Bipolarismo e alternanza non sono concetti coincidenti. Alla seconda non si può rinunciare. Al primo, se non funziona, sì. Ed è proprio ad un nuovo sistema, multipolare ma che garantisca l’alternanza, che Bruno Tabacci guarda. Bipolarismo, bipartitismo, bileaderismo hanno fatto il loro tempo secondo il deputato lombardo e se Veltroni e Berlusconi nel loro dialogo puntano a rafforzare quelle posizioni, per Tabacci a pagarne le conseguenze sarà l’Italia, un Paese che non si può costringere in uno schema, quello anglosassone, in cui per tradizione e cultura politica non può rientrare. Nel multipolarismo che ha in mente Tabacci invece c’è spazio per tutte le aree politico-culturali italiane: quella della sinistra antagonista e quella della sinistra riformista, quella della destra, ma anche quella del centro. E’ alla costruzione di quest’area che Tabacci sta lavorando con il gruppo del Manifesto di Subiaco, ma anche con Savino Pezzotta. E che l’Udc non abbia ancora scelto se puntare su quest’area o sperare in una ricomposizione del centrodestra berlusconiano crea solo qualche rammarico all’ex presidente della regione Lombardia, convinto com’è che ormai si sia avviato un processo politico inarrestabile nel Paese. Tanto inarrestabile che nemmeno il presidente del Consiglio Prodi può pensare di mettersi di traverso: “Se non lo asseconda il suo governo, lo farà un altro. La maggioranza del Parlamento non vuole elezioni anticipate”.
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