Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 Sep 2006
    Messaggi
    1,462
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Ore 19: Governo ancora sul filo del rasoio, si vota la fiducia sul welfare

    Diliberto: «Ha ceduto a un ricatto». E Dini: «Governo appeso a un filo»

    Welfare, Prodi: «Mia la responsabilità»

    Il premier: raggiunti gli obiettivi, con il Prc sempre pronto al dialogo. Giordano: «Serve una verifica»




    ROMA -
    Nel giorno del voto di fiducia sulla trasformazione in legge del protocollo sul welfare siglato tra governo e parti sociali, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, rivendica la bontà delle scelte effettuate: «La decisione sul welfare l'abbiamo presa in piena coscienza - ha detto a margine di un'iniziativa al ministero dello Sviluppo - e me ne assumo completamente la responsabilità». Ma il premier deve fare i conti con i malumori delle diverse anime della coalizione che lo sostiene.
    IL RAPPORTO CON PRC - Prodi ha avuto modo di parlare del rapporto con Rifondazione comunista, che - dopo avere per giorni chiesto modifiche al testo sul welfare concordato da esecutivo, sindacati e Confindustria - ha assicurato il proprio voto sulla fiducia chiedendo però in cambio l'apertura di una verifica di maggioranza a gennaio. Sull'avvio di un confronto politico, il premier è stato vago: «Intanto lavoriamo per l'approvazione della finanziaria, lavoriamo per dare al Paese tutti i vantaggi che la finanziaria può dare, poi vedremo...». Ma sulle richieste avanzate dal partito di Giordano il suo giudizio è accomodante: «Da parte di Rifondazione non ci sono state minacce, ma riflessioni e richieste di un dialogo e di u confronto politico che io non rifiuto». «Abbiamo raggiunto - ha aggiunto Prodi - una proposta sul welfare che è stata frutto di una serie di mediazioni, di una composizione di obbiettivi e della loro armonizzazione. Credo che abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci proponevamo».
    «NON SIAMO TRANQUILLI» - La disponibilità al dialogo mostrata da Prodi non basta però a rassicurare il Prc: «Non possiamo essere tranquillizzati da dichiarazioni dell'ultima ora - ha commentato il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore -: si tratta a questo punto di dire con pacatezza, ma determinazione di vedere qual è il progetto di legislatura e quali sono punti sui quali si intende mantenere gli impegni con gli elettori». Più tardi, durante le dichiarazioni di voto alla Camera, il segretario del Prc, Franco Giordano, assicura il voto favorevole del suo partito (anche se Salvatore Cannavò ha annunciato il suo no e l'uscita dal gruppo di Rifondazione comunista) «ma solo per non far scattare la mannaia dello scalone-Maroni». «Qualcuno - attacca subito dopo Giordano - ha giocato sulla pelle dei lavoratori. Non non votiamo per vincolo politico, quel vincolo si è dissolto. Così non si può andare avanti. Vi chiediamo una verifica politico-programmatica. Perché il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni non esiste più». Altri esponenti del partito, a partire dal capogruppo al Senato, Giovanni Russo Spena, hanno ribadito come la fiducia al governo non sarà incondizionata e perpetua. Ad esempio il voto di Rifondazione potrebbe venir meno in occasione del voto sul pacchetto sicurezza. «Riproporremo in aula i nostri emendamenti - ha precisato Russo Spena - e poi valuteremo la situazione. È chiaro che se invece una parte dei centristi della maggioranza convergesse con la destra approvando emendamenti che peggiorano il testo, il nostro voto non potrebbe che essere negativo».
    «HA CEDUTO A UN RICATTO» - Parole durissime anche dal Partito dei comunisti italiani (con. Gianni Pagliarini che nel frattempo si è dimesso dalla presidenza della commissione Lavoro della Camera). «Prodi ha ceduto ad un ricatto» ha detto il segretario, Oliviero Diliberto, il quale ha detto però di ritenere inutile la verifica di gennaio: «Ci siamo trovati a Caserta - ha ricordato -, abbiamo scritto il dodecalogo, ma poi le forze moderate non rispettano gli accordi. Ecco perché la verifica mi sembra inutile e noi valuteremo caso per caso e daremo battaglia su ogni provvedimento». Durante la sua dichiarazione di voto alla Camera, Diliberto ha aggiunto: «Oggi si è prodotto uno strappo molto serio nella maggioranza. Avete permesso a Dini di ricattarvi. La maggioranza è in balia di due senatori. Da oggi il nostro ruolo sarà molto più incisivo. Cambia tutto. Avete rotto un patto. Noi voteremo la fiducia perché siamo persone serie. Non abbandoneremo la nostra lealtà, ma ve la dovrete guadagnare».


    DINI ALL'ATTACCO - Per Prodi i grattacapi non arrivano però solo dal fianco sinistro.I centristi della coalizione, e in particolare l'area liberaldemocratica che fa capo a Lamberto Dini, continua ad essere critica nei confronti dell'esecutivo. «Il governo è appeso a un filo, quindi non so quanto possa durare» ha detto lo stesso Dini intervenendo a «Panorama del giorno» su Canale 5. E ancora: «Anche alla Camera c'è malcontento per un governo che non sa affrontare i problemi reali del Paese, primo fra tutti il declino economico». L'ex premier ha spiegato che «con la nostra posizione sul welfare abbiamo convinto il presidente del Consiglio che era un errore rinunciare ad un accordo con le parti sociali, perché quando gli accordi si fanno vanno rispettati e non si può rispondere solo a una parte, perché se no si screditano i sindacati». Dini ha però confermato il giudizio critico sul governo che «aggrava» la spesa pubblica, già espresso martedì in una lettera al Corriere della Sera. «È un governo "tassa e spendi" ed è questo che combatto. L'Italia ques'anno è il fanalino di coda in Europa. Con queste politiche crescerà meno degli altri. Il poblema - aggiunge Dini - è strutturale e riguarda la spesa. Noi abbiamo detto che bisogna lavorare per superare il quadro politico attuale, cioè oggi al Senato il governo non ha una maggioranza politica. Prodi andrà avanti fino a quando non ci sarà il voto contrario verso il governo e può accadere in qualsiasi momento visto il malcontento».




    28 novembre 2007


    Corriere.it

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 Sep 2006
    Messaggi
    1,462
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

 

 

Discussioni Simili

  1. siamo tutti sul filo del rasoio
    Di Jaki nel forum Fondoscala
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 09-06-08, 00:09
  2. Una maggioranza sul filo del rasoio
    Di brunik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 21-09-07, 14:19
  3. I bollini SIAE sul filo del rasoio.
    Di Zdenek nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-07-07, 10:55
  4. SENATO sul filo del rasoio
    Di Lollo87Lp nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 239
    Ultimo Messaggio: 21-02-07, 20:45
  5. Quel giornale sul filo del rasoio
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 26-07-03, 18:24

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito