Mi è stato richiesto il favore personale di tradurre un articolo di due esponenti del National-Bolschewismus. Visto che ci stavo, lo mando anche qui, se può interessare.
Si tratta di 8 pagg. quindi lo mando a puntate.
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Heinrich LAUFBERG & Fritz WOLFFHEIM
NAZIONE E CLASSE OPERAIA
Prefazione di Richard SCHARPE.
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Prefazione di Richard SHARPKE:
Il presente testo fu publicato nel 1920 a Hamburg, dall'editore Willaschek.
Laufberg e Wolffheim furono nel nov. 1918 figure-chiave della sinistra rivoluzionaria hamburghese. Rappresentavano le posizioni del comunismo di sinistra orientato in senzo nazionale e l'opposizione popolare contro il patto di Versailles.
Si presume che le loro posizioni abbiano influenzato Ernst Niekisch.
In quanto rappresentanti del Nationalbolschewismus, e a causa del loro orientamento sindacalista L. e W. furono esplsi dalla KPD nell'ott. 1919 e in Apr. 1920 entrarono nella KAPD (part. com. operaio di Germ.). Furono espulsi anche dalla KAPD per deviazionismo nazional-bolscevico. Formarono una frazione col nome " Lega dei Comunisti Hamburghese".
Laufenberg fondò alla fine degli anni '20 la rivista "Arpone" (Harpune) mentre Wolffheim si unì ai socialrivoluzionari nazionalisti di Paetel.
L. morì nel 1932. W. finì in diversi KL e morì nel 1942 nel KL di Ravensbrueck.
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1- Il comunismo è la dottrina della lotta di classe del proletariato nella società capitalistica. Il suo obiettivo è la distruzione del sistema capitalistico mondiale e la sua sostituzione con una Comune dell'economia mondiale.
Lotta e obiettivi sono intrernazionali. Borghesia e proletariato sono condizionati nella loro esistenza dal modo di produzione capitalista. La lotta tra Borghesia e Proletariato attraversa ogni singola nazione, lacerandola in campi avversi attraverso la contradizione di classe. Tuttavia, dato che le classi possono esistere solo finchè dura la società capitalista, alla fine della lotta ci sarà l'abolizione delle contradizioni di classe in tutti i paesi grazie alla vittoria del proletariato. Nel momento in cui il prolet. ha distrutto il modo di produz. capitalista e con esso la società classista, il capitalismo e il lavoro salariato, il prolet. abolisce la borghesia e se stesso come classe nulla-tenente. In q. modo il prolet. elimina le basi per le differenze di classe all'interno delle nazioni.
La società comunista pone tutti i membri del popolo come liberi e uguali.
La società comunista nascerà dal lavoro socializzato del popolo senza classi, e il suo completamento sarà una confederazione dell'economia di tutti i popoli senza classi nella Comune Mondiale.
La lotta rivoluzionaria del proletariato che nasce nel seno della nazione borghese afferra le tendenze rivoluzionarie che si trova davanti fin dall'inizio. Quando la società borghese entrò in conflitto contro i poteri feudali per ottenere la sua struttura politica,il prolet. combattè nelle prime file della borghesia come il più energico strato sociale della rivoluzione. Dopo la vittoria della borgh. sul feudalismo, il prolet. si ingaggiò in una nuova lotta rivoluzionaria: mentre appoggiava l'ala rivoluzionaria della borghesia, combatteva contemporaneam. per il raggiungimento del suo obiettivo di classe, cioè l'allargamento della sua base rivoluzionaria contro la classe borghese.
Il processo storico della rivol. borgh. mostra che la lotta emancipatrice borghese sviluppa i temi della liberazione dell'umanità, ma è tuttavia incapace di risolvere il problema del superamento della società borghese. Tutti questi problemi ricadono sulle spalle della lotta proletaria. Il tema più importante, quello su cui tutti gli altri convergono, è l'organizzazione della Nazione. Infatti, l'espressione politica della società borgh. è lo stato borgh. che cerca di organizzare la nazione come sua base di fatto. E dato che questo tipo di organizzazione le è riuscita male come la soluzione di tutti i problemi dell'umanità creati dalla societaà borgh., il prolet., per realizzare la sua emancipazione, deve conquistare e DISTRUGGERE LO STATO BORGHESE, e è obbligato a ripartire dai compiti che la rivoluz. borgh. ha lasciato inattuati. (ignobilmente socialdemocratico e togliattista: riprendere la bandiera della rivoluzione che la borghesia à fatto cadere nel fango! NOTA D. TRAD.)
La posizione del proletariato nei confronti della Nazione fu esposta nel Manifesto di Marx:" I lavoratori non ànno patria. Non gli si può togliere quel che non ànno.Nella misura in cui il proletariato deve conquistare il potere politico, ergersi a classe nazionale e costituire se stesso come nazione , è ancora nazionale seppur non nel senso borghese."
I proletari sono senza-beni e senza-terra. E come senza-terra sono anche senza patria.
Lottando per distruggere la società borghese il proletariato dirige la sua lotta contro lo stato borgh. e contro l'organizzazione borgh. dello stato. Ma nel momento in cui il proletariato si aggrega all'interno dello stato borgh. come classe nazionale per sollevare la sua organizzazione di classe al livello di organizzazione nazionale atraverso il superamento dello stato borgh., si impadronisce della terra e delle sue ricchezze. Così cessa di essere spossessato, senza terra e senza patria. Così il proletariato è diventato esso stesso nazione e non può più esser anti-nazionale perchè non può andare contro se stesso.
Diventa così il portatore della cultura nazionale e dell'idea nazionale. Questo processo di trasformazione inizia con la lotta per il potere, con l'esplosione della rivoluz. proletaria.




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