
Originariamente Scritto da
Palvesario
Premessa importante, anzi fondamentale: questa riflessione, se diventerà partecipata, sarà orientata esclusivamente sull'evento all'autogrill, senza connessioni con tutto quello che è avvenuto dopo (e che meriterebbe una bella riflessione anch'esso, alla luce del continuo inasprirsi della repressione).
La mia semplice constatazione è, presa per buona l'ultima versione ad oggi 12/11/2007 ore 16.28 del poliziotto, che non è possibile che un professionista dopo 12 anni di servizio alle spalle riesca a fare sfuggire un colpo mentre corre (ma corre dove poi? In mezzo all'autostrada?).
Insomma, parliamo di un personaggio che ha 12 anni di lavoro alle spalle, con 2 nello specifico della stradale, non un precario né uno in contratto formazione.
I miei assunti iniziali sono due:
1) Visto che la mia salute la metto a disposizione di un medico che sia un professionista, visto che l'educazione di mio figlio la metto in mano ad una persona che devo reputare un professionista, allo stesso modo la mia sicurezza (e forse anche più degli altri esempi professionali citati) deve essere messa in mano a persone professionali. Dei PROFESSIONISTI.
Non persone che corrono con la pistola e fanno partire colpi a zonzo, perché potevo passare io con mio figlio in auto. Non persone che fanno una "retata" in San Salvario e arrestano un esponente altolocato indiano maltrattandolo in caserma solo perché "scuro" in faccia, tanto da creare un caso con l'ambasciata. E mille mille altri casi analoghi.
2) Se un tornitore non mette il pezzo in morsa nel tornio tanto da diventare un pericolo per sé e per gli altri, dura, in fabbrica, 2 settimane nette. Non 12 anni.
Insomma l'unico ragionamento, a parere mio, che possa avere ora un senso è quello di modificare ove necessario il metodo di arruolamento e di addestramento in polizia, in modo che vengano in primis assunti non dei disperati incapaci pure di fare volantinaggio, ma dei professionisti della sicurezza, che sanno trattare i criminali da criminali (e non subumani), i cittadini da cittadini (e non sudditi) e abbiano capacità di gestire scenari più o meno "sensibili".