di dichiarazioni e comunicati ne abbiamo visti tanti.
inanzitutto trovo ridicolo fare una conferenza di pace in America, e soprattutto l'America se volesse davvero la pace di quelle zone se ne andrebbe, tratterebbe Israele come qualsiasi altro paese del Medio Oriente.
quelle sarebbero davvero ottime basi per la pace.
La lista qui sotto presenta alcuni episodi specifici della politica statunitense in Medio Oriente. La lista minimizza i motivi di scontento nei confronti degli Stati Uniti perché esclude le politiche generalizzate di lunga durata, come l'appoggio USA a regimi autoritari (invio di armamenti all'Arabia Saudita, addestramento della polizia segreta dello scià in Iran, fornitura di armi e aiuti alla Turchia malgrado gli spietati attacchi ai villaggi curdi, etc.) La lista esclude anche le azioni di Israele nelle quali gli Stati Uniti sono indirettamente implicati poiché per anni Israele è stato il primo o il secondo beneficiario degli aiuti degli Usa ed ha ricevuto armamenti altamente tecnologici nonché il beneficio diplomatico del potere di veto nel consiglio di sicurezza.
1948: Creazione dello stato d'Israele. Gli USA rifiutano di fare pressione su Israele perché permetta il rientro dei palestinesi espulsi. 1949: La CIA spalleggia il colpo di stato militare che depone il governo eletto della Siria. 1953: La CIA aiuta a rovesciare il governo democraticamente eletto di Mossadeq in Iran (che aveva nazionalizzato la compagnia petrolifera britannica), aprendo le porte ad un quarto di secolo di dittatura dello scià Mohammed Reza Pahlevi. 1956: Gli Usa tagliano i finanziamenti promessi per la diga di Assuan in Egitto dopo che l'Egitto ha ricevuto armi dal blocco orientale. 1956: Israele, Gran Bretagna e Francia invadono l'Egitto. Gli USA non appoggiano l'invasione, ma il coinvolgimento degli alleati NATO nuoce severamente all reputazione di Washington nella regione. 1958: Le truppe statunitensi atterrano in Libano per garantire la "stabilità". primi anni '60: Gli USA tentano invano di assassinare il leader iracheno Abdul Karim Qassim. 1963: Gli USA sono accusati di fornire i nomi dei comunisti da uccidere al partito iracheno Ba'ath (in seguito guidato da Saddam Hussein). La repressione anti-comunista in Iraq è feroce. 1967: Gli USA bloccano ogni sforzo del consiglio di sicurezza di far osservare la Risoluzione 242 sul ritiro degli israeliani dai territori occupati durante la guerra del 1967. 1970: Guerra civile tra Giordania e OLP. Israele e USA si preparano ad intervenire a lato della Giordania se la Siria appoggia l'OLP. 1972: Gli USA bloccano gli sforzi di Sadat per un accordo di pace con l'Egitto. 1973: L'aiuto militare statunitense rovescia le sorti di Israele nella guerra contro Siria ed Egitto. 1973-75: Gli USA appoggiano i ribelli curdi in Iraq. Quando, nel 1975, l'Iran raggiunge un accordo con l'Iraq e chiude le frontiere, l'Iraq massacra i curdi e gli USA negano loro rifugio. Kissinger spiega che "le attività segrete non devono essere confuse con le azioni umanitarie".
1978-79: Gli iraniani cominciano a dimostrare contro lo scià. Gli USA garantiscono appoggio "senza riserve" a Reza Pahlevi e lo spingono ad usare la forza. Fino all'ultimo, gli USA tentano inutilmente di organizzare un colpo di stato per salvargli il trono. 1979-88: Gli USA , sei mesi prima dell'invasione sovietica dell'Afganistan, iniziano in segreto ad aiutare i Mujahiddin. Nei dieci anni successivi, gli Stati Uniti forniscono addestramento e più di 3 miliardi di dollari in armi e aiuti. 1980-88: Guerra Iran-Iraq. Quando l'Iraq invade l'Iran, gli USA si oppongono ad ogni azione di condanna del consiglio di sicurezza. Gli Stati Uniti cancellano l'Iraq dalla lista delle nazioni che sostengono il terrorismo e permettono il trasferimento di armamenti americani. Allo stesso tempo, lasciano che Israele fornisca armi all'Iran e nel 1985 le forniscono direttamente, sebbene in segreto. Gli USA assicurano informazioni di intelligence all'Iraq. L'Iraq usa armamenti chimici nel 1984; gli USA ristabiliscono le relazioni diplomatiche con il paese. Nel 1987 gli Stati Uniti mandano la marina nel golfo Persico, prendendo le parti dell'Iraq; una nave da guerra statunitense abbatte un aereo iraniano, uccidendo 290 civili. 1981, 1986: Gli USA tengono manovre militari a poca distanza dalle coste libiche in acque reclamate dalla Libia, con il chiaro proposito di provocare Gheddafi. Nel 1981 un aereo libico lancia un missile e due aerei libici sono abbattuti. Nel 1986 la Libia lancia un missile che cade lontano da ogni bersaglio e gli USA attaccano le navi di pattuglia e le installazioni costiere libiche, uccidendo 72 persone. Quando una bomba esplode in un night-club di Berlino provocando due morti, gli Stati Uniti accusano Gheddafi di essere il mandante (possibilmente vero) e bombardano a più riprese la Libia, uccidendo dozzine di civili tra cui la figlia adottiva di Gheddafi. 1982: Gli USA danno il nulla osta all'invasione israeliana del Libano, che fa più di 10.000 vittime. Gli USA scelgono di non invocare la legge che proibisce a Israele l'uso di armamenti americani se non in auto-difesa. 1983: Truppe statunitensi sono inviate in Libano come parte di una forza di peacekeeping multinazionale; intervengono su di un solo lato della guerra civile. Sono ritirate dopo un attacco dinamitardo suicida contro gli alloggi dei marines. 1984: I ribelli afgani spalleggiati dagli USA aprono il fuoco su un aereo civile. 1988: Saddam Hussein trucida migliaia di curdi e usa armi chimiche contro di loro. Gli USA infittiscono i legami economici con l'Iraq. 1990-91: Gli USA rifiutano ogni tipo di soluzione diplomatica dell'invasione irachena del Kuwait (respingendo, per esempio, ogni tentativo di collegare le due occupazioni regionali, del Kuwait e della Palestina). Gli Stati Uniti guidano una coalizione internazionale in guerra contro l'Iraq. Vengono bombardate infrastrutture civili. Per promuovere la "stabilità", gli USA rifiutano di aiutare le insurrezioni post-belliche degli sciiti nel Sud e dei curdi nel Nord del paese, negando loro l'accesso alle armi sequestrate all'esercito di Saddam e non proibendo le rappresaglie degli elicotteri filogovernativi. 1991: All'Iraq vengono imposte sanzioni economiche devastanti. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna bloccano ogni tentativo di rimuoverle. Centinaia di migliaia di civili muoiono.
http://www.fisicamente.net/index-241.htm
e questa America dovrebbe essere fautrice della pace in Medio Oriente?
a me sembra una delle prime cause...![]()
l'unico presidente americano che favorirebbe davvero la pace in Medio Oriente sarebbe il candidato Ron Paul, che ha nel suo programma il ritiro di tutte le truppe di occupazioni dal Medio Oriente, le truppe in stanza in Europa, lo scioglimento di NATO, ONU e tutte le strutture sovrannazionali e la fine delle sovvenzioni americane a Israele nonchè rendere Israele un semplice partner commerciale, come qualsiasi altro paese del Medio Oriente.
Riportiamo un passo del giudizio dell'intellettuale ebreo Uri Avnery, scritto in vista della conferenza di Annapolis. Il testo integrale è su Comedonchisciotte.
Sotto, due passaggi di Ron Paul al Congresso.
Il "genio" di Paul è esemplificato nei due brani dalla logica lineare, non ideologica, prudente ma non ipocrita, con cui obietta al governo americano la "mortale presunzione", dice, di essere un mediatore di pace. Allo stesso modo qualche mese prima nel 2006, con sobrio coraggio della verità, in un Congresso che approverà quasi all'unanimità la risoluzione che avvalla la distruzione del Libano da parte di Israele l'anno scorso, lui si oppone.
Uri Avnery, giornalista israeliano.
(…) Per molti, il muro non è solo separazione tra Israele e la Palestina. E’ una parte del muro mondiale tra l’Occidente e l’Islam, la linea del fronte dello scontro di civiltà. Al di là del muro, non ci sono uomini, donne, bambini, né una popolazione palestinese conquistata e oppressa, né città e villaggi strangolati come Abou-Dis, a-Ram, Bilin e Qalqilya. No, dietro il muro ci sono un miliardo di terroristi, moltitudini di musulmani assetati di sangue, che non hanno che un desiderio nella vita: buttarci a mare, semplicemente perché siamo ebrei e facciamo parte della civiltà giudaico-cristiana. Con una posizione ufficiale come questa, a chi parlare? Parlare di cosa? A che scopo riunirsi ad Annapolis o altrove? E cosa ci resta da fare – piangere o ridere?
Dall'intervento di Ron Paul al Congresso, 23 gennaio 2007
Il nostro intervento in Medio Oriente ha solo intensificato guerre e dispute. Il denaro delle tasse americane ha militarizzato l'intera regione. Noi diamo ad Israele circa tre miliardi ogni anno, ma diamo anche due milioni all'Egitto. La maggior parte dei paesi del Medio Oriente prende soldi, e una parte di questi finisce anche nelle mani dei terroristi palestinesi. Entrambi i contendenti hanno molte più armi di quel che risulta ufficialmente. Qui si vuole aggiungere benzina sul fuoco! Il nostro folle e incostituzionale aiuto verso l'estero ha prodotto più violenza, non meno!
Il Congresso e un governo dopo l'altro promettono il loro aiuto politico, finanziario e militare ad Israele. Eppure, benchè ci definiamo forti alleati del popolo israeliano, noi mandiamo miliardi di dollari ad alcuni stati musulmani che Israele considera nemici.
Secondo il punto di vista di Israele, alcune delle stesse nazioni che noi finanziamo con le nostre tasse, vogliono distruggere lo stato ebraico.
Molti israeliani ed ebrei americani vedono l'America come un ipocrita scommettitore.
E' perfettamente chiaro il nostro problema degli aiuti verso l'estero: ogni volta che diamo soldi a qualche nazione, dobbiamo appggiare anche gli altri o rischiare di farci dei nemici. Ciò è particolarmente vero in Medio Oriente e in altre aree lacerate da conflitti, dove il nostro appoggio finanziario per una parte è visto dall'altra come un atto di aggressione. Così i nostri soldi non rendono sicuro Israele, e nemmeno ci comprano nessun vero amico in quell'area. Al contrario, milioni di musulmani odiano gli Stati Uniti.
E' tempo di sfidare la nozione secondo cui è compito degli Stati Uniti essere mediatori di pace in Medio Oriente, come in ogni altra area turbolenta del pianeta. L'America deve e può usare ogni mezzo diplomatico a sua disposizione per far cessare la violenza in Cisgiordania, ma dobbiamo cancellare ogni ulteriore coinvolgimento. Terze parti estranee non possono imporre soluzioni politiche in Palestina nè altrove. Solo la libera autodeterminazione delle nazioni può realizzare la pace. I piani di pace imposti dagli estranei o dall'Onu causano risentimento e raramente producono una pace duratura.
La semplice verità è che non possiamo risolvere ogni conflitto umano, e che ci sarà sempre violenza da qualche parte sulla terra.
Una mortale presunzione finge di credere che l'America può imporre soluzioni geopolitiche ovunque essa voglia.
Intervento di Ron Paul il 21 Luglio 2006 al Congresso sulla risoluzione di appoggio ad Israele contro il Libano.
Io mi levo in opposizione a questa risoluzione, che credo sinceramente dannosa.
Io sono d'accordo con la condanna della violenza in essa contenuta. (…) Appare, leggendo oggettivamente il documento, che tutti i terroristi sono da una parte, e che tutte le vittime e gli innocenti sono dall'altra. Io trovo questo ingiusto, in particolare se guardiamo il numero significativamente alto di di vittime civili tra i libanesi. Io vorrei la neutralità, piuttosto che scegliere una parte, come fa questa risoluzione.
(…) E' molto facile criticare il governo del Libano per non aver fatto di più con Hezbollah. Io contesto il terrorismo proveniente da Hezbollah, perchè sono un fermo oppositore della violenza da qualsiasi parte provenga. Ma anche contesto le irragionevoli accuse al governo del Libano di non aver fatto abbastanza, quando ci rendiamo conto che Israele ha occupato il Sud del Libano per 18 anni e non è stato capace di neutralizzare Hezbollah.
http://italians4ronpaul.blogspot.com...annapolis.html


a me sembra che scellerato sia un aggettivo ben più adatto ala politici estera fortemente interventista dell'America negli ultimi decenni, che è alla base della situazione in Medio Oriente.
questo programma sarebbe un cambiamento di rotta radiclae che cambierebbe molte cose, in primis la situazione in MO.
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