RICEVO ED INOLTRO :
COMUNICATO STAMPA
MARTEDI’ 27 NOVEMBRE ORE 10,30: BARI, FACOLTA’ DI GIURSPRUDENZAINCONTRO CON FRANCO CALIFANO
MAGNIFICO RETTORE DELLA LIBERA UNIVERSITA’ DELLA VITA -
Azione Universitaria presenta "inCONTRO con Franco Califano", Magnifico Rettore della Libera Università della Vita. Martedì 27 novembre alle 10,30 a Giurisprudenza il cantautore romano sale in cattedra e incontra gli universitari baresi.
Uno dei personaggi più grandi e controversi del panorama musicale italiano racconta la sua biografia e il suo punto di vista, senza reticenze e pudori.
Il Maestro Califano è un uomo benevolmente traumatizzante, di rottura e rappresenta un po’ di boccata d’aria contro il malsano conformismo imperante.
Per questo gode - nonostante i tanti luoghi comuni fabbricati dalla solita vulgata pseudo culturale – di grande considerazione tra le nuove generazioni, e la cosa non deve destare perplessità perché la nostra resta una generazione capace di cogliere le eccezioni
Invitarlo a confrontarsi con gli studenti e riscontrare entusiasmo raro e grande disponibilità – così poco da star – dimostra, una volta di più, la cifra di uomo eccezionale.
Eccezionale e affascinante è la sua biografia, formidabile è il suo profilo artistico.
L’Uomo e l’Artista, sempre perennemente impastati. Sempre lì, senza compromessi di sorta. Senza che la forma potesse ammorbidire la sostanza: un lungo racconto pubblico di tutto il suo privato, sempre senza reticenze.
Un uomo dotato di una smodato talento artistico e di rara sensibilità, eppure perennemente fuori dalle regole, sempre distante dai tumori dell’ipocrisie e della banalità.
Libero di fare tutto quello che dice, compreso l’esser buono e generoso.
Un’artista percepito come vero pur senza mai avere la "verità in tasca", rifugiando gli atteggiamenti da santone, sicuro – come solo un grande sa essere - di avere sempre il suo particolare punto di vista.
Invitare il Maestro Califano significa tanto, compreso il tentativo di "risarcirlo", almeno per un giorno, di tutto quello che il politically correct gli ha negato: il "partito dei seguaci della corazzata Potemkin" ha impedito, infatti, a un’artista osteggiato per troppo tempo, di soddisfare coi fatti la sua feroce voglia di essere vicino ai giovani; a una generazione che gli incute fiducia e che tratta con tanto rispetto, con cui ama confrontarsi senza quella spocchia e quella perentoria sicumera tipica di chi è consapevole di essere "Grande". Ma evidentemente c’è sempre chi lo è di più.
Perché ai Grandi autentici, i banali cliché generano solo fastidiose orticarie. Ne siamo certi.




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