Gentilmente vorrei sapere da qualche utente della sezione più informato di me in materia, se è possibile per un ateo sposarsi anche in chiesa, oltre che naturalmente in comune, con la compagnia cristiano-cattolica.
Grazie.


Gentilmente vorrei sapere da qualche utente della sezione più informato di me in materia, se è possibile per un ateo sposarsi anche in chiesa, oltre che naturalmente in comune, con la compagnia cristiano-cattolica.
Grazie.


ti rispondo io: nonostante sia ateo non ci vuol molto a sapere che il matrimonio religioso è un sacramento, indi prima devi battezzarti, comunicarti e cresimarti.
Se ho errato chiedo venia e correzioni...


Temo non sia esattissimo. Dal Motu Proprio Matrimonia Mixta di Paolo VI
Direi che sicuramente occorre l'impegno della compagna cattolica, il riconoscimento dell'ateo futuro marito dell'impegno che la compagna si prende ed il riconoscimento esplicito dei valori del matrimonio cristiano (unicità, indissolubilità, apertura alla vita...). Se occorra anche la dispensa del Vescovo dipende dalla situazione specifica (se lui è battezzato, non lo è, se è un 'ateo militante' o un semplice non credente, ecc. ecc.) Direi che il parroco è la persona giusta per rispondere.2) Il matrimonio tra due persone, di cui una sia stata battezzata nella Chiesa cattolica, o in questa accolta, e l'altra non battezzata, è invalido se contratto senza previa dispensa dell'Ordinario del luogo.3) Dai suddetti impedimenti la Chiesa, tenuto conto delle condizioni e delle circostanze di tempo, di luogo e di persona, non si rifiuta di dispensare, sempre che ci sia giusta causa.4) Per ottenere dall'Ordinario del luogo la dispensa dall'impedimento, la parte cattolica deve dichiararsi disposta ad allontanare da sé il pericolo di perdere la fede. Essa inoltre ha l'obbligo grave di formulare la promessa sincera che farà tutto quanto sarà in suo potere, perché tutta la prole sia battezzata ed educata nella Chiesa cattolica.5) Di tali promesse, a cui è tenuta la parte cattolica, dovrà essere tempestivamente informata la parte non cattolica, in modo tale che risulti chiaro che questa è consapevole della promessa e dell'obbligo della parte cattolica.6) Ad entrambe le parti siano illustrate le finalità e le proprietà essenziali del matrimonio, che nessuno dei due contraenti dovrà escludere.7) È compito della Conferenza Episcopale, secondo la propria competenza territoriale, stabilire il modo in cui queste dichiarazioni e promesse, necessarie in ogni caso, dovranno essere fatte, se soltanto a voce, se anche per iscritto, se in presenza di testimoni; determinare poi come esse debbano risultare in foro esterno ed essere portate a conoscenza della parte acattolica; precisare infine se siano da richiedere, a seconda dei casi, altre condizioni.
http://www.vatican.net/holy_father/p...-mixta_it.html
Credo che il principio chiave è che non si chiede a chi non riconosce la chiesa un impegno verso la chiesa (battesimo, cresima), ma si riconosce il fatto che anche se uno non prende un impegno con la chiesa lo possa prendere con il proprio marito/moglie.
Parlatene con il parroco, comunque.


In chiesa possono essere celebrati anche matrimoni mistri ossia con gli sposi di due religioni differenti.
Quindi, anche tra una cattolica e un ateo.
Non so dirti se il rito dal punto di vista della liturgia sia lo stesso o meno ma immagino di no in quanto l'ateo o il musulmano non possono ad esempio prendere l'eucarestia.


Quello non sarebbe un problema..
Dal punto di vista pratico invece dovremmo metterci d' accordo fra di noi su come educare i ns possibili futuri figli, considerando anche che lei in quanto Cattolica è tenuta a :
- "..che farà tutto quanto sarà in suo potere, perché tutta la prole sia battezzata ed educata nella Chiesa cattolica."


I sacramenti li ho fatti tutti, addirittura avevo pure mio Zio che era parroco del paese e quindi mi divertivo insieme ad altri miei compagni a fare il chirichetto in chiesa durante la messa.
Sono diventato ateo dopo i trenta anni.
Non sono militante, ma un semplice non credente.
Non mi risulta che sia così semplice .... :
Codice di Diritto Canonico
CAPITOLO VI
I MATRIMONI MISTI
Can. 1124 - Il matrimonio fra due persone battezzate, delle quali una sia battezzata nella Chiesa cattolica o in essa accolta dopo il battesimo e non separata dalla medesima con atto formale, l'altra invece sia iscritta a una Chiesa o comunità ecclesiale non in piena comunione con la Chiesa cattolica, non può essere celebrato senza espressa licenza della competente autorità.
Can. 1125 - L'Ordinario del luogo, se vi è una causa giusta e ragionevole, può concedere tale licenza; ma non la conceda se non dopo il compimento delle seguenti condizioni: 1) la parte cattolica si dichiari pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e prometta sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica; 2) di queste promesse che deve fare la parte cattolica, sia tempestivamente informata l'altra parte, così che consti che questa è realmente consapevole della promessa e dell'obbligo della parte cattolica; 3) entrambe le parti siano istruite sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio, che non devono essere esclusi da nessuno dei due contraenti.
Can. 1126 - Spetta alla conferenza Episcopale sia stabilire il modo in cui devono essere fatte tali dichiarazioni e promesse, sempre necessarie, sia determinare la forma per cui di esse consti nel foro esterno e la parte non cattolica ne sia informata


Un pò quello che ha scritto Bilbo.
La via più "facile" sarebbe quella di non informare il mio parroco che sono ateo e sposarmi tranquillamente visto che cmq sono battezzato e ho fatto sia la cresima che la comunione.
Ma anche se in cuor mio sento che non dovrò darne di conto a nessuno dopo la morte, l' onestà intellettuale e la sincerità fanno parte di quei valori personali ai quali ambisco.
Quindi se vorranno concedere il rito in chiesa per la mia compagna bene, altrimenti credo che anche lei capirà la situazione e ci arrangeremo di conseguenza.




Ma cosa significa esattamente 'ateo'?
Che non credi in Theos o che non credi a Theos? Che non ti esprimi a proposito dell'esistenza di Theos o che propugni in modo militante la non esistenza di Theos?
Perché scrivo Theos? perché non Dio. Perchè in queste domande mi riferisco a Dio e ai suoi equivalenti omeomorfici (per esempio il Nirvana o la vita in pienezza, o la felicità, o l'oltre-la-morte o il Nada di SGDC.
Oppure ateo vuol dire che non credi nella cornice di credenza propria dal cristianesimo?
Insomma: a-teo (alfa negativo): negatore militante di Theos; a-teo (alfa prescissivo): che nella propria vita ritiene ininfluente le affermazioni circa l'esistenza o meno di Theos; oppure altr (a) teo: che ti ritrovi meglio in altre rappresentazioni di Theos?
Il mio suggerimento - in qualunque di queste categorie ti ritrovi - è il seguente. Non discuterne col tuo parroco, o farlo solo se lo ritieni persona intelligente e a te vicina e intima. Parlarne ovviamente con la tua futura sposa. E successivamente affrontare con tranquillità di spirito il rito religioso, disponendoti interiormente a condividere le intenzioni profonde di lei, che in quel momento crederà (qualunque cosa questo significhi, e comunque non è mai chiaro) per entrambi. Ti verrà chiesto credi tu etc.? Rispondi con semplicità che credi. Nessuno sa quale sia esattamente il contenuto adeguato di questo ineffabile atto interiore, neppure chi te lo chiede. Accetta il rito come un rito di passaggio trans-culturale, anche se incorniciato da parole certamente cristiane: che però possono avere senso anche per te nella misura in cui lo hanno per i tuoi padri, per la tua gente, per la tua terra, per il te-bambino e forse il te-adolescente, soprattutto per la tua sposa. Tutto andrà benissimo: se ci sono, gli angeli si rallegreranno. Se non ci sono e non c'è alcun Theos, la tua coscienza non avrà tradito la sua probità intellettuale e morale. Ti sembrerà gesuitico: forse un po' lo è, intendiamoci. Ma non tutto quel che è gesuitico è come tale da buttar via ;- )
Solo, ti consiglierei di celebrare questo rito fuori dal rito della Messa: per partecipare al quale sono richieste disposizioni interiori di tipo radicalmente differente.
Un caro augurio, Barsanufio