UN INDOMITO ZUENDEL CHIEDE UDIENZA ALLA CORTE SUPREMA
Washington, DC (11/28/07).
L’indomito dissidente Ernst Zuendel,attualmente detenuto per reati d’opinione in una prigione tedesca, ha chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di giudicare le scorrettezze giudiziarie che hanno condotto alla sua deportazione, prima dagli Stati Uniti e poi dal Canada.
Il legale di Zuendel Bruce Leichty afferma di aver presentato un esposto alla Corte Suprema il 14 Novembre scorso, nel quale la Corte è stata ampiamente informata della privazione, imposta a Zuendel, dei suoi diritti costituzionali.
"La Corte Suprema ha da tempo riconosciuto il diritto di tutti i residenti negli Stati Uniti a poter impugnare gli atti implicanti la loro detenzione o deportazione, e a presentare prove sull'eventuale illegalità di tali atti", sostiene Leichty. "Abbiamo documentato presso la Corte che a Ernst Zuendel non è stato riconosciuto tale diritto - sia prima che dopo la sua deportazione - e che la Corte d'Appello di Cincinnati ha scansato il proprio dovere di proteggere i diritti costituzionali di Zuendel."
Zuendel venne deportato dagli Stati Uniti senza processo il 19 Febbraio del 2003, dopo essere stato arrestato nella sua casa in Tennessee il 5 Febbraio precedente, con il pretesto di una mancata udienza con l'ufficio immigrazione. Questa accusa venne in seguito modificata al fine di far decadere la scadenza del suo ingresso negli Stati Uniti avvenuto nel 2000, nonostante Zuendel avesse sposato una cittadina americana - la scrittrice di origine mennonita nonché operatore di un sito webIngrid Rimland - e fosse in attesa di ottenere la residenza stabile.
Dopo essere stato rimosso forzosamente dagli Stati Uniti, Zuendel passò due anni in prigione in Canada, dove venne classificato come "minaccia alla sicurezza nazionale", in quanto presunto leader razzista, prima di essere definitivamente deportato in Germania nel 2005.
"La legge canadese in base alla quale Zuendel era stato così classificato è stata in seguito dichiarata incostituzionale in un altro caso giudiziario, perchè tale legge permetteva l'uso di prove segrete che l'accusato non poteva controbattere", nota Leichty. "Tale modalità di prova venne ampiamente utilizzata nel processo contro Zuendel in Canada. Ma la dichiarazione d'incostituzionalità sopravvenne solo dopo che egli era stato già deportato in Germania."
Leichtyosserva anche che l'FBI aveva raccomandato la chiusura del fascicolo riguardante Zuendel poco prima che egli venisse arrestato negli Stati Uniti perchè non c'era nulla da rimproverargli. I coniugi Zuendel ottennero quel rapporto attraverso il Freedom of Information Act.
Leichty sostiene che una decisione favorevole della Corte Suprema americana potrebbe ancora aiutare Zuendel in quanto egli è attualmente bandito dal suolo americano per un periodo di 20 anni, nonostante l'esposto in suo favore depositato dalla moglie sia stato approvato. Egli deve scontare in Germania una pena di cinque anni.
Sia un giudice federale di Knoxville che una giuria di tre giudici a Cincinnati concordano che Zuendel aveva rinunciato ai suoi diritti all'habeas corpus [l'habeas corpus è una procedura che garantisce il cittadino dalla detenzione arbitraria imponendo all'autorità di giustificare l'arresto davanti al giudice. Significa alla lettera: "che tu abbia il corpo" (dell'arrestato davanti al giudice). n.d.t.] negli Stati Uniti, anche se il governo si è basato su una legge che era scaduta e non poteva essere applicata quando Zuendel entrò l'ultima volta negli Stati Uniti, nel 2000, afferma Leichty.
La maggior parte degli immigrati riescono ad avere sia un'udienza probatoria davanti ad un giudice per l'immigrazione che un'udienza federale basata sull'habeas corpus prima di essere espulsi, afferma Leichty, ma Zuendel non ebbe nessuna delle due. La corte del Sesto Distretto a Cincinnati sostiene che quando il Congresso approvò il REAL ID Act nel 2006 privando la maggior parte degli immigrati del diritto di avere un'udienza probatoria, questo non ha corrisposto nel caso di Zuendel ad un atto incostituzionale che lo privava dei suoi diritti.
Zuendel sostiene anche, nel suo esposto alla Corte Suprema, che il Sesto Distretto ha fatalmente compromesso sé stesso impegnandosi in comunicazioni improprie con funzionari dell'ufficio immigrazione dopo che egli era stato arrestato nel Febbraio del 2003. Quando Zuendel chiese un permesso di soggiorno di emergenza al Sesto Distretto poco dopo il suo arresto, alcuni funzionari del tribunale contattarono il servizio immigrazione all'insaputa del legale di Zuendel per chiedere informazioni su Zuendel, e venne loro detto che egli era entrato l'ultima volta negli Stati Uniti con il Visa Waiver Pilot Program [viaggio senza visto], rinunciando perciò al suo diritto di contestare la sua deportazione - un'informazione che era errata per più motivi, afferma Leichty.
A nessuna corte federale è permesso intrattenere rapporti "dietro le quinte" con una delle parti in causa, e Leichty sostiene nell'esposto alla Corte Suprema che una volta che il Sesto Distretto ha agito in tal modo - con conseguenze disastrose per Zuendel - i suoi giudici possono aver subito massicce pressioni per ratificare semplicemente l'informazione erronea presentata dall'ufficio immigrazione e ripetuta poi a pappagallo dal Ministero della Giustizia.
"Speriamo che anche se la giustizia canadese ha fatto troppo poco e troppo tardi per Zuendel, la Corte Suprema americana abbia il coraggio di riconoscere l'errore delle corti inferiori anche nel caso di un uomo impopolare", dice Leichty. Zuendel è stato demonizzato come "negazionista" e ammiratore di Hitler.
Leichty, che ha visitato Zuendel nella sua prigione tedesca nell'Aprile del 2007, sostiene che Zuendel si considera un attivista dei diritti umani e che nega di essere antisemita o neonazista, anche se contesta l'ortodossia storica sugli eventi della seconda guerra mondiale. "Zuendel non è un apologeta del genocidio come qualcuno vorrebbe ritrarlo; egli semplicemente non crede che ci siano prove storiche che Hitler abbia ordinato la gasazione o lo sterminio degli ebrei, e crede anche che le camere a gas siano un mito. Anche se queste opinioni in Germania sono criminalizzate e guardate con scherno da molti americani colti, ci è ancora permesso di avere la libertà di esprimere queste opinioni in questo paese e di non essere presi di mira, a prescindere dall'opinione della maggioranza."
Leichty sostiene che la Corte Suprema accoglie molto raramente esposti come quello di Zuendel, che sono dapprima letti e votati da funzionari, e l'alta corte impiegherà ora alcuni mesi per decidere. La Corte Suprema è stata interpellata anche in un caso largamente trattato dalla stampa per accogliere l'esposto di un certo numero di detenuti di Guantanamo che sostengono, come Zuendel, di avere diritto all'habeas corpus. Se quest'esposto sarà accolto, ci potrà essere una possibilità anche per Zuendel, secondo Leichty; egli afferma che il diritto di Zuendel ad un equo processo è anche più evidente di quello dei detenuti di Guantanamo, poiché Zuendel venne arrestato su suolo americano e presentò il proprio esposto quando ancora stava in America.
"Ci sono certamente ragioni schiaccianti per accogliere l'esposto se la legge viene applicata equamente," afferma Leichty. "Sono a rischio sia la libertà personale che la libertà nazionale".
http://civiumlibertas.blogspot.com/







Rispondi Citando
