(AGI) - Roma, 19 nov. - "Dobbiamo concorrere alla nascita di questo partito popolare italiano, esattamente come avviene oggi in Europa, dove siamo tutti insieme nel PPE. Dobbiamo quindi concorrere nel centrodestra a realizzare quello che il partito democratico ha gia' fatto nel centrosinistra". Carlo Giovanardi apre al progetto di Silvio Berlusconi e, intervistato dal quotidiano online 'Affaritaliani.it', aggiunge che "l'Udc dovrebbe certamente sciogliersi, perche' non possiamo rimanere fermi davanti a un processo di aggregazione che e' avvenuto nel centrosinistra, continuando con le liti attuali". Se Casini e Cesa dicessero no "dovrebbero spiegare che cosa fare di fronte a una realta' elettorale del 30 per cento dei cittadini che guardano con favore a questa ipotesi. E i piu' convinti sono proprio i nostri elettori. Se non si concorre a questo, l'Udc chi rappresenta?. Io - aggiunge - intendo concorrere a questa esperienza, con i tempi e i modi che devono essere studiati".
Con un sistema elettorale alla tedesca il partito promosso da Berlusconi potrebbe essere la nuova Dc? "Noi popolari-liberali abbiamo fatto il convegno a Verona e abbiamo chiesto a Berlusconi proprio di rompere gli indugi e di muoversi. Non e' il partito di Berlusconi, che oggi c'e' e domani non piu'.
Nasce il partito popolare come quello spagnolo e la Democrazia Cristiana tedesca. Berlusconi lo promuove e tutti devono concorrere. Sono i partiti marginali che svolgono il ruolo di ago della bilancia. In Germania i liberali si sono alleati a volte con la destra e a volte con la sinistra. Ma i grandi partiti popolari sono alternativi alla sinistra, come avviene in Spagna, in Grecia e in Francia. Poi ci sono momenti straordinari in cui si arriva alla grande coalizione. Non sono l'ago della bilancia. In Germania c'e' stata l'eccezione che conferma la regola".
http://www.agi.it/ultime-notizie-pag...m1078-art.html
POL) Ppl, Udc: no di Cesa, il partito si interroga
Roma, 19 nov (Velino) - “L’Udc non c’è e non c’era neanche prima”. È il segretario Lorenzo Cesa ad annunciare il “no” dei centristi di Pier Ferdinando Casini al Partito del popolo della libertà. Un nuovo soggetto che, secondo Cesa, non rivoluziona lo scenario politico: “Chiamare un partito FI o ‘del popolo delle libertà’ non cambia, il leader resta sempre Silvio Berlusconi”. Ma che può, invece, rappresentare una novità in fatto di riforme: “Ci fa piacere che Berlusconi abbia aperto a una nuova fase chiedendo anche lui, come facciamo noi da un anno, la riforma della legge elettorale nel senso che noi volevamo, cioè con il sistema tedesco”. Insomma, dice Cesa, “ognuno ha la sua storia. A noi interessa il rafforzamento nel centrodestra dell’area moderata che si ispira ai principi e ai valori del Ppe”. La linea ufficiale dell’Udc, confermata dal segretario, non trova però d’accordo l’intero vertice del partito. Il deputato Carlo Giovanardi è molto interessato al Ppl e propone addirittura di “sciogliersi” nella nuova formazione: “Dobbiamo concorrere alla nascita di questo partito popolare italiano, esattamente come avviene oggi in Europa. Dove siamo tutti insieme nel Ppe – dice al quotidiano on line Affaritaliani.it –. Dobbiamo quindi concorrere nel centrodestra a realizzare quello che il partito democratico ha già fatto nel centrosinistra”. Per questo l’Udc “non può rimanere fermo davanti a un processo di aggregazione che è avvenuto nel centrosinistra, continuando con le liti attuali”.
Per il capogruppo del partito al Senato, Francesco D’Onofrio, l'Udc “dovrebbe cogliere la sfida posta da Berlusconi e dimostrare entro metà gennaio di saper trovare punto di sintesi tra Parlamento e popolo”. Quella di Berlusconi – secondo D'Onofrio – “non è una boutade ma una scelta politica seria”. Pensa agli spazi che si apriranno al centro, invece, il vicepresidente del Senato, Mario Baccini: “Cambierà molto a livello nazionale e ci sarà uno smottamento. Al centro ora si crea uno spazio per fare una cosa seria al servizio degli italiani”. “No” al nuovo partito, quindi, ma “sì” alle riforme: “L’apertura di Berlusconi sul modello tedesco ci riempie di gioia. Ora bisogna vedere se è vero perché, in politica, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Scettico il deputato Maurizio Ronconi: “L’Udc lavora per creare un vero Partito popolare in Italia che può nascere solo da una determinazione condivisa e non dalle provette di qualche aspirante alchimista. Ora invece si inizi a lavorare sulla legge elettorale tedesca che al momento appare la vera nota positiva di tutta la vicenda”.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=448950


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