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  1. #1
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    Predefinito La legge morale naturale: problemi e prospettive


    La legge morale naturale: problemi e prospettive”
    «Nessuna legge fatta dagli uomini può perciò sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare»


    DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
    AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE
    SUL DIRITTO NATURALE PROMOSSO
    DALLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE
    Lunedì, 12 febbraio 2007



    Testo integrale.




    Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
    Stimati Professori,
    Gentili Signore e Signori!


    E' con particolare piacere che vi accolgo all'inizio dei lavori congressuali, che vi vedranno impegnati nei prossimi giorni su un tema di rilevante importanza per l'attuale momento storico, quello della legge morale naturale. Ringrazio Mons. Rino Fisichella, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per i sentimenti espressi nell’indirizzo con il quale ha voluto introdurre questo incontro.


    E' fuori dubbio che viviamo un momento di straordinario sviluppo nella capacità umana di decifrare le regole e le strutture della materia e nel conseguente dominio dell’uomo sulla natura. Tutti vediamo i grandi vantaggi di questo progresso e vediamo sempre più anche le minacce di una distruzione della natura per la forza del nostro fare.
    C’è un altro pericolo meno visibile, ma non meno inquietante: il metodo che ci permette di conoscere sempre più a fondo le strutture razionali della materia ci rende sempre meno capaci di vedere la fonte di questa razionalità, la Ragione creatrice. La capacità di vedere le leggi dell’essere materiale ci rende incapaci di vedere il messaggio etico contenuto nell’essere, messaggio chiamato dalla tradizione lex naturalis, legge morale naturale. Una parola, questa, per molti oggi quasi incomprensibile a causa di un concetto di natura non più metafisico, ma solamente empirico. Il fatto che la natura, l’essere stesso non sia più trasparente per un messaggio morale, crea un senso di disorientamento che rende precarie ed incerte le scelte della vita di ogni giorno. Lo smarrimento, naturalmente, aggredisce in modo particolare le generazioni più giovani, che devono in questo contesto trovare le scelte fondamentali per la loro vita.


    E’ proprio alla luce di queste constatazioni che appare in tutta la sua urgenza la necessità di riflettere sul tema della legge naturale e di ritrovare la sua verità comune a tutti gli uomini. Tale legge, a cui accenna anche l’apostolo Paolo (cfr Rm 2,14-15), è scritta nel cuore dell’uomo ed è, di conseguenza, anche oggi non semplicemente inaccessibile. Questa legge ha come suo primo e generalissimo principio quello di “fare il bene ed evitare il male”. E’, questa, una verità la cui evidenza si impone immediatamente a ciascuno. Da essa scaturiscono gli altri principi più particolari, che regolano il giudizio etico sui diritti e sui doveri di ciascuno. Tale è il principio del rispetto per la vita umana dal suo concepimento fino al suo termine naturale, non essendo questo bene della vita proprietà dell’uomo ma dono gratuito di Dio. Tale è pure il dovere di cercare la verità, presupposto necessario di ogni autentica maturazione della persona.
    Altra fondamentale istanza del soggetto è la libertà. Tenendo conto, tuttavia, del fatto che la libertà umana è sempre una libertà condivisa con gli altri, è chiaro che l’armonia delle libertà può essere trovata solo in ciò che è comune a tutti: la verità dell’essere umano, il messaggio fondamentale dell’essere stesso, la lex naturalis appunto. E come non menzionare, da una parte, l’esigenza di giustizia che si manifesta nel dare unicuique suum e, dall’altra, l’attesa di solidarietà che alimenta in ciascuno, specialmente se disagiato, la speranza di un aiuto da parte di chi ha avuto una sorte migliore?
    Si esprimono, in questi valori, norme inderogabili e cogenti che non dipendono dalla volontà del legislatore e neppure dal consenso che gli Stati possono ad esse prestare. Sono infatti norme che precedono qualsiasi legge umana: come tali, non ammettono interventi in deroga da parte di nessuno.


    La legge naturale è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare.
    Nell’attuale etica e filosofia del Diritto, sono largamente diffusi i postulati del positivismo giuridico. La conseguenza è che la legislazione diventa spesso solo un compromesso tra diversi interessi: si cerca di trasformare in diritti interessi privati o desideri che stridono con i doveri derivanti dalla responsabilità sociale. In questa situazione è opportuno ricordare che ogni ordinamento giuridico, a livello sia interno che internazionale, trae ultimamente la sua legittimità dal radicamento nella legge naturale, nel messaggio etico iscritto nello stesso essere umano.
    La legge naturale è, in definitiva, il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica.
    La conoscenza di questa legge iscritta nel cuore dell’uomo aumenta con il progredire della coscienza morale. La prima preoccupazione per tutti, e particolarmente per chi ha responsabilità pubbliche, dovrebbe quindi essere quella di promuovere la maturazione della coscienza morale. E’ questo il progresso fondamentale senza il quale tutti gli altri progressi finiscono per risultare non autentici. La legge iscritta nella nostra natura è la vera garanzia offerta ad ognuno per poter vivere libero e rispettato nella propria dignità.
    Quanto fin qui detto ha applicazioni molto concrete se si fa riferimento alla famiglia, cioè a quell’“intima comunità di vita e d’amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie” (Cost. past. Gaudium et spes, 48). Il Concilio Vaticano II ha, al riguardo, opportunamente ribadito che l’istituto del matrimonio “ha stabilità per ordinamento divino”, e perciò “questo vincolo sacro, in vista del bene sia dei coniugi e della prole che della società, non dipende dall’arbitrio dell’uomo” (ibid.). Nessuna legge fatta dagli uomini può perciò sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare. Dimenticarlo significherebbe indebolire la famiglia, penalizzare i figli e rendere precario il futuro della società.


    Sento infine il dovere di affermare ancora una volta che non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito. La tecnica, quando riduce l’essere umano ad oggetto di sperimentazione, finisce per abbandonare il soggetto debole all’arbitrio del più forte. Affidarsi ciecamente alla tecnica come all’unica garante di progresso, senza offrire nello stesso tempo un codice etico che affondi le sue radici in quella stessa realtà che viene studiata e sviluppata, equivarrebbe a fare violenza alla natura umana con conseguenze devastanti per tutti. L'apporto degli uomini di scienza è d’importanza primaria. Insieme col progredire delle nostre capacità di dominio sulla natura, gli scienziati devono anche contribuire ad aiutarci a capire in profondità la nostra responsabilità per l’uomo e per la natura a lui affidata. Su questa base è possibile sviluppare un fecondo dialogo tra credenti e non credenti; tra teologi, filosofi, giuristi e uomini di scienza, che possono offrire anche al legislatore un materiale prezioso per il vivere personale e sociale. Auspico pertanto che queste giornate di studio possano portare non solo a una maggior sensibilità degli studiosi nei confronti della legge morale naturale, ma spingano anche a creare le condizioni perché su questa tematica si arrivi a una sempre più piena consapevolezza del valore inalienabile che la lex naturalis possiede per un reale e coerente progresso della vita personale e dell'ordine sociale.
    Con questo augurio, assicuro il mio ricordo nella preghiera per voi e per il vostro impegno accademico di ricerca e di riflessione, mentre a tutti imparto con affetto l'Apostolica Benedizione.

    © Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

  2. #2
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    Sappiamo tutti che il concetto stesso di "lex naturalis" è un concetto che ha suscitato nel corso della storia del pensiero molti dibattiti, che si moltiplicano se si pensa ai dibattiti attorno al concetto ed alla nozione di "natura" che è necessario ante quem, ovverosia prima che si possa passare a definire il concetto composito.
    Nella stessa controversia cristologica che affaticò i padri santi questo concetto ha subito molte precisazioni. Una cosa è la natura come la indende san Cirillo di Alessandria, una è la natura come la intende Calcedoia, una è la natura come la intende Massimo il Confessore. A proposito di quest'ultimo la cui opera fu indispensabile per giungere alla condanna definitiva dell'eresia monotelita non bisogna dimenticare che egli attribuisce la volontà alla natura, non alla persona, come farebbe chiunque contemporane. Infatti per lui Cristo ha due volontà perchè ha due nature. Quindi visto che la persona ipostatica del Cristo è una, quella del Verbo che ha enipostatizzato la natura umana anipostatica, quindo la volontà (telima) pertinet alla natura.
    Noi tutti oggi oggi parliamo invece di "scelte personali. Se invece, come i padri, noi facciamo pertinere la volontà alla natura questa verrebbe ad essere, nella scelta morale, insieme la depositaria della legge - lex naturalis - e l'agente dell'asione etica conforme o non conforme a quella legge..........

    La domanda si fa dunque così "esiste una legge naturale immutabile per tutti i tempi e luoghi, oppure esiste una natura umana che non avrebbe bisogno di alcuna legge se non subisse l'influenza del peccato originale, perchè seguirebbe l'inclinazione sua propria perfettamente conforme all'immagine di Dio stampata nell'uomo. e la legge è solo per l'uomo decaduto e quindi è data da Dio posteriormente alla natura come rimedio del peccato. (come dice san Paolo "la legge serve solo a far conoscere ciò che è male"?

  3. #3
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    Per vedere se attribuire una volontà alla "natura" sarebbe bene, però, meglio esplicitare proprio il concetto di natura.

    Se è vero, poi, che "la legge serve solo a conoscere cosa è male", risulta vero, anche, che il male deve essere fuggito; è vero, inoltre, che il miglior modo di fuggire il male è rincorrere il bene, però quando questo amore per il bene venisse un po' a mancare ecco che la "resistenza" al male potrebbe rivelarsi un ottimo argine... Perchè arginare? Perchè cadendo in tentazione, come si dice, l'amore per il bene viene ancor più compromesso, e si inizia ad amare altro...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Per vedere se attribuire una volontà alla "natura" sarebbe bene, però, meglio esplicitare proprio il concetto di natura.

    Se è vero, poi, che "la legge serve solo a conoscere cosa è male", risulta vero, anche, che il male deve essere fuggito; è vero, inoltre, che il miglior modo di fuggire il male è rincorrere il bene, però quando questo amore per il bene venisse un po' a mancare ecco che la "resistenza" al male potrebbe rivelarsi un ottimo argine... Perchè arginare? Perchè cadendo in tentazione, come si dice, l'amore per il bene viene ancor più compromesso, e si inizia ad amare altro...
    Vero. Ma secondo me questi sono solo tappabuchi e toppe per non credenti. Gesù ci chiama ad altro ad essere NUOVA CREATURA. E questo rompe radicalmente con i vecchi schemi.

    Esiste in noi una radice del male che come un albero produce frutti non buoni (viene chiamato "vecchio uomo", "carne"). Deve essere innestata in noi la vita dello Spirito che produce un nuovo frutto: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, mitezza, dominio di sè (Gal 5,22).
    Quindi dobbiamo rinascere, essere nuova creatura, impregnata di Spirito, guidata dallo Spirito.

    Giovanni 3,5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
    Giovanni 3,6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.

    Non si deve cercare di evitare il male e rincorrere il bene. Questo è operare sulle nostre AZIONI, sul LIVELLO COMPORTAMENTALE. Invece si deve operare (o meglio lasciare operare lo Spirito) sul nostro ESSERE, modificandolo radicalmente: appunto, NUOVA CREATURA.

    2Corinzi 5,17 Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.

    Galati 6,15 Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura.

    Pace & bene.

  5. #5
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    Noi non siamo spiritualisti, sappiamo pertanto che come uomini dobbiamo fare la nostra parte, impiegando in prima persona i doni che Dio ci ha fatto, sui quali, poi, interviene anche la Grazia; pertanto, per un cattolico tutta la questione del merito, della resistenza al male e dell'orientamento del cuore al bene resta attualissima anche dopo la venuta di Cristo.

    P.S.

    Il battesimo della Chiesa Cattolica non rimuove la tendenza al male, pur facendo rinascere la persona in Cristo; quello della chiesa vetero cattolica non lo conosco...

  6. #6
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    Concordo sul fatto che dobbiamo fare la nostra parte. E questa parte è quella di lasciarci guidare PER fede dallo Spirito Santo. Infatti "il giusto vivrà per fede" (Rm 1,16).

    Il merito esiste solo in via teorica, è solo quanto Dio Padre vuole riconoscerci nella sua misericordia, allo stesso modo in cui faccio io con mio figlio di 3 anni, quando mette un tovagliolo sulla tavola e gli dico "bravissimo, hai fatto la tua parte, vedi come è bella ora la tavola?".

    Il merito è escluso dall'amore. Chi ama Dio non si presenta a Lui dicendogli che SI MERITA qualcosa. Sa che Dio già gli dona e gli darà tutto ciò che è necessario per la sua vita ("noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" - Rm 8,28).

    Per il battesimo, non esiste un battesimo cattolico e uno vetero-cattolico. Esiste il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. O è questo o non è battesimo.

    Sulla questione dell'orientamento verso il male; questo è un punto sul quale non concordo con la dottrina cattolico-romana. Infatti a questo punto si riduce la rinascita spirituale ad un perdono delle conseguenze del peccato originale, che secondo la teoria classica cattolico-romana (ormai rivista da molti teologi) ci viene imputato come colpa.
    Credo che il battesimo così come espresso in Gv capitolo 3 e Rom capitolo 6, sia molto di più.

    Dopo il battesimo e la presa di consapevolezza, l'accettazione per fede della propria rinascita esiste solo l'orientazione al bene. Ciò non significa che si compia solo il bene. La possibilità di peccato esiste ancora.
    Al contrario prima del battesimo e dell'accettazione per fede esisteva l'orientazione al male, ma anche la possibilità di compiere il bene.

    Pace & bene.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Concordo sul fatto che dobbiamo fare la nostra parte. E questa parte è quella di lasciarci guidare PER fede dallo Spirito Santo. Infatti "il giusto vivrà per fede" (Rm 1,16).
    Un po' pochino... Per i cattolici la "parte" da fare è maggiore e consiste anche nell'esercizio delle virtù umane; diversamente parliamo, noi cattolici, di spiritualismo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Il merito esiste solo in via teorica, è solo quanto Dio Padre vuole riconoscerci nella sua misericordia, allo stesso modo in cui faccio io con mio figlio di 3 anni, quando mette un tovagliolo sulla tavola e gli dico "bravissimo, hai fatto la tua parte, vedi come è bella ora la tavola?".
    No no, esiste in via pratica, anzi inerisce proprio la morale delle persone risorte in Cristo. Dio non riconosce quello che gli'è pare e quanto gli'è pare, perchè non è iniquano, egli riconose tutto (e solo) quanto è giusto, tutt'altro che iniquo.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    l'amore. Chi ama Dio non si presenta a Lui dicendogli che SI MERITA qualcosa. Sa che Dio già gli dona e gli darà tutto ciò che è necessario per la sua vita ("noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" - Rm 8,28).
    Tutto l'opposto, il merito è manifestazione di amore verso la giustizia di Dio, con l'esercizio della nostra umanità, alla quale non si sostituisce lo Spirito, ma che dallo Spirito è aiutata per mezzo della Grazia. La grazia non solo aiuta l'esercizio della virtù umane ma, poi, dona anche altro.

    E' Dio che ci chiede di accumulare questi santi meriti, è sua volontà, per renderci responsabili di noi stessi, della nostra condizione; l'unica cosa che non possiamo meritare è la salvezza, ma alla santità si arriva col merito.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Per il battesimo, non esiste un battesimo cattolico e uno vetero-cattolico. Esiste il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. O è questo o non è battesimo.
    Infatti, ma non è questa la questione, ovviamente. Non è detto, infatti, che Chiese diverse riconoscano alle altre di avere il vero battesimo, magari nella pienezza, non so se mi spiego. Noi cattolici riteniamo che il nostro sia il vero battesimo... Francamente non so che posizione abbia la Chiesa Cattolica nei confronti del battesimo vetero cattolico, cosa vi riconosca e cosa non vi riconosca. Non conosco nemmeno il viceversa, ma non me ne dolgo. Detto ciò, risulta anche vero che Chiese diverse, proprio perchè diverse, possono intendere differentemete il battesimo, sporattutto per ciò che attiene ai suoi effetti più o meno immediati e perciò che attiene alla sua relazione di interdipendenza con gli altri sacramenti, riguardo la grazia e la santificazione. Ovviamente era questo che si intendeva dire...

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Sulla questione dell'orientamento verso il male; questo è un punto sul quale non concordo con la dottrina cattolico-romana. Infatti a questo punto si riduce la rinascita spirituale ad un perdono delle conseguenze del peccato originale, che secondo la teoria classica cattolico-romana (ormai rivista da molti teologi) ci viene imputato come colpa.
    Teologi non cattolici, perchè quella dottrina, in seno alla Chiesa Cattolica, mi pare sia non modificabile.

    Questa riduzione appare a chi conosce superficialmente la dottrina cattolica del battesimo, perchè l'amministrazione del battesimo, ad esempio, tra l'altro, apre chi lo riceve alla possibilità della fede piena, cosa impossibile prima del battesimo stesso. La fede piena, ovviamente, non è un dettaglio...

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Credo che il battesimo così come espresso in Gv capitolo 3 e Rom capitolo 6, sia molto di più.
    Infatti lo è, anche quello cattolico.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Dopo il battesimo e la presa di consapevolezza, l'accettazione per fede della propria rinascita esiste solo l'orientazione al bene.
    Pura fantasia, basta guardare la realtà dell'essere umano con un briciolo di onestà!

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Ciò non significa che si compia solo il bene. La possibilità di peccato esiste ancora. Al contrario prima del battesimo e dell'accettazione per fede esisteva l'orientazione al male, ma anche la possibilità di compiere il bene.
    Esiste anche la tendenza al male, confermata dalla quasi totalità dei battezzati...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    No no, esiste in via pratica, anzi inerisce proprio la morale delle persone risorte in Cristo. Dio non riconosce quello che gli'è pare e quanto gli'è pare, perchè non è iniquano, egli riconose tutto (e solo) quanto è giusto, tutt'altro che iniquo.
    Che sia iniquo è una tua affermazione, non mia. Tuttavia Dio è libero e non sottomesso all'uomo.

    2007 Nei confronti di Dio, in senso strettamente giuridico, non c'è merito da parte dell'uomo. Tra lui e noi la disuguaglianza è smisurata, poiché noi abbiamo ricevuto tutto da lui, nostro Creatore. (CCC 2007)


    2008 Il merito dell'uomo presso Dio nella vita cristiana deriva dal fatto che Dio ha liberamente disposto di associare l'uomo all'opera della sua grazia. (CCC 2008)

    Come vedi è dottrina cattolico-romana il fatto che non esista un merito in senso giuridico. Esiste solo in quanto Dio nella sua libertà ha così disposto. E' sua libera iniziativa. E' suo atto di amore.
    Sarebbe atto di amore verso di Lui da parte nostra accogliere la sua Grazia e non esigere alcun merito: l'amore esclude il merito.

    E' chiaro poi che Dio terrà conto delle nostre opere, ma soprattutto terrà conto dell'amore messo nelle nostre opere, che sono state predisposte da lui perchè le compissimo, usando i doni da lui ricevuti, con la forza del suo Spirito Santo.
    Mi dispiace alla "legge della Grazia" non si sfugge.

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    E' Dio che ci chiede di accumulare questi santi meriti, è sua volontà, per renderci responsabili di noi stessi, della nostra condizione; l'unica cosa che non possiamo meritare è la salvezza, ma alla santità si arriva col merito.
    L'accumulazione dei meriti mi fa un po' ridere. Mi sembra di essere alla raccolta dei punti coop. La salvezza è per grazia, come pure la santità. Dove hai letto che un santo è una sorta di super-uomo? Il santo è tale perchè si è lasciato guidare dallo Spirito Santo. Punto. Quindi, apertura e accettazione della grazia. Questo è l'UNICO merito.


    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Infatti, ma non è questa la questione, ovviamente. Non è detto, infatti, che Chiese diverse riconoscano alle altre di avere il vero battesimo, magari nella pienezza, non so se mi spiego. Noi cattolici riteniamo che il nostro sia il vero battesimo... Francamente non so che posizione abbia la Chiesa Cattolica nei confronti del battesimo vetero cattolico, cosa vi riconosca e cosa non vi riconosca. Non conosco nemmeno il viceversa, ma non me ne dolgo. Detto ciò, risulta anche vero che Chiese diverse, proprio perchè diverse, possono intendere differentemete il battesimo, sporattutto per ciò che attiene ai suoi effetti più o meno immediati e perciò che attiene alla sua relazione di interdipendenza con gli altri sacramenti, riguardo la grazia e la santificazione. Ovviamente era questo che si intendeva dire...
    Capivo che cosa volevi dire e ora ti ringrazio per averlo meglio esplicitato. Tuttavia, il punto rimane proprio quello. Il fatto è che non esiste il "nostro" battesimo. Ma esiste solo il battesimo di Gesù Cristo. A suo tempo la Chiesa Cattolica accettò anche persone battezzate da eretici e non le ribattezzò quando rientrarono a far parte della comunità cattolica.

    Nel veterocattolicesimo per tua info, si accolgono tutti i battezzati da qualsiasi denominazione ecclesiale provangano. Il battesimo, come ogni altro sacramento, è dono di Cristo e non dell'essere umano.

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Teologi non cattolici, perchè quella dottrina, in seno alla Chiesa Cattolica, mi pare sia non modificabile.
    No, per ora sono teologi cattolici. Se questa interpretazione sia definitiva e dogmatica non so, ma non penso.

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Questa riduzione appare a chi conosce superficialmente la dottrina cattolica del battesimo, perchè l'amministrazione del battesimo, ad esempio, tra l'altro, apre chi lo riceve alla possibilità della fede piena, cosa impossibile prima del battesimo stesso. La fede piena, ovviamente, non è un dettaglio...
    Si ma siamo ancora molto lontani dal concetto di CREATURA NUOVA, di RINASCITA, di LIBERTA' espressa in Gv 3 e Rom 6.
    Nella dottrina cattolico-romana si dice che il battesimo cancella il peccato originale. Tuttavia non ne cancella le conseguenze, cioè la concupiscenza. Allora che cosa cancella del peccato originale? Evidentemente la colpa.

    Esattamente ciò che non viene trasmesso dal peccato originale. Il concetto di trasmissione di una colpa è anti-biblico (vedi Rom cap 5).


    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Pura fantasia, basta guardare la realtà dell'essere umano con un briciolo di onestà!

    Esiste anche la tendenza al male, confermata dalla quasi totalità dei battezzati...
    Beh, c'è poco da ridere sulla tendenza al male. In pratica stai dicendo che il battesimo è praticamente inutile e che è importante solo "in potenza" in quanto può aprire alla fede piena...

    Nelle Scritture invece il battesimo è una vera rivoluzione, una RI-STRUTTURAZIONE dell'essere, appunto una morte, sepoltura e resurrezione, una rinascita spirituale.

    Quando questa realtà oggettiva diventa vera per me soggettivamente? Quando me ne approprio per fede, quando cioè si ha una presa di consapevolezza (non semplice conoscenza) e una adesione per fede IN Gesù Cristo, Signore e Salvatore.
    Nell'antichità il battesimo non era mai scisso dalla fede. Era l'evento che permetteva di esprimere e rendere visibile la fede. 3 volte ci si immergeva e 3 volte si face la professione di fede in Dio-Padre, in Dio-Figlio e in Dio-Spirito Santo.
    Ora l'adesione per fede è posticipata. Tommaso d'Aquino direbbe che la grazia sacramentale del battesimo è come in stand-by finchè non viene rimosso l'ostacolo che impedisce di usufruirne le conseguenze. Il battesimo è come acquetta, finchè non avviene l'adesione per fede: allora la grazia sacramentale affluisce, vivifica, opera efficacemente la rinascita e la nuova orientazione al bene.

    Opera di Dio.

    Pace & bene.

  10. #10
    Logiké Latreía
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    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Che sia iniquo è una tua affermazione, non mia. Tuttavia Dio è libero e non sottomesso all'uomo.

    2007 Nei confronti di Dio, in senso strettamente giuridico, non c'è merito da parte dell'uomo. Tra lui e noi la disuguaglianza è smisurata, poiché noi abbiamo ricevuto tutto da lui, nostro Creatore. (CCC 2007)
    Il fatto che non vi sia merito in senso strettamente giuridico non siginifica, per nulla, che il merito sia qualcosa di solo teorico! Esiste, ed è voluto da Dio per l'uomo, che pertanto deve ricercarlo, come confermano i successivi articoli del Catechismo.

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    2008 Il merito dell'uomo presso Dio nella vita cristiana deriva dal fatto che Dio ha liberamente disposto di associare l'uomo all'opera della sua grazia. (CCC 2008)
    Quindi il merito sussiste ed è voluto per l'uomo da Dio, che associa l'uomo alla sua opera.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Come vedi è dottrina cattolico-romana il fatto che non esista un merito in senso giuridico.
    Mai ho detto che sussita un merito in senso (strettamente) giuridico, ho solo affermato la sua esistenza, come conferma la dottrina; esistenza che è tutt'altro che teorica, bensì concreta, reale.

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    Esiste solo in quanto Dio nella sua libertà ha così disposto.
    Infatti la sussistenza dei meriti umani è addirittura per volontà di Dio! Più reale di così... Tuttaltro che teorico.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    E' sua libera iniziativa. E' suo atto di amore.
    Si si, non ho mai detto diversamente...

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    Sarebbe atto di amore verso di Lui da parte nostra accogliere la sua Grazia e non esigere alcun merito: l'amore esclude il merito.
    Questo invece va in contraddizione con quanto appena letto nel Catechismo; infatti, Dio per noi ha voluto il merito, e noi, sottomessi alla sua volontà, accettiamo questa sua iniziativa vivendo anche la dimensione del merito... Chiaro... Noi non esigiamo il merito, ma lo cerchiamo perchè Dio ci chiama a viverlo!

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    E' chiaro poi che Dio terrà conto delle nostre opere, ma soprattutto terrà conto dell'amore messo nelle nostre opere, che sono state predisposte da lui perchè le compissimo, usando i doni da lui ricevuti, con la forza del suo Spirito Santo.
    Il vincolo di perezione, si sa, è la carità; essa però ben dispone anche l'intelletto, pertano chi vive la carità si sforza di comprendere con onestà intellettuale; soprattutto si assoggetta all'insegnamento della Chiesa.

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    Mi dispiace alla "legge della Grazia" non si sfugge.
    Ma nessuno vuol sfuggire alla legge della Grazia; la Grazia esiste, ma essa è data sulla umanità chiamata ad impegnarsi nell'esercizio delle virtù umane. Attenzione a non confondere la Grazia, col fatto che tutto viene da Dio; tutto il bene viene da Dio, certo, anche quei doni umani che impieghiamo nell'esercizio delle virtù, ma questa elargizione non deve essere confusa con la Grazia santificante, che possiamo solo accogliere. Le capacità umane, pur essendoci donate da Dio, attengono al nostro esercizio, aiutato certo anche dalla Grazia, ma giammai sostituito. Nel cattolicesimo sono considerati errore sia lo spiritualismo, che vorrebbe ridurre la parte umana alla sola accettazone della Grazia, sia il virtuosismo, che di fatto ridurrebbe la Grazia a mera comunicazione di conoscenza, senza aiuti per gli atti morali.

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    L'accumulazione dei meriti mi fa un po' ridere. Mi sembra di essere alla raccolta dei punti coop. La salvezza è per grazia, come pure la santità. Dove hai letto che un santo è una sorta di super-uomo? Il santo è tale perchè si è lasciato guidare dallo Spirito Santo. Punto. Quindi, apertura e accettazione della grazia. Questo è l'UNICO merito.
    Ti fa ridere? Vabè, Gesù parlava di accumulare tesori in cielo... Che ridere, eh? Praticamente è la stessa cosa! (almeno per i cattolici)

    La santità non può essere solo per Grazia, almeno nel cattolicesimo; infatti, si diventa santi anche per qualcosa che attiene a noi (uomini) in prima persona, alla nostra iniziativa, al merito appunto, ad atti personali e meritori compiuti in vita; non solo per passiva accettazione, ma anche per attiva carità! Diversamente la santità apparebbe solo come una sorta di accettazione, di non rifiuto... La carità, vincolo di perfezione, è atto umano anche positivo.

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    Capivo che cosa volevi dire e ora ti ringrazio per averlo meglio esplicitato. Tuttavia, il punto rimane proprio quello. Il fatto è che non esiste il "nostro" battesimo. Ma esiste solo il battesimo di Gesù Cristo. A suo tempo la Chiesa Cattolica accettò anche persone battezzate da eretici e non le ribattezzò quando rientrarono a far parte della comunità cattolica.
    Non posso che ripeterti che, pur essendo il battesimo uno, non è detto che diverse confessioni se lo riconoscano, sempre, vicendevolmente; in tal caso, qualcuna delle confessini risultebbe in errore, oppure anche tutte. Coi vetero cattolici non so come stiano le cose, soprattutto per ciò che attiene alla regolamentazione del battesimo stesso, quindi alla distribuzione sacramentale dei suoi effetti (nel cattolicesimo v'è una precisa sistemazione delle cose, che mi pare sia differente da quella ortodossa).

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Nel veterocattolicesimo per tua info, si accolgono tutti i battezzati da qualsiasi denominazione ecclesiale provangano. Il battesimo, come ogni altro sacramento, è dono di Cristo e non dell'essere umano.
    Per esempio, nell'ortodossia non è così, dipende...

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    No, per ora sono teologi cattolici. Se questa interpretazione sia definitiva e dogmatica non so, ma non penso.
    Penso sia definitiva perchè attiene alla dottrina del battesimo, che è definitiva.

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    Si ma siamo ancora molto lontani dal concetto di CREATURA NUOVA, di RINASCITA, di LIBERTA' espressa in Gv 3 e Rom 6.
    Quei passi del Vangelo vegono interpretati, nel cattolicesimo, secondo l'insegnamento magisteriale, che vi ravvede un cambio di innesto della persona (che non è poco, anzi), la quale passa all'innesto nel corpo mistico di Cristo, divenendo così membra della Chiesa; questo è, appunto, un innesto e non una trasmutazione istantanea di tutta la persona. D'altra parte, la permanenza della tendenza al peccato, al male, nei battezzatti è un fatto abbastanza incontrovertibile.

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    Nella dottrina cattolico-romana si dice che il battesimo cancella il peccato originale. Tuttavia non ne cancella le conseguenze, cioè la concupiscenza. Allora che cosa cancella del peccato originale? Evidentemente la colpa.
    Cancella il disordine stesso; la colpa non può cancellarla perchè l'unico colpevole del peccato originale, in termini personali, è Adamo, almeno per i cattolci; te l'ho detto, sembri conoscere non bene questa dottrina. Solo per citare (CCC):

    405 Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, [Cf ibid., 1513] in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta: è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all'ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male è chiamata «concupiscenza»). Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l'uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell'uomo e lo provocano al combattimento spirituale.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Esattamente ciò che non viene trasmesso dal peccato originale. Il concetto di trasmissione di una colpa è anti-biblico (vedi Rom cap 5).
    Infatti non viene trasmessa la colpa, ma il disordine, la ferita della natura, etc..

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Beh, c'è poco da ridere sulla tendenza al male. In pratica stai dicendo che il battesimo è praticamente inutile e che è importante solo "in potenza" in quanto può aprire alla fede piena...
    Meglio avere un approccio un po' ironico a qualcosa che però si riconosce, piuttosto che essere seriosi difronte alla stessa cosa che invece si cerca di nascondere...

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Nelle Scritture invece il battesimo è una vera rivoluzione, una RI-STRUTTURAZIONE dell'essere, appunto una morte, sepoltura e resurrezione, una rinascita spirituale.
    L'innesto nel corpo di Cristo (mistico) è una rivoluzione, non è però una trasmutazione istantanea di tutta la natura umana.

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    Quando questa realtà oggettiva diventa vera per me soggettivamente?
    L'inclinazione al peccato è realtà sperimentata dai battezzati...

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    Quando me ne approprio per fede, quando cioè si ha una presa di consapevolezza (non semplice conoscenza) e una adesione per fede IN Gesù Cristo, Signore e Salvatore.
    Anche se non ci credi, costoro la sperimentano davvero!

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Nell'antichità il battesimo non era mai scisso dalla fede.
    Neppure adesso; infatti la presuppone nella sua dimensione iniziale, limitata, e apre al battezzato la possibilità della fede piena.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Era l'evento che permetteva di esprimere e rendere visibile la fede.
    Nel cattolicesimo è espressione della fede iniziale del catecumeno, della fede nella pasqua di Cristo; il battesimo dona, però, la possiblità della fede piena, impossibile ai catecumeni.

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Ora l'adesione per fede è posticipata.
    Non vero, almeno nel cattolicesimo...

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    Tommaso d'Aquino direbbe che la grazia sacramentale del battesimo è come in stand-by finchè non viene rimosso l'ostacolo che impedisce di usufruirne le conseguenze.
    Questo solo nel caso il battezzato sia adulto e si trovi in peccato mortale (almeno nel cattolicesimo).

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Il battesimo è come acquetta, finchè non avviene l'adesione per fede: allora la grazia sacramentale affluisce, vivifica, opera efficacemente la rinascita e la nuova orientazione al bene.
    Questo, certo, non è il battesimo che si amministra nella Chiesa Cattolica! Bha... Il battesimo è segno efficace, ed alcuni suoi effetti rimangono sospesi solo nel caso di battezzati adulti in peccato mortale; centra niente la fede, ma c'entra invece il peccato mortale...

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    Opera di Dio.
    Si, della quale bisogna essere almeno un po' degni per fruirne pienamente.

 

 
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