Omicidio Gallo: lobby blocca giustizia in Costarica



Omicidio Gallo: il padre accusa, In Costarica una lobby blocca la giustizia
30/11 A quasi un anno dal delitto di Giorgio Gallo, il giovane di Maiera' (Cosenza) ucciso in Costarica durante un tentativo di furto del suo computer, ancora la giustizia non ha fatto il suo corso. Ma ci sarebbero invece i nomi dei suoi assassini. La denuncia viene dal padre della vittima, Edmondo. Era il 15 dicembre del 2006 quando in Costarica, a San Jose', veniva ucciso il giovane di 21 anni, originario di Maiera' ma residente a Milano. Giorgio era laggiu' per intraprendere un commercio di pannelli solari e di pezzi di ricambio per motociclette. Ma entro' nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Secondo alcuni documenti che il padre di Giorgio ha portato in Italia, i cui originali adesso sono nella cassaforte di un notaio calabrese, la Polizia del Costarica avrebbe ricostruito la vicenda fin nei minimi dettagli. Giorgio capito' in un'officina meccanica per chiedere un preventivo per la costruzione di pedaline per motociclette. In realta' si trovo' nella base di una nota banda di San Jose', che avrebbe organizzato al volo il furto degli oggetti di Giorgio: il suo computer, la macchina fotografica, altri accessori elettronici che portava sempre con se'. Per un valore di circa 2000 dollari. Secondo quanto scritto nei documenti reperiti da Edmondo Gallo, dall'officina sarebbero partite delle telefonate verso altri complici all'esterno e mentre Giorgio contrattava, si sarebbe organizzato l'agguato, che poi fu effettuato nelle strade vicine. Ma i banditi non avevano previsto la strenua resistenza del ragazzo. E tutto fini' in tragedia: il ragazzo fu ucciso a colpi di pistola calibro 38 per strada. I banditi, nel trambusto, non portarono via niente. Giorgio fu trovato con il suo computer portatile ancora stretto al petto. Quel computer che adesso campeggia nel salone di casa Gallo, a Maiera'. Adesso alla Polizia di San Jose' manca solo un ultimo tabulato telefonico per provare l'intera storia. Ma qualcuno frena questa acquisizione. Ci sarebbe una holding del turismo - dice l'uomo - guidata proprio da italiani, che non vuole che si parli del Costarica come di una terra pericolosa, ma solo come di un paradiso del turismo. Un paradiso che nasconde anche un inferno. "Gli imprenditori italiani comprano chilometri e chilometri di costa. Ma sulle coste abitano famiglie, da secoli", dice Edmondo Gallo. "Le buttano fuori, quelle famiglie: dove devono andare?". Insomma ci sono in ballo molti soldi. Un padre distrutto dal dolore pero' non ha peli sulla lingua. E fa anche i nomi. A gestire il tutto, dice, c'e' l'ex moglie di un noto politico nazionale. In Costarica ci sarebbero stati anche altri omicidi di turisti, ma le notizie vengono clamorosamente nascoste. Edmondo Gallo lamenta poi il fatto che, aldila' dei proclami dei primi giorni, nessuno lo ha mai aiutato, come invece promesso. "Si dovrebbe muovere il signor D'Alema, il signor Laratta, la Rosy Bindi, che hanno detto sui giornali che mi hanno aiutato. Invece non mi hanno dato niente", dice amareggiato Gallo. E la Regione Calabria non sarebbe stata da meno. "Ci avevano assicurato - dice l'uomo - che la Regione si sarebbe fatta carico delle spese e che in Costarica avremmo trovato trovera' una macchina dell'Ambasciata italiana, ma se non c'era mia figlia... non abbiamo trovato niente".