Avanza la destra nelle scuole italiane
16 novembre 2007
ROMA - Un vento di destra (anche estrema) soffia nelle scuole italiane. E' quanto sta emergendo dai primi risultati delle elezioni studentesche.
Sia quelle per i rappresentanti di istituto, che quelle per le consulte provinciali. A Milano, ad esempio, il presidente della consulta studentesca appena eletto è di destra. Stesso discorso a Torino, ex roccaforte della sinistra, dove è stata ufficializzata l'elezione di Stefano Storelli, responsabile locale di Azione Studentesca, movimento vicino ad An.
Per non parlare di Roma dove anche le liste più estreme (spesso accusate di inneggiare al fascismo), vedi, ad esempio, quella del Blocco studentesco (Fiamma tricolore) stanno spopolando. E mentre la destra gongola, la sinistra fa autocritica e già si parla di assemblee e riunioni straordinarie "per fare il punto sull'accaduto".
Collettivi, autonomi e liste vicine ai sindacati ora si interrogano sul da farsi. Intanto chi avanza fa i conti del successo e festeggia. "Puntiamo a totalizzare almeno 10.000 preferenze in tutto il territorio provinciale di Roma e ce la possiamo fare - spiega Francesco Polacchi, esponente del Blocco studentesco - i primi dati parlano chiaro: abbiamo preso voti ed eletto rappresentanti in moltissime scuole".
A Roma il Blocco ora ha rappresentanti di istituto al Visconti (storico liceo blasonato storicamente schierato a sinistra), al Vivona, al Farnesina (qui i rappresentanti sono due su quattro, ma la scuola è una roccaforte della destra), al Malpighi. La lista ha preso voti e seggi ai parioli (quartiere bene della Capitale) al liceo Azzarita come in scuole periferiche quali il Nomentano e il Pacinotti. Per i ragazzi è "un trionfo. Anche ai Castelli romani abbiamo spopolato".
E in Consulta provinciale, secondo i primi calcoli, l'estrema destra totalizzera una sessantina di rappresentanti, l'anno scorso erano sono 12. Ma a Roma tengono le scuole considerate storiche roccaforti della sinistra come il Mamiani e il Virgilio dove l'estrema destra non ha candidato nessuno per evitare il prevedibile massacro.
Tra i commenti al voto in corso arriva anche quello del presidente nazionale di Azione Universitaria (An), Giovanni Donzelli, intanto, che esulta e spiega "i segnali di questa tendenza giovanile si erano già manifestati in primavera quando abbiamo raccolto valanghe di consensi nelle università italiane per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari nel quale il centrodestra unito ha poi eletto il suo presidente".
La ricetta del successo della destra? "un lavoro capillare che unisce al discorso politico il rapporto umano", dicono dal Blocco. Insomma l'accusa è: la sinistra parla antico, troppo politichese anni '70 e dice poche parole vicine alla "pancia" degli studenti. "E' vero, loro hanno saputo toccare gli umori dei ragazzi che li hanno votati, dovremo capire cosa è successo - riflette Andrea Baldini, della Sinistra giovanile di Roma - ma questa avanzata avrà un prezzo: spesso il modo di fare politica di queste liste è violento e minaccia il dialogo democratico dentro le scuole".
(Ami/ Dire)




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