Hai ragione. Non solo non soffrono i prezzi dei pezzi validi, ma anche quelli dei pezzi che si "dicono validi" e tantomeno i prezzi degli antichi. Un tappeto non mangia, non beve, non paga le tasse, non protesta se è sempre piegato in un angolo, in estrema sintesi è come se non ci fosse: basta aspettare, prima o poi.... Spesso non è neppure a rischio di invenduto perchè ceduto in "conto vendita" ed è il grossista che fa la rotazione del magazzino. Chi soffre è quel commerciante che non ha grandi margini, e quindi utili, e che deve far coesistere il pranzo con la cena. Il tappeto, alla fine, è un oggetto alla portata di tutti anche dal costo irrisorio. Sabato ho visto una vendita televisiva (non Telemarket) dove tappeti genericamente definiti "persiani", con in omaggio un "bukhara", venivano ceduti a 24 € al mese per 12 mesi (o viceversa, non ricordo): già ma cos'erano? Persiani ridicoli e bukhara del Pakistan, peraltro non specificato. Commercianti miei amici non hanno questi oggetti in magazzino. Per certe cifre consiglierebbero una stuoia sarda: costa meno, ha più tradizione, è allegra e, sopratutto, non si nasconde dietro falsi presupposti. Un saluto.