Papa Pio XII, nel 1943, diceva nella sua Enciclica Mystici corporis:
"Dunque, nessuna vera opposizione o ripugnanza può esistere tra la missione invisibile dello Spirito Santo e l’ufficio giuridico che i Pastori e i Dottori hanno ricevuto da Cristo. Anzi queste due realtà si completano e perfezionano a vicenda (come in noi il corpo e l’anima) e procedono da un solo identico Salvatore, il quale, quando alitò sugli Apostoli, non solo disse "Ricevete lo Spirito Santo" (Joan. XX, 22), ma comandò anche a voce alta: "Come il Padre mandò me, così anche io mando voi" (Joan. XX, 21), e "Chi ascolta voi, ascolta me" (Luc. X, 16). Se nella Chiesa si scorge qualche cosa che denota la debolezza della nostra condizione, ciò non deve attribuirsi alla sua costituzione giuridica, ma piuttosto alla deplorevole tendenza dei suoi singoli membri al male, tendenza che il divin Fondatore permette che esista anche nei membri più ragguardevoli del suo Corpo mistico, affinché venga messa alla prova la virtù sia delle pecorelle sia dei Pastori e in tutti si accumulino i meriti della Fede cristiana. Cristo infatti, come abbiam detto sopra, dal ceto che aveva fondato non volle che fossero esclusi i peccatori: se dunque alcuni membri soffrono malattie spirituali, non c’è motivo di diminuire il nostro amore verso la Chiesa, ma piuttosto di aumentare la nostra pietà verso le sue membra.
Sì, certamente, senza alcuna macchia risplende la pia Madre nei Sacramenti con i quali genera ed alimenta i figli, nella fede che conserva sempre incontaminata, nelle santissime leggi con le quali comanda, nei consigli evangelici con i quali ammonisce, nei celesti doni e carismi con i quali nella sua inesausta fecondità (cfr. Conc. Vat., Sess. III, Const. de fide catholica, cap. 3) genera innumerevoli eserciti di martiri, di vergini e di confessori. Ma non si può ascriverle a difetto se alcune membra languiscono inferme o ferite: in nome loro ogni giorno essa stessa prega Dio dicendo: "Rimetti a noi i nostri debiti" e nella loro cura spirituale si applica senza indugio e con forte e materno animo. Quando dunque chiamiamo "mistico" il Corpo di Gesù Cristo, dal significato stesso di questa parola riceviamo i più gravi ammaestramenti, che risuonano in questo detto di San Leone: "Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, divenuto partecipe della natura divina, non voler con un ignobile tenor vita, ritornare all’antica bassezza. Ricordati di quale Capo e di quale Corpo sei membro" (Serm. XXI, 3; Migne, P. L., LIV, 192-193)."
http://www.vatican.va/holy_father/pi...hristi_it.html
Penso che sia attualissima. "Rimetti a noi i nostri debiti" va di pari passo con il "Riconosci, o cristiano, la tua dignità". E penso che dovremmo smetterla di parlare di Pio XII solo e soltanto in relazione alle calunnie dette su di lui in merito alla questione ebraica. Ascoltiamo piuttosto le sue illuminanti parole magistrali.




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