Carnevale: “Con Consulta possibili sorprese politiche”
Scritto da Dimitri Buffa per L'Opinione venerdì 30 novembre 2007
Corrado Carnevale ieri ha dato il primo via libera al referendum del professor Giovanni Guzzetta sulla legge elettorale. Lo ha fatto nella sua nuova carica di presidente della sezione centrale dell’ufficio referendario della Corte di Cassazione. E ha messo anche una bella toppa per i futuri esaminatori della costituzionalità dei quesiti, ovvero la Consulta: per fare sì che la chiarezza dei quesiti non venga meno è stato stabilito che per ognuno di essi si debba riportare sulla scheda elettorale l’intera parte di legge che si vuole abrogare. Così i cittadini non si sbaglieranno di certo anche se le schede elettorali saranno trasformare in “lenzuolate”.
Carnevale poi si è detto preoccupato solo per “quelle cene in quei salotti, di cui ha parlato il “Corriere della Sera”, in cui vengono decisi i destini istituzionali italiani”.
Presidente Carnevale, come mai questa innovazione da parte dell’ufficio centrale della corte di Cassazione che si occupa di ammissibilità dei quesiti referendari?
Veramente è la legge che prevede che la Suprema corte dia un primo vaglio alla costituzionalità delle domande referendarie, almeno sugli errori macroscopici. Che poi nel tempo sia venuta meno questa cosa e la prassi si sia burocratizzata è un altro discorso, ma io non sono certo un innovatore in questo senso.
Per lei questi quesiti di Guzzetta quindi sarebbero costituzionali?
Direi di sì, farei fatica a capire a cosa ci si possa aggrappare per dichiararli incostituzionali. L’unica cosa su cui abbiamo eccepito era la mancanza di chiarezza sulle norme che si volevano abrogare e abbiamo imposto che siano riportate per intero sulla scheda elettorale anche se poi quest’ultima diventerà una lenzuolata, come si dice oggi, per il resto credo proprio che, salvo sorprese politiche in Italia sempre possibili quando c’è di mezzo la Corte Costituzionale, i quesiti vadano dichiarati ammissibili.
Perché parla di sorprese sempre possibili?
Perché tutti sanno cosa è diventata la Corte costituzionale o meglio in cosa si è trasformata con la contiguità di alcuni suoi membri al potere poltico, tutti ricordano quello che è successo con il referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di finanza e con Scalfaro e tutti hanno letto sul “Corriere della sera” questa storia delle cene.
Una giurisprudenza costituzionale all’amatriciana dunque?
In Italia c’è da temere questo, certi giudici anche costituzionali frequentano troppi salotti e amano troppo la buona tavola, così poi nascono i problemi istituzionali non solo quelli di colesterolo o di linea.
http://www.giustiziagiusta.info/inde...=1917&Itemid=1
Auguriamo un bel digiuno dalla mezzanotte ai signori della Corte prima di decidere sull'ammissibilità dei referendum...![]()




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