
Originariamente Scritto da
bianconero
Il testo di Amato che verrà approvato a breve dal consiglio dei ministri recepisce in parte le proposte presentate dal cdx nella scorsa legislatura con la Bossi-Prestigiacomo (viene ufficialmente permessa la prostituzione in appartamento) ma al contrario di quel ddl non vieta quella in strada, anzi pone un divieto ai sindaci di vietarla! A sto punto che modifica del ciufolo è???
http://www.repubblica.it/2007/11/sez...e-divieti.html
Le regole nel Ddl del governo: condanne più pesanti
anche della metà se la vittima è costretta a drogarsi
"Prostituzione, no a divieti totali nei comuni"
Ma tolleranza zero per chi sfrutta i minorenni
di ALBERTO CUSTODERO
ROMA - I sindaci non possono vietare completamente la prostituzione sul territorio comunale, né istituire zone a luci rosse in posti lesivi della dignità di chi si prostituisce, ma devono fare conoscere le loro decisioni con "opportune forme di pubblicità". Chi affitta un appartamento a un professionista del sesso non è punibile. Sono, queste, alcune novità contenute nel disegno di legge che, a 50 anni di distanza, aggiorna la legge Merlin.
Il ddl voluto dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, presentato ieri al preconsiglio dei ministri, sarà approvato dal Governo giovedì, dopodiché inizierà l'iter parlamentare. Fra le novità, è previsto che i profitti del racket della prostituzione siano confiscati, assegnati a un fondo istituito presso la presidenza del consiglio dei ministri. E destinati a corsi professionali per le vittime dello sfruttamento o a chi decide di lasciare la strada.
I principi fondamentali della legge Merlin restano invariati: libertà di prostituirsi, lotta agli sfruttatori. Viene aggiunta una nota, diciamo così, sociale: visto l'aumento della prostituzione maschile (soprattutto minorile), nelle norme in cui si parla di prostituzione s'è deciso di sostituire il termine "donna" con quello di "persona".
Il nuovo ddl vuole adeguare con tre reati specifici - che prevedono l'arresto obbligatorio in flagranza - la legislazione penale ai nuovi fenomeni della tratta di esseri umani e del racket internazionali di sfruttatori. Il primo, è la prostituzione coattiva, commesso da chi costringe qualcuno a vendere il proprio corpo, punito con la reclusione da 5 a 10 anni. Poi c'è lo sfruttamento, con pene da 2 a 6 anni, e infine l'induzione o reclutamento, con il carcere da 1 a 5 anni. Le condanne possono aumentare anche della metà se la vittima è in stato di necessità, se viene costretta a drogarsi o ubriacarsi, e se lo sfruttatore è un parente.
Ma il ddl Amato prevede "tolleranza zero" verso sfruttatori e clienti di minorenni. I primi rischiano da 6 a 12 anni di carcere, per i secondi, se sorpresi in flagranza con ragazze o ragazzi minorenni, è previsto l'arresto facoltativo) e pene fino a 4 anni, che possono salire a 6 se chi si prostituisce ha meno di 16 anni.
Non sono punibili, invece, i volontari che assistono gratuitamente le persone che si prostituiscono, né chi affitta loro appartamenti. Il nodo politico, che sarà risolto giovedì al consiglio dei ministri, riguarda il potere conferito ai Comuni di vietare l'esercizio della prostituzione (oltre che vicino a scuole, ospedali e luoghi di culto), in zone che provocano la reazione di cittadini. Ai clienti sorpresi in quelle zone off limits saranno comminate sanzioni amministrative, ma con modalità che rispettino la privacy. Gli enti locali non possono, però, imporre quel divieto "del tutto, in luoghi pubblici del territorio comunale", né consentirlo in aree o con modalità "pregiudizievoli della dignità o dell'incolumità delle persone coinvolte".