
Originariamente Scritto da
brunik
AN/ FINI 'RESISTE' A COSA BIANCA, MA PARTE GIOCO SPONDA CON UDC
La tattica: "Chiaro così che non siamo con spalle al muro"
Roma, 22 nov. (Apcom) - Se lo scenario è quello dipinto da Silvio Berlusconi, il partito di Gianfranco Fini intende attrezzarsi. Il leader di Alleanza Nazionale lo ha spiegato ai suoi nelle ultime 48 ore, perché se è vero che tutti devono "rimboccarsi le maniche e ripartire come se fossimo in campagna elettorale", allora guardare a Casini è innanzitutto una priorità "tattica" per rendere "chiaro a tutti" che "noi non siamo con le spalle al muro". Dunque ai centristi si guarda, e soprattutto non lo si nasconde. Non per confluire nella 'Cosa bianca', ma
per "colloquiare" con chi, ha spiegato Fini, in un sistema senza più vincoli elettorali, può rappresentare l'alleato giusto in chiave antiberlusconiana, se il leader di Forza Italia fosse tentato dalla 'politica dei due forni'. Perché ormai Berlusconi "è un interlocutore come gli altri", di certo non può valere "lo schema del 1994" e "qualunque legge elettorale non riuscirebbe a mettere fuori gioco An".
An prova a conciliare due esigenze: la prima è mantenere la rotta sulla propria identità, e in quest'ottica "non esiste l'ipotesi di confluire nella Cosa bianca", mentre la seconda è mostrarsi pronta a dialogare con tutte le forze alternative alla sinistra. Parlare al popolo del centrodestra, giocare di sponda con l'Udc, questo è uno dei tasselli della strategia che Fini ha immaginato insieme con i suoi. Qualcuno fra i dirigenti, intanto, pronuncia sempre più di frequente anche se sottovoce la parola congresso: la situazione assolutamente fluida, precisano però tutti, non permette di immaginare ancora scadenze.
Anche oggi, il leader ha convocato l'esecutivo ed è stato chiaro: il "progetto targato Casini-Pezzotta non è il nostro". Durante la riunione in molti si sono scagliati contro lo scenario dipinto oggi dal quotidiano Repubblica, che lo stesso Fini non avrebbe gradito. In questo senso, per Fini e per An, "le amministrative saranno un primo banco di prova" e, un giorno, anche le politiche. Ma tutto dipenderà dalla nuova legge elettorale: se, come ha detto Fini oggi in conferenza stampa, prevederà nero su bianco il vincolo di coalizione e quello di programma allora, ragiona un dirigente del partito, "si può pensare a stringere dei patti elettorali". Altrimenti, si potranno comunque stringere dopo. In quel caso, osserva Ignazio La Russa, "chi è alternativo alla sinistra? Casini, Bossi e Berlusconi", e su questo An ragionerà, convinta di essere "comunque determinante".
La sfida di An a Berlusconi intanto continua e si alimenta anche su un terreno minato come l'intreccio Rai-Mediaset, perché verso il cavaliere Fini non intravede nessuno sciacallaggio e semmai è dell'assetto radio-tv che bisogna discutere. Ma il partito di via della Scrofa sembra non trovare pace. Oggi Alessandra Mussolini ha fatto marcia indietro, annullando la sua prevista presenza alla manifestazione aennina di sabato. Riferiscono fonti nel partito che nella decisione un peso l'abbia assunto il Cavaliere, che oggi ha incontrato la nipote del Duce.
Dalle parti di via Due Macelli si guarda invece con "interesse e rispetto" alle mosse dell'alleato. Fini e Casini sono in contatto, e non è escluso che si vedano nei prossimi giorni. Di sicuro, dalle pagine dei giornali, si mandano messaggi "ammiccanti". E se Casini, su Repubblica, riconosce che "tra An e Udc ci sono chiare diversità di collocazione politica", ammette anche che c'è "un comune sentire sul fatto che la politica deve essere una cosa seria e non una continua plastica facciale". Fini, dice in conferenza stampa, riprenderebbe per intero le parole del leader centrista sulla necessità di una forza alternativa alla sinistra "imperniata sul Ppe". Ma "di destra", puntualizza, "non di centro", o almeno non solo.
Insomma, "siamo in attesa di capire e vedere", osserva Rocco Buttiglione. Certo, dice il segretario Udc Cesa, è positiva "un'aggregazione di tutte le forze moderate del Paese che si ispirino chiaramente ai principi ed ai valori cui si rifà il Ppe". Lo stesso orizzonte cui guarda Gianfranco Fini, che oggi sottolineava come tra i popolari europei ci siano anche forze di destra. Quanto alla legge elettorale, l'Udc, ribadisce Cesa, resta per il proporzionale alla tedesca. E il vincolo di coalizione? "Discutiamone - dice Buttiglione - l'importante è che non sia proibito, se necessario, cambiare qualcosa dopo il voto".
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