Scrivo oggi 29-11-2007 . Vediamo se avrò previsto giusto
Il padrone di FI è vecchiotto , ricchissimo , probabilmente poco motivato a gestire un orizzonte politico proiettato oltre il breve termine , titolare di un partito virtuale (finti congressi organizzati , circoli fantasma ... )
La domanda allora è : quanto vale , sul mercato politico , il marchio FI ? Io credo pochissimo , forse niente .
FI è il classico one-man-party , non è stata costruita per durare nel tempo , per sopravvivere al suo fondatore/proprietario
Non ha classe dirigente degna di rilievo , non si vede un successore - non diciamo carismatico , ma almeno credibile
I quadri , inoltre , hanno una estrazione bipolare : una parte deriva dall'azienda di raccolta pubblicitaria Publitalia - l'altra parte deriva dal riciclaggio della peggior feccia politica della cd. 1a repubblica (un esempio per tutti : il socialista Cicchitto) .
Due estrazioni dunque , aziendalistica e politica in senso tradizionale - i cui rappresentanti non si sono mai amalgamati in una comune cultura di partito
Ma purtuttavia FI non esprime correnti : i due gruppi contrapposti si combattono sotto traccia
Raramente emerge una opinione degna di annotazione in quanto autonoma rispetto alla linea che viene quasi quotidianamente data , ribadita , contraddetta , dal fondatore/proprietario . Anzi , diciamo pure MAI.
La dialettica politica all'interno del partito (si fa per dire) - si esaurisce nell'affanno di ripetere con parole originali i concetti che il fondatore lascia cadere al popolo raccolto di volta in volta per l'occasione - in estasiata beatitudine per l'emozione di vederlo , magari toccarlo (quasi fosse un Re Taumaturgo della tradizione medievale francese)
Vince chi trova il SINONIMO più accattivante e spendibile sul mercato della propaganda .
Il premio della vittoria è un posticino più vicino a tavola - nelle cene che il fondatore periodicamente promuove come occasione di dettare la "linea"
Ora - il problema che comincia a imporsi e a scuotere la tranquillità dei dirigenti , è un banale problema di continuità .
Cosa succederà mai se il fondatore , all'improvviso , venisse meno (politicamente parlando) ? se prevarrà in lui lo "scazzo" e si ritira a vita privata ? Le fondamenta politico ideologiche di FI , dove stanno ?
E ancora : ha senso stare in FI ora che la Baracca delle Libertà appare sul punto di crollare ?
Fini ha già detto che il suo partito affronterà , d'ora in avanti , autonomamente le problematiche afferenti TV e Giustizia ... ebbene ha senso "sacrificarsi" , come dei giapponesi , per un padrone che ha esteriorizzato (e anche se torna indietro ormai la frittata è fatta) la sua sfiducia verso la sua stessa creatura politica e medita di rifondarne un'altra , con nuovi quadri , e i vecchi a spasso ?
Forse fra qualche giorno assisteremo a qualche sorpresina .
Intanto , fra gli intellettuali organici , Ferdy Adornato si è già smarcato ... mentre l'Udiccino Giovanardi , accortosi che si stava lanciando senza paracadute , ha pensato bene di smentire l'intenzione di lasciare il suo caro buon partito di vecchi marpioni democristiani , ove un posticino al calduccio comunque non gli mancherà anche in futuro




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