Deborah Bonetti
ALLA RICERCA DI EXCALIBUR. QUELLA SPADA È UN MISTERO
Ci vorrebbe Sherlock Holmes, ma in mancanza del grande detective, la British Library ha deciso di fare un appello al pubblico per aiutare a decifrare un'incisione misteriosa trovata su una spada medievale. La magnifica lama a doppio taglio risale al tredicesimo secolo ed è stata ritrovata nel letto di un fiume nella contea del Lincolnshire, nel 1825. Da allora gli studiosi hanno cercato di risolvere l'enigma dell'intaglio - di lavorazione pregiata, con tanto di decorazioni di croci e mezzelune in filo dorato - che potrebbe essere un'invocazione religiosa, oppure un codice criptico in grado di riportarci al nome del proprietario.
La spada, lunga 96 centimetri e del peso di circa un chilo, è esposta nella mostra di grande successo della British Library a Londra, dedicata alla Magna Charta, il cui ottocentesimo anniversario cade proprio quest'anno. L'arma potrebbe essere di fattura tedesca e, secondo gli esperti, sarebbe appartenuta ad un cavaliere medievale. Ma non è chiaro se sia mai stata usata o come sia finita in fondo al fiume e - soprattutto - che cosa significhino le 18 lettere iscritte con cura al centro della lama.
Julian Harrison, curatore della mostra, che chiude l'1 settembre, ha dichiarato: «Se usata con forza sufficiente, non esito a pensare che possa tagliare la testa di un uomo in un sol colpo. È un tipo di spada usata dai cavalieri medievali, tipica dell'epoca di re Giovanni e della Magna Charta, ma questa ha un qualcosa di speciale, e non riusciamo a capire che cosa significhino quelle lettere».
L'incisione è la seguente: NDXOXCHWDRGHDXORVI.
Harrison continua: «Ci sono arrivate delle idee interessanti, tra cui la possibilità che le lettere siano le iniziali di un poema medievale. Altri hanno suggerito che le prime tre lettere, NDX, possano indicare "Noster Dominus Christus", ovvero Nostro Signore Gesù in latino. Ma il resto sembra non avere senso». Altri amanti dei rebus hanno persino suggerito che le ultime lettere si potrebbero riferire al dialetto siciliano, in cui la parola Orvu significa "cieco", supponendo che la spada possa essere passata per il Mediterraneo. «Di sicuro non si tratta di gallese antico - ha avvertito Harrison - Un sacco di gente sembra pensare che, se ci sono una serie di consonanti in fila senza senso, allora si tratta del dialetto gallese, ma non è così».
La spada magica, che dona poteri speciali a chi la brandisce, è uno degli elementi fondamentali dei romanzi fantasy e infatti appare sia in Harry Potter, sia nel Signore degli Anelli di Tolkien. Naturalmente la lama più famosa al mondo rimane Excalibur, la mitica spada nella roccia della leggenda di Re Artù e del mago Merlino. Nella mitologia norrena (nordica) c'è invece Gramr, la spada con cui l'eroe Sigfrido abbatte il drago Fafnir. Anche Gramr (che cambia nome nel Canto dei Nibelunghi e si chiama Balmung) era stata estratta da un ceppo, in cui l'aveva piazzata Odino, e riforgiata.
Più recentemente, il mito della spada magica è stato ravvivato in "Star Wars", con le favolose spade laser utilizzate dai cavalieri Jedi, ma anche a volte dai Sith. E la recente serie televisiva di grande successo, basata sui libri di George R.R. Martin e giunta ora alla sua sesta stagione, si chiama - non a caso - "Trono di Spade".
Da Il Resto del Carlino di domenica 9 agosto 2015 (edizione cartacea)