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  1. #1
    Meda sabios paris
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    Predefinito Sa vittoria at a benner a sa sola

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2179&parametro=economia[/url]
    Italia: destino argentino
    Maurizio Blondet
    01/08/2007

    Fino al giorno in cui «sarà espulsa o sceglierà di fuggire dalla zona euro, l’Italia subirà una crocifissione argentina»: è la diagnosi di Bernard Connolly, già capo delle ricerche economiche alla commissione Europea ed ora analista strategico della Banque AIG.
    L’Argentina si crocifisse agganciando la sua moneta al dollaro: l’effetto sulla sua economia troppo debole per una valuta forte furono perdita di competitività, rincari, fuga di capitali, e infine bancarotta e miseria di massa.
    Secondo Connolly, l’Italia si è crocifissa entrando nell’euro troppo forte, anzi oggi più forte che mai dato il calo del dollaro.
    Lo spiega uno dei migliori giornalisti economici britannici, Ambrose Evans-Pritchard.
    L’Italia sta peggio perché è la peggio governata, ma serie crisi attendono entro il 2009 tutte le economie deboli dell’euro, il Club Med: Spagna in depressione, Portogallo, Grecia ed anche Francia.
    Il perchè è facile a dirsi: la Germania ha guadagnato in competitività il 20% per unità di costo del lavoro contro la Francia, il 30% contro la Spagna, e il 40% contro l’Italia.
    Sicchè solo la Germania è in grado di assorbire il rincaro dell’euro, ed infatti è la più grande esportatrice.
    Grazie al fatto che ha potuto abbassare le paghe reali.
    In Italia, col governo delle sinistre e dei sindacati, e dei parassiti pubblici, ciò non può avvenire. Dice Evans-Pritchard: «Solo quando una severa recessione obbligherà i salari italiani a calare abbastanza da fare la differenza [con la Germania: il 40% in meno] potrà recuperare la competitività perduta contro i tedeschi che godono di bassa inflazione. Il deficit pubblico diventerà astronomico. E l’Italia non potrà uscire da questo circolo vizioso se i tedeschi non accettano di tollerare un’inflazione molto più alta nella zona euro».
    Ma perché la Germania dovrebbe?

    Non siamo la stessa nazione.
    Loro sono stati virtuosi con grandi sacrifici, e noi no.
    Perché la formica dovrebbe accollarsi i pesi della cicala?
    Come dice il giornalista inglese, «Diverrà sempre più evidente che l’euro non è una sacra unione, ma solo un sistema di cambi fissi glorificato. L’euro è una valuta orfana, senza Stato. Ossia manca dei meccanismi che rendono possibile alla lunga il funzionamento di una unione monetaria: unificazione del debito, unificazione delle pensioni, una tesoreria e trasferimenti fiscali comuni».
    Crocifissa ad una valuta di fatto «tedesca» e sempre più forte, l’Italia esporta sempre meno, soffre di alta inflazione interna e s’indebita sempre più nella moneta non più nazionale.
    Più dura la debolezza del dollaro sull’euro, più diventa probabile che i forti dell’eurozona finiscano per sbattere fuori l’Italia.
    Allora torniamo ad una lira a cui nessuno più crede?
    Avendo accumulato debito in euro?
    Attenzione, non si tratta di previsioni fantastiche.
    Goldman Sachs già consiglia clienti e investitori di andare «short» (in pratica di scommettere al ribasso) sui Buoni del Tesoro italiani e francesi, e di essere «lunghi» (a rialzo) sui BOT tedeschi.
    E’ un invito ad avviare una speculazione che punta sulla divergenza tra forti e deboli nell’euro-zona, e di fatto aumenterà tale divaricazione con effetti disastrosi per noi: gli stessi che fruttarono tanti miliardi a Soros negli anni ‘90 e in cui Ciampi e Amato fecero perdere all’Italia 60 mila miliardi di lire.
    Ora dovremo ringraziare Prodi e Padoa Schioppa (oltre che sindacati e parassiti pubblici)
    del disastro imminente?
    La sola (magra) consolazione è che anche Goldman Sachs vede quotare le sue obbligazioni come spazzatura (junk bonds), insieme alle più titolate banche d’affari Lehman Brothers, Merrill Lynch e Bear Stearns.
    Anche il credito di questi giganti è ritenuto sempre meno solido.
    Nell’ultimo mese il valore dei titoli emessi da queste ha perso 1,5 miliardi di dollari di valore a Wall Street, segno che gli acquirenti (creditori) ritengono che il rischio di detenere i «buoni» di Goldman, Merrill e Lehman sia alto e crescente.
    La causa sottostante sono sempre i fallimenti dei debitori USA che hanno ottenuto i mutui per la casa, benchè di scarsa solvibilità.

    Ora le grandi banche d’affari hanno accumulato 33 miliardi di dollari di titoli da esse emessi, e che non sono riuscite a vendere.
    E il peggio è che le stesse banche hanno pure promesso di raccogliere altro debito per 300 miliardi di dollari onde finanziare le grandiose fusioni-acquisizioni e buy-outs annunciati quest’anno.
    Nell’euforia di poche settimane fa, sembrava facile trovare compratori di quella carta.
    Ora, i compratori sono diventati sospettosissimi.
    Lo indica il prezzo dei credit default swaps, derivati che sono praticamente delle assicurazioni contro l’insolvibilità delle suddette grandi banche.
    Quelli su Bear Stearns, che a giugno costavano 30 mila dollari, oggi costano 145 mila dollari: costa di più assicurarsi, perché il rischio d’insolvenza è sentito come più prossimo.
    Questo rincaro della «polizza» dice che in pratica il rating di queste super-banche, che ancora è ufficialmente AAA (il massimo della solidità) dovrebbe essere ridotto - secondo i parametri di Moody’s - a Aa3 per Goldman, e Ba1 per Merrill e Lehman.
    Insomma junk bonds.
    I trucchi del «plunge protection team», che sta iniettando liquidità, non funzionano più.
    Il cavallo non beve, come si diceva una volta.
    I creditori non vogliono più rischi.

    Come sempre è accaduto, con regolare ricorrenza, il capitalismo finanziario a briglia sciolta precipita nella recessione e nel gelo mondiale.
    Ma il mal comune non sarà per l’Italia un mezzo gaudio: anzi al contrario.

    Maurizio Blondet


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    Unu pagu de passentzia. In 2 annos sos Sardos s'ana a abitzare itte keret narrer esse sutta s'Istadu itaglianu e tando.... bi semus nois!

  2. #2
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    ddu apu sèmpiri pensau...s'itàlia acanta de acabai a cagadura...

  3. #3
    meglio soru
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    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    ddu apu sèmpiri pensau...s'itàlia acanta de acabai a cagadura...
    il vero problema è che in questo mare di merda ci siamo anche noi...

  4. #4
    Meda sabios paris
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    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares Visualizza Messaggio
    il vero problema è che in questo mare di merda ci siamo anche noi...
    Parafrasende un'attera persona:
    "Sos Sardos innantis de si torrare a iskidare deven buffare sa tazza rankida fintzas a sa feghe...."

  5. #5
    100% sardu
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    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares Visualizza Messaggio
    il vero problema è che in questo mare di merda ci siamo anche noi...
    ti ha risposto perfettamente kornus, fino a quando ci sarà il pane, pochi avranno la voglia di far nascere una repubblica nuova, la gente pensa, meglio un pezzo di pane ora che il non lo so domani!

  6. #6
    meglio soru
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    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    ti ha risposto perfettamente kornus, fino a quando ci sarà il pane, pochi avranno la voglia di far nascere una repubblica nuova, la gente pensa, meglio un pezzo di pane ora che il non lo so domani!
    infatti, sono d'accordo...

  7. #7
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    deo sò seguru chi sa sardigna at a diventare repubblica,su problema est su "cando"....isperamus de lu poder biere....

 

 

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