Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    VECCHIO
    Ospite

    Ma gli ultrà non sono di destra




    La curva è un museo della politica. È la discarica degli incubi del Novecento. Ci sono svastiche e saluti romani, anfibi e passamontagna, magliette di Guevara acquistate al supermercato degli eroi, falci e martelli, stelle a cinque punte ancora bagnate di sangue, Cuba, olio di ricino e marijuana. La polizia ritiene che gli ultrà siano circa 74mila, molti sono vicini a Forza Nuova e a Base Autonoma, altri vivono nelle viscere più profonde della xenofobia nordista, alcuni sono ciò che resta del mito skinhead degli anni ’70, dove il rosso e il nero si confondono, e una buona massa rumina tra stadi e centri sociali, vecchi autonomi, giottini vari, reduci di Genova, tute bianche, black bloc, anarchici insurrezionalisti, perfino qualche fan della Lioce. L’appartenenza è un dogma, essere ultrà è uno stile di vita. Gli analisti dell’antiterrorismo, da tempo, dicono: le curve sono il laboratorio di tutte le culture antisistema. È in atto - dicono - una saldatura tra frange di destra e di sinistra. «Dove c’è il caos, dove si creano sacche di illegalità, il pericolo di un’infiltrazione di estremisti di ogni tendenza è reale e prevedibile».
    È il sogno di una rivoluzione reazionaria. Il rosso e il nero hanno nostalgia degli anni di piombo, le botte, le barricate, il fascio contro il comunista, la morte in strada, i picchiatori, spranghe e P38, la guerriglia vicolo per vicolo e anche allora un nemico comune: il celerino. Questi ultrà non hanno vissuto quei tempi, ma li hanno mitizzati in una sorta di inferno perduto. Dicono: erano anni in cui non dovevi chiederti chi eri. L’identità era una scommessa alla roulette, rosso vinci, nero perdi. E viceversa. La morte aveva i tuoi occhi, ma non c’erano dubbi, non c’era quel senso di vuoto che ti fa precipitare a metà giornata, non c’era la solitudine dell’individuo senza bandiere, quello che giorno per giorno si cerca la sua verità, piccola, quotidiana, precaria, sofferta. Sono troppo deboli gli ultrà per vivere così. Hanno bisogno di un muro, di un recinto, di un cortile dove tutto è certo e l’orizzonte è senza futuro. L’incertezza è un peso troppo grande per gli uomini piccoli, qualche volta diventa terrore. È questo filo reazionario che lega gli estremisti di tutte le curve e di tutte le piazze. Quando il capo della polizia Antonio Manganelli dice, in un’intervista a Repubblica, «l’area di estrema destra ha occupato le curve degli ultrà» pecca di daltonismo. Vede solo una parte della questione e non si rende conto che l’internazionale degli ultrà, che da Livorno a Marsiglia rivendica falce e martello, guarda il mondo con la stessa nostalgia delle svastiche di Forza Nuova. Il segno è opposto, il sentimento è comune. Nei giorni del G8, luglio 2001, gli ultrà di Genova e Samp sguazzarono nella guerriglia urbana. L’uomo fermato con l’accusa di essere alla guida del furgone carico di armi, un arsenale mobile dei black bloc, era uno dei Fighters, cellula del tifo organizzato della Juventus. La figura di Carlo Giuliani, il ragazzo morto negli scontri, è diventata un’icona generalista, un simbolo per ogni bandiera, purché ribelle. Gli slogan che insultano la memoria di Filippo Raciti («Sbirri crepate», «Poliziotto primo nemico», «Supporters 0 - Polizia 1») non hanno ideologia. Sono un tam-tam che si rincorre di stadio in stadio, che trova terra su internet e si riproduce in un vortice di cieco cinismo. Il germe del razzismo, dell’intolleranza, dell’odio, della rivolta contro il mondo, contro l’Italia, contro la democrazia «borghese», l’impero americano, le multinazionali, gli ogm, la Tav (in val di Susa c’erano anche i tifosi del Livorno), contro McDonald’s, la Coca-Cola, i ricchi e i pezzenti, contro l’italiano qualunque e l’immigrato regolare trovano, in questo matrimonio di curva e piazza, di rosso e nero, di ultrà e centri antagonisti, di neo fascisti e neo comunisti, il terreno ideale. È la cultura dei rifiuti del Novecento, dei nemici della modernità, di chi ha paura di vivere in una società aperta. I nostalgici di tutto il mondo si sono dati appuntamento in curva. E da lì vogliono cristallizzare il mondo. Il loro sogno è la lava di Pompei.


    Vittorio Macioce

    dal quotidiano IL GIORNALE

  2. #2
    Ben90
    Ospite

    Predefinito

    Hanno paura.

  3. #3
    Onore e Fedeltà
    Data Registrazione
    14 Mar 2007
    Località
    In Ostuni, la Città Bianca piena di Cuori Neri!!! Di origine chiaramente romana, di razza puramente Italiana!!! Laziale nell'anima!!!
    Messaggi
    4,152
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ma perchè scrivono un sacco di minchiate?

  4. #4
    Siamo solo noi
    Data Registrazione
    08 Jun 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    6,260
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Toninuccio Visualizza Messaggio
    ma perchè scrivono un sacco di minchiate?
    perchè non sanno cosa scrivere.
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  5. #5
    Onore e Fedeltà
    Data Registrazione
    14 Mar 2007
    Località
    In Ostuni, la Città Bianca piena di Cuori Neri!!! Di origine chiaramente romana, di razza puramente Italiana!!! Laziale nell'anima!!!
    Messaggi
    4,152
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da milite Visualizza Messaggio
    perchè non sanno cosa scrivere.
    Ma tenere la bocca chiusa, no eh?

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    29 Jun 2004
    Messaggi
    12,811
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Toninuccio Visualizza Messaggio
    ma perchè scrivono un sacco di minchiate?
    Sono un giornalista di regime...

  7. #7
    "Tob shebè goiym harog!"
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Località
    Немецкая Империя
    Messaggi
    2,141
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Toninuccio Visualizza Messaggio
    ma perchè scrivono un sacco di minchiate?
    solo perchè è il loro lavoro

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    03 May 2005
    Messaggi
    657
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    chi è il proprietario del Giornale?

  9. #9
    Anticapitalista!
    Data Registrazione
    20 Dec 2006
    Messaggi
    1,419
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da VECCHIO Visualizza Messaggio



    La curva è un museo della politica. È la discarica degli incubi del Novecento. Ci sono svastiche e saluti romani, anfibi e passamontagna, magliette di Guevara acquistate al supermercato degli eroi, falci e martelli, stelle a cinque punte ancora bagnate di sangue, Cuba, olio di ricino e marijuana. La polizia ritiene che gli ultrà siano circa 74mila, molti sono vicini a Forza Nuova e a Base Autonoma, altri vivono nelle viscere più profonde della xenofobia nordista, alcuni sono ciò che resta del mito skinhead degli anni ’70, dove il rosso e il nero si confondono, e una buona massa rumina tra stadi e centri sociali, vecchi autonomi, giottini vari, reduci di Genova, tute bianche, black bloc, anarchici insurrezionalisti, perfino qualche fan della Lioce. L’appartenenza è un dogma, essere ultrà è uno stile di vita. Gli analisti dell’antiterrorismo, da tempo, dicono: le curve sono il laboratorio di tutte le culture antisistema. È in atto - dicono - una saldatura tra frange di destra e di sinistra. «Dove c’è il caos, dove si creano sacche di illegalità, il pericolo di un’infiltrazione di estremisti di ogni tendenza è reale e prevedibile».
    È il sogno di una rivoluzione reazionaria. Il rosso e il nero hanno nostalgia degli anni di piombo, le botte, le barricate, il fascio contro il comunista, la morte in strada, i picchiatori, spranghe e P38, la guerriglia vicolo per vicolo e anche allora un nemico comune: il celerino. Questi ultrà non hanno vissuto quei tempi, ma li hanno mitizzati in una sorta di inferno perduto. Dicono: erano anni in cui non dovevi chiederti chi eri. L’identità era una scommessa alla roulette, rosso vinci, nero perdi. E viceversa. La morte aveva i tuoi occhi, ma non c’erano dubbi, non c’era quel senso di vuoto che ti fa precipitare a metà giornata, non c’era la solitudine dell’individuo senza bandiere, quello che giorno per giorno si cerca la sua verità, piccola, quotidiana, precaria, sofferta. Sono troppo deboli gli ultrà per vivere così. Hanno bisogno di un muro, di un recinto, di un cortile dove tutto è certo e l’orizzonte è senza futuro. L’incertezza è un peso troppo grande per gli uomini piccoli, qualche volta diventa terrore. È questo filo reazionario che lega gli estremisti di tutte le curve e di tutte le piazze. Quando il capo della polizia Antonio Manganelli dice, in un’intervista a Repubblica, «l’area di estrema destra ha occupato le curve degli ultrà» pecca di daltonismo. Vede solo una parte della questione e non si rende conto che l’internazionale degli ultrà, che da Livorno a Marsiglia rivendica falce e martello, guarda il mondo con la stessa nostalgia delle svastiche di Forza Nuova. Il segno è opposto, il sentimento è comune. Nei giorni del G8, luglio 2001, gli ultrà di Genova e Samp sguazzarono nella guerriglia urbana. L’uomo fermato con l’accusa di essere alla guida del furgone carico di armi, un arsenale mobile dei black bloc, era uno dei Fighters, cellula del tifo organizzato della Juventus. La figura di Carlo Giuliani, il ragazzo morto negli scontri, è diventata un’icona generalista, un simbolo per ogni bandiera, purché ribelle. Gli slogan che insultano la memoria di Filippo Raciti («Sbirri crepate», «Poliziotto primo nemico», «Supporters 0 - Polizia 1») non hanno ideologia. Sono un tam-tam che si rincorre di stadio in stadio, che trova terra su internet e si riproduce in un vortice di cieco cinismo. Il germe del razzismo, dell’intolleranza, dell’odio, della rivolta contro il mondo, contro l’Italia, contro la democrazia «borghese», l’impero americano, le multinazionali, gli ogm, la Tav (in val di Susa c’erano anche i tifosi del Livorno), contro McDonald’s, la Coca-Cola, i ricchi e i pezzenti, contro l’italiano qualunque e l’immigrato regolare trovano, in questo matrimonio di curva e piazza, di rosso e nero, di ultrà e centri antagonisti, di neo fascisti e neo comunisti, il terreno ideale. È la cultura dei rifiuti del Novecento, dei nemici della modernità, di chi ha paura di vivere in una società aperta. I nostalgici di tutto il mondo si sono dati appuntamento in curva. E da lì vogliono cristallizzare il mondo. Il loro sogno è la lava di Pompei.


    Vittorio Macioce

    dal quotidiano IL GIORNALE

    hanno dimenticato di citare:
    - Capitan Harlock
    - Topo Gigio
    - Stalin
    - le Foibe
    - Lenin
    - Bombacci

    insomma, a parte queste mancanze è un articolo PERFETTO E OBIETTIVO!


  10. #10
    alberico
    Ospite

    Predefinito

    Il loro sogno è la lava di Pompei

    su questo non sbaglia. magari!

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Milano diventa la capitale dell’ultra destra
    Di walker_padan_ranger nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 88
    Ultimo Messaggio: 28-08-13, 21:20
  2. Arrestati venti ultrà di estrema destra per disordini a Roma
    Di Lavrentij nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 125
    Ultimo Messaggio: 28-02-08, 22:48
  3. L'estrema destra e l'identità ultrà
    Di Alex78 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 09-02-07, 15:11
  4. Ai forumisti della (ultra) Destra
    Di gianniguelfi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 31-08-02, 22:08
  5. Il Viminale apre un dossier sulla nuova destra ultrà
    Di Tomás de Torquemada nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 29-04-02, 17:46

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito