sono venuti per acclamare il loro sovrano, fedeli alla monarchia ai quali si sono aggiunti da qualche settimana dei repubblicani moderati
Forse a Katmandu il vento sta cambiando, non a favore del Re che continua a essere contestato, ma a favore del regime monarchico.
Sujata Koirala, figlia del Primo Ministro riassume cosi’ la posizione dei moderati
“ non sostengo il Re, sono sempre stata contraria ad ogni forma di monarchia autocratica, ma penso che la fine di una monarchia tirannica non debba significare l’inizio di una nuova tirannia. I maoisti non sono nè repubblicani e nè democratici, vogliono stabilire un regime popolare basato sull’ideologia comunista”.
Al parlamento è in atto una lotta tra i maoisti e gli altri sei partiti che compongono la coalizione di governo, i maoisti hanno posizioni sempre più radicali e chiedono un voto che abolisca la monarchia, mentre i sei altri partiti che rappresentano più di 220 voti sui 327 che conta il parlamento nepalese, si oppongono.
L’assemblea costituente, la cui convocazione era stata inizialmente prevista per il 22 novembre e che avrebbe dovuto tra l’altro discutere l’abolizione della monarchia, è stata rimandata sine die dal governo. La classe politica e una parte sempre più crescente di nepalesi sembra temere l’instaurazione di una dittatura maoista che ha mostrato di cosa è capace nel vicino Tibet, in Cambogia e nel Laos.
In attesa delle decisoni della classe politica il Re approfitta di questo momento di tregua insperato per partecipare alle cerimonie e per compiere gesti simbolici: dieci giorni prima della sua apparizione al tempio di Katmandu si è recato in un altro santuario per ricevere “il permesso di regnare sul paese”. Ogni anno dall’avvento della dinastia Shah sul trono nepalese due secoli fa, il sovrano deve chiedere questa autorizzazione alla Kumati, la dea vivente, una bambina di una decina d’anni che incarna la dea Durga. In genere si tratta di una cerimonia che da luogo a molte feste popolari ma quest’anno essa si è svolta di notte e senza alcun annuncio.
Nel frattempo il palazzo reale ha annunciato la guarigione del principe ereditario Para di 35 anni che era stato ricoverato in settembre in seguito a una crisi cardiaca, padre del principe Hridayendra di 5 anni che molti vorrebbero sul trono del nonno.
Per la prima volta dall’accessione al trono del padre questa prima apparizione pubblica del principe ereditario Para, considerato molto impopolare, è stata salutata da acclamazioni pubbliche, c’è da credere nell’efficacia della dea vivente...
Da Point de Vue del 7 novembre 2007
Traduzione di Roberto M