I tassi resteranno al 4%

Le turbolenze sui mercati finanziari provocati dalla crisi dei mutui subprime erano prevedibili. È quanto ha ribadito il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, intervenendo a Francoforte, ricordando che la Bce e altre banche centrali in passato hanno più volte lanciato l’allarme sulla sottovalutazione del premio di rischio.

Trichet, intervenendo ad un congresso sul sistema bancario a Francoforte, ha imperniato la sua analisi sulla trasparenza come ricetta contro il propagarsi di crisi come quella del credito strutturato. “Le crescenti perdite delle cartolarizzazioni garantite da mutui ipotecari subprime - ha spiegato il banchiere centrale - sembrano aver scatenato un’ampia perdita di fiducia nella correttezza delle valutazioni alla loro base e quindi, più in generale, nella valutazione dei prodotti del credito strutturato”.

L’allargarsi di questa crisi di fiducia al mercato interbancario, dove vengono scambiati liquidità e debito a breve, si spiega “con l’opacità e la mancanza di trasparenza, che sono la ricetta per il propagarsi delle instabilità e per un contagio generalizzato”. Nel mirino di Trichet, in particolare, c’è la scarsa trasparenza per quanto riguarda “l’esposizione delle istituzioni finanziarie a strumenti complessi e veicoli fuori bilancio”.

Trichet ha poi rilevato che le turbolenze recenti hanno messo a nudo alcuni problemi nella gestione della liquidità da parte delle banche, anche se nel complesso l’Eurosistema, cioè l’insieme delle banche centrali e la stessa Eurotower, è stato in grado di gestire le difficoltà del mercato.

Trichet sostiene che è ancora prematuro delinerare una “valutazione realistica dei processi in atto” ma ci sono alcune lezioni che già si possono imparare. In particolare la crescente complessità degli strumenti finanziari deve essere monitorata con rande attenzione”. I mercati del credito strutturato - ha detto - sono esposti a problemi di valutazione che rendono i mercati molto vulnerabili ai cambiamenti nella fiducia degli investitori”.

Trichet rileva infatti che “in assenza di prezzi di mercato verificabili” questi strumenti finanziari complessi e sofisticati hanno bisogno di essere valutati attraverso modelli. Ma “le stime che tali modelli producono sono molto sensibili alle assunzioni sottostanti”. Le ingenti perdite provocate nel segmento degli Rmbs (residential mortgage backed securities) dalla crisi dei mutui subprime è apparsa la causa scatenante per una profonda perdita di fiducia nella corretta valutazione e più in generale di tutti gli strumenti strutturati. E questo ha provocato un circolo vizioso in base al quale la crescente incertezza sul valore effettivo di questi strumenti finanziari e la crescente avversione al rischio hanno provocato l’uscita dal mercato di molti investitori. “I prezzi sono scesi in modo consitente e gli investitori hanno fronteggiato perdite rilevanti e non prevedibili contribuendo così a provocare ulteriore pressione”.

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