Due notizie, entrambe importanti, riguardano la ricerca scientifica e la nostra salute.
La prima è la pubblicazione, già nell'estate scorsa, sui giornali scientifici Cell e Science, dei risultati di due ricerche, condotte in Giappone dal team dell'Università di Kyoto, guidato da Shinya Yamanaka, e negli Stati Uniti da James Thompson, dell'Università di Madison nello Stato del Wisconsin. Gli articoli documentano la produzione in laboratorio di cellule che si comportano come se fossero staminali embrionali, anche se non sono state estratte da embrioni.
Il metodo, su cui si lavora da tempo, è quello della riprogrammazione di cellule adulte per farle tornare allo stadio pluripotente delle embrionali. E' evidente che una scoperta simile, se confermata, ci permetterebbe di aggirare i problemi etici connessi all'uso delle cellule staminali embrionali, e va quindi salutata con entusiasmo, anche se, bisogna ricordarlo, va misurato il grado di somiglianza di queste cellule riprogrammate con quelle embrionali, vanno cioè valutate ancora le loro potenzialità.
Ma soprattutto, il guaio è che per ora, per inserire nella cellula adulta i quattro geni in grado di riprogrammarla in staminale embrionale, occorre utilizzare un retrovirus, che però aumenta le probabilità, già alte nelle staminali embrionali, che la cellula generi tumori.
Che a scoprire il metodo siano stati laboratori americani e giapponesi è solo un'altra conferma della superiorità scientifica e tecnologica dei due paesi, che con intelligenza si avvalgono di tante intelligenze estere.
Non possiamo non segnalare l'ignoranza, e la malafede, di chi ha cercato di strumentalizzare anche questa notizia sostenendo che dimostrerebbe l'inutilità della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
La scoperta di oggi non dimostra affatto che puntare sulle cellule staminali embrionali fosse inutile, semmai esattamente l'opposto. Premesso che abbiamo sempre ritenuto che si dovesse permettere la ricerca sulle cellule staminali embrionali, anche solo per scoprire se si tratta della strada sbagliata (ma la ricerca serve proprio a questo!), è evidente che gli spasmodici tentativi del mondo scientifico di trovare il modo di riprogrammare staminali adulte in cellule il più possibile simili a quelle embrionali è la dimostrazione del fatto che proprio quelle embrionali vengono ritenute quelle con le caratteristiche più promettenti.
Ripetiamolo: magari tra qualche anno scopriremo di esserci illusi, che non servono a niente, ma come è possibile verificarlo - e far progredire la scienza - se la ricerca viene ostacolata?
La seconda notizia è merito di un'inchiesta giornalistica, dai dati eloquenti, a cura di Margherita De Bac e Monica Ricci Sargentini.
Dall'entrata in vigore della legge 40 sulla fecondazione assistita, il successo delle tecniche è diminuito del 3,6% (1.041 nati in meno) e i parti trigemini e prematuri sono aumentati del 2,7%, in controtendenza rispetto al resto del mondo occidentale. Vietando l'analisi preimpianto, le interruzioni parziali di gravidanza sono aumentate del 100%. Di fronte all'aumento dei costi cui corrisponde un calo della riuscita, aumentano i viaggi all'estero. Troppo costosa la Spagna, c'è il boom dei paesi low cost, quelli dell'Est.
Che sia giunta l'ora di modificare la legge 40? D'altra parte, lo scorso 17 ottobre, il ministro Livia Turco ha illustrato alla Commissione Affari sociali della Camera dati ugualmente preoccupanti la cui fonte non sospetta è l'Istituto Superiore di Sanità.
http://jimmomo.blogspot.com/2007/11/...stiamo-ai.html




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