Dal Sito dell'U.M.I. www.monarchia.it

UNIONE MONARCHICA ITALIANA

Segreteria Nazionale
APPELLO AI MONARCHICI



Roma, 23 Novembre 2007
Le conseguenze della sprovveduta iniziativa dei Savoia ex esiliati di chiedere allo Stato risarcimenti anche per i “danni morali” dell’esilio non si sono fatte attendere. E’ esplosa una polemica violentissima, che ha ingiustamente coinvolto anche i Savoia entrati nella Storia. Alle solite polemiche sull’avvento del fascismo e sul Settembre 1943 è seguito un rigurgito di repubblicanesimo sanculotto da parte di gente faziosa e incompetente.
Dobbiamo reagire pacatamente, con la forza della cultura, in difesa dell’Istituzione monarchica, ingiustamente coinvolta in un’iniziativa che abbiamo subito condannato.
Le nostre motivazioni a sostegno della Monarchia non vengono meno e Casa Savoia, malgrado certe figure del presente, rimane ben in alto con i suoi incancellabili meriti di aver realizzato l’unità d’Italia e guidato la nostra Patria nella modernità.
Il 2 Giugno 1946 metà del popolo italiano votò per la Monarchia, mentre l’attuale realtà istituzionale vive protetta dall’articolo 139 della Costituzione che impedisce un nuovo referendum sulla forma istituzionale dello Stato.
Responsabili dell’avvento del fascismo furono i partiti liberal-democratici del tempo e le sinistre che avevano gettato l’Italia nel caos.
Fu il Re Vittorio Emanuele III a porre fine al fascismo e a far uscire l’Italia dalla scellerata alleanza con la Germania nazista.
Le esecrande leggi razziali vennero alla luce nel momento di maggiore debolezza della Monarchia nei suoi rapporti con il fascismo.
Occorrerebbe un maggiore approfondimento del problema perché esistono ancora vaste zone d’ombra.Gli ebrei italiani si meritavano e si meritano la perenne gratitudine della Nazione per il grande contributo da essi dato alla causa risorgimentale per l’unità d’Italia e allo sviluppo del Regno.
Rendo omaggio alle vittime dell’Olocausto e ricordo che alle Fosse Ardeatine caddero anche militari del Regio Esercito Reali Carabinieri, e Lanza Cordero di Montezemolo, splendida figura di patriota e di soldato che rimase fedele al Re fino alla morte.
Il 9 Settembre 1943 il Re dovette abbandonare Roma perché la difesa della Capitale, ormai considerata città aperta per i suoi duemilioni di abitanti, avrebbe comportato combattimenti strada per strada e casa per casa, con il massacro della popolazione civile e distruzioni immani del suo patrimonio artistico.
Anche il Papa Pio XII era contrario ai gravissimi rischi che la città avrebbe corso.
Il Re non andò all’estero ma nell’italianissima città di Brindisi, che non era occupata da truppe straniere.
Egli rappresentò lo Stato legittimo che consentì la Resistenza militare e patriottica, stabilendo, proprio sul piano della legittimità, la differenza fra il Regno impropriamente definito “del Sud” e la Repubblica Sociale Italiana, voluta dalla Germania.
Casa Savoia ha avuto, come tante famiglie italiane, i suoi caduti e i suoi perseguitati nella seconda guerra mondiale: il Principe Amedeo di Savoia, Eroe dell’Amba Alagi, morto in prigionia di guerra, e la figlia dei Sovrani, la Principessa Mafalda, morta nel lager nazista di Buchenwald il 28 Agosto 1944.
Furono inoltre rinchiusi nei campi tedeschi la Principessa Maria di Savoia, sempre figlia dei Sovrani, con il marito, la Duchessa d’Aosta Anna, vedova di Amedeo di Savoia, con le due figlie Margherita e Maria Cristina, nonché l’attuale Duca d’Aosta e Capo di Casa Savoia, Principe Amedeo (nato a Firenze il 27 Settembre 1943), oltre alla madre Principessa Irene di Grecia e Danimarca.
Queste figure, Reali in testa, meritano il nostro rispetto e la nostra difesa ad oltranza.
I Re e le Regine (Vittorio Emanuele III e Umberto II, Elena e Maria José) rimarranno in esilio anche da morti? Segno di cattiveria e di paura da parte di una classe politica capace di litigare su tutto, persino sui luoghi di sepoltura.
I nuovi sanculotti si consolino: c’è sempre l’intenzione del comunista Diliberto di portare a Roma la mummia di quel “democratico” di Lenin.


Sergio Boschiero

Segretario nazionale U.M.I.

Condividiamo il pensiero dell’Ambasciatore Sergio Romano (Corriere della Sera del 23.11.2007) sulle recenti iniziative dei Savoia ex esiliati.
“Con la loro assurda pretesa questi Savoia si sono privati del diritto di fare allo Stato italiano la sola richiesta che rientrasse nelle loro competenze: la sepoltura al Pantheon del padre e del nonno.”