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Lagaccio, il sì alla moschea
crea imbarazzi nell’Idv
L’Imam: no a divisioni, accettateci
29 dicembre 2009 Daniele Grillo In fondo alla pagina,
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di Sandro Biasotti, candidato Pdl alle Regionali 2010L’assessore Scidone: «Sono arrivato in ritardo alla giunta per motivi familiari, a cose fatte, ma avrei votato secondo coscienza». L’Idv come boito aveva dato l’ok alla moschea, sollevando però delle riserve sulla scelta dell’area del Lagaccio. L’affermazione di Scidone lascia aperta questa differenziazione: il secondo coscienza vuol dire voto avverso? Scidone insiste sul fatto che se fosse stato presente a fine discussione, avrebbe votato secondo coscienza. Voto e firma sotto la delibera invece da parte dell’altro assessore Idv, Stefano Anzalone: «Chiedete anche a Di Pietro, siamo sempre stati favorevoli alle moschee. L’area del Lagaccio? La delibera parla del quartiere solo nelle premesse». Marylin Fusco capogruppo consiliare Idv invece si dice sorpresa di avere appreso dai giornali e non dai suoi assessori della decisione. Giovanni Paladini, deputato e leader Idv in Liguria conferma le perplessità sul Lagaccio, ma dice di volere leggere la delibera per verificare se sono cambiate le condizioni al punto tale da riconsiderare le originarie valutazioni.
RICORSI AL TAR Dopo le critiche di ieri il Pdl conferma, con Gianfranco Gadolla l’ipotesi del ricorso al Tar «in quanto ormai abbiamo un atto amministrativo chiaro e non siamo più a livello di discussioni politiche». Ricorsi che potrebbero essere fatti dai partiti, da associazioni e da singoli cittadini cercando, nella delibera, punti deboli dal punto di vista della procedura amministrativa.
L’IMAM: NO ALLE DIVISIONI il capo della comunità islamica genovese, Hussein Salah ha lanciato anche un appello contro ogni divisione chiamando i politici a un ruolo di confronto costruttivo: «Accoglieteci senza pregiudizi, non fomentate divisioni che nessuno di noi vuole creare. Il nostro desiderio è solo quello di avere un luogo dove poter riunirci per pregare, nel rispetto della legalità. E basta».
IL “MISTERO” DEI 91 METRI Intanto si chiarisce la vicenda dei 91 metri (sì, 91 metri, non è un errore) in cambio dell’accordo sulla moschea. Sessnt’anni di canone gratuito, altri 39 rinnovabili a pagamento. Il cambio dei 91 metri è legato alla cessione di una quota del capannone di via Coronata consentendo l’allargamento della strada e del marciapiede. Il capannone è quello delle ex officine Passalacqua. Soddisfatti i residenti della zona anche perchè “lì” la moschea non si farà più.
LA VICENDA
Nel presepe di don Federico, amico fraterno di don Andrea Gallo, il minareto - dono di Omar Taiebi, della comunità musulmana dell’area Pianacci - era spuntato intorno all’8 di dicembre. Per i fedeli di Allah un gesto d’auspicio, a giudicare da come è andata a finire: la mattina del 23 dicembre, a poche ore dal Natale, all’unanimità, ma senza darne pubblicità, gli assessori della giunta Vincenzi hanno approvato lo schema di convenzione che sancisce la più contestata delle decisioni politiche degli ultimi anni.
Una moschea in piena regola e con tanto di minareto - in Italia al momento ne esistono soltanto tre - sorgerà a Genova su un’area di proprietà del Comune. Nero su bianco, la volontà è incisa, andrà solo controfirmata da musulmani e consiglio comunale. E fissa le regole: concessione dell’area di via Bianco, al Lagaccio, per 60 anni, prorogabili a 99. I primi 60 anni saranno gratis. In cambio di 91 metri quadri a Coronata.




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hefico:
