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    Fiamma dell'Occidente
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    World Energy Council, Roma '07... a proposito di nucleare

    WEC: QUADRINO, NON C'E' SOLUZIONE SENZA IL NUCLEARE

    (AGI) - Roma, 12 nov. - Non c'e' soluzione al problema dell'energia senza il nucleare. Ne e' convinto l'amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino. "Un accordo sul nucleare bisogna assolutamente trovarlo. E' una necessita' per tutti. Non e' una soluzione di per se - ha spiegato a margine del Wec in corso alla Fiera di Roma - ma non c'e' una soluzione se non si tiene conto anche del nucleare nel mix delle fonti energetiche".
    http://finanza.repubblica.it/scripts...codnews=202896


    WEC: ZUCCOLI, VIA AL NUCLEARE, CAORSO SITO POSSIBILE

    (AGI)- Roma, 12 nov. - Rispetto dell'ambiente e diversificazione delle fonti in primo luogo. Ma per affrontare concretamente la crescente domanda di energia del nostro Paese, Giuliano Zuccoli, presidente di Aem e di A2A, la societa' nata dalla fusione con l'Asm bresciana, e' convinto che sia necessario fare la scelta nucleare. Per questo e' pronto a mettere a punto un "progetto" da sottoporre alle forze politiche. E uno dei siti possibili, per Zuccoli, potrebbe essere quello di Caorso. "Per affrontare il crescente problema dell'interdipendenza energetica - spiega a margine del Wec in corsa alla nuova Fiera di Roma - la prima sfida da affrontare e' quella ambientale. Ma una volta fatta questa premessa, la conseguenza logica e' quella della diversificazione del mix delle fonti di produzione per fare in modo che siano tante e non concentrate". Detto questo, Zuccoli torna a parlare del nucleare. "Siccome non e' pensabile che tutto il mondo industriale sia fatto di sciocchi e sprovveduti e solo gli italiani sono intelligenti, bisogna agire anche sul fronte nucleare. Naturalemente - sottolinea - occorre, oltre alla massima sicurezza, contenere i costi e dunque fare piu' di un impianto. E la proprieta non deve essere di un singolo operatore ma di un consorzio altrimenti si sbilancia il mercato". Zuccoli dunque candida "ufficialmente" il suo gruppo ad aprire la strada del nucleare nel Paese. "Sia attraverso A2A, una che e' una realta' importante" e "senza dimenticare che nel nostro mondo gravita anche Edison. Certamente siamo in grado di affrontare una ipotesi progettuale, uno studio di fattibilita'. Una volta fatto lo consegneremo alla politica perche' prenda della decisioni, nella speranza che vengano superat veti e preconcetti. Il presidente di Aem e' anche convinto che a si possa utilizzare il sito di Caorso.
    http://www.agi.it/ultime-notizie-pag...m1085-art.html


    WEC: BERSANI, RIPARTIRE CON NUCLEARE IV GENERAZIONE

    (AGI)- Roma, 12 nov. - Sul nucleare l'Italia deve ripartire con la ricerca di quarta generazione. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, a margine del Congresso mondiale dell'energia. "Non basta fare interviste per ripartire con il nucleare - ha sottolineato - e l'Italia deve attrezzarsi per avere un know how, in particolare per il nucleare di quarta generazione, tra 15-20 anni e' possibile che questa tecnologia possa essere allestita, quando avremo la tecnologia, prenderemo in considerazione la scelta". "Se sbuca bene - ha aggiunto - e ci convince, certo saremo disposti a discuterne". Il ministro ha quindi precisato che e' necessario inoltre dotarsi "di un sistema di governance del problema".
    http://finanza.repubblica.it/scripts...codnews=202876

    WEC: PRODI, INTENSIFICARE RICERCA NUOVO NUCLEARE

    AGI) - Roma, 11 nov. - Si deve intensificare la ricerca sul carbone pulito, sul nucleare di nuova generazione e sul fotovoltaico. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aprendo il 20' World energy congress. "Oggi piu' che mai abbiamo bisogno che ricerca scientifica e sviluppo tecnologico offrano soluzioni e diano risposte ai vari problemi che abbiamo di fronte e non solo per colmare i crescenti squilibri tra domanda ed offerta di energia. La tecnologia deve accompagnare e facilitare cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini dei cittadini". "La ricerca e l'innovazione ci devono consentire di poter produrre energia in modo piu' efficiente nella piu' completa tutela dell'ambiente. Deve quindi essere intensificata la ricerca nel settore del carbone pulito, nel nucleare di nuova generazione e nelle energie rinnovabili e soprattutto sul fotovoltaico". "Molti paesi - ha sottolineato Prodi - stanno puntando proprio sulle rinnovabili, ma ingenti investimenti sono necessari se vogliamo che queste nuove fonti raggiungano quote sempre piu' crescenti dei consumi energetici mondiali. Investimenti che si devono dirigere in attivita' di ricerca di base, in componenti ed impianti.
    http://www.agi.it/ultime-notizie-pag...m1109-art.html

    NUCLEARE: CASINI, ITALIA RIPARTA; PECORARO, RESTA IL NO/ANSA

    (ANSA) - ROMA, 8 NOV - E' sfida aperta sul nucleare. Venti anni fa esatti, era l'8 novembre del 1987, gli italiani dissero no all'energia dell'atomo. E dopo 20 anni si riaccende la fiamma del dibattito. La sinistra (Pdci, Verdi, Sd e Prc) e' compatta nel pronunciare il no ''ancora oggi e per il futuro''. Dall' opposizione si alza invece il fronte di chi l'atomo lo vuole, lo ritiene necessario e anche possibile nel nostro Paese. L'Italia, ha detto il leader dell' Udc, Pier Ferdinando Casini, ''si rimetta in marcia''. Immediata la risposta dalla maggioranza: ''Se ha coraggio, Casini promuova un suo referendum'', ha detto il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. Rincara in tarda serata il ministro dell'Ambiente e leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio rispondendo a Casini: ''Il nucleare, ad oggi, e' l'energia piu' costosa e pericolosa del pianeta. L' Italia quindi venti anni fa ha fatto una scelta lungimirante. Non a caso, ieri sera e' stata chiusa una centrale in Romania, nei mesi scorsi in Giappone. Il futuro e' l'energia solare''. Ma non solo il nucleare divide i due leader. Casini in una intervista aveva gia' annunciato una mozione di sfiducia per il ministro dell'Ambiente subito dopo la Finanziaria e poi, in un incontro di FareAmbiente per il rilancio del nucleare, il leader Udc ha detto ''no alla politica del no''. ''Abbiamo un ministro - ha detto Casini - che sa dire solo 'no', no a tutto, no ai rigassificatori, no alle centrali a carbone, no anche al nucleare'', il ministro ''si prenda le sue responsabilita''. E ancora: ''L'epoca dei lavaggi di mani e' finita'', riferendosi all'ipotesi di insediare una commissione di esperti. Replica il ministro: ''Le scorie nucleari sono ancora uno dei problemi piu' gravi del pianeta. Il nucleare e' l'energia piu' costosa e pericolosa che c'e' al mondo. Tant'e' vero che il costo e' esorbitante. Oggi - prosegue - il futuro sono le fonti rinnovabili, il solare, l'efficienze energetica, l'uso migliore delle fonti fossili. E non e' un caso che in tutti i sondaggi seri gli italiani sono, per la stragrande maggioranza, contrari a mettere nella propria regione una centrale nucleare''. In campo anche il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani: ''L'Italia non ha il fisico per il nucleare''. E solleva il problema delle scorie: ''Non ci sto a fare un piano nucleare, senza prima risolvere il problema di un deposito di superficie''. Un clima che si respira anche fuori dai palazzi. Per la prima volta dopo 20 anni una petizione lanciata da FareAmbiente chiede un ''immediato rilancio del nucleare''. Alla presentazione della petizione, oltre a Casini, anche il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi (''bisogna lavorare sui contenuti e non sulle ideologie'') e il deputato di An, Adolfo Urso (''e' giusto che i cittadini scendano in campo per dire no all'Italia dei veti''). Dall'altra parte tante le iniziative per il no. A Roma, tra l'altro, sabato una maxi-manifestazione indetta dai Verdi a Piazza Farnese. E' scontro sulle ragioni: per i fautori del si', si possono costruire in Italia centrali in 5-6 anni e a costi contenuti. Per quelli del no, il nucleare e' costoso, ci vogliono fino a 15 anni per costruire una centrale e non si risolvono i problemi dei cambiamenti climatici. (ANSA). GU
    http://www.ansa.it/ambiente/notizie/...234495416.html

    WEC: MESTRALLET, UE ASSUMA POSIZIONE CHIARA SU NUCLEARE

    (AGI) - Roma, 12 nov. - L'Europa deve adottare una posizione "piu' chiara" sul nucleare. E' il monito lanciato dal presidente di Suez, Gerard Mestrallet, nel suo intervento a una tavola rotonda nell'ambito del Congresso mondiale dell'energia. "Credo che l'Europa, a livello di Commissione europea, - ha sottolineato - debba adottare una posizione piu' chiara e ferma sul nucleare, perche' ne abbiamo bisogno". Mestrallet si e' detto favorevole allo sviluppo del nucleare anche senza sovvenzioni. "Non ne abbiamo bisogno, ci prendiamo il rischio senza i sussidi".
    http://finanza.repubblica.it/scripts...codnews=202937
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  2. #2
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    interessante notare l'unità di intenti della sinistra

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=

    Berlusconi e Casini per il nucleare, Mussi no

    ROMA (10 novembre) - Nucleare sì o no? Il centrodestra è favorevole: «Siamo in un Paese dove dire no è, spesso, la scelta più facile - ha detto Casini - È tempo di tornare alla ricerca sul nucleare perché l'Italia non può pagare il ritardo di una classe politica che non si assume la responsabilità di scelte anche impopolari». Sulla stessa linea Silvio Berlusconi: «Credo che nel futuro non si potrà fare a meno di ricorrere all'energia nucleare».

    Contrario Fabio Mussi, ministro dell' università e della ricerca: «Una volta detto che la ricerca deve andare avanti, sono contrario a ripassare al nucleare in Italia, anche di quarta generazione. (!!!) Visto che abbiamo fatto questa scelta, approfittiamone per fare il salto vero che è quello delle energie rinnovabili».

    ----

    Ma prodi e bersani non avevano detto che...?
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  3. #3
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    WEC/ AREVA: ZERO CO2,PREZZI STABILI, PER NUCLEARE E' RINASCIMENTO
    Un asset "formidabile" per futuro energia
    postato 6 ore fa da APCOM

    Roma, 12 nov. (Apcom) - Nel mondo si sta assistendo ad un vero e proprio "Rinascimento" per il nucleare, che è un "asset formidabile" per fronteggiare un crescente fabbisogno di energia che sia compatibile con l'ecosistema. Lo ha spiegato la presidente del gruppo francese Areva, Anne Lauvergeon, durante il suo intervento al XX World Energy Congress a Roma. La manager ha elencato i cinque punti di forza su cui può contare il nucleare.
    Innanzitutto è privo di emissioni di CO2, e "nell'Unione europea - ha affermato - l'energia prodotta con centrali nucleari consente di evitare emissioni di CO2 pari a quelle dell'intero parco auto di tutti i paesi messi assieme". Inoltre è competitivo sul fronte dei prezzi dell'energia prodotta, e soprattutto consente di avere "prezzi stabili: una volta compiuto l'investimento iniziale - ha proseguito la Lauvergeon - i prezzi sono prevedibili per 50-60 anni. Perfino se il prezzo dell'uranio triplicasse - ha sottolineato - non ci sarebbero conseguenze significative sui prezzi al consumo ".
    Ai paesi che lo adottano, il nucleare fornisce poi indipendenza energetica dalle fonti fossili, come gas e petrolio. Altro fattore di forza è che la produzione dell'uranio è "ampiamente e ben distribuita nel mondo, e in paesi come Canada e Australia", che non pongono i problemi di tensioni internazionali come quelli del Medio Oriente, produttori di petrolio. Infine, con il nucleare è possibile produrre gigantesche quantità di energia in spazi e con tempi relativamente ridotti se paragonati alla produzione da fonti fossili.
    Molti paesi emergenti, come Cina, Brasile e Messico, hanno deciso di avvalersi del nucleare. "Sta emergendo una nuova geografia sul nucleare - ha detto la Lauvergeon - e il settore sta assistendo a una 'Renaissance'. Come per ogni grande infrastruttura, la costruzione di una centrale nucleare è occasione di un grande dibattito. Questo è un fatto positivo, deve esserci un ampio dibattito che veda i fatti messi sul tavolio. E le decisioni vanno prese basandosi sui fatti. E un impegno di lungo termione, che richeide un grande capitale di investimento iniziale, ma gli strumenti di finanziamento ci sono".


    http://notizie.alice.it/notizie/econ...,13445337.html
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  4. #4
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    Bravo Ronnie.

  5. #5
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    "Carbone e nucleare
    contro il caro-petrolio"
    Il presidente Enel: insostenibile
    il greggio a 100 dollari

    Piero Gnudi, presidente dell'Enel


    Il barile a 100 dollari? È un grosso problema, ma lo era paradossalmente anche quando stava a 10 dollari al barile, perchè frenava gli investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti petroliferi - spiega il presidente dell’Enel Piero Gnudi -. Bisogna trovare un equilibrio». Per uscire dalla crisi dell’energia, sostiene il presidente del nostro gigante elettrico in questa intervista a La Stampa, occorre utilizzare tutte le fonti energetiche a disposizione, compresi carbone e nucleare. Presidente, siamo di nuovo alle prese col caro-greggio. «Mai come in questi giorni il problema dell’energia è stato più urgente: se si osservano i mercati, sono tutte le commodity a crescere di prezzo perché ormai da qualche anno viviamo con una crescita del prodotto interno lordo mondiale che viaggia attorno al 5-6%.

    È un ritmo positivo, perché significa che molti paesi, a cominciare da Cina e India, stanno uscendo dal sottosviluppo e dalla fame, ma inevitabilmente hanno bisogno di energia e di materie prime. Una richiesta tanto forte che il mercato non è in grado di soddisfare». Alla fine questi shock possono anche rivelarsi salutari? «Lo shock c’è già stato, c’è tutti i giorni. Il problema è che in questo settore gli investimenti, che sono ripartiti di recente dopo anni di blocco, non danno risultati immediati, di norma servono 7-8 anni di tempo». Si riparla molto di un ritorno al nucleare: è solo un dibattito italiano? «In tutto il mondo c’è un ritorno al nucleare, ci sono molti progetti in corso. Del resto questa è l’unica risposta valida alla forte richiesta di energia. Anche Paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, che avevano accantonato l’opzione nucleare, la stanno riprendendo in esame». Stasera si apre a Roma il congresso mondiale dell’energia.

    Il tema dominante sarà l’interdipendenza. Dopo anni di contrapposizione è l’ora della collaborazione? «Collaborare sarebbe il segno di una grande saggezza. Perché se è un danno il petrolio a 100 dollari, lo è anche a 10 dollari. Bisogna trovare una via di mezzo, che consenta ai Paesi produttori di fare investimenti e crescere, senza creare danni irreversibili alle economie dei Paesi consumatori». Lei presiede anche l’Osservatorio mediterraeneo dell’energia. Cosa succede su questo fronte? «In questi ultimi mesi c’è qualcosa di nuovo, le cose stanno cambiando. L’Italia è in prima fila: il 14 dicembre ad Alghero il nostro governo e quello dell’Algeria si incontreranno per portare avanti il progetto di un nuovo gasdotto che collegherà i due Paesi passando attraverso la Sardegna. Anche la Francia è molto attiva e la Germania ha mostrato una attenzione nuova: tutti, insomma, stanno capendo che il Mediterraneo è stretto e che non possiamo ignorare i problemi della sponda sud. Che per noi può essere anche una risorsa: penso ad esempio alla possibilità di sviluppare il solare termico, impianti che richiedono sole ma anche spazi enormi, che in Italia non abbiamo. Anche gli accordi del post-Kyoto possono essere uno strumento per aiutare questi Paesi. Perché il problema della Co2 va affrontato su scala globale: l’Europa certamente deve fare la sua parte, ma da sola non basta. Bisogna ragionare in termini mondiali, per cui se fai un risparmio in un altro Paese vale anche quello. E i rischi che ti assumi poi li puoi spendere anche a casa tua».

    Perché gli sforzi dell’Europa non sono la soluzione? «Perchè il solo incremento delle emissioni della Cina in un anno è pari al risparmio che l’Europa otterrà di qui al 2012. È un paese dove ogni settimana entra in funzione una nuova centrale a carbone da 1.000 megawatt di potenza. Ma se riuscissimo a portare tutti gli impianti cinesi al nostro livello di efficienza, passando dall’attuale 22-25% al 45%, come nell’impianto Enel di Civitavecchia, avremmo un risparmio di Co2 pari agli obiettivi di Kyoto per l’intera Europa. Per questo io dico che per affrontare la questione-energia occorre utilizzare ogni tipo di soluzione tecnologica. Bisogna arrivare al carbone pulito, perché altrimenti la fame di energia che continua a crescere non sarà soddisfatta».

    Oltre 5.000 delegati provenienti da 100 Paesi, il presidente della Commissione europea Barroso, il premier Prodi, ministri dell'energia, rappresentanti del mondo dell'industria, dell'Università, di istituzioni e organizzazioni non governative si ritrovano da stasera a giovedì alla nuova Fiera di Roma per il Congresso mondiale dell'energia, che si svolge per la prima volta in Italia.

    PAOLO BARONI
    ROMA

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...7500girata.asp
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupus in Fabula Visualizza Messaggio
    Bravo Ronnie.
    grazie
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    grazie
    E dire che questo convegno era stato presentato come l'apoteosi dell'energia alternativa.
    A piazza San Lorenzo in Lucina c'è il banchetto per firmare la petizione pro nucleare.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    E dire che questo convegno era stato presentato come l'apoteosi dell'energia alternativa.
    A piazza San Lorenzo in Lucina c'è il banchetto per firmare la petizione pro nucleare.
    Mi permetta di suggerirLe, Dottore, che Lei probabilmente ignora da chi e come sia stato organizzato il WEC.

    Fa ancora in tempo per accreditarsi e dire la Sua in materia.

  9. #9
    Adesso pensiamo ai Cittadini!!
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    beh speriamo davvero che si torni al nucleare..

    l'Italia DEVE ributtarsi sul nucleare se vuole abbassare le bollette.

    il futuro prossimo è quello il NUCLEARE!!!

    bravo RONNIE!!

  10. #10
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    ricapitoliamo

    ENEL
    EDISON
    AEM
    A2A

    Tutte imprese, tutte a favore, tutte interessate, tutte lo hanno dichiarato

    Qual'è la più grossa banca in Italia? Ma ovviamente è lei... MEDIOBANCA, che nel 2005 ha dichiarato tramite Alberto Nagel, Direttore Generale: «Mediobanca valuterebbe con favore un investimento nel settore energetico se si trattasse di una iniziativa privata, se magari contemplasse, ove consentito dalla legge, il ricorso al nucleare, perché ritengo che in un sistema Paese come l'Italia, rinunciare a priori al nucleare sia una cosa su cui riflettere».

    Appena oltre le alpi troviamo

    - EDF
    - SUEZ
    - AREVA

    Anch'esse interessatissime, mi pare chiaro, visto che l'ENEL vuole chiudere accordo con loro che sono lanciatissime nel nucleare... Verso est della Francia troviamo il parlamento Europeo, che ha approvato un mese fa (506 voti a favore 135 contro) la relazione Reul: http://www.europarl.europa.eu/sides/...ge=IT&mode=XML
    Praticamente il "cantico del nucleare", o se volete l'esorcismo anti-pecoraro più forte possibile da pronunciare.

    Poi oggi leggiamo le agenzie di pecoraro di ieri in cui dice "va bene allora rifacciamo il referendum..." e cascano le braccia Facciamogli rispondere da uno competente: Non esiste dunque alcun impedimento né parlamentare né tanto meno tecnico, come esperienze estere hanno dimostrato e stanno dimostrando. Lo ha affermato l'ex Presidente della Corte Costituzionale, Paolo Emilio Casavola: "non occorre un altro referendum o una nuova legge se si decide di ripartire".

    La citazione che ho ripreso in rete viene da un documento utile della CIDA, cioè:

    Una politica energetica da rilanciare nel Piano d'azione per lo sviluppo
    http://www.cida.it/cesfor/10_du34.htm

    Il quale alla fine suggerisce, citarlo non costa niente e magari è utile
    Che fare ?
    Pensiamo che si dovrebbero assumere alcune importanti decisioni, di seguito sintetizzate :
    1. Intraprendere una campagna informativa sull'energia come motore per lo sviluppo economico.
    2. Interrompere immediatamente lo smantellamento accelerato delle centrali nucleari dimesse.
    3. Limitare il compito di SOGIN alla identificazione del sito unico nazionale per lo smaltimento delle scorie e allo smantellamento delle centrali nucleari più vecchie (Latina e Garigliano).
    4. Mantenere i siti nucleari, laboriosamente autorizzati, come tali, evitando di costruirvi centrali a gas e ciclo combinato.
    5. Costituire una nuova Società, preferibilmente pubblica, cui conferire la proprietà dei siti nucleari, relativi impianti, attrezzature e personale.
    6. Effettuare uno studio tecnico-economico sulla fattibilità del riavvio delle centrali nucleari di Caorso e Trino Vercellese, indicandone tempi, costi e modalità.
    7. Predisporre in tempi stretti un nuovo Piano Energetico Nazionale, che includa il ritorno al nucleare del nostro Paese.
    E Prodi e Pecoraro Scanio, nel miglior costume, continuano a parlare di "forse ne riparleremo tra venti anni", giusto in tempo per fare "i soliti italiani" sempre in ritardo di vent'anni sul resto del mondo civile. Ignacio Lula da Silva, socialista e presidente del brasile, rimette in cantiere le centrali, Prodi capo dell'Italietta prodiana giustappunto dichiara che "almeno venti anni", mentre in inghilterra parlano di piano nucleare, in francia han quasi dato un ministero alla numero 1 di Areva, in Russia hanno 40 centrali (40!) in programma, in Cina ne hanno trenta in programma, in giappone ci producono il 40% dell'energia totale e vogliono cominciare ad estrarre uranio dal mare, in America ci sono richieste di nuovi impianti, in finlandia e francia ci sono due centrali enormi in costruzione, in korea costruiscono gli impianti in un tempo medio di 4 anni, in IRAN perfino vogliono costruire centrali nucleari, l'ALBANIA ha dichiarato ieri che vuole la centrale atomica, l'INDIA punta sul nucleare da molti anni, il Pakistan punta sul nucleare da molti anni, etc.etc.etc.etc.

    come a dire e L'Italia repubblicana dov'è? AL PALO SIGNORI, AL PALO. Come se una bella ragazza ad una festa dovesse ballare con Prodi, preferirebbe stare SEDUTA piuttosto. Ed ecco l'Italia, prodiana e komunista, che rinnega il comunismo stesso (quello di FELICE IPPOLITO, deputato comunista padre del nucleare italiano. finito in carcere per pressioni petroliere!) e si butta sul verdismo sciatto del fighetto rapato.

    Ve lo immaginate lui



    Con la divisa del DUCE?

    Vi viene da ridere????

    Bene! LA SUA PAROLA OGGI E PER I PROSSIMI ANNI DEL GOVERNO PRODI E' COME QUELLA DI MUSSOLINI: "l'ha detto mussolini e non si farà,

    ed è insieme ridicolo e suicida, senza nemmeno avere il carisma

    DUX ALBERTO PECORARO A NOI!
    _
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    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

 

 
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  3. A proposito di nucleare .
    Di albertob nel forum Politica Nazionale
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  5. A proposito di NUCLEARE
    Di Genyo nel forum Politica Nazionale
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