
Originariamente Scritto da
kanekorso
» 2007-11-28 21:23WELFARE, LA CAMERA DA' LA FIDUCIA AL GOVERNO

ROMA - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al Governo sul disegno di legge che recepisce il protocollo sul welfare con 326 si'.
I voti contrari sono stati 238. L'esame del ddl sul welfare riprendera' domattina con i circa 88 ordini del giorno e con il voto finale.
(di Giovanni Innamorati)
OK ALLA FIDUCIA, MA SINISTRA ATTACCA GOVERNO - Il governo incassa la fiducia della Camera sul welfare (326 sì e 238 no), ma lo scontro ideologico dopo l'eliminazione da parte dell'esecutivo di alcune "correzioni rosse" al Protocollo del 23 luglio, ha aperto un doppio fronte: uno tra la sinistra radicale e lo stesso governo, e uno interna alla sinistra stessa, che fa traballare la nascita della 'Cosa Rossa'.
L'annuncio del senatore ex Prc Franco Turigliatto di non votare il provvedimento neanche con la fiducia, mette poi a rischio l'approvazione del ddl a Palazzo Madama, dove a meno di sorprese sarà determinante il voto dei senatori a vita. Stamani il presidente del Consiglio Romano Prodi si è assunto "la responsabilità" delle decisioni sul welfare (fiducia e modifiche), prese, ha detto, "in piena coscienza". Il premier è consapevole della difficoltà del passaggio per Prc-Pdci-Verdi-Sd, tanto che ha accolto la richiesta di verifica a gennaio fatta dal segretario di Rifondazione, Franco Giordano: "Da parte di Prc non ci sono state minacce - ha detto Prodi - ma riflessioni e richieste di un dialogo e di un confronto politico che io non rifiuto". "Abbiamo raggiunto - ha detto ancora - una proposta sul welfare che è stata frutto di una serie di mediazioni, di una composizione di obbiettivi e della loro armonizzazione. Credo sia stato ottenuto l'obbiettivo che ci proponevamo".
Mediazione, dunque, con la sinistra che porta a casa dei punti inaspettati (per esempio il tetto dei 36 mesi per i contratti a termine), ma che riesce a vedere solo "l'emendamento rosso" sui lavori usuranti prima inserito in commissione Lavoro e poi tolto dal maxi-emendamento del governo. Il presentatore dell'emendamento Gianni Pagliarini (Pdci), oggi ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della commissione Lavoro della Camera. E i mal di pancia sono stati anche altri. Salvatore Cannavò, della sinistra interna al Prc, ha votato contro la fiducia ed ha sancito la sua uscita dal partito. Gianluigi Pegolo ha invece votato "per disciplina", ma ha chiesto che il partito esca dal governo. I vertici del partito hanno sottolineato la necessità di rinegoziare a gennaio la presenza di Rifondazione nella maggioranza e nel governo, mettendo al centro del confronto la lotta alla precarietà. "Votiamo - ha detto Giordano in aula - per evitare che entri in vigore lo scalone Maroni, non per un vincolo politico che non c'é piu". Parole applaudite dal centrodestra che, per tutto il giorno, ha insistito sul venir meno della maggioranza. Anche il Pdci ha fatto sentire la sua voce con Oliviero Diliberto, il quale ha annunciato che d'ora in poi i Comunisti italiani "valuteranno caso per caso, dando battaglia su ogni provvedimento". Un capitolo a parte riguarda poi i rapporti tra Dini e il Pdci, che anche oggi ha visto un nuovo scambio di contumelie al limite dell'insulto (da "ricattatore" a "lininista" passando per l'etichetta di "rospo" affibbiata all'ex premier).
Il ministro Fabio Mussi, leader di Sd, non ha nascosto il malumore soprattutto per la fiducia e l'impossibilità di discutere sul merito dei problemi: "Questa fiducia non è un episodio che Ambrogio Lorenzetti dipingerebbe nei suoi affreschi sul buon governo". E dissenso il governo lo trova anche tra i socialisti per non aver inserito nel maxi-emendamento una misura sui co.co.pro già promessa. Anche per questo il senatore Roberto Barbieri ha detto che voterà il testo solo se verrà posta la fiducia. Nelle dichiarazioni di voto, Piero Fassino ha aperto a Rifondazione, dicendo di condividere la richiesta di porre la lotta al precariato al centro della verifica.
Dopo l'ok alla fiducia, Palazzo Chigi ha evidenziato che il superamento dello scalone "é motivo d'orgoglio" e che "un cedimento sarebbe stato fare in modo di far entrare in vigore questa norma". Questa, scandiscono le fonti del governo "é 'la politica' del centrosinistra". Quasi un invito alla sinistra a riflettere su questo suo obiettivo strategico raggiunto. E poi, ha aggiunto Palazzo Chigi, "il voto di fiducia non é stata una scelta per chiudere la bocca a qualcuno o per sottostare a ricatti", ma permette di approvare una legge "che cambia in meglio il volto del Paese".
http://ansa.it/opencms/export/site/v..._42970029.html
oggi si sono superati,sputtanati,e pure.....offesi
non finiranno mai di stupirci.....li vogliamo mandare a casa?....l'influenza è vicina chissà che al senato...............wooff...wooff....
