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Gli ittiti (McQueen James G.)
nel sud'est dell'anatolia una presenza di numerosi popoli di lingua indoeuropea e non sussiste alcun tipo di frattura tra questa data archeologica ed il 1200 a.v al termine del periodo conosciuto come Beycesultan XIII,al contrario ci sono notevoli segni di distruzione, ed il livello successivo, Beycesultan xii, mostra chiari indizi di mutamento. Si può osservare come la nuova cultura, che continuò senza interruzioni fino al termine dell’Età del Bronzo, fosse alle origini in relazione con la cultura della seconda città di Troia, nell’Anatolia nord-orientale. Questa cultura troiana ha anche molti legami con la cultura della Cilicia anche per il medesimo tipo di ceramica (ceramica a bulloni il vasellame stile depas nelle tombe di gedikli,e i tipici coltelli di troia necropoli di perati,e i dischi per fuso da kusura), conosciuta come EB III.è stato recentemente dichiarato che le due culture sono simili e contemporanee, 2 ma sembra più probabile che, in realtà, vi sia un divario tra esse. La Cilicia EB III è sufficientemente legata a culture troppo ad est e a sud per datarla in modo abbastanza accurato, e sembra che sia durata dal 2400 al 2000 a.C. circa.
Questo ci fornisce la possibile data 2200 a.C. per la fine di Troia Il e, dal momento che ci sono elementi di Troia ii, iii e rv a Beycesultan XII-VIH, il 2300 a.C. è una data ragionevole per l’introduzione della cultura nord-occidentale nel sud-ovest. Se poi possiamo affermare che tale cultura fu portata da gente di lingua indo-europea, allora questa lingua deve essere stata parlata nell’Anatolia nord-occidentale durante il periodo di Troia Il, e deve esservi giunta dall’Europa sud-orientale agli albori di tale epoca, o prima ancora. Ma anche se Troia1 e Troia 2 furono distrutte (2500 e 2600 a.C.), in nessuna delle due epoche c’è segno di alcun elemento culturale importato dall’Europa. C’è una simile carenza di elementi nuovi all’inizio di Troia 1 (2900 a.C.) ed anche durante il precedente periodo di Kumtepe Ib, che ci riporta indietro almeno sino al 3000 a.C. In realtà bisogna ammettere che questa traccia non si può seguire per ora nell’Europa sud-orientale, e che vi sono pochi (ma ci sono) segni evidenti di una penetrazione dei «Kurgan» nell’Anatolia nord-occidèntale. Si può però forse ben osservare un poderoso indizio che in quell’epoca tale movimento apparteneva già al passato, in un blocco di pietra intagliata trovato con una utilizzazione secondaria in un contesto di media Troia prima, che rassomiglia notevolmente alla stele• funeraria spesso tipica delle sepolture a «Kurgan».
Si può a grandi linee tracciare il progresso dei nuovi arrivati, una volta giunti in Anatolia. Inizialmente si accontentarono di cementare la prosperità del nord-ovest lungo le linee di comunicazione locali, ma dal 2600 a.C. circa si erano spinti tanto all'interno da raggiungere Beycesultan, saccheggiando il terzo livello , ed introducendo una cultura dello stesso tipo di Troia 1. La distruzione di Troia 1, seguita da quella di Troia 2 , dimostrava soltanto un temporaneo regresso, ed in breve, dopo il 2500, i Troiani erano abbastanza sicuri, e prosperi da stabilire relazioni commerciali con paesi lontani. Si può constatare un rapporto con la Cilicia, probabilmente—via mare, nell’introduzioiie del tornio da vasaio nel nord-ovest, durante la fase iib, e, se accettiamo le testimonianze di Dorak (fig. le relazioni con l’Egitto erano abbastanza comuni per lo scambio di doni diplomatici. Verso il 2400 a.C. l’attrazione della Cilicia si dimostrò talmente forte da essere largamente «accettata» dagli Anatolici nord-occidentali (non proprio «Troiani»: infatti queste culture non sono affatto identiche); la Cilicicia si dimostrò tanto più conveniente come centro commerciale, che il nord-ovest, come è evidente in Troia ii d-g, iniziò a perdere importanza. Nel frattempo essa continuava a prosperare e la sua influenza si diffondeva attraverso i passi del Tauro, avanzando nelle parti meridionali e sud-meridionali dell’altopiano dove questo è evidente nelle forme della ceramica a Beycesultan (livello xiii) (fig. 12).
Ma la popolazione di Troia 2, essendo ostacolata la sua espansione marittima, iniziò ad espandersi nuovamente all’interno del territorio, e verso il 2300 a.C. aveva raggiunto e distrutto Beycesultan, spingendosi attraverso la pianura di Konya sino alle colline ai piedi del Tauro. Ad ogni modo, il risultato totale di queste conquiste fu disastroso. Troia stessa non poté trarne vantaggio, perché nel 2200 fu distrutta dal fuoco, apparentemente senza la responsabilità di alcun nemico esterno (forse i popoli del mare). Si ha. l’impressione globale di un serio declino della cultura materiale.




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