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    Predefinito ecco una forza culturale che deve essere capita senza paraocchi e con analisi lucide

    Il Papa: «Marxismo e illuminismo.
    Ecco le speranze terrene fallite»


    L'ateismo dell'era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia»



    Papa Benedetto XVI (Eidon) CITTÀ DEL VATICANO - L'ateismo dell'era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia»; il marxismo, in particolare, ha lasciato dietro di sè «una distruzione desolante»: è il giudizio espresso da Papa Ratzinger nella sua nuova enciclica, 'Spe Salvi' (Nella speranza siamo stati salvati), firmata oggi e pubblicata dal Vaticano. Nella lettera, un testo di 77 pagine nella sua versione italiana, il Pontefice contesta tutte quelle ideologie che pretendono di portare giustizia tra gli uomini senza Dio. «Un mondo che si fa giustizia da solo è un mondo senza speranza», afferma Benedetto XVI. «L'errore fondamentale di Marx» - spiega il Pontefice - è stato di dimenticare l'uomo e la sua libertà». «Credeva che una volta messa a posto l'economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo». L'ENCICLICA - Il rapporto tra speranza, salvezza e fede; il dialogo fra fede e ragione; la speranza come redenzione dell’uomo contro le ideologie e le rivoluzioni del ’900. Ed ancora: il rapporto tra progresso, scienza, libertà e ragione; l’esempio dei martiri passati e presenti che versano il loro sangue per dare testimonianza della speranza cristiana. C’è tutto questo nella seconda Enciclica di Benedetto XVI, intitolata ’Spe Salvi’ in uscita oggi, nella festa di Sant’Andrea. Lettera Enciclica ’Spe Salvi’ del Sommo Pontefice Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici sulla Speranza cristiana’. Questo il titolo completo della Lettera, che inizia con queste parole: «"Spe salvi facti sumus", nella speranza nuova siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi".
    INVOCAZIONE - Lunga 77 pagine, con una introduzione e suddivisa in paragrafi, il testo non presenta una divisione in due parti come la prima Enciclica di Papa Ratzinger (’Deus caritas est’), ma si presenta come un continuum che prende inizio dal concetto di speranza e fede, per passare in rassegna il tema della vita eterna e del rapporto fede-ragione, fino alla trasformazione della fede-speranza cristiana nel tempo moderno. La ’Spe Salvi’ si conclude con una invocazione a Maria, "stella della speranza": "Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino". Firmata a Roma, San Pietro, il 30 novembre, festa di Sant’Andrea apostolo, anno 2007, terzo di pontificato. I
    KANT, MARX, LUTERO, ADORNO, SAN FRANCESCO - Sono numerose le citazioni di Benedetto XVI: oltre al Nuovo Testamento (San Paolo ai Romani, Lettere agli ebrei, Prima Lettera di San Pietro, Prima Lettera ai Corinzi), vengono menzionati: Santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana, nata in Sudan, che il Pontefice definisce "piccola schiava africana", San Tommaso D’Aquino, San Francesco d’Assisi, Sant’Ambrogio, Bernardo di Chiaravalle. Ed ancora, il Papa cita Lutero, Kant, Marx, Adorno, Henry de Lubac, Francesco Baconi. Già nella sua prima Enciclica, ’Deus caritas est’, il Papa aveva citato Kant, Marx, Madre Teresa di Calcutta e San Francesco di Assisi.
    LA SPERANZA CI FA SUPERARE ANCHE IL PRESENTE FATICOSO - "La redenzione, la salvezza, secondo la fede cristiana - spiega il Papa nell’introduzione - non è un semplice dato di fatto. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino". Dunque, l’"elemento distintivo dei cristiani" è "il fatto che essi hanno un futuro". "La loro vita - scrive il Pontefice - non finisce nel vuoto". "Senza Dio, il mondo è buio, davanti a un futuro oscuro". E in tal senso, "giungere a conoscere Dio, il vero Dio, questo significa ricevere speranza".
    GESU’ NON FU UN COMBATTENTE POLITICO NE’ UN RIVOLUZIONARIO - Il Papa ricorda che Gesù non ha portato "un messaggio sociale-rivoluzionario" come Spartaco. "Il cristianesimo non aveva portato un messaggio sociale-rivoluzionario come quello con cui Spartaco, in lotta cruenta, aveva fallito. Gesù - prosegue Benedetto XVI - non era un combattente per una liberazione politica, come Barabba o Bar-Kochba". Ha portato "qualcosa di totalmente diverso: l’incontro con il Signore di tutti i Signori".
    MARX? L'ERRORE E’ IL MATERIALISMO - La rivoluzione proletaria ha lasciato "dietro di sé una distruzione desolante". "L’errore fondamentale di Marx" è stato questo: "ha dimenticato l’uomo e ha dimenticato la sua libertà - scrive Ratzinger -. Credeva che una volta messa a posto l’economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo". "Diciamolo ora in modo molto semplice - scrive il Papa - l’uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza".
    IL PROGRESSO E’ AMBIGUO - Il progresso è ambiguo, sottolinea il Papa: "Offre nuove possibilità per il bene, ma apre anche possibilità abissali di male, possibilità che prima non esistevano. Sappiamo che il progresso in mani sbagliate - osserva Benedetto XVI - può diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male.
    TESTIMONI: VAN THUAN E LE-BAO-THIN Il Papa ricorda l’esperienza del cardinale vietnamita Van Thuan, per 13 anni in carcere, di cui 9 in isolamento: "In una situazione di disperazione apparentemente totale - scrive Benedetto XVI - l’ascolto di Dio, il poter parlargli, divenne per lui una crescente forza di speranza". Il pontefice cita anche un altro testimone della speranza, il martire vietnamita Paolo Le-Bao-Thin, morto nel 1857.
    FEDE E RAGIONE -  Il Papa torna a parlare del legame fra fede e ragione, a lui tanto caro, passo centrale dell’ormai noto discorso di Ratisbona. enedetto XVI sottolinea che «la ragione ha bisogno della fede per arrivare ad essere totalmente se stessa. Ragione e fede - prosegue nel documento - hanno bisogno l’uno dell’altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione». Il legame fra ragione e fede si collega anche al concetto di libertà, «il progresso è il superamento di tutte le dipendenze, è progresso verso la libertà perfetta. In ambedue i concetti libertà e ragione - prosegue il Papa - è presente un aspetto politico. Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell’umanità diventata totalmente libera». Sul concetto di libertà il Pontefice torna in un passaggio più avanti dell’Enciclica: «Se la libertà, a causa delle condizioni e delle strutture, fosse tolta agli uomini il mondo, in fin dei conti, non sarebbe buono, perchè un mondo senza libertà non è per nulla buono».






    note di terraeamore



    il fatto che il padre spirituale di una religione professata da più di un miliardo di uomini si dichiari apertamente ostile al marxismo come dottrina per la trasformazione sociale, a mio avviso è uno dei più grossi problemi che chi, come noi, si interessa ad una riabilitazione critica del marxismo deve porsi.

    La discussione è estremamente complessa poichè a mio avviso investe sia cattive interpretazioni che la critica cattolica ha mosso a Marx da 150 anni a questa parte, sia, invece, corrette e incisive critiche che meritano ascolto.

    L'unica cosa certa, per quanto mi riguarda, è che essere comunisti viene migliaia di chilometri prima di essere marxisti.

    La sensibilità per il comunismo e la condivisione sociale, che non si limiti all'afflato umanitario personale, ma che pretenda di porsi come guida di un ordine collettivo e comunitario più ampio, è a mio avviso concetto molto più ampio del marxismo come dottrina filosofica che investe davvero molteplici piani intrecciati; ciò non toglie che io sia anche marxista eterodosso, ma non come etichetta univoca, ma come uno fra i vari riferimenti culturali cui il pensiero fa appello.

    In ogni caso, propongo di inviare al papa una copia di "Comunismo e comunità". A mio avviso, e non lo dico con ironia, apprezzerebbe.

  2. #2
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    Sì sì, mandiamogliela!

  3. #3
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    "La discussione è estremamente complessa poichè a mio avviso investe sia cattive interpretazioni che la critica cattolica ha mosso a Marx da 150 anni a questa parte, sia, invece, corrette e incisive critiche che meritano ascolto."

    Hai colto nel segno,perfetto, ma credo anche, conoscento l'alta levatura culturale del Papa, che il suo discorso sia "scorretto", non può confondere Comunismo, marxismo, socialismo reale, ecc...ecc...milioni di persone sono morte dietro le bandiere del Comunismo/Socialismo per la libertà e l'emancipazione, credo che questo Papa voglia portare la Chiesa su un terreno di scontro per il dominio e voglia eliminare/indebolire l'unico "ideale" anticapitalista potenzialmente esistente.

    ARDITI NON GENDARMI

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
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    "La discussione è estremamente complessa poichè a mio avviso investe sia cattive interpretazioni che la critica cattolica ha mosso a Marx da 150 anni a questa parte, sia, invece, corrette e incisive critiche che meritano ascolto."

    Hai colto nel segno,perfetto, ma credo anche, conoscento l'alta levatura culturale del Papa, che il suo discorso sia "scorretto", non può confondere Comunismo, marxismo, socialismo reale, ecc...ecc...milioni di persone sono morte dietro le bandiere del Comunismo/Socialismo per la libertà e l'emancipazione, credo che questo Papa voglia portare la Chiesa su un terreno di scontro per il dominio e voglia eliminare/indebolire l'unico "ideale" anticapitalista potenzialmente esistente.

    ARDITI NON GENDARMI
    infatti, il papa raduna sotto il nome di marxismo implicitamente la sacrosanta esigenza degli uomini di vivere in un ordine sociale comunitario. E questo è un gravissimo errore. In realtà egli parla esplicitamente solo di mraxismo come dottrina filosofica, ma nel farlo implicitamente da adito all'idea-equazione che il comunismo è "un utopia scientifica-criminale".
    Il che andrebbe di pari passo con i deliri della critica liberale in materia.
    Tuttavia chi, come me e come noi, sa che la cirtica cattolica tocca punti essenziali del marxismo teorico, non può fermarsi al mero effetto mediatico delle uscite del papa, sapendo invece che dietro vi è un pensiero assai complesso che deve essere chiarito e sfatato.
    Lo ripeto, la nostra rivista che incarna il nostro pensiero, va in questo senso. Non certo nel senso di una riconciliazione tra noi e ratzinger per la rivoluzione ( non scherziamo), ma nel senso di sfatare e chiarire in maniera netta ogni tabù di radice cristiana formatosi attorno all'idea di "trasformzione sociale possibile".

  5. #5
    Omia Patria si bella e perduta
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    Cari compagni, non so se avete letto l'intervento del Papa, ma sconsiglio di far partire la discussione da un articolo di giornale.
    Le encicliche sono testi densi sia dal punto di vista filosofico che teologico e molti lunghi, mentre i giornalisti spesso non hanno gli strumenti per capirci e devono fare un articolo che attira l'attenzione in 30 minuti. Non parliamo poi di chi ha interesse a fare polemiche inutili per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica in uno scontro laici-cattolici che nasconde altri scontri ben più importanti.

    Io ho letto una parte dell'intervento e da quel che ho capito il discorso è ben più complesso. Innanzitutto mi pare che Benedetto XVI conosca bene sia illuminismo che marxismo e che ne riconosca la positività come tentativi della ragione di migliorare la condizione umana. Sono quindi positivi, ma insufficienti perché non completate dalla fede. Si apre pone così il problema del rapporto tra fede e ragione, su come la ragione può condurre alla fede e su quanto la fede debba poggiare sulla ragione. Tre tematiche che stanno molto a cuore al Papa e su cui se ho ben capito sia un sostenitore della necessità della ragione per poter essere veramente dei credenti.

    Insomma un po' più delle minchiate del Corriere.

    Invito chi ha tempo (non è il mio caso) a guardare l'enciclica qui o per i più istruiti qua

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Cari compagni, non so se avete letto l'intervento del Papa, ma sconsiglio di far partire la discussione da un articolo di giornale.
    Le encicliche sono testi densi sia dal punto di vista filosofico che teologico e molti lunghi, mentre i giornalisti spesso non hanno gli strumenti per capirci e devono fare un articolo che attira l'attenzione in 30 minuti. Non parliamo poi di chi ha interesse a fare polemiche inutili per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica in uno scontro laici-cattolici che nasconde altri scontri ben più importanti.

    Io ho letto una parte dell'intervento e da quel che ho capito il discorso è ben più complesso. Innanzitutto mi pare che Benedetto XVI conosca bene sia illuminismo che marxismo e che ne riconosca la positività come tentativi della ragione di migliorare la condizione umana. Sono quindi positivi, ma insufficienti perché non completate dalla fede. Si apre pone così il problema del rapporto tra fede e ragione, su come la ragione può condurre alla fede e su quanto la fede debba poggiare sulla ragione. Tre tematiche che stanno molto a cuore al Papa e su cui se ho ben capito sia un sostenitore della necessità della ragione per poter essere veramente dei credenti.

    Insomma un po' più delle minchiate del Corriere.

    Invito chi ha tempo (non è il mio caso) a guardare l'enciclica qui o per i più istruiti qua
    Grande Sandokan80!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Cari compagni, non so se avete letto l'intervento del Papa, ma sconsiglio di far partire la discussione da un articolo di giornale.
    Le encicliche sono testi densi sia dal punto di vista filosofico che teologico e molti lunghi, mentre i giornalisti spesso non hanno gli strumenti per capirci e devono fare un articolo che attira l'attenzione in 30 minuti. Non parliamo poi di chi ha interesse a fare polemiche inutili per distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica in uno scontro laici-cattolici che nasconde altri scontri ben più importanti.

    Io ho letto una parte dell'intervento e da quel che ho capito il discorso è ben più complesso. Innanzitutto mi pare che Benedetto XVI conosca bene sia illuminismo che marxismo e che ne riconosca la positività come tentativi della ragione di migliorare la condizione umana. Sono quindi positivi, ma insufficienti perché non completate dalla fede. Si apre pone così il problema del rapporto tra fede e ragione, su come la ragione può condurre alla fede e su quanto la fede debba poggiare sulla ragione. Tre tematiche che stanno molto a cuore al Papa e su cui se ho ben capito sia un sostenitore della necessità della ragione per poter essere veramente dei credenti.

    Insomma un po' più delle minchiate del Corriere.

    Invito chi ha tempo (non è il mio caso) a guardare l'enciclica qui o per i più istruiti qua


    è chiaro. Ottimo intervento.
    la mia discussione era relativa più in generale i problemi che la critica proveniente dal mondo cristiano ha sollevato relativamente al marxismo. Non a caso sostenevo che il papa esprime una visione coplessa. ovvio che il corriere riporta la notiozia in chiave propagandistica.

 

 

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