Due ragazzi che prima di un viaggio assieme si decidono, entrano in farmacia - lei più coraggiosa, lui si vergogna - e ne comprano un pacco. «Anzi due». Per la prima volta in maniera così diretta la parola - quella parola, «preservativo» - finisce dentro le nostre case in uno spot del ministero della Salute (realizzato dalla regista Francesca Archibugi, voce di Ambra Angiolini) che da gennaio andrà in tv. «I testi? Li ho scritti io stessa» spiega Livia Turco. «Basta tabù» insiste.
Aids, anno 2007: in Italia 1200 casi di malattia conclamata (5600 nel ‘95), 200 morti (4581 nel ‘95), uno ogni 2 giorni. 120.000 sono i sieropositivi. 4 mila nuove infezioni ogni anno, che per oltre il 65% dei casi avvengono per via sessuale, mentre prima il contagio era dovuto all'uso di siringhe infette. Cresce il numero degli immigrati infettati (erano il 5% dieci anni fa, oggi arrivano al 20-30%, ovviamente conseguenza della loro maggior presenza). Ed aumenta anche l'età media dei malati: che ormai è di 40 anni. Alla vigilia della Giornata mondiale dell'Aids - che è sabato 1° dicembre - il ministero lancia la campagna informativa per il 2008. Necessaria. Perchè - parola dell'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità Gianni Rezza - «oltre il 60% dei casi di Aids si verifica in persone che non hanno fatto terapie anti-retrovirali prima della diagnosi. Ciò è dovuto per lo più al fatto che sempre più persone (oltre il 50%) scoprono di essere sieropositive a ridosso della diagnosi di malattia conclamata. Questo fenomeno rappresenta il chiaro segnale di una bassa percezione del rischio».
Altra questione legata all'informazione quella del «marchio» con cui ancora sono visti i malati. «Dobbiamo metterci in testa che si tratta di una malattia cronica - spiega Donato Greco, direttore generale del dipartimento di prevenzione del ministero - , dobbiamo superare l'isolamento di chi ne è colpito». È il punto su cui insiste Livia Turco: «Il punto fondamentale delle nostre politiche di salute è quello del rispetto di sè e degli altri». E lo spot, che l'Unione studenti bolla come «positivo ma un po' scontato»? «Mi sembra responsabile, giusto, illuminato. Bisogna affrontare i problemi. Dobbiamo guardare alla vita, alla vita delle persone in carne e ossa».
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71047




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