
Originariamente Scritto da
Cortes
In questo partito in cui prima si decidono i dirigenti, i quali poi dovranno scegliere lo Statuto senza ricorrere ad alcuna assise congressuale, vi si afferma di sicuro un nuovo concetto di democrazia rovesciata: alcuni, pochi, che decidono per molti.
Nel frattempo ancora non si vedono bozze di programma, priorità di temi da affrontare, progetti per il futuro delle nosre città e del nostro Paese. Anzi i dibattiti sulle regole interne, sugli equilibri tra i due ex-partiti fondatori, sulla necessità di verifiche nelle varie Giunte che il nuovo partito governa, appare come un dibattito sempre più lontano dai problemi quotidiani della gente. Il PD è indubbiamente fuori sintonia rispetto a ciò che la gente si attende da quello che sembrerebbe essere e vuole essere un grande partito. E' raro leggere proposte alternative ed analisi complete sul pericoloso arretramento del welfare sociale nelle nostra società, mancano progetti su come rilanciare la qualità della sanità nel Paese, strategie chiare e condivise sulla sicurezza dei cittadini. Il PD è un partito confinato nella sua torre d’avorio, convinto di rappresentare i bisogni della gente solo perché nasce con l’eredità di due grandi tradizioni popolari. Ma in verità questo nuovo soggetto politico è lontano anni luce dalle aspettative dei cittadini.