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    Exclamation [Gaza, PALESTINA] Israele pianifica di "isolare Gaza al 100%"

    Israele pianifica di "isolare Gaza al 100%"

    Israele dice di pianificare la completa dal territorio palestinese
    entro breve.

    TEL AVIV - Israele sta progettando di paralizzare le infrastrutture
    della Striscia di Gaza in ogni maniera possibile e di separarsi
    completamente dal territorio palestinese entro breve, ha detto un
    ministro palestinese questo sabato.

    "Vogliamo separarci dalla Striscia di Gaza a livello delle sue
    infrastrutture in ogni maniera possibile", ha detto alla radio
    pubblica israeliana il ministro della difesa Matan Vilnai.

    Giovedì il ministro della difesa Ehud Barak ha annunciato che Israele
    avrebbe cominciato a tagliare periodicamente l'elettricità e a
    limitare le spedizioni di carburante alla Striscia a causa del
    continuo lancio di razzi da parte dei militanti.

    Ma Vilnai ha detto che queste misure non sarebbero state effettive
    contro il lancio di razzi "ma effettive per procedere alla separazione
    del territorio, che è stata approvata in principio dal governo
    israeliano due settimane fa, e la cui applicazione è stata solo
    rimandata per semplici controlli legali".

    In settembre il gabinetto di sicurezza ha definito la Striscia di Gaza
    "entità ostile". Questa è controllata completamente da Hamas dalla
    metà di giugno quando il movimento democraticamente eletto ha cacciato
    le forze di sicurezza fedeli al presidente palestinese Mahmud Abbas e
    il partito Fatah.

    "Entro breve vogliamo separarci da questo territorio, al centro
    percento", ha detto Vilnai.

    Dalla presa di potere di Hamas gli israeliani hanno imposto una dura
    stretta attorno alla striscia di Gaza, chiudendo i punti di passaggio
    e permettendo il passaggio solo a prodotti essenziali.

    I palestinesi e i gruppi per i diritti umani sostengono che il laccio
    stretto attorno alla Striscia equivale ad una punizione collettiva dei
    civili, contraria alla legge internazionale.

    Le sanzioni, le prime nel loro genere da quando l'intifada, o rivolta,
    palestinese è iniziata verso la fine del settembre 2000, possono
    procedere senza ulteriori autorizzazioni da parte del governo israeliano.

    Da quando è cominciata la rivolta, un totale di 5906 persone, la
    grande maggioranza delle quali palestinesi, sono state uccise.

    Fonte: http://www.middle-east-online.com/english/?id=22846

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Israele pianifica di "isolare Gaza al 100%"

    Israele dice di pianificare la completa dal territorio palestinese
    entro breve.

    TEL AVIV - Israele sta progettando di paralizzare le infrastrutture
    della Striscia di Gaza in ogni maniera possibile e di separarsi
    completamente dal territorio palestinese entro breve, ha detto un
    ministro palestinese questo sabato.

    "Vogliamo separarci dalla Striscia di Gaza a livello delle sue
    infrastrutture in ogni maniera possibile", ha detto alla radio
    pubblica israeliana il ministro della difesa Matan Vilnai.

    Giovedì il ministro della difesa Ehud Barak ha annunciato che Israele
    avrebbe cominciato a tagliare periodicamente l'elettricità e a
    limitare le spedizioni di carburante alla Striscia a causa del
    continuo lancio di razzi da parte dei militanti.

    Ma Vilnai ha detto che queste misure non sarebbero state effettive
    contro il lancio di razzi "ma effettive per procedere alla separazione
    del territorio, che è stata approvata in principio dal governo
    israeliano due settimane fa, e la cui applicazione è stata solo
    rimandata per semplici controlli legali".

    In settembre il gabinetto di sicurezza ha definito la Striscia di Gaza
    "entità ostile". Questa è controllata completamente da Hamas dalla
    metà di giugno quando il movimento democraticamente eletto ha cacciato
    le forze di sicurezza fedeli al presidente palestinese Mahmud Abbas e
    il partito Fatah.

    "Entro breve vogliamo separarci da questo territorio, al centro
    percento", ha detto Vilnai.

    Dalla presa di potere di Hamas gli israeliani hanno imposto una dura
    stretta attorno alla striscia di Gaza, chiudendo i punti di passaggio
    e permettendo il passaggio solo a prodotti essenziali.

    I palestinesi e i gruppi per i diritti umani sostengono che il laccio
    stretto attorno alla Striscia equivale ad una punizione collettiva dei
    civili, contraria alla legge internazionale.

    Le sanzioni, le prime nel loro genere da quando l'intifada, o rivolta,
    palestinese è iniziata verso la fine del settembre 2000, possono
    procedere senza ulteriori autorizzazioni da parte del governo israeliano.

    Da quando è cominciata la rivolta, un totale di 5906 persone, la
    grande maggioranza delle quali palestinesi, sono state uccise.

    Fonte: http://www.middle-east-online.com/english/?id=22846


    ba che dire.
    Il massacro continua nell'indifferenza.

    Solidarietà infinita al popolo palestinese, vittima sacrificale dei giochi imperialistici e dei deliri sionisti da 60 anni.


    a proposito. Sapete che ho una ragazza israeliana in casa !!
    condividiamo l'affitto di una stanza della casa con studenti stranieri e questo mese ci è capitata una israeliana.
    Sembra uan di quelle persone tranquille, pacate, civili, perfetta coinquilina.
    Mi fa davvero impressionare vedere come si possa ( oggi, come ieri ) far parte di un popolo, di uno Stato che pratica barbarie non solo a migliaia di chilometri di distanza (come tutti gli stati imperialistici occidentali da secoli a questa parte), ma persino ai propri vicini di casa e dentro casa propria, e vivere tranquillamente, probabilmente drogati dall'ideologia del potere che, in Israele, ha una capacità narcotizzante impressionante.
    Mesi fa avevo visto un filamto sul muro della vergogna. Dei giornalisti coraggiosi che riprendevano spaventose immagini di violenza, facevno poi alcune interviste a cittadini israeliani ebrei rinchiusi nelle colonie dove lo Stato li aveva mandati a vivere con agevolazioni fiscali incredibili: tali cittadini non sapevano neanche di vivere in una colonia con campi profughi a pochi chilometri da casa, poichè queste città erano praticamente rinchiuse dentro spazi riservati con la scusa della sicurezza.
    la gente si chiedeva il perchè di tanta precauzione, ma non riusciva a spiegarsi il fatto che stava facendo parte di un progetto colonialista in tempo reale in grande stile.

    Moltissimi ebrei di Israele vivono narcotizzati dietro un inganno che prima o poi si scoperchierà ai loro stessi occhi.
    peccato che questa ragazza che ho in casa parli solo l'inglese, che non è esattamente la mia seconda lingua, altrimenti avrei potuto tentare di tastare il terreno sulla sua percezione politica per lo meno per curiosità sociologica...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    ba che dire.
    Il massacro continua nell'indifferenza.

    Solidarietà infinita al popolo palestinese, vittima sacrificale dei giochi imperialistici e dei deliri sionisti da 60 anni.


    a proposito. Sapete che ho una ragazza israeliana in casa !!
    condividiamo l'affitto di una stanza della casa con studenti stranieri e questo mese ci è capitata una israeliana.
    Sembra uan di quelle persone tranquille, pacate, civili, perfetta coinquilina.
    Mi fa davvero impressionare vedere come si possa ( oggi, come ieri ) far parte di un popolo, di uno Stato che pratica barbarie non solo a migliaia di chilometri di distanza (come tutti gli stati imperialistici occidentali da secoli a questa parte), ma persino ai propri vicini di casa e dentro casa propria, e vivere tranquillamente, probabilmente drogati dall'ideologia del potere che, in Israele, ha una capacità narcotizzante impressionante.
    Mesi fa avevo visto un filamto sul muro della vergogna. Dei giornalisti coraggiosi che riprendevano spaventose immagini di violenza, facevno poi alcune interviste a cittadini israeliani ebrei rinchiusi nelle colonie dove lo Stato li aveva mandati a vivere con agevolazioni fiscali incredibili: tali cittadini non sapevano neanche di vivere in una colonia con campi profughi a pochi chilometri da casa, poichè queste città erano praticamente rinchiuse dentro spazi riservati con la scusa della sicurezza.
    la gente si chiedeva il perchè di tanta precauzione, ma non riusciva a spiegarsi il fatto che stava facendo parte di un progetto colonialista in tempo reale in grande stile.

    Moltissimi ebrei di Israele vivono narcotizzati dietro un inganno che prima o poi si scoperchierà ai loro stessi occhi.
    peccato che questa ragazza che ho in casa parli solo l'inglese, che non è esattamente la mia seconda lingua, altrimenti avrei potuto tentare di tastare il terreno sulla sua percezione politica per lo meno per curiosità sociologica...
    ...vengo a conoscerla insieme a Vegetaryan - interprete -, così sentiamo che ci racconta...speriamo solo non sia un'apologeta della vessazione/eliminazione infinita, perché lì si chiude la conversazione e si torna a casa...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    ...vengo a conoscerla insieme a Vegetaryan - interprete -, così sentiamo che ci racconta...speriamo solo non sia un'apologeta della vessazione/eliminazione infinita, perché lì si chiude la conversazione e si torna a casa...
    grazie per l'offerta..
    intanto con un po' di tatto, ci provo con l'aiuto di sofia, che in quanto a conscenza di lingue è messa assai bene.


  5. #5
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    Bloccato il piano di tagli energetici a GazaIsraele ha reso noto di aver sospeso il piano che prevede il taglio delle forniture elettriche alla striscia di Gaza per prevenire i lanci di missili Qassam da parte dei militanti palestinesi. La decisione è arrivata a séguito del ricorso alla Corte Suprema di dieci organizzazioni per i diritti umani, che definiscono il piano "una punizione collettiva" per la popolazione. La scorsa settimana, il ministro della Difesa Ehud Barak aveva dato la luce verde al progetto. Israele ha dichiarato la Striscia "territorio ostile", da quando questa è finita sotto il controllo di Hamas, che ha sconfitto gli uomini di Fatah vicini al presidente palestinese Mahmoud Abbas.
    http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=44160

    A luta continua

  6. #6
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    Il vero obiettivo di Israele dietro le sanzioni sulla Striscia di Gaza

    di Amos Harel e Avi Issacharoff
    Haaretz, 26 ottobre 2007

    Esiste una distanza enorme tra le ragioni che Israele sta dando per la
    decisione di imporre pesanti sanzioni contro il governo di Hamas nella
    Striscia di Gaza, e le intenzioni reali che vi stanno dietro. Il
    ministro della Difesa Ehud Barak giovedì ha autorizzato un piano che
    prevede l'interruzione delle forniture di elettricità alla Striscia di
    Gaza, così come una significativa restrizione dei carichi di
    carburante. Ci si aspetta che ciò riduca il numero di attacchi con i
    razzi Qassam contro Sderot ed altre località di confine. Di fatto, i
    funzionari della Difesa ritengono che i miliziani palestinesi
    intensificheranno i loro attacchi in risposta alle sanzioni.

    Pertanto, il vero scopo di questo sforzo è duplice: cercare una nuova
    forma di "escalation" come risposta all'aggressione proveniente da
    Gaza, prima che Israele intraprenda una più ampia operazione militare;
    e preparare il terreno per un isolamento più netto della Striscia di
    Gaza – limitando al minimo assoluto gli obblighi di Israele verso i
    palestinesi.

    Diverse settimane fa, Barak ha detto che Israele "si sta avvicinando"
    a un'operazione più ampia nella Striscia. Così come il primo ministro
    Ehud Olmert e il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi, Barak non è
    entusiasta di questa possibilità. Sa che non sarà facile, e che non ci
    sono garanzie per un esito positivo. Numerosi soldati saranno uccisi
    così come molti palestinesi innocenti, in quanto l'Idf farà ricorso a
    un massiccio bombardamento di artiglieria prima di mandare la fanteria
    negli affollati agglomerati dell'area. Questa sarà una "guerra
    sporca", molto feroce, che vedrà scene di distruzione simili a quelle
    del 2006 nel Libano meridionale. La sola eccezione: al contrario che
    in Libano, qui la popolazione non ha dove fuggire.

    In più, Ashkenazi ha detto all'esecutivo che egli sosterrà
    un'offensiva solo se di lunga durata. Se dopo diverse settimane di
    combattimenti, all'Idf sarà concesso di compiere arresti e accumulare
    materiale di intelligence, allora il capo di Stato maggiore condivide
    il senso dell'operazione.

    Fonti della Difesa affermano che le sanzioni porteranno i miliziani a
    intensificare i loro attacchi per dare prova di non soccombere alla
    pressione di Israele. E visto che le sanzioni non saranno severe –
    tali da non creare una crisi umanitaria – non avranno conseguenze
    pratiche. In questo momento ci si aspetta che la penuria di benzina
    avrà un effetto maggiore che le interruzioni della fornitura di
    elettricità – che avviene normalmente a causa dei guasti della rete.

    La decisione delle sanzioni rappresenta anche un tentativo di
    manifestare la volontà di disimpegnarsi totalmente da Gaza. In questo
    modo Israele sta mandando un messaggio alla leadership palestinese
    della Striscia secondo cui essa deve cercare delle alternative, per
    quanto minori, ai beni e ai servizi provenienti da Israele. Ciò
    riguarda il giorno dopo il vertice di Annapolis. Il fallimento del
    summit può condurre il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud
    Abbas nelle braccia di Hamas. In vista di tale eventualità, Israele
    sta elevando un grosso segnale stradale all'uscita da Ramallah: La
    strada per Gaza è chiusa.

    (Traduzione di Carlo M. Miele)

    http://www.osservatorioiraq.it/modul...ticle&sid=5156

  7. #7
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    GAZA VIVRA’
    Appello per la fine di un embargo genocida
    Firma subito anche tu!
    Tutte le firme devono essere inviate a info@gazavive.com
    e verranno pubblicate su www.gazavive.com
    Oltre a nome e cognome è importante comunicare la città e la qualifica di ogni firmatario
    SIAMO A QUOTA 2.073

    Potete leggere l’elenco completo delle firme su www.gazavive.com
    La lista è aggiornata a lunedì 29 ottobre.
    La raccolta continua: diamoci da fare!


    per costruire insieme le prossime tappe della campagna

    DOMENICA 11 NOVEMBRE
    ore 10 – Sala del Dopolavoro Ferroviario
    Via Alamanni 4 – presso la stazione di S. Maria Novella
    FIRENZE
    Assemblea nazionale

    L’assemblea di Firenze servirà a stabilire le prossime tappe della campagna per Gaza.
    Invitiamo quindi tutti ad essere presenti, per poter discutere e decidere insieme.

    *************

    In questo bollettino pubblichiamo:
    - Non è vita: si fa più drammatica la situazione a Gaza
    - L’appello con i primi firmatari
    *************

    NON E’ VITA
    Si fa più drammatica la situazione a Gaza

    La nostra campagna di solidarietà con la popolazione di Gaza, malgrado la sordina dei grandi mezzi di comunicazione, sta ottenendo il successo che speravamo. Se i firmatari dell’Appello sono già più di duemila, decine sono i comitati che lo sostengono, moltissimi i siti e i blog che l’hanno raccolto e rilanciato.
    Tuttavia occorre fare di più, molto di più. La situazione a Gaza si fa infatti ogni giorno più drammatica. Non deve trarre in inganno il fatto che Israele sia tornato sui suoi passi, annullando la decisione di cessare del tutto il rifornimento di carburanti. Mentre sopraggiunge l’inverno le autocisterne che possono ancora attraversare i valichi di Heretz o Rafah non sono minimamente sufficienti a soddisfare i bisogni energetici primari della popolazione. L’energia elettrica che Israele fornisce col contagocce (Gaza non può produrla in proprio a causa della distruzione dell’unica centrale elettrica esistente) assicura la corrente solo per poche ore. Gli stessi ospedali non possono garantire il loro servizio sanitario a causa di ricorrenti black-out. Metà della popolazione, vittime anzitutto i bambini, è sottoalimentata a causa del severissimo filtro sull’importazione degli stessi generi alimentari di prima necessità.

    Coloro che ci hanno criticato, ritenendo inammissibile l’equiparazione tra la politica israeliana e quella nazista, coloro che ritengono inconcepibile parlare di «genocidio in atto», dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza. Cos’altro è, se non un genocidio, affamare un intero popolo? Chi altri, se non i nazisti di un tempo, diedero i natali alla politica di colpevolizzare e strangolare un intero popolo a causa delle azioni partigiane di resistenza (politica vietata dal diritto umanitario internazionale e da tutte le convenzioni di guerra)?

    La verità è che Israele, malgrado il ritiro delle sue truppe avvenuto nell’agosto 2005, resta una forza occupante poiché esercita un totale controllo sulla vita quotidiana degli abitanti di Gaza. Israele controlla pienamente lo spazio aereo della Striscia palestinese, quello marittimo, i confini e i valichi di frontiera. Decide unilateralmente cosa può passare e cosa non deve passare.

    La situazione, già gravissima dopo l’avvio dell’embargo nel gennaio 2007 (decretato come ritorsione per la vittoria elettorale di Hamas), è diventata tremenda dopo la decisione israeliana del settembre scorso di dichiarare Gaza «Entità ostile».

    Quella che abbiamo sotto gli occhi è in poche parole una vera e propria CATASTROFE UMANITARIA.

    Quello che deve suscitare scandalo e riprovazione non è dunque il nostro modesto tentativo di spezzare l’isolamento di Gaza, quanto invece la collusione della comunità internazionale con Israele e, se ci è consentito, l’indifferenza dei partiti e dei movimenti che pur dicono di stare dalla parte del popolo palestinese. Il nostro Appello è infatti stato raccolto da singoli cittadini e da buona parte dei comitati di solidarietà con la Palestina, ma si è imbattuto nel muro del disinteresse di quei partiti e di quei movimenti. Questa indifferenza, mascherata dietro alla foglia di fico della dalemiana «equivicinanza», aiuta obiettivamente Israele nella sua politica genocida.

    Alcuni giustificano la propria ignavia col pretesto che Hamas avrebbe compiuto un «colpo di stato», cacciando con la forza da Gaza il partito di al-Fatah. Altri ancora denunciano l’applicazione a Gaza della Shari’a.
    Entrambe queste cose sono false. Al-Fatah in quanto partito è ancora presente a Gaza, così come le altre formazioni palestinesi. Non al-Fatah è stata cacciata, ma i suoi pretoriani delle cosiddette «Forze di Sicurezza», che il proconsole del Presidente Abu Mazen, Dahlan, utilizzava per sabotare le deliberazioni del governo presieduto da Ismail Haniya. In qualsiasi altra parte del mondo un governo legittimamente eletto ha il diritto-dovere di far applicare le sue decisioni. In nessuna altra parte del mondo sarebbe stato definito un «golpe» l’esercizio delle proprie funzioni da parte di un governo votato a larghissima maggioranza. E’ infine del tutto falso che il governo di Ismail Haniya stia applicando la Shari’a.

    Smascherare le colossali bugie che vengono diffuse, contrastare la campagna di disinformazione, sono quindi due momenti indispensabili per abbattere il muro dell’insensibilità e dell’indifferenza.

    I nostri mezzi sono modesti e non ci facciamo illusioni. La raccolta di firme sull’Appello è però solo il primo momento della nostra campagna. Il secondo, quello più importante, sarà l’invio di una delegazione a Gaza, che verrà ricevuta dalle autorità palestinesi, dalla varie forze politiche, dalle comunità religiose come pure dalle molteplici espressioni della viva società civile di Gaza.

    Forse questo è solo un sassolino nell’infernale macchina da guerra israeliana. Ma a volte anche i sassolini hanno contribuito ad incepparla.

  8. #8
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    Morire di attesa a Gaza, la storia di un palestinese malato di cancro
    di Carlo M. Miele
    da Osservatorio Iraq del 08/11/2007


    A Gaza si può morire anche di attesa. È il caso Mahmoud Abu Taha, un 20enne palestinese ammalato di cancro, che è morto lunedì scorso all’attraversamento di Erez, dopo aver aspettato per diverse ore il permesso di ingresso nello Stato ebraico.

    La storia di Mahmoud ha inizio nell’agosto del 2007, quando gli viene diagnosticato un cancro all’intestino tenue. Dopo una prima fallimentare operazione all’ospedale Nasser di Khan Yunis e una lunga chemioterapia all’European Hospital di Gaza, i medici decidono che è necessario un nuovo intervento di emergenza, che si può effettuare solo nelle strutture ospedaliere israeliane.

    Diversi tentativi compiuti da allora per ottenere il permesso da Tel Aviv (necessario da quando Israele ha imposto, a giugno, l’embargo sulla Striscia) falliscono. In uno di questi, il padre del paziente palestinese, che tentava di accompagnarlo al nuovo ospedale, viene arrestato dallo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano.

    Nel frattempo Mahmoud continua ad aspetta un permesso che non arriva. A causa della penuria di medicinali dettata dall’assedio, i medici sono costretti a ridurgli le somministrazioni quotidiane di soluzione vitaminica da tre a due, causandogli la perdita di un terzo del suo peso corporeo.

    Il via libera arriva solo pochi giorni fa, dopo tre tentativi andati a monte. La sua ambulanza attendere diverse ore al check-point prima di poter passare, ma Mahmoud muore poco dopo essere entrato in Israele.

    Ragioni di sicurezza

    Ufficialmente, lo Shin Bet nelle precedenti occasioni si era rifiutato di permettere l'ingresso del giovane palestinese in Israele – anche dopo la concessione del permesso dal Dipartimento amministrativo per la coordinazione ed il contatto dell'Esercito israeliano - per ragioni di sicurezza.

    Nella ricostruzione del servizio di sicurezza di Tel Aviv “Abu Taha è arrivato ad Erez durante un allarme specifico a riguardo di un attacco terroristico al posto di confine. Poiché non era permesso compiere su di lui un controllo di sicurezza, gli è stato impedito l'ingresso in Israele”.

    Il padre di Mahmoud, invece, è stato arrestato per il sospetto coinvolgimento in attività terroristiche.

    Vittime dell’embargo

    Mahmoud non è l’unica vittima dell’embargo israeliano, imposto a Gaza nel giugno 2007 e sostenuto da Stati Uniti e Unione europea. In cinque mesi – denuncia Human Rights Watch – sono tre i palestinesi morti a seguito del rifiuto del permesso di espatrio.

    L’assedio, accompagnato da penuria di medicine e attrezzature minime, continua a devastare il sistema sanitario locale e aggrava una situazione già difficile, condizionata da scarsità di cibo, acqua ed elettricità. In questo momento – denuncia l’organizzazione non governativa israeliana B’Tselem - il sistema sanitario di Gaza è in grado di fornire solo servizi minimi, mentre la qualità dei trattamenti medici sta peggiorando in maniera rapida e preoccupante.

    Chi è gravemente ammalato non ha alternativa che cercare di andare all’estero per ottenere le cure adeguate. La scelta è tra Egitto, Giordania o Israele, il più vicino dei tre, ma l’impresa è sempre più ardua, in quanto i palestinesi che vogliono lasciare Gaza hanno bisogno del permesso di Tel Aviv, spesso negato per ragioni di sicurezza.

    Secondo la denuncia di diverse organizzazioni umanitarie, il divieto di passaggio anche per i malati terminali sta diventando la norma a Gaza. Attualmente – afferma il ministero palestinese della Salute - sono sei i casi critici di malati che attendono il trasferimento in strutture ospedaliere all’estero.

    A quelli come Mahmoud Abu Taha che riescono a ottenere il permesso non rimane che restare a Gaza e attendere la morte.

  9. #9
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    Predefinito Imponente manifestazione di Fatah a Gaza: la polizia di Hamas uccide 7 manifestanti

    Imponente manifestazione di Fatah a Gaza: la polizia di Hamas uccide 7 manifestanti

    Citta' di Gaza, 171
    M.O.: SCONTRI A GAZA PER ANIVERSARIO ARAFAT, 7 MORTI
    Almeno sette morti e centocinquanta feriti sono il bilancio provvisorio di scontri scoppiati tra simpatizzanti di Fatah e la milizia di Hamas durante un'imponente manifestazione nella citta' di Gaza per commemorare Yasser Arafat, il leader storico palestinese morto l'11 novembre del 2004 all'eta' di 75 anni in un ospedale di Parigi. Il centro della citta' e' stato inondato dalle bandiere gialle di Fatah, la componente dell'Olp fondata da Arafat e ora presieduta da Abu Mazen, quando secondo testimoni la Forza Esecutiva di Hamas ha aperto il fuoco sui dimostranti che inneggiavano contro di loro "sciiti, sciiti", accusandoli di essere agenti al soldo dell'Iran e della Siria. Centinaia di migliaia di persone avevano invaso poco dopo le 11 le strade della citta' di Gaza, la piu' grande manifestazione organizzata dal partito laico Fatah da quando lo scorso giugno gli estremisti islamici di Hamas con un sanguinoso colpo di mano hanno assunto il controllo della Striscia di Gaza costringendo il presidente Abu Mazen a riparare nella Cisgiordania occupata.

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...ml?ref=hpsbdx1
    Myrddin

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Imponente manifestazione di Fatah a Gaza: la polizia di Hamas uccide 7 manifestanti

    Citta' di Gaza, 171
    M.O.: SCONTRI A GAZA PER ANIVERSARIO ARAFAT, 7 MORTI
    Almeno sette morti e centocinquanta feriti sono il bilancio provvisorio di scontri scoppiati tra simpatizzanti di Fatah e la milizia di Hamas durante un'imponente manifestazione nella citta' di Gaza per commemorare Yasser Arafat, il leader storico palestinese morto l'11 novembre del 2004 all'eta' di 75 anni in un ospedale di Parigi. Il centro della citta' e' stato inondato dalle bandiere gialle di Fatah, la componente dell'Olp fondata da Arafat e ora presieduta da Abu Mazen, quando secondo testimoni la Forza Esecutiva di Hamas ha aperto il fuoco sui dimostranti che inneggiavano contro di loro "sciiti, sciiti", accusandoli di essere agenti al soldo dell'Iran e della Siria. Centinaia di migliaia di persone avevano invaso poco dopo le 11 le strade della citta' di Gaza, la piu' grande manifestazione organizzata dal partito laico Fatah da quando lo scorso giugno gli estremisti islamici di Hamas con un sanguinoso colpo di mano hanno assunto il controllo della Striscia di Gaza costringendo il presidente Abu Mazen a riparare nella Cisgiordania occupata.

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...ml?ref=hpsbdx1

    Veramente peacereporter riporta 3 morti e Infopal ne riporta 5 inoltre fa presente che ci sono diversi feriti anche tra le fila di Hamas che accusa le brigate di Al Aqsa che è l'ala ARMATA di al Fatah di aver sparato per primi(http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=44651 e http://www.infopal.it/testidet.php?id=6789). Comunque a parte questo e a parte la tendenziosità solita dell'articolo (l'informazione prevederebbe la mancanza di giudizi quando la si riporta (altrimenti diventa Propaganda e l'ha inventata Mussolini) ti prego di non postare più notizie e aggiornamenti in quanto come forum abbiamo deciso di evitare di inserirli giornalmente per poi una volta a settimana pubblicare online un bollettino settimanale "firmato" dalle Comunità Proletarie Resistenti sul nostro blog.
    Comunque interessante riportare sempre dalla fonte Infopal riportata sopra questa dichiarazione di Barhoum che è portavoce di Hamas: ""Onoriamo e rispettiamo Yasser Arafat perché egli rifiutò di svendere i diritti del nostro popolo in questa santa terra".
    E sempre Infopal riporta che "ieri Fatah ha fatto entrare nella Striscia di Gaza bandiere, striscioni al posto degli attesi prodotti alimentari e medicinali, e fanno notare che infiltrati avrebbero "provocato" ad hoc il caos e le violenze scatenate oggi."
    Anche questa notizia è riportata dalla fonte Infopal che ho linkato sopra.

    A luta continua

 

 
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