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lunedì, 19 novembre 2007

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

E se smettete sarà meglio per voi...

trascrizione del discorso audio
dell’Emiro dello Stato Islamico dell’Irâq
Shaykh Abû ‘Umar al-Qurayshî al-Hussayn al-Baghdadî
حفظه الله تعالى

La Lode spetta soltanto ad Allah. Noi Gli rendiamo grazie e ricerchiamo la Sua Via e il Suo perdono. Lo imploriamo di allontanarci dal male e dalle cattive azioni. Colui che sia guidato da Allah, non sarà mai perduto; ma colui che è perduto, non potrà mai essere guidato.
Testimonio che non vi è altra divinità all’infuori di Allah, senza associati, e che Muhammad è il Suo servo e il Suo Messaggero.
Seguitando (Amma Ba’d)
Ogni parola pronunciata o atto compiuto ha una ripercussione in questa vita e nell’Altra: dal bene risulterà il bene, e dal male risulterà il male.
Come prova, citerò due hadîth (tradizioni profetiche):
Il primo fu citato da at-Tirmidhi, da Mu‘âdh ibn Jabal (radiAllahu ‘anhu), che chiese al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Messaggero di Allah, l’Onnipotente tiene conto delle nostre parole?”. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “Guai a te! Vi è (forse) qualcosa che possa precipitare la gente nel Fuoco, se non la messe della loro lingua!?”.
Il secondo è un hadîth qudsî, riportato dall’Imâm Muslim, in cui è detto: “O Miei servi! Non vi è alcuna delle vostre azioni di cui io non tenga il conto. Io ho stabilito una contabilità di cui Mi renderete conto, poiché colui che trovi il bene deve glorificare Allah, e colui che trovi il male non deve prendersela che con se stesso”.
Precedentemente, abbiamo fatto il punto delle nostre vittorie nel corso di quattro lunghi anni di santo Jihâd.
Ma per quanto riguarda i Curdi, che cosa hanno guadagnato?
E gli Shi’iti in Irâq?
Infine, qual è la nostra posizione nei confronti dell’Iran?
In primo luogo:
È ingiusto colui che sostenga che i Curdi sono un popolo senza storia, perché se noi ci immergiamo nel loro passato, troveremo sicuramente che trabocca di fatti onorabili, di eroi gloriosi e di nomi celebri nel dominio della scienza, ma anche in quello del lavoro.
Essi furono l’orgoglio della civiltà islamica e ciascuno si ricorda di nomi tanto celebri come “Ibn as-Salah”, l’eminente specialista Curdo dell’hadîth, che tradusse “Dhari’atu-t-tîb fî Usûl al-Hadîth”, o ancora del giurista e linguista Curdo “Ibn al-Hajib”, senza parlare del valoroso combattente Curdo “Salâhu-d-Dîn” (il Saladino), liberatore di Gerusalemme, colui che spezzò le croci e annichilì lo Stato fanatico shiita Ubaydiyya, le cui azioni sono ancora su tutte le labbra e nei cuori di tutti (pace su di lui e sulla sua famiglia, gli Ayyubidi).
Dopo che i Fatimidi ebbero assunto il controllo di Damasco, imposero i rituali shiiti, e l’Egitto restò sotto la dominazione shiita per più di duecento anni. Questa situazione perdurò finché lo Stato di “Nuru-d-Dîn” e di “Salâhu-d-Dîn al-Ayyûbî” presero il sopravvento su questi Paesi, imponendo una severa disfatta agli Shiiti. Ieri il nome dei loro padri fu lodato in tutto il mondo Islamico grazie al Jihâd che condussero.
Ma oggi, si è operato un rovesciamento della situazione. Ormai, i dirigenti Curdi lavorano alla perennizzazione di uno Stato shiita nel Paese dei Due Fiumi (Irâq). Si tratta di un’amicizia soggettiva da entrambe le parti.
L’odio occulto degli Shiiti per Salahu-d-Dîn (che Allah abbia misericordia di lui) è noto a tutti, e la loro ostilità nei confronti dei Curdi è antichissima. Quest’odio fu ispirato da delle parole falsamente attribuite a Ja’far as-Sadiq (che Allah abbia misericordia di lui), secondo cui i Curdi sarebbero stati in origine dei Jinn, e non sarebbe permesso prenderli come sposi/e, né mangiare il loro cibo.
Ed è questa l’attitudine che adottano coloro che, simili a dei camaleonti, si adattano all’ambiente, manifestando interesse per una divinità qualunque, invece che votare tutta la loro adorazione ad Allah (‘azza waJalla).
Mentre nel passato il combattente Curdo era un vero lupo che si accaniva sui nemici di Allah, ormai è divenuto un alleato dei crociati: il lupo si è trasformato in agnello. Infatti, il vicepresidente Curdo “Muhammad ‘Uthman” ha avuto l’audacia di dichiarare – in occasione del quarto anniversario dell’occupazione americana – che i Curdi preferiscono che le truppe americane rimangano stanziate in Irâq, così li proteggeranno dai pericoli rappresentati dai Turchi e dagli Iraniani.
Allo stesso modo, il giornale “Asharq al-Awsat” ha pubblicato degli articoli nei quali vengono descritte le festività organizzate dai Curdi nei territori curdi iracheni, in occasione del quarto anniversario dell’occupazione americana, come felici e cariche della gioia che ha portato loro il cambiamento.
Il vicepresidente curdo menzionato sopra ha dichiarato durante una conversazione telefonica con il giornale citato: “La caduta del governo Iracheno precedente ha cancellato tutti i timori del popolo Curdo nei confronti di un regime iracheno che cercasse di riannettere il loro territorio all’Irâq”, e ha aggiunto: “I Curdi che vivono nel Kurdistan Iracheno vivono meglio del resto degli Iracheni, laddove la sicurezza e l’ordine regnano”. Secondo l’agenzia France Presse, il Ministro della Cultura insiste anche sull’attuale leitmotiv dei diritti curdi, precisando al contempo che il nazionalismo curdo è una realtà senza la quale non si possono fare i conti in Medioriente.
Sono queste le conquiste di cui si vantano; non si preoccupano che del nazionalismo curdo, così come il grande difensore del passato nazionalismo arabo “Sate’ al-Husari”, che diceva:
Accogliete la miscredenza se può unificarci
E poi aprite le vostre porte all’Inferno.
Fermiamoci giusto il tempo di questi versi, per stimare cos’hanno raccolto i Curdi nel corso degli ultimi quattro anni, poi cerchiamo di stabilire un parallelo coi passi avanti da loro vantati:
In primo luogo:
Dal punto di vista della dottrina e della legislazione Islamica:
La testa della miscredenza (“at-Talabani” e “al-Barazani”) ha annullato ogni scienza e ogni insegnamento islamico nel Kurdistan, installandovi il comunismo, l’ateismo e la laicità, al punto tale che è divenuto del tutto normale che la gente abbandoni la preghiera. Così come disse il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “I nodi dell’Islâm saranno sciolti gli uni dopo gli altri, nel momento in cui uno di questi nodi sarà molle. E la gente si attaccherà al seguente. Il primo ad essere sciolto sarà la Legge, e l’ultimo sarà la preghiera”.
Così, essi hanno cominciato ad insultare i Sapienti, a minimizzare il loro ruolo, a farli sorvegliare ufficiosamente e ufficialmente, ad allontanare la gente da loro. Infine, hanno deformato le loro parole e li hanno obbligati a giustificare la loro apostasia e la loro miscredenza. Coloro tra i Sapienti che si sono rifiutati di prestarsi a questo gioco, sono stati arrestati e addirittura messi a morte.
In secondo luogo:
Dal punto di vista sociale:
Questa politica demagogica ha ingenerato la corruzione e la depravazione. Numerose pratiche inabituali regnano ormai nella società curda conservatrice, al punto tale che le donne hanno cominciato ad uscire con la testa scoperta, e addirittura totalmente nude. Inoltre, vi è stata una moltiplicazione delle case di tolleranza e delle rivendite di alcolici nelle città curde, sotto il protettorato ebraico.
In terzo luogo:
Dal punto di vista economico:
La povertà ha guadagnato terreno, i prezzi sono aumentati così come la disoccupazione, poiché l’aumento delle ricchezze delle due parti e il loro comportamento nei confronti del popolo è simile in tutto e per tutto al caso della sanguisuga che si attacca alla piaga aperta.
Ecco ciò che può essere detto a proposito delle pseudo conquiste di cui parlano i mentitori. Veramente, le si può descrivere citando il proverbio “a stomaco affamato, viso inebetito”, così non aggiungete alla fame la menzogna.
I Musulmani del Kurdistan dovrebbero sapere che il solo fatto di “distruibuire cibo” non li metterà al riparo dall’accusa di Kufr (miscredenza), e che ciò non scuserà affatto colui che apporti il suo sostegno agli apostati e ai miscredenti, e che si allei con essi contro i Musulmani.
I pii Compagni (radiAllahu ‘anhum) subirono ogni sorta di vessazione, come la fame, la povertà, e la “gola di montagna di Abi Talib”, dove furono esiliati per tre anni. Tuttavia, non soccombettero mai ad una qualsiasi forma di apostasia, in cambio dell’interruzione dell’assedio; al contrario, si dimostrarono pazienti, fermi nella loro attesa della ricompensa (thawab) da parte di Allah l’Onnipotente.
Allah ha decretato che coloro che credono saranno distinti da un marchio, che sarà in funzione del loro livello di fede, poiché Allah l’Onnipotente dice:

وَلَنَبْلُوَنَّكُمْ بِشَيْءٍ مِنَ الْخَوْفِ وَالْجُوعِ وَنَقْصٍ مِنَ الْأَمْوَالِ وَالْأَنْفُسِ وَالثَّمَرَاتِ وَبَشِّرِ الصَّابِرِينَ(155)
Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore, fame e diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti. Ebbene, da’ la buona novella a coloro che soffrono con pazienza (as-Sâbirîn) (Corano II. Al-Baqara, 155)
Ma come possono dei Musulmani apostatare e chiedere la sussistenza e la protezione ai kuffâr (miscredenti), quando Allah li ha così poco messi alla prova?
Allah l’Onnipotente dice:
وَفِي السَّمَاءِ رِزْقُكُمْ وَمَا تُوعَدُونَ (22)
Nel cielo c’è la vostra sussistenza e anche ciò che vi è stato promesso (Corano LI. Adh-Dhâriyât, 22)
E dice (Gloria a Lui, l’Altissimo):
وَمَنْ يَتَّقِ اللَّهَ يَجْعَلْ لَهُ مِنْ أَمْرِهِ يُسْرًا (4)
E chiunque tema Allah e compia i suoi doveri verso di Lui, troverà un’enorme facilità in ciò che intraprende (Corano LXV. At-Talâq, 4)
Per ciò che riguarda la nazionalità Curda, Jabir ibn Abdillah (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì, com’è riporato nei Sahîhayn: “Con l’esercito del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) invademmo il Paese. Fu allora che un uomo dei Muhâijrûn (Immigrati) cominciò a colpire un uomo degli Ansâr (Partigiani, Ausiliari); l’uomo degli Ansâr allora esclamò: “Oh Ansâr!”, e l’uomo dei Muhâjirûn: “Oh Muhâjirûn!”. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) li sentì e chiese: “Cosa succede?”. Gli spiegarono che uno dei Muhâirûn aveva colpito uno degli Ansâr, e di conseguenza ognuno aveva fatto appello alla sua nazione. Allora il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse loro: “Rinunciate a ciò, perché tutto questo è nauseabondo”.”
Ossia: rinunciate al fanatismo pagano; questo è un ordine senza appello, e l’ordine assoluto è “wajib” (obbligatorio); l’aggettivo “nauseabondo” è un elemento sufficiente che incita alla rinuncia, poiché implica un’estrema bruttura.
Ahmad, at-Tirmidhi e al-Hakim riportarono che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Colui che attribuisce un nome pagano (una denominazione della Jahiliyyah – epoca preislamica - fanatismo verso il padre, la tribù, ecc.) sarà precipitato all’Inferno”. Un uomo gli chiese: “Oh Messaggero di Allah, anche se prega e digiuna?”. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “Sì, anche se prega e digiuna. Chiamatevi come Allah vi ha chiamati. Vi ha chiamati Musulmani, Credenti, servi di Allah”.

È stato riportato che Salmân al-Farsî (radiAllahu ‘anhu) disse: “Mio padre è l’Islâm, non ho altro padre, anche se i miei antenati si fossero inorgogliti di appartenere ai Qays e ai Tanîm (tribù arabe importanti)”.
L’autore del libro “al-Fath al-Kabir” disse: “Reclamarsi ad un legame diverso dall’Islâm, per esempio l’appartenenza ad una nazionalità, non è permesso, e non vi è alcun dubbio che questa pratica sia vietata presso i Musulmani”.
Ash-Shawkani disse: “Ciò dimostra a che punto rivendicare un’appartenenza ad altra cosa che l’Islâm sia esecrabile, e quanto il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) avesse ciò in orrore”.
E imparate che coloro che predicano questo nazionalismo arabo hanno alla loro testa “Abu Jahl”, “Abu Lahab”, “Al-Walîd ibn al-Mughira”, e i loro omologhi dei governi infedeli.
Poiché la questione Curda riveste due aspetti: l’uno giusto e l’altro ingiusto. Non è bene trasformare il nazionalismo in fanatismo e in miscredenza, un fanatismo pagano opposto al fanatismo arabo, persiano o turco.
Mentre la verità risiede nella Parola di Allah (‘azza waJalla):
يَا أَيُّهَا النَّاسُ اتَّقُوا رَبَّكُمُ الَّذِي خَلَقَكُمْ مِنْ نَفْسٍ وَاحِدَةٍ وَخَلَقَ مِنْهَا زَوْجَهَا وَبَثَّ مِنْهُمَا رِجَالًا كَثِيرًا وَنِسَاءً
Uomini, temete il vostro Signore Che vi ha creati da un solo essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne... (Corano IV. An-Nisâ’, 1)
E:
هُوَ الَّذِي خَلَقَكُمْ مِنْ نَفْسٍ وَاحِدَةٍ وَجَعَلَ مِنْهَا زَوْجَهَا
Egli è Colui che vi ha creati da un solo individuo, e che da esso ha tratto la sua sposa... (Corano VII. Al-A‘râf, 189)
E nelle parole che pronunciò durante la khutba del suo Pellegrinaggio d’Addio: il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) lodò Allah, poi disse – come riportato in “at-Targhîb” da “al-Mundhry”: “Oh popolo, il vostro Dio è Unico e vostro padre (Adamo) è unico. Non vi è preferenza tra un Arabo e un non Arabo, tra un rosso e un nero, se non per la pietà”.
Ahmad riportò che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Allah l’Onnipotente vi ha liberati dal fanatismo pagano e dall’orgoglio di portare il nome dei vostri parenti. Non vi sono più, ormai, che dei pii credenti o dei miscredenti miserabili; noi siamo tutti figli di Adamo, e Adamo viene dalla polvere. Alcuni devono smettere ogni vanteria, oppure Allah li ridurrà ad uno stato inferiore a quello degli scarabei appiccicati agli escrementi”.

Quel che è giusto, è di distruggere queste frontiere artificiali che hanno separato il fratello dal fratello, o il padre dal figlio, che hanno rotto le relazioni tra Musulmani dello stesso sangue, che hanno confiscato le ricchezze, semplicemente perché sono i figli di Salahu-d-Dîn che sconfissero i crociati e i Magi shiiti in Egitto e nel Levante. E il più fondamentale dei loro diritti consiste nell’applicare la Legge di Allah, così come Egli ordinò ai Musulmani di applicarla.
Dunque, rivolgo un appello solenne a tutte le regioni del Kurdistan, affinché vengano ad unirsi allo Stato Islamico dell’Irâq, e ciò in particolar modo dopo che il battaglione del Kurdistan si è ritirato sulle montagne, e ha condotto le operazioni benedette contro i miscredenti e i loro alleati, nonostante le numerose barriere artificiali che si sono presentate loro, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, e le nostre operazioni benedette a Arbil e Makhmur ne sono degli esempi.
Allo stesso modo, le operazioni benedette a Sulaymaniyya e le sue montagne hanno costituito una seria svolta nel conflitto, poiché i Leoni delle montagne sono tornati per sconfiggere i due nemici laici – che sono furiosi contro l’Islâm e i Musulmani – e dietro a cui stanno gli Americani.
Oh discendenti di Salahu-d-Dîn!
Nel nome di Allah, noi non vi lasceremo in pasto ai laici, noi verseremo il nostro sangue per voi, ci intrometteremo per liberare la vostra regione dal marcio e dall’ateismo, perché la purezza della vostra identità Islamica sia preservata. Poiché quanto è vile colui che abbandoni la sua lealtà in nome della razza e dei partiti politici, invece che dedicarla alla religione e alla dottrina! Come è vile colui che preferisce la vita di quaggiù a quella dell’Aldilà.
Voglio cogliere l’occasione che mi è data qui, per salutare i Turkmeni sunniti dell’Irâq, questi eroi dell’Islâm. E noi diciamo loro: Che Allah vi benedica, voi siete un’occasione per ricordarci dei nostri predecessori che vinsero i Rûm (Bizantini) e tutti i miscredenti con la loro fede. Come aveva ragione “Ka’ab ibn Zuhayr” quando diceva: chiunque rassomigli a suo Padre, non può essere ingiusto.
Seguitando:
Che cosa hanno guadagnato gli Shiiti dell’Irâq?
Oh Rawafidh (Shiiti Rafiditi) dell’Irâq!
Per quanto tempo ancora seguirete l’aria che tira?
La nostra attitudine nei vostri confronti è chiara agli occhi di tutti, ma oggi ci rivolgiamo a voi nella speranza che vi pentiate e che prendiate coscienza delle vostre azioni.

Cosa avete guadagnato in quattro anni?
Prima di tutto:
Dal punto di vista della dottrina e della Shari‘ah:
Il vostro Kufr (miscredenza) non ha fatto che aumentare da quando vi siete alleati all’occupante miscredente. Avete fatto dei figli delle prime tribù arabe degli strumenti nelle mani dei Persiani, poi degli adepti delle sette di infedeli e apostati. Questa è una caratteristica che vi è propria e che si ritrova nei libri di storia: è un’abitudine per voi aiutare i nemici di Allah contro i Sunniti.
In secondo luogo:
Dal punto di vista dell’economia e dei servizi pubblici:
A – Degradazione dei servizi pubblici relativi all’erogazione di acqua, elettricità, carburante, e a quelli sanitari. La prima conseguenza è la comparsa di epidemie in alcune città del sud: in seguito a delle rotture di canalizzazioni e allo scarico delle acque nere nelle strade, le acque potabili sono state inquinate e le autorità sanitarie hanno notato un aumento notevole dei casi di insufficienza renale.
B – L’abbandono delle terre coltivabili ha provocato una desertificazione definitiva, in seguito all’assenza di elettricità e carburante, ma anche al pericolo che rappresenta ad ad-Diwaniyya la sostituzione delle colture risiere con la coltura del papavero, come citato in un precedente rapporto.
C – Accrescimento considerevole della fortuna degli Ayat (élites shiite) a Najaf e Karbala, così come delle milizie Badr e dei membri del partito Da’awa, formazione politica alla testa del Paese. L’arricchimento di questa gente che in precedenza si trovava in uno stato di bisogno, è stato compiuto in maniera deliberata a detrimento delle tribù arabe che sono state depredate e che si ritrovano umiliate da questa situazione orchestrata secondo un piano fomentato dai Persiani e noto a tutti.
D – Apparizione di casi di AIDS in proporzioni preoccupanti, soprattutto nelle grandi città come Basra (Bassora), Najaf e Karbala.
E – Aumento dei tossicodipendenti e comparsa di bande legate al crimine organizzato.
In terzo luogo:
Da un punto di vista politico:
A – Costanti litigi tra i partiti politici che vogliono spartirsi il potere senza lasciare nulla alla povera gente, considerata come carne da cannone nelle guerre che oppongono qui as-Sadr e al-Hakim, là al-Fadila, al-Hakim e as-Sadr. Le battaglie di Basra, di ad-Diwaniyya e di an-Nasiriyya ne sono una prova flagrante.
B – Si sacrificano gli autoctoni a profitto dei Persiani che vengono ad installarsi in Irâq e ai quali si offrono i luoghi più sicuri.
C – Ci si serve dei figli delle tribù arabe come di carne da cannone, e ciò non fa che rafforzare la dominazione persiana. Ma questi stupidi Persiani non raccoglieranno che la disgrazia in questa vita e il fuoco dell’Inferno nell’Aldilà.
D – Ribaltamento della demografia in certe regioni, e ciò a favore dei Persiani che vengono ad installarsi. Da parte loro, le popolazioni arabe sono obbligate ad abbandonare le loro case e le loro terre, per abitare nelle scuole, negli ospedali, e addirittura nei cimiteri. Questa situazione è stata suscitata da due cause:
1. La loro lotta contro Allah (‘azza waJalla), il Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e i Mujâhidîn, i Suoi pii servitori.
2. Il loro consenso ad accettare i Persiani come padroni.
Che cosa avete guadagnato da questo gioco, se non la disgrazia in questa vita e nell’Altra? Ma le porte del pentimento sono ancora aperte per voi! E non crediate che vi annienteremo tutti senza eccezione, nel caso in cui le redini del Paese ci fossero affidate. Poiché uccidere a caso, senza alcuna norma legittima, è proibito nella religione di Allah! Sarete trattati con la giustizia che ciascuno può attendere dalla Legge di Allah: il grido della verità vi guiderà sulla retta via e toglierà tranquillamente e con calma ogni sospetto. Ma se voi rifiutate tutto ciò, sappiate che l’ultimo giudizio appartiene ad Allah.
Seguitando:
Qual è la nostra attitudine nei confronti dell’Irân?
Si narra che un tempo, un re persiano si intrattenesse con uno dei suoi satrapi: “Che bella cosa sarebbe il regno, se fosse permanente”; gli rispose il satrapo: “Se (il regno) fosse permanente, non sarebbe arrivato nelle tue mani”.
Il saggio è colui che trae delle lezioni da ciò che gli altri gli dicono, poiché ciascuna cosa ha una fine. E non crediate, oh discendenti del traditore Ibn al-‘Alqami, che abbiamo dimenticato i vostri crimini storici.
Inoltre, sappiamo molto bene che il seme della Shi‘ah fu piantato per mano del giudeo Ibn Saba’a, ma abbiamo sempre voluto evitare lo scontro con voi, preferendo una politica legittima e sperando che traeste delle lezioni dalla storia. Poiché i vostri crimini sono stati più forti della fede, dell’esercito e della politica, e sono proseguiti senza che la religione o la morale ve ne dissuadessero. Il vostro settarismo non è che troppo evidente e la vostra ostilità contro i sunniti troppo apparente. Il vostro appello all’unità islamica non è che Taqiyya (menzogna) ed è in totale contraddizione con le vostre azioni, ed i crimini da voi commessi contro le popolazioni sunnite in Iran sono innumerevoli. Per citare qualche esempio:

A – L’Iran è rimasto sunnita per all’incirca nove secoli. Dopo la caduta del Califfato, il sunnismo era dominante in Iran, e fino a poco tempo fa i Sunniti erano maggioritari in questo Paese, mentre gli Shiiti non rappresentavano che qualche minoranza stipata in città come Qum, Kashan e Naisabur. Ma quando Ismaël, lo Shah Safavide, fu nominato capo del governo nel 907 H, obbligò i sunniti ad abbracciare lo shiismo, non lasciando loro la scelta che tra lo shiismo e la morte.
B – Avete demolito decine di moschee sunnite in Iran. E, mentre non c’è più neanche una moschea per le popolazioni sunnite a Teheran, i templi e le chiese sono legioni.
C – Numerosi sapienti, eruditi e specialisti sunniti sono frequentemente assassinati.
D – Confiscate le ricchezze dei sunniti.
E – Avete fatto sotterrare delle scorie nucleari a Brandram, e avete impedito ai contadini che lo desideravano di partire. La stampa iraniana ha menzionato che un numero notevole di oppositori a questa politica furono arrestati e torturati, mentre centinaia di contadini restano assediati a Brandram dalle forze governative.
F – Le popolazioni sunnite incontrano numerosi problemi educativi: viene impedito ai loro figli di frequentare le università, così come si pongono ostacoli agli insegnamenti religiosi per i sunniti.
Per ciò che riguarda i vostri crimini in Afghanistan, conviene ricordare che il vostro ruolo in tutti gli orrori che vi hanno avuto luogo è molto notevole. I vostri partiti politici che sostenevano i Rawafidh (Shiiti) a Bamian e nel nord del Paese non hanno tirato nemmeno un colpo sull’occupante russo comunista, ma al contrario, hanno imposto un pesante tributo alle carovane di Mujâhidîn, massacrandoli non appena possibile. Poi, quando è crollato il regime comunista, le Guardie della Rivoluzione Iraniana hanno preso parte agli orribili massacri perpetrati contro il popolo sunnita di Kabul: hanno mutilato le donne sunnite strappando loro i seni; chiedevano ai Sunniti la loro età, poi inchiodavano nei corpi delle vittime tanti chiodi quanti erano i loro anni, riservando l’ultimo chiodo per la testa; i cadaveri erano poi bruciati. Il popolo sunnita ha subito gli stessi orrori che in Irâq, dove era torturato con delle scosse elettriche.
Avete anche commesso dei crimini orribili contro i Talibani a Bamian e Mazar-i-Sharif, dove – nello spazio di qualche giorno – avete assassinato tremila Talibani, sotto la protezione dei diplomatici iraniani. Poi avete fatto arrestare questi diplomatici e li avete fatti giustiziare: questa storia è nota a tutti. Una delegazione iraniana ha proceduto nello stesso modo in Irâq.
(…)
E i vostri crimini nel Paese dei Due Fiumi sono antichi, duraturi e continui, a cominciare da quelli perpetrati dagli ostili Safavidi, per terminare con quelli dei “Najad”, queste marionette sataniche di Qum.
Oh Magi! Non vi è stato sufficiente partecipare direttamente all’invasione dell’Irâq – come avete annunciato a molteplici riprese – avete in più lasciato andare i vostri cani astiosi perché si lanciassero nel Paese dei Due Fiumi, facendo colare il sangue e danzando attorno ai nostri cadaveri. Nessun bambino, nessun vecchio, né alcuna donna potevano essere al riparo dall’essere immolati dai lupi persiani, finché Allah (‘azza waJalla) vi ha inviato gli Uomini dello Stato Islamico. Questi Uomini vi hanno assestato a due riprese dei colpi in guisa di rappresaglie, e da quel momento avete cominciato a subire la stessa sorte.
Ma oggi noi dichiariamo esplicitamente che l’ora del combattimento non è lontana e che l’acciaio non potrà essere scheggiato da nient’altro che l’acciaio. E sappiate, o cani di Persia, che noi non comprendiamo, nella politica, che la politica del Jihâd e della lotta, e che nulla ci piace tanto, presso i Kuffâr (miscredenti) come decapitarli e bere il loro sangue. E per noi la parola misericordia non acquista significato se non nel senso di purificazione del Paese da tutto il male dei politeisti e di coloro che hanno infangato l’onore del nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), maledetto e tacciato i nostri Imâm di miscredenza, bruciato le nostre moschee e calpestato il nostro Libro.
Dunque, diamo ai Persiani in generale, e ai governanti iraniani in particolare, un ultimatum di due mesi perché riconsiderino il sostegno che essi accordano ai Rawafidh (Shiiti Rafiditi) dell’Irâq, e perché cessino ogni intervento diretto o indiretto negli affari dello Stato Islamico.
Se rifiutate, dovrete aspettarvi una guerra feroce e sanguinosa, per la quale ci siamo preparati negli ultimi quattro anni. Le nostre truppe non aspettano che gli ordini per lanciarsi nella battaglia.
Nel nome di Allah, non dimenticheremo alcuna zona in cui vivono i Persiani e i Magi, che sia sul territorio iraniano o al di fuori dei Paesi della regione.
Mettiamo anche in guardia i commercianti sunniti in Iran o nei Paesi arabi (e più particolarmente nei Paesi del Golfo) e raccomandiamo loro di interrompere ogni relazione commerciale con loro (gli Shiiti) per un periodo di due mesi, e offriamo una possibilità inestimabile a tutti i Paesi che ospitano dei Rawafidh persiani di condannare ufficialmente i crimini perpetrati dai governanti Rawafidh safavidi, dichiarando (a questo governo) la propria disapprovazione. In questo modo, saranno risparmiati dai nostri futuri raids alla scadenza dei due mesi, per il potere di Allah.
E proclamiamo la fine di ogni transazione commerciale tra il Paese dei Due Fiumi e i Magi di Iran, ivi comprese le transazioni bancarie, e poniamo un ultimatum di due mesi allo scopo di liquidare tutti i conti e le transazioni correnti. Alla fine di questo periodo, ogni sorta di relazione commerciale con loro sarà colpita dal furore dei Mujâhidîn.
E invitiamo insistentemente l’insieme del popolo Sunnita e i giovani Salafiti jihadisti dovunque nel mondo a prepararsi fisicamente per questa guerra e a tenersi pronti alla partenza.
E vi chiedo di fare l’impossibile e di impiegare tutti i vostri sforzi per raggiungerci non appena vi avrò inviato le mie istruzioni.
Così come chiedo al popolo sunnita d’Iran di prepararsi a questa guerra. Noi saremo dietro di voi e vi sosterremo. Una possibilità storica di rivedicare i vostri diritti vi si offre: potrete prima di tutto ottenere l’autonomia islamica, e infine punire giustamente questi criminali che si sono messi la vostra dignità sotto i piedi. Sorvegliate le loro istituzioni, tenete d’occhio i loro siti militari e i loro mezzi di trasporto, addestrate i vostri giovani, repertoriate e nascondete le vostre armi e ripartite i beni, scegliete un capo e costituite un consiglio della Shura (consultazione) per tutti i Sunniti, comprendente i Beluci, i Curdi, gli Arabi e i Persiani, e seguite le istruzioni (di questa Shura) alla lettera. Sappiate che Allah è con voi. Rallegratevi, perché con la grazia di Allah il giorno della salvezza si avvicina.
Poiché voi, oh Uomini dello Stato Islamico, avete versato il vostro sangue, avete lasciato le vostre case e i vostri figli.
È bene ricordare a me stesso e ricordarvi ciò che dice Allah (‘azza waJalla):
يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آَمَنُوا اتَّقُوا اللَّهَ حَقَّ تُقَاتِهِ وَلَا تَمُوتُنَّ إِلَّا وَأَنْتُمْ مُسْلِمُونَ (102) وَاعْتَصِمُوا بِحَبْلِ اللَّهِ جَمِيعًا وَلَا تَفَرَّقُوا
O voi che credete, temete Allah (facendo tutto ciò che Egli ha ordinato e astenendovi da tutto ciò che Egli ha proibito) come deve essere temuto (obbediteGli, siateGli riconoscenti, e ricordatevi sempre di Lui) e non morite se non Musulmani. Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi... (Corano III. Âl-‘Imrân, 102-103)
Shaykh al-Islâm Ibn Taymiyya (rahimahullah) disse: “Quando le persone tralasciano (smettono di fare) ciò che Allah ha ordinato loro di fare, l’ostilità e l’odio si intromettono tra loro. E se la gente si divide, diviene disonesta e infine è distrutta. Invece, se le persone restano unite, si proteggono dall’apostasia e dalla discordia. L’unità è una grazia di Allah, e la divisione una punizione”.
Ibn Ishâq e altri riportarono che Shath ibn Qays – un vecchio che aveva commesso il peccato capitale di detestare dei Musulmani e di essere invidioso di loro – passò davanti ad alcuni Compagni del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) di Aws e Khazraj che si trovavano nel bel mezzo di una discussione. Montò in collera appena si accorse della loro unità, della loro fratellanza e della loro pietà, mentre erano stati dei nemici dell’Islâm durante la Jahiliyya. “Oh gente ancora legata al paganesimo! – esclamò – queste persone tra i figli di Qela si sono riuniti in questa città. Per Allah, non vi resteremo se essi continuano a riunirsi”.
Allora, inviò loro della gente per seminare zizzania tra loro, ricordando loro Bu’ath (una guerra che avevano combattuto gli uni contro gli altri prima dell’avvento dell’Islâm), al punto tale che si misero a gridare: “Alle armi! Alle armi! Chiamiamo alla guerra!”.
Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sentì le urla ed uscì con alcuni Sahâbah immigranti, per raggiungerli e dire: “Oh Musulmani, Allah è scontento del vostro comportamento; voi chiamate alla Jahiliyyah mentre io sono ancora tra voi, dopo che Allah vi ha guidati sulla via dell’Islâm e vi ha onorati accettandovi nella Sua Religione e vi ha riconciliati a proposito della Jahiliyyah?”
O voi, Sunniti...
Oggi i Shath ibn Qays sono numerosi, poiché l’Istituto “Rand” per la Ricerca ha rivelato pubblicamente i suoi progetti, e ciò ha dato il via a Zulmai Khalil Zadah, questo apostata ateo, o ad alcuni di coloro che sono sedicenti appartenenti all’Islâm e al Jihâd e che si fanno chiamare “Abu Omar”. Tutto ciò era contenuto in maniera premonitoria nel suo discorso di partenza dal Paese dei Due Fiumi.
Riguardo a ciò che è stato appena detto, lancio un appello a tutti i soldati della Nazione Musulmana e a tutti i gruppi jihadisti: temete Allah in questo Jihâd, e state in guardia perché i suoi frutti non cadano negli hotels di Amman o nei palazzi di Jeddah, Riyadh o addirittura edlla zona verde...
E ai nostri soldati, dico:
Due categorie di uomini hanno guadagnato il nostro amore, il nostro rispetto, la nostra riconoscenza e riempiono l’immenso spazio del nostro cuore: i gruppi Jihadisti e le tribù sunnite. Non rimproverate a tutti loro gli errori che alcuni soltanto hanno commesso, anche se hanno versato il nostro sangue e hanno pugnalato il nostro onore. Rispondete all’ingiustizia con la giustizia e la bontà, alla brutalità con la dolcezza e al disprezzo con la simpatia.
Allah (‘azza waJalla) dice:
وَلَوْ كُنْتَ فَظًّا غَلِيظَ الْقَلْبِ لَانْفَضُّوا مِنْ حَوْلِكَ
...Se fossi stato duro di cuore, si sarebbero allontanati da te. Perdona loro e supplica che siano assolti... (Corano III. Âl-‘Imrân, 159)

Nel momento in cui si trova della bontà in una cosa, ciò le conferisce valore. E se si ritirasse ciò che è buono da questa cosa, ne risulterebbe un fallimento.
E sappiate che coloro che vogliono la fitna (conflitto tra i Mujâhidîn) la ricercano con tutti i mezzi possibili e cercano di trovarla dietro ogni porta, perché essa (la fitna) è la sola speranza di mantenere il posto una volta che il loro vero volto sia stato scoperto.
Questa fitna rappresenta un grande pericolo per il Jihâd e il progetto dello Stato Islamico:
Innanzitutto, suscitando una grande delusione che colpirà la Ummah musulmana e una diffidenza verso il santo Jihâd.
Secondariamente, seminando la confusione nello spirito di coloro che chiamano al Jihâd, e tra essi, gli uomini più importanti sono questi giovani – combattenti, martiri, esperti e recrutatori (che invitano gli uomini a venire ad Allah) – che vogliono raggiungerci e di cui abbiamo bisogno.
In terzo luogo, inculcando ai figli del Jihâd una ‘Aqidah (dottrina) biasimevole e lo spirito del settarismo, questo stesso settarismo fanatico che aveva fatto gridare ai Compagni: “Alle armi, alle armi!” e che aveva fatto sì che Sa’d ibn Ubadah, il capo dei Khazraj, dicesse al capo degli Aws, Sa’d ibn Mu’adh – come riportato nella raccolta di Al-Bukhârî: “Hai mentito, per Allah, non lo ucciderai affatto e non potrai ucciderlo (riferendosi a Ibn Salul)”; dunque, Ussiad ibn Hudayr gli rispose: “Tu sei un ipocrita che difende gli ipocriti”.
I migliori degli uomini, i più saggi e addirittura i Compagni del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) dissero ciò che dissero quando il fuoco del settarismo si introdusse tra loro. Allora, cosa pensare di coloro che erano governati dalla legge del Ba’ath, che deformava assolutamente tutto nello spirito di coloro che dominava, tranne il Tawhîd (monoteismo), e tutta la Lode spetta ad Allah...
In quarto luogo, creando un’avversione tra i figli del Jihâd e introducendo il dubbio e la diffidenza tra loro, che renderannno inoperante la cooperazione contro il nemico che è radicata in fondo ai nostri cuori, e che impediranno di trasmettere la verità ai nostri fratelli.
Poiché il nostro messaggio ha spesso trovato una risonanza in coloro con cui abbiamo discusso. Ed è esattamente ciò che non vogliono coloro che cercano la fitna.
Infine, facendoci perdere la nostra base popolare a causa delle pratiche immorali causate da questa fitna e della difficoltà, per la gente semplice, così come per i saggi, di fare la differenza tra chi ha ragione e chi ha torto.
Oh Ummah Musulmana!
Oh nobili Sapienti Musulmani!
Oh voi che lavorate nei mass media Islamici!

Ripeto ciò che il nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse in occasione dell’incidente della diffamazione: “Che Allah mi perdoni per la collera che provo per l’uomo che mi ha toccato col male che ha fatto alla mia famiglia, grazie ad Allah non conosco a proposito della mia famiglia che il bene”.
Allora, oh servi di Allah, che Allah mi perdoni per la collera che provo per il popolo che mi ha toccato col male che ha fatto ai miei fratelli, grazie ad Allah non conosco a proposito dei miei fratelli che il bene, poiché ci basta Allah! Egli è il Più Grande, Colui in Cui riponiamo tutta la nostra fiducia!
Bush ha ammesso nel suo ultimo discorso che combattere in Irâq è difficile. Ha aggiunto che i suoi generali e il governo traditore non lasceranno la zona verde, e che il 90% delle battaglie sono condotte dall’esercito dello Stato Islamico. E ha confermato la sua voglia di crociate, dicendo che la democrazia conduce una guerra aperta contro la ‘Aqidah Islamica, o – come la chiama lui – l’ideologia di Al-Qa’ida.
Sì, Bush!
Siamo proprio noi che rapiamo i tuoi soldati, li uccidiamo e li bruciamo, e con l’aiuto di Allah, continueremo finché il solo linguaggio che voi comprenderete sarà quello del sangue e della morte. I nostri soldati apprezzano il sangue dei vostri soldati, gareggiano a chi staccherà il maggior numero di teste di Americani, e si divertono a bruciare i vostri veicoli.
Ti sei precipitato, Bush, per fare la guerra all’Islâm e ai Musulmani in tutto il mondo, e ultimamente ti sei affrettato a nutrire la guerra Crociata in Libano col nostro popolo assediato nei campi dei rifugiati oppressi e vinti. Il cielo era oscurato dagli aerei che trasportavano riserve, munizioni, missili, bombe stupide e bombe a frammentazione.
E il ministro della Difesa libanese, questo cristiano astioso, ha condotto una guerra disgustosa col supporto diretto del suo partito e dei suoi politici, e abbiamo tutti sentito ciò che Al-Jumiel (il leader cristiano) ha dichiarato. Ha fatto bruciare le moschee, demolito le abitazioni e umiliato l’insieme della Ummah Islamica.
E tu, Bush, con i tuoi agenti, avete pensato che non fossero che degli orfani soli al mondo, che non hanno che la terra come letto e il cielo come coperta, come coloro che sono stati fatti cadere in trappola alla frontiera sirano/irachena/giordana per dei mesi, a causa dei massacri perpetrati dai tuoi amici Rawafidh (Shiiti).
E ricordati che tu sei quello che ha cominciato la guerra e che ha dato il via agli insulti contro di noi, prima di tutto in Palestina, poi in Afghanistan e in Irâq, e adesso contro il nostro popolo, i figli di Al-Aqsa dispersi nel mondo intero.

O nazione Crociata, sappi che la guerra è appena cominciata. La Ummah Musulmana non è oggi che al primo gradino di una scala di sicurezza, e la scalata è cominciata.
Può fermarsi per forza di cose, ma non si indebolirà, per il potere di Allah! E oggi, voi cadete dall’alto del precipizio chiedendo aiuto. Ma ben presto il vento della vittoria soffierà sopra le vostre teste che risplenderanno sulle pietre amare della realtà che state vivendo.
Noi siamo determinati a vivere a testa alta o a morire in martirio, dunque state in guardia, voi vigliacchi!
E voi, soldati di Allah ed eroi dell’Islâm nel Paese dei Due Fiumi in generale, e a Diyala in particolare:
che Allah vi ricompensi concedendovi la migliore delle remunerazioni. Avete spezzato le frecce irresponsabili del nemico e avete riconfortato coloro che erano oppressi. E il vostro nemico ha constatato la ferocia della vostra lotta, la vostra grande avversità, la vostra resistenza e la vostra pazienza sotto gli ordini di Allah.
I generali crociati dovrebbero sapere che la gioventù Musulmana a Bâqubah, al-Khales, al-Khan, Buhrz, Sharaban, Balad Ruz e Da’dia ha prestato alleanza giurando di morire in nome di Allah. Noi conosciamo la loro onestà e la loro promessa di realizzare il loro impegno, così come conosciamo l’onestà delle loro tribù, e Allah sa meglio.
Che Allah ricompensi i cavalieri di Dar as-Salâm (Baghdad) concedendo loro la migliore delle remunerazioni. Essi hanno affrontato i piani dei loro nemici contrapponendo loro i piani divini, poi Pan Kemon ha dovuto piegarsi con umiliazione dinanzi a loro, dopo aver mescolato il suo sangue al vino, al parlamento dell’idolatria, ed hanno inviato coloro che hanno tradito le nostre tribù benedette all’Inferno, creando problemi psicologici agli impiegati dell’ambasciata (USA) diabolica.
E oggi, questi cavalieri conducono l’epopea islamica al Jbur arabo, a Salman Bab, al-Taji, al-Mahmudiyya, al-Yussufiyya, ar-Ridwaniyya e ad Alessandria, così come fanno i loro fratelli ad ad-Dura, as-Sadiyya, nei dintorni di Al-Âmal, al-Amiriyya, al-Jami’ah, al-Khadra, al-Ghazaliyya, Haifa, al-Kanah, al-Adhamiyya e al-Fadil. Chiediamo ad Allah di guidarli sulla retta via.
Che Allah ricompensi gli eroi dell’Islâm a Ninawa, Kirkuk e nel Nord, concedendo loro la migliore delle ricompense, poiché hanno trasformato il sogno di Peshmergas in un orribile incubo. Hanno distrutto il loro quartier generale, annichilito la loro unità, e li hanno rivestiti – loro e i traditori e gli agenti che li hanno raggiunti – di terrore e panico.

Fino al punto che il nemico ha confessato che lo Stato Islamico detiene il potere su queste terre e che i suoi uomini le controllano (che Allah li benedica).
Ricordiamoci di coloro che hanno insegnato a tutto il mondo il significato delle parole onore e orgoglio, a Fallujah, as-Saqlawiyya, ar-Ramadi, Haditha, Hit, Âna, Rawos e al-Qaïm. Hanno innalzato la bandiera dell’Islâm e hanno fatto del martirio il loro unico scopo. Gli intrighi fomentati dai traditori non hanno avuto ragione di essi e non li hanno resi vigliacchi. Essi hanno nutrito la terra del sangue dei loro nemici e hanno spezzato le loro croci. E dopo che Bush e i suoi genti ebbero festeggiato ciò che chiamarono la nascita di Al-Anbar, pensando che si trattasse di un successo da ripetere altrove, venimmo a distruggere questo idolo e a batterci come leoni ad Ar-Ramadi.
Dopo che i soldati dello Stato Islamico ebbero prestato giuramento di morire cercando l’aiuto di Allah, poi il sostegno delle nostre tribù benedette, invasero ar-Ramadi. Bush e i suoi agenti pensavano di aver eliminato i soldati dello Stato Islamico, ma eccoli di nuovo, oggi, muoversi in ogni strada, combattendo i nemici di Allah e i loro nemici (gli Americani e i loro agenti), dopo aver costretto i loro dirigenti a rifugiarsi nella zona verde, all’Inferno.
Che Allah benedica i figli di Salahu-d-Dîn a Samarra, Beji, Dulu’iyya e Is’haqi e Tikrit! In verità, voi siete dei nobili e figli di nobili e avete rifiutato, a causa della vostra appartenenza alla religione, l’avvento degli Americani e degli apostati, e avete portato sostegno ai vostri figli (i Mujâhidîn).
Ma il peso che riposa sulle vostre spalle è considerevole, perché i Rawafidh (Shiiti) hanno giurato di distruggere Samarra, il gioiello della vostra provincia, e di utilizzarla per farne un terreno di gioco e di piaceri osceni, sostenendo che sia già stata abbandonata.
Dunque, serrate i ranghi con i vostri fratelli, i Mujâhidîn, e siate un’armatura per loro, poiché essi saranno la freccia che verrà a piantarsi nel collo del vostro nemico comune. E sappiate che i figli di Ibn al-‘Alqami (un sapiente shiita traditore) sono troppo vili e insignificanti per innalzare una bandiera al di sopra dello stendardo della dignità.
E Allah è Sovrano nel Suo Comando, ma la maggior parte degli uomini non sa...
Il vostro fratello,
Abû ‘Umar al-Qurayshî al-Hussayn al-Baghdadî