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  1. #1
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    Predefinito il latifondo: grande interrogativo del periodo borbonico

    spesso mi trovo a parlare delle due sicilie con molte persone , tra cui anche persone di uno spiccato livello professionale e culturale , a parte che c'e' molta ignoranza sull'argomento due sicilie , mentre c'e' ne sta abbastanza sul fascismo , sulla second aguerra etc , molti tirano in ballo il latifondo , come male endemico e parassita del sud , tutta l'arretratezza del sud e' sovuto a questi latifondi e ai baroni prima dell'unita' d'itali a, qualcuno potrebbe darmi spiegazioni piu' adeguate sull'argomento : e' la solita balla risor e post risorgimentale , o davcero sono sono stati una palla al piede per il sud.Io sono sicuro di una cosa il sud certamente non era l'america latina degli anni 50

  2. #2
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    Predefinito

    Non so cosa fanno per dire i tuoi conoscenti, ma penso che la questione sia tra la visione liberista di Cavour e quella dei latifondisti .
    Certo che il latifondo è stato il male del Regno e dove lo stesso re Ferdinando II è stato impotente contro i nobili latifondisti e non poteva nulla contro di loro.
    Anzi, col dare le terre del demanio ai poveri e ai contadini, i Borbone si misero anche i nobili contro di loro.
    Praticamente il "liberismo" all'inglese di Cavour non piaceva ai nobili latifondisti siciliani per la maggior parte (anche se ve n'erano anche in continente) poiché i territori sarebbero stati tassati anche se quest'ultimi non erano produttivi, mentre, appunto il liberismo spinge a produrre per non pagare una imposta su un terreno che non produce.
    In poche parole, la nobiltà siciliana, di dinastia vecchia come la Sicilia, amava il sistema feudale e non si imborghesiva poiché temeva l'emancipazione delle classi contadine con concedere sia territori che macchinari.
    Evidente che il liberismo era partito già anni prima (circa nel 1846) dall'Inghilterra, alla quale premeva che gli stati europei e non avessero meno dazi possibili per le sue merci, visto che l'Inghilterra era la nazione più industrializzata del mondo.
    Non so cosa fai per dire che il latifondo a Sud non era l'America Latina: in ogni caso, al Sud non si era schiavi.

  3. #3
    megaelleno
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    Predefinito

    Parlo per esperienza personale, ma se al Sud il latifondo era un problema non lo era per tutto il Regno.
    Sicuramente non lo era per la provincia di Terra di Lavoro.
    Basterebbe comunque consultare il catasto onciario. Io l'ho fatto per mie ricerche personali, ed ho sempre trovato piccoli possidenti, di sicuro autosufficienti, a volte davvero 'benestanti', pochissimi bracciali e, inutile dirlo, nessun disoccupato.

  4. #4
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    Mio bisnonno era un latifondista,mio nonno anche,mio padre anche lui,e anche io lo sono stato per alcuni anni 50,dopo con la sua abolizione mi ritornai nel Nord Italia dov'ero nato.

  5. #5
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    Predefinito

    Da quello che ho letto io, la differenza tra Nord e Sud e' stata storicamente tra un feudalesimo di tipo "longobardo" (teoricamente piu' mobile...) e uno di di tipo "franco" (dai Franchi e teoricamente piu' cristallizzato...) piu' diffuso al Sud. Un "bignami" su questo si puo' trovare:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Feudalesimo

    Comunque prima i francesi e dopo i Borbone abolirono definitivamente il feudalesimo tra fine '700 e inizio '800, ma la proprietà rimase concentrata specie al Sud e ancor di più in Sicilia nelle mani dei "baroni", non si riuscì a costruire una piccola e media borghesia come in Francia ed Inghilterra.
    I Borbone, dinastia a tutti gli effetti "napoletana" autonoma dalla corona spagnola dal 1734, tra alti e bassi comunque introdussero delle riforme, sia Carlo III che Ferdinando I e Ferdinando II, si veda
    http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie

    Un capolavoro di Ferdinando I fu la colonia di San Leucio, interessante esperimento della "social-democrazia borbonica" (qualcuno parla pure di comunismo o socialismo borbonico), per la prima volta fu garantita istruzione obbligatoria e diritto alla pensione.

    Ultima cosa per me importantissima e' che i Borbone, anche se non riuscirono a limitare il potere dei "baroni" e la suddivisione delle terre in modo piu' efficace, difesero il "demanio e gli usi civici". Queste terre non infeudate, erano a disposizione dei contadini per pascolo, legna, frutta etc etc... erano un importante valvola di sfogo per le masse contadine. Il Demanio fu abolito dalla legilazione piemontese, col risultato che la situazione dei contadini peggiorò notevolmente...ovviamente le promesse di Garibaldi non furono mai mantenute ed inoltre peggiorò notevolmente la fiscalità col regime sabaudo-piemontese. I contadini oramai alla fame non avevano altra scelta che "brigante ed emigrante", così scoppio' e si alimento' la rivolta che costò al Sud centinaia di migliaia di morti ed una vera e propria pulizia etnica più un'emigrazione di dimensioni bibliche (ca. 20 Milioni di meridionali a cavallo tra l'800 e il '900), una frattura mai sanata che ancora oggi non viene correttamente riportata.

    Saluti duosiciliani

 

 

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