Roma, 5 dic. (Adnkronos) - ''Nel ricordare il Sacrificio delle 171 vittime di Monongah, ringrazio, per prima cosa, il direttore di Gente d'Italia Mimmo Porpiglia per la determinazione e la passione con cui ha portato alla luce questa dolorosa pagina della nostra emigrazione. Lo scorso 8 agosto a Marcinelle ho rivolto il mio pensiero proprio ai minatori di Monongah, uniti a quelli di Martinelle dallo stesso tragico destino. E anche per loro che ho voluto che l'8 agosto diventasse il simbolo di tutte le tragedie avvenute sul lavoro che hanno visto migliaia di nostri connazionali perdere la vita''. Lo ha scritto il ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, dopo la decisione dei 20 comuni di origine dei minatori periti a Monongah di concedere la cittadinanza onoraria al Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.
''Ogni anno, proprio l'8 agosto-ricorda Tremaglia- si celebra la 'Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo', affinche' nessuno dimentichi il nostro passato, e soprattutto, per restituire a questi Caduti la dignita' della memoria. E cosi', grazie a Gente d'Italia-riconosce il ministro per gli Italiani nel Mondo- il 14 novembre del 2003 l'Italia ha commemorato per la prima volta dopo quasi cent'anni, le vittime di Monongah, la piu' grande strage mineraria americana che si consumo' alle ore 10 del mattino del 6 dicembre del 1907. Una tragedia nella quale, ufficialmente, morirono 171 lavoratori arrivati dal Sud del nostro Paese. Molti, molti di piu', invece, secondo stime recenti furono questi eroi del lavoro che inseguirono un sogno andato drammaticamente a frantumarsi tra le valli della contea di Marion''.
''A squarciare il velo, che ha avvolto per decenni questa sconosciuta Marcinelle americana (nella tragedia che ebbe luogo in Belgio l'8 agosto del 1956 ci furono 262 morti, di cui 136 italiani), molto ha potuto l'inchiesta svolta da ''Gente d'Italia'' che-riconosce Tremaglia- ha sguinzagliato cronisti nei centri del sud d'Italia, dall'Abruzzo, alla Basilicata, e alla Calabria, regioni da dove era partita la maggior parte delle vittime di Monongah''.




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