Mentre i due signori ci ammorbano con i loro piani di rinascita, il buon Presidente del Consiglio, essendo un ardito economista, fa' siglare questo contratto alla ENI
Eni-Gazprom, passo avanti per gasdotto da 10 mld euro
giovedì, 22 novembre 2007 5.26
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di Francesca Piscioneri
MOSCA (Reuters) - Eni e Gazprom hanno firmato oggi al Cremlino un accordo per la costituzione di una società paritetica in vista della realizzazione del gasdotto South Stream, un progetto che vale oltre 10 miliardi di euro.
La nascita della jv per il gasdotto, che porterà il gas dalla Russia all'Europa attraverso il Mar Nero in un percorso alternativo a quello attuale che tocca gli ex Paesi sovietici di Ucraina e Bielorussia, è stata annunciata oggi dall'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni nel corso di una conferenza stampa.
Successivamente, al termine di un incontro bilaterale, il presidente della Federazione russa Vladimir Putin lo ha definito strategico per l'approvvigionamento e per la trasperenza nei rapporti con l'Europa mentre il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi ha detto che consolida la partnership strategica fra i due Paesi.
SICUREZZA ENERGETICA PER TUTTA L'EUROPA
"Questo progetto rappresenta un importante e sostanziale contributo verso il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento energetico di tutta l'Europa", ha commentato in una nota il gruppo petrolifero italiano.
Dispute sui prezzi tra gli ex stati dell'Unione sovietica hanno causato in passato rallentamenti nell'afflusso ai clienti europei del gas di Gazprom, che copre un quarto dei consumi dell'Europa.
L'accordo è stato siglato da Scaroni e dal presidente del colosso russo, Alexei Miller, alla presenza del premier italiano Romano Prodi e del presidente russo, Valdimir Putin.
"La società che variamo oggi è 50-50 tra Eni e Gazprom e ha lo scopo di commissionare lo studio di fattibilità e commerciabilità del progetto South Stream", ha detto Scaroni aggiungendo che "l'intera operazione sarà superiore ai 10 miliardi di euro anche se ancora non abbiamo le cifre nel dettaglio".
Un comunicato ha precisato che i due partner hanno concordato di commissionare lo studio di fattibilità "quanto prima".
Di 10 miliardi avevano parlato in passato fonti del governo bulgaro, uno dei paesi interessati al progetto.
ENI CERCA SOSTEGNO POLITICO
Scaroni non ha escluso "di far entrare nuovi partner; questo sarà uno dei temi che verranno discussi con i Paesi che saranno attraversati dalla pipeline".
La nota ha precisato che i due partner "insieme con il governo russo e quello italiano, porteranno avanti nei prossimi mesi trattative al massimo livello con i governi dei Paesi di transito del South Stream e con le altre società e possibili partner del progetto".
Il South Stream nel tratto offshore prevede l'attraversamento del Mar Nero dalla costa russa di Beregovaja (stesso punto di partenza del Blue Stream) a quella bulgara, con un percorso complessivo di circa 900 chilometri e profondità massima di oltre 2.000 metri.
Il gasdotto dovrebbe attraversare 7-8 Paesi europei, ma il tracciato non è ancora definito.
"Stiamo studiando due rotte da concordare con i Paesi interessati: una a Sud che attraverso Bulgaria, Grecia e il mar Adriatico e Jonio potrà arrivare in Puglia e una che arriverà in Italia da Nord e in Germania da Sud", ha detto Scaroni.
Il percorso nord-ovest riguarderebbe, secondo fonti Eni, oltre la Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Germania.
Scaroni ha poi aggiunto di aspettarsi un aiuto "per tessere i rapporti con gli altri Paesi attraverso i quali passerà il gasdotto" dai governi di Roma e Mosca nonché dall'Unione europea.
Oggi si è tenuto al Cremlino un incontro tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente russo Vladimir Putin.
PUTIN: ACCORDO STRATEGICO, PRODI: RAFFORZA PARTNERSHIP
"Voglio sottolineare l'importanza strategica che ha il progetto South Stream per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la trasparenza. Poi voglio fare un riconoscimento all'Europa per il sostegno alla costruzione del gasdotto attraverso il quale si forniranno 30 miliardi di metri cubi di gas russo all'Europa", ha detto Putin nel corso della conferenza stampa.
Secondo Prodi "la firma di Eni e Gazprom su South Stream consolida la nostra partnership strategica nel settore dell'energia".
"Reciprocità e interdipendenza sono gli elementi chiave della nostra relazione in campo energetico e devono esserlo anche fra Europa e Russia", ha aggiunto il presidente del Consiglio italiano.
"Eni ha utilizzato l'opportunità [dell'incontro Prodi-Putin] per avere una benedizione politica sul progetto South Stream. Si tratta di relazioni così importanti che suscitano non solo l'attenzione economica ma anche quella politica", ha detto Scaroni.
Scaroni ha detto che con la nascita della jv, che si chiamerà South Stream e sarà di diritto olandese o svizzero, si costituisce una società con amministratore delegato e presidente.
A chi gli chiedeve se fosse già stato scelto il presidente, Scaroni ha detto di no ma che sarà fatto in tempi brevi: "Non abbiamo deciso ma potrebbe non essere né italiano, né russo".
Scaroni ha definito ragionevole un tempo di tre anni, dopo il via libera formale, per la realizzazione dell'opera.
Gli analisti considerano il progetto South Stream un tentativo di Gazprom di sabotare un progetto rivale dell'Azerbaijan per rifornire l'Europa del Sud attraverso la Turchia con un gasdotto chiamato Nabucco che consentirà di diversificare le fonti di approvvigionamento di gas dell'Europa allentando la dipendenza dalla Russia.
Su questo punto Scaroni ha mostrato cautela: "L'Europa ha approvato Nabucco e South Stream. C'è spazio per South Stream perché tutto contribuisce a fare approvvigionamento.
Su una possibile collaborazione fra i progetti, Scaroni ha detto: "Non è in agenda ma in linea principio non vedo nessuna contraddizione".
© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.
http://today.reuters.it/news/newsArt...NI-GAZPROM.XML




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