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  1. #1
    www.pnveneto.org - PNV
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    Predefinito A Treviso corre il comitato PNV: Indipendenza Veneta entro il 2012

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    COMUNICATO STAMPA
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    Elezioni comunali di Treviso 2008: il comitato per un PNV sarà presente con propria lista in appoggio a sindaco indipendentista.
    Indipendenza del Veneto entro il 2012.

    I trevisani potranno finalmente avere una proposta politica esclusivamente veneta. Stop alla casta che ci sta portando al disastro politico, economico e sociale. Basta alla miope gerontocrazia italica, sì a una Treviso sicura, moderna, europea ed internazionale. Indipendenza del Veneto unica soluzione politica per uscire dal rischio “Argentina”.

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    download comunicato: http://www.pnveneto.org/press/comunicato_elezioni_treviso_19-11-2007-1.1.pdf

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    commenta il comunicato sul sito del comitato: http://www.pnveneto.org/index.php/2007/11/21/elezioni-comunali-di-treviso-2008-corre-il-comitato-per-un-pnv-indipendenza-entro-il-2012/

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    Treviso, lì 21 novembre 2007

    Dopo il Veneto-Day, Treviso si sveglia con una proposta politica indipendentista.

    Il Comitato per la fondazione di un Partito Nazionale Veneto annuncia infatti la propria intenzione di non schierarsi con i blocchi antiveneti del centro-destra e del centro-sinistra italiani. Il comitato lavorerà alla creazione di una coalizione nazionale veneta per offrire ai trevisani una conduzione della città che favorisca l’autogoverno del popolo veneto, in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia. L’invito a partecipare alla coalizione è ovviamente esteso alle forze politiche attualmente presenti in città più sensibili all’indipendenza veneta, prima tra tutte Łiga Veneta, Progetto Nord-Est, Liga Fronte Veneto, i movimenti e soggetti politici indipendentisti veneti, ma anche alle liste civiche e a tutti gli altri soggetti politici o che intendessero abbandonare il legame di sudditanza ai partiti centralisti italiani.
    Il programma politico completo sarà elaborato assieme ai cittadini che lo definiranno in una serie di appuntamenti fissi bisettimanali in preparazione delle elezioni. Vengono anticipati alcuni punti chiave qualificanti della campagna elettorale, in fase di maggiore definizione:

    1. Costruzione di una Treviso sicura, moderna e con spirito europeo e internazionale
    2. Riqualificazione urbanistica dei quartieri per evitare la crescita di ghetti etnici criminogeni
    3. Istituzione di servizi di polizia privata e coordinamento con le polizie dei comuni limitrofi
    4. Creazione di un museo d’arte moderna nell’ex Coni, o in area stadio
    5. Bilinguismo veneto-italiano (segnaletica stradale, esame di lingua veneta per residenti, corsi di veneto obbligatori per i dipendenti pubblici)
    6. Istituzione di un ufficio comunale antirazzismo per veneti discriminati
    7. A bilancio verranno stanziati appositi fondi per politiche a favore della nazione veneta (ad esempio, saranno riconosciute aliquote ICI agevolate a chi esporrà il gonfalone di San Marco dalla propria casa)
    8. Istituzione di una Patente civica per ottenere la residenza. Una patente a punti sul modello australiano che permetta di attestare la capacità del residente di inserirsi nel tessuto sociale.
    9. Dall’ombralonga all’Ombrabona: stop al saccheggio della città, sì alla valorizzazione turistica
    10. Ringiovanimento della classe politica trevisana e creazione strumenti di democrazia diretta
    Il comitato e le liste civiche indipendentiste oltre a Treviso saranno presenti in diversi comuni del Veneto fin dalle prossime elezioni di primavera. L’obiettivo è la creazione di una vasta coalizione nazionale veneta che si presenti alle elezioni regionali del 2010. I tentativi in corso per mantenere in vita il sistema politico italiano ormai marcescente sono ormai un inutile accanimento.
    Il comitato per un PNV si rifà al programma “Le Ragioni dell’indipendenza” pubblicato dal movimento “Veneti” e presentato al Veneto-Day, che ridisegna in chiave veneta i percorsi politici indipendentisti europei e mondiali che hanno visto una enorme accelerazione nel 2007. Anche per il Veneto, il comitato per un PNV prevede l’ottenimento dell’indipendenza politica in un lasso di tempo ragionevole di 3-5 anni. Tale soluzione politica è l’unica percorribile per noi veneti, prima di essere risucchiati dalla sindrome argentina e della bancarotta finanziaria italiana.


    Per informazioni
    Portavoce: Gianluca Busato
    Web: www.pnveneto.org - E-mail: [email protected]
    Telefono: 348.8827427 - Fax: 0422.1830131

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    1. Bilinguismo veneto-italiano (segnaletica stradale, esame di lingua veneta per residenti, corsi di veneto obbligatori per i dipendenti pubblici)
    2. Istituzione di un ufficio comunale antirazzismo per veneti discriminati
    3. A bilancio verranno stanziati appositi fondi per politiche a favore della nazione veneta (ad esempio, saranno riconosciute aliquote ICI agevolate a chi esporrà il gonfalone di San Marco dalla propria casa)
    4. Istituzione di una Patente civica per ottenere la residenza. Una patente a punti sul modello australiano che permetta di attestare la capacità del residente di inserirsi nel tessuto sociale.
    I punti che ho quotato sono semplicemente spettacolari ed assolutamente condivisibili dalla maggioranza della popolazione, se correttamente divulgati!

  3. #3
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    Giane tanti auguri per il vostro tentativo.
    Il punto sul bilinguismo secondo me è superato, purtroppo.
    Il veneto non è più una lingua ormai, ma un italiano regionale.
    Noi veneti per esprimere molti concetti prendiamo parole italiane, tagliamo la parte finale, e crediamo così di parlare veneto...
    Comunque la colpa non è solamente dell'occupazione italiana iniziata nel 1866.
    Per prima la nostra Serenissima si occupava più del fiorentino che del veneto.
    Avrebbe dovuto imporre in tutti i suoi domini la variante veneziana, garantendo così la sopravvivenza della lingua veneta.
    Come tu ben sai le dinastie di Spagna e Francia lo hanno fatto con il castigliano e la lingua della zona di Parigi.
    Bisogna rassegnarsi, linguisticamente parlando.
    La mancanza di una rivendicazione linguistica è grave, ma si può fare lo stesso moltissimo.
    In Scozia, tranne una piccola minoranza che conosce ancora il gaelico, parlano tutti inglese, e non per questo sono meno indipendentisti.
    Ciao e buon lavoro!

  4. #4
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    Francia e Scozia hanno poche speranze dal punto di vista linguistico,ma per la Spagna le lingue minoritarie vanno ancora forte.
    Per il veneto mi pare sia parlato,il problema è la propaganda che lo riduce al rango di dialetto.

  5. #5
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    Non bisogna farsi influenzare dai risultati delle indagini che affermano che il veneto è molto parlato nella nostra terra.
    Bisogna chiedersi piuttosto cos'è questa cosa che tanto si parla.
    Si parla molto diffusamente quello che è un italiano regionale.
    Non si parla più una lingua veneta, purtroppo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da lanzichenecco Visualizza Messaggio
    Non bisogna farsi influenzare dai risultati delle indagini che affermano che il veneto è molto parlato nella nostra terra.
    Bisogna chiedersi piuttosto cos'è questa cosa che tanto si parla.
    Si parla molto diffusamente quello che è un italiano regionale.
    Non si parla più una lingua veneta, purtroppo.

    credo purtroppo che tu abbia ragione..
    ma pongo una domanda: senza considerare il veneto parlato attualmente, 100 o 200 anni fa il veneto era molto diverso da adesso o no? altrimenti si potrebbe usare quello, o per lo meno ripristinarlo in parte, e poggiare le rivendicazioni linguistiche su quello per lo meno e non sull'italiano venetizzato attuale....il veneto unificato, non ricordo bene da chi, forse da beggiatto, che veneto è? il veneto che è classificato come lingua autonoma da tutti i linguisti è questo o il veneto del passato??
    ricordo che comunque anche il catalano non è tanto diverso dallo spagnolo (castigliano) e che anche i non catalani lo capiscono..cosi come gli italiani capiscono il veneto..
    putroppo senza rivendicazioni linguistiche non si va molto lontani, come insegnano la maggior parte delle istanze autonomistiche europee..gli scozzesi non useranno più il gaelico, ma comunque lo usano sempre come "spada di damocle", che li rende "diversi", cosi fanno i bretoni, i baschi (buona parte della gente nn lo parla il basco!),gli occitani, etc...rari sono i casi di secessioni senza lingua etnica diversa, tranne forse alcuni staterelli dell'ex jugoslavia, ma li c'erano antichi conflitti etno-religiosi, più sentiti che nn le questioni linguistiche..

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Auguri al PNV e complimenti per la serietà e competenza con le quali vi state muovendo.

    http://www.pnveneto.org/

  8. #8
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    Sir penso proprio che 100 e meglio ancora 200 anni fa il veneto non fosse certamente così italianizzato.
    Ma, per come la vedo io, il danno che ha portato a questa situazione era già stato fatto dalla Serenissima che pare fosse più interessata, con uomini come Bembo ad esempio, alla diffusione del fiorentino che alla cura e allo sviluppo del veneto.
    A Venezia è stato anche stampato il primo vocabolario dell'Accademia della Crusca...
    Il lavoro promosso da Beggiato al quale penso tu ti riferisca riguardava la grafia, la Regione Veneto propose un manuale di grafia veneta unitaria che regolava il modo di scrivere, ma non interveniva sulla lingua.
    Forse avrai sentito parlare del grande lavoro fatto in Svizzera dai romanci.
    Diverse varianti della stessa lingua, pesantemente influenzate dal tedesco.
    Hanno messo in piedi enti appositi che hanno creato una lingua standard, che prende termini dalle diverse varianti. Gli enti in questione si occupano anche, naturalmente, della creazione di neologismi.
    Cosa questa importantissima se si volesse far rinascere la lingua veneta, perché consentirebbe di non dover essere più dipendenti dall'italiano per parlare di tutto quello che ha a che fare con la realtà odierna.
    Oltre alla creazione di neologismi poi sarebbe naturalmente indispensabile recuperare parole venete non più usate, al posto delle quali oggi si usano parole italiane, così come sono o venetizzate.
    Per me almeno è questa l'unica possibilità di riappropriarsi della nostra lingua, potendola anche poi usare per sostenere le nostre rivendicazioni.
    Altrimenti occuparsi dell'italiano regionale di adesso è tempo perso e uno spreco di soldi.

  9. #9
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    che discorsi da ombreler . le lingue cambiano. se servono parole nuove si cercano prestiti e li si arrangiano in sintonia con la parlata che li accoglie.
    come sirconsixion, televixion, metempsikoxi, calcolador, tajadori de teste, el bùm, el krak e quel ke te vol. serto ke el veneto de ades l'è divers, parkè anka se parla divers.

  10. #10
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    pi ghe nè mejo l'è! fin quando ghe sarà 100 partiti Veneti!

    http://progettonordest.forumfree.net/

 

 
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