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    Rovereto, passa la proposta de la Destra sull'aiuto sociale ai mutui

    A Rovereto passa la proposta sull'aiuto sociale ai mutui, uno dei cavalli di battaglia de la Destra. Nel dettaglio il progetto prevede l'approvazione della regolamentazione per il sostegno ai mutui per la prima casa a tasso variabile, l’estinzione anticipata di mutui divenuti onerosi e la riduzione di quelli in essere.
    Il relatore comunica:
    Negli ultimi anni il cittadino, perdendo la propria dimensione e dignità di soggetto dell’economia, è divenuto sempre più “oggetto” delle decisioni altrui: anche in passato il cittadino subiva numerose vessazioni ma mai come in questa fase l’indebolimento sta assumendo una dimensione che vorremmo definire strutturale: la perdita del poter di acquisto del proprio stipendio (di qualsiasi tipo: lavoro autonomo, lavoro dipendente e lavoro nella impresa soprattutto piccola) non dipende da un fatto congiunturale, ma da una trasformazione della stessa struttura dell’economia.
    Perduti i numerosi ammortizzatori sociali (famiglia, opere di carità, volontariato) oggi l’individuo è sempre più solo e le piccole famiglie formate da una coppia di persone con figli vede crescere la propria difficoltà nel mantenere un livello di vita adguato.
    Il bene della casa costituisce un fattore primario che, in passato, costituiva anche un importante investimento per il proprio futuro in rapporto ad un reddito dignitoso: oggi questa sicurezza comincia a diminuire e se pensiamo anche alle prospettive pensionistiche e all’ulteriore indebolimento del potere d’acquisto, le prospettive diventano sempre più pessimistiche.
    In questi ultimi tempi, in virtù dell’aumento del costo del denaro, molte famiglie si sono viste fortemente impoverite per effetto del notevole aumento del tasso di interesse praticato dalle banche: essendo la maggior parte dei mutui a tasso variabile, il rischio è stato addossato totalmente al risparmiatore che, ora, si trova in forte difficoltà ad onorare i propri impegni; trattandosi, però, di mutui assunti per la casa di abitazione, il cui acquisto è anche un diritto ai sensi del secondo comma dell’articolo 47 della Costituzione, dovrebbe essere necessario un intervento di sostegno, che si rivolga però a tutti i cittadini seppure tenendo conto della propria situazione individuale reddituale e patrimoniale.
    Per questo crediamo che serva un intervento da parte dell’ente pubblico in una logica che non vogliamo definire assolutamente assistenziale: intervenire è anche un atto di denuncia, è una segnalazione di disfunzione economico-sociale che richiede attenzione e correzione.
    La prima azione deve avvenire, riteniamo, a livello strutturale: occorre incentivare la creazione di fondi finalizzati a rendere equa la contrazione di mutui per la prima casa di abitazione. Ma per fare questo occorrono interventi di portata e livello che non possono essere soltanto comunali, anche se risulta indispensabile mantenere a livello comunale l’intervento concreto su questa materia: occorre un’azione per lo meno di carattere provinciale tendente a richiedere la costituzione di un apposito fondo che consenta l’estinzione dei mutui eccessivamente onerosi.
    Il primo impegno, dunque, è quello di richiedere un urgente intervento legislativo per il tramite del Consiglio delle Autonomie locali tendente a proporre un’apposita iniziativa legislativa per favorire, in collaborazione con le amministrazioni comunali, l’estinzione anticipata dei mutui a tasso variabile a favore di tassi fissi o altre forme di prestito, che potrebbe anche incentivare l’offerta sul mercato di collocamento di tassi maggiormente vantaggiosi e l’accesso a forme di mutui di carattere sociale.
    In attesa che vengano studiate ed attivate queste nuove modalità si vuole proporre, per l’anno 2008, un’iniziativa sperimentale tendente a riconoscere un contributo a fondo perduto a sostegno delle famiglie che si sono viste crescere in modo sproporzionato le proprie rate per estinguere il mutuo nonché per incentivare comportamenti “virtuosi” delle imprese bancarie aumentando la competizione verso tassi ragionevoli.

    Scopi di tale azione sono:
    - quello di segnalare la disfunzione creatasi sul mercato e, quindi, l’attenzione del legislatore provinciale per attivare forme di sostegno di carattere strutturale;
    - quello di dare un sostegno non solo psicologico ma concreto alle famiglie al fine di dare un segnale politico di inversione di tendenza: il cittadino non può provare la sensazione di sentirsi abbandonato dalli istituzione in questo frangente;
    - quello di incentivare comportamenti virtuosi in controtendenza con l’attuale situazione del mercato;
    - quello di riservare un trattamento di particolare attenzione ai residenti sul territorio comunale da almeno cinque anni che abbiano già contratto un mutuo a tasso variabile da almeno tre anni: riteniamo, infatti, che il contributo non può essere utilizzato dalla speculazione per un generalizzato ed indiscriminato aumento dei tassi, ma deve effettivamente perseguire uno scopo di calmieramento complessivo del mercato del credito
    La proposta, pertanto, è quella di approvare l’allegato regolamentazione per l’accesso del contributo a sostegno ai mutui a tasso variabile per la prima casa, per l’estinzione anticipata dei mutui divenuti onerosi e per la rinegoziazione di quelli in essere: a tal fine vanno costituiti tre fondi da finanziare con risorse di tipo straordinario, quindi senza gravare sulla parte corrente e senza incidere negativamente sul cosiddetto “patto di stabilità”.
    IL CONSIGLIO COMUNALE
    atteso che in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2008 saranno stanziati tre appositi fondi, uno per il sostegno dei mutui a tassi variabili, uno per l’estinzione anticipata degli stessi ed uno per la loro rinegoziazione;
    attesa la propria competenza regolamentare ai sensi dell’articolo 26, 3° lettera “a” del DPReg. 1.2.2005, n. 3/L;
    DELIBERA
    - DI IMPEGNARE il sindaco e la giunta a farsi promotori di un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dell’amministrazione provinciale per il tramite del Consiglio delle autonome locali affinché vengano adottate nuove politiche di contenimento del costo del denaro per l’accesso alla prima casa di abitazione da parte di residenti nei comuni trentini da almeno cinque anni;
    - DI APPROVARE il regolamento allegato quale parte sostanziale ed integrante alla presente deliberazione;
    - DI AUTORIZZARE i conseguenti adempimenti esecutivi e, in particolare, l’approvazione dello schema di convenzione–tipo con istituti bancari e di un apposito bando per l’accesso ai contributi previsti dal regolamento di cui al precedente punto, previa costituzione di tre appositi fondi con relativo finanziamento in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2008-2010;

    http://www.ladestranews.it/index.php...=2124&Itemid=0

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  2. #2
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    La nostra proposta sul MUTUO SOCIALE - in soccorso alle famiglie in difficoltà per l'aumento della rata di mutuo sulla prima casa di abitazione - la finanziaria provinciale: insoddisfacente ed, anzi, controproducente

    Sommario
    Una proposta per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare i mutui sempre più onerosi
    La finanziaria provinciale (LP Tn 23 del 21.12.2007): una risposta insoddisfacente e controproducente
    La nostra proposta sottoposta al Consiglio comunale di Rovereto

    Una proposta per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare i mutui sempre più onerosi
    di Daniele Passigli - pubblicato in LA GAZZETTA DEGLI ENTI LOCALI - vedi il link
    In questi giorni sicuramente uno dei temi di maggiore attualità del dibattito politico è costituito dalla questione del "caro-mutuo" che, parallelamente ad altri rincari, stanno creando non poche difficoltà alle famiglie italiane.
    Ovviamente, non vogliamo e non possiamo addentrarci nei dettagli di carattere squisitamente politico, non essendo questi gli aspetti che caratterizzano le analisi contenute in questa rivista. Tuttavia, va registrato un dato di partenza: l'impressione di fondo, infatti, è che il rincaro dei mutui a tasso variabile non sia tanto il riflesso di una naturale evoluzione congiunturale del mercato da comprendersi nell'ambito di normali oscillazioni ma, piuttosto e che, pertanto, vi potrebbero anche essere state speculazioni in tal senso. Va osservato, infatti, che negli ultimi anni le istituzioni bancarie hanno incoraggiato il ricorso ai mutui a tasso variabile per l'acquisto della prima casa di abitazione, non avvertendo e non prospettando alla propria clientela i relativi rischi.In effetti, il mutuo a tasso variabile ha, per sua natura, un elevato grado di incertezza e, conseguentemente, esso dovrebbe essere applicato unicamente per situazioni debitorie di breve periodo, nel quale le oscillazioni restano piuttosto contenute. Prospettare, viceversa, un mutuo a tasso variabile per la durata di venti o, come sta accadendo, anche di trenta anni significa, invece, esporre il debitori a gravissimi rischi, compreso quello dell'insolvenza e del rischio di perdita del bene ipotecato: in caso di esecuzione, inoltre, il prezzo a base d'incanto parte da un importo che è definito dall'articolo 15 del cpc (cioè 200 volte il reddito dominicale) ed è, solitamente, assai inferiore a quello di mercato. I beni ipotecati, pertanto, rischiano di essere venduti a prezzi irrisori dando il via ad ulteriori fenomeni speculativi.
    Sta di fatto che gli istituti bancari hanno posto all'attenzione della propria clientela unicamente i tassi di interesse variabile, allettando gli stessi con i bassi prezzi presenti in una data situazione congiunturale. Ora, però, la situazione si è modificata e molte famiglie potrebbero trovarsi in difficoltà se si pensa anche alla forte erosione dei prezzi sui beni di prima necessità (come denunciato dalle associazioni di consumatori che hanno decisamente contestato la validità metodologica dei dati ISTAT).




    Dai dati messi a disposizione dalla Banda d'Italia si può, infatti, mettere in evidenza la costante crescita dei tassi di interesse praticati sui mutui e sui prestiti:
    FENOMENO ECONOMICO




    TASSI BCE - TASSO MEDIO PER ACQUISTO ABITAZIONI - FLUSSI

    TASSI BCE - TASSO PER ACQUISTO ABITAZIONI - FLUSSI - TASSO VARIABILE ENTRO 1 ANNO

    TASSI BCE - TASSO PER ACQUISTO ABITAZIONI - FLUSSI - TASSO VARIABILE TRA 1 E 5 ANNI

    TASSI BCE - TASSO PER ACQUISTO ABITAZIONI - FLUSSI - TASSO VARIABILE TRA 5 E 10 ANNI

    TASSI BCE - TASSO PER ACQUISTO ABITAZIONI - FLUSSI - TASSO VARIABILE DOPO 10 ANNI

    TASSI BCE - TASSO MEDIO SUL CREDITO AL CONSUMO - FLUSSI

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    Facendo, dunque, un po' di conti si può evidenziare che, ad esempio, un mutuo di durata fino ad un anno di poniamo 100.000 euro al tasso del 3,47 % al 31/7/05 e del tasso del 5,41 al 30.9.2007 ha comportato un aumento della rata mensile di 88,13 euro: se lo stipendio famigliare complessivo fosse di 3.000 euro mensili, l'incidenza percepita sarebbe pari al 3,39 %.
    Se si prende un mutuo di durata quinquennale su un capitale di 200.000 euro la differenza tra i diversi tassi di interesse riferiti allo stesso periodo (dal 3,95 al 5,80%) produrrebbe un aumento della rata pari a 180,22 euro con un'incidenza, nel caso di stipendio di 2.500 euro, del 7,21 %.
    E, infine, se si prende ad esempio un mutuo di 15 anni (che è una situazione tipica) riferito ad un capitale di 200.000 euro, l'incremento del tasso (che è passato dal 4,48 al 5,93 %) produrrebbe un aumento della rata di 131,71 euro mensili e l'incidenza su uno stipendio di 2.300 euro sarebbe del del 5, 73 %.
    Lo spettro dell'insolvenza di alcune famiglie, allora, diventa un dato possibile e, allora, non può non mancare un'azione diretta al contenimento da parte dell'autorità pubblica.
    In questo momento anche il governo sta approntando una proposta ma, allo stato, potrebbe essere interessante analizzare un'ipotesi da studiare e verificare eventualmente anche a livello locale.
    Se, per ipotesi, ogni amministrazione mettesse a disposizione un fondo straordinario (quindi non incidente sullo stanziamento corrente) diretto a sostenere le famiglie in difficoltà alimentandolo con un accantonamento pari, ad esempio, a 5,00 euro per abitante si potrebbe effettuare sicuramente qualche iniziativa sperimentale.
    Ovviamente vanno anche messi in preventivo fenomeni di carattere speculativo e, per evitare che questi fondi abbiano una valenza puramente assistenziale, andrebbero definiti precisi paletti.
    Una prima tipologia di interventi, allora, potrebbe essere rivolta ad un intervento di carattere transitorio diretto unicamente ad "alleviare" le difficoltà delle famiglie; per evitare speculazioni, tuttavia, andrebbero definiti rigorosi requisiti (quali la residenza sul territorio comunale da un certo numero di anni e la preesistenza del mutuo).
    Altre tipologie di interventi potrebbero essere dirette, invece, ad incentivare comportamenti di tipo virtuoso: un primo fondo, allora, potrebbe essere destinato all'abbattimento delle spese per il trasferimento dei vecchi mutui a nuovi più convenienti (innescando, in tal modo, anche una sana concorrenza) e un altro alla rinegoziazione di quelli in essere (a condizione che l'impresa bancaria aderisca ad una convenzione con la quale si impegna a mantenere abbassati, in futuro, i tassi di interesse).
    Trattandosi di proposta innovativa non possiamo, ovviamente, pretendere che essa sia caratterizzata da assoluta correttezza e precisione: quello che conta è offrire lo spunto per una discussione e per un eventuale approfondimento. Alla amministrazioni comunali, allora, potrebbe competere in una prima fase l'avvio di una sperimentazione per verificare l'attualità, la fattibilità e la correttezza dell'idea, alle province autonome la successiva fase di raccolta delle informazioni in vista dell'istituzionalizzazione dell'intervento. Qualora questo dovesse giungere a buon fine, il risultato sarebbe un generale miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie che, pertanto, potrebbero disporre di maggiori risorse da investire e/o consumare sul territorio con indubbi vantaggi sull'economia locale.
    ° * ° * °


    La finanziaria provinciale (LP Tn 23 del 21.12.2007): una risposta insoddisfacente e controproducente

    Il Presidente della provincia di Trento, Dellai, aveva preannunciato che l'amministrazione provinciale si sarebbe mossa per dare un'adeguata risposta al problema del caro-mutui che sta erodendo sempre più il salario dei trentini (come quello di tutti gli altri italiani).
    Con un emendamento, il DDL provinciale 273/07 (finanziaria provinciale 2008) si è, così, arricchito di una nuova disposizione legislativa ad hoc che, apparentemente, sembra corrispondere alle promesse.
    Diciamo, però: "sembra", perché anche dopo una prima e superficiale lettura della nuova norma la prima sensazione è il brivido da ... pelle d'oca!
    Ma vediamo cosa dice la norma ora contenuta nella LP 21.12.2007, n. 23 (finanziaria 2008) all'articolo 55, comma 7 (che inserisce l'articolo 108 bis alla LP 21/92):


    Art. 102 bis - Disposizioni a sostegno dei sottoscrittori di mutuo per l'abitazione principale

    1. La Giunta provinciale è autorizzata a concorrere agli oneri derivanti dall'aumento intervenuto sui mercati finanziari dei tassi sui mutui finalizzati all'acquisto, alla costruzione od al risanamento dell'abitazione principale, sottoscritti anteriormente al 1° gennaio 2008, qualora la variazione dei tassi comporti un aumento della rata a carico del beneficiario superiore al 20 per cento rispetto alla rata iniziale.

    2. L'intervento è determinato in misura non superiore alla quota del costo per la parte eccedente il predetto 20 per cento secondo criteri e modalità graduati in base alla condizione economica familiare (ICEF).


    3. Possono richiedere l'intervento previsto al comma 1 i soggetti che hanno la residenza anagrafica in un comune della provincia di Trento e che non hanno la titolarità di diritti reali su immobili diversi da quello per il quale è stato acceso il mutuo.


    4. Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabilite le modalità di attuazione di questo comma e, in particolare:


    a) le modalità per la presentazione delle domande, che può avvenire anche tramite l'intermediario bancario o finanziario che ha concesso il mutuo;


    b) i criteri per l'applicazione dell'indicatore della condizione di cui al comma 2, ai sensi dell'articolo 6 della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 3, e dell'articolo 7 della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2;


    c) le caratteristiche delle operazioni finanziarie ammissibili;


    d) le modalità di determinazione e la durata del contributo, nonché le modalità della sua erogazione, che può essere disposta anche per il tramite dell'intermediario bancario o finanziario;

    e) le ulteriori modalità per l'applicazione di questo articolo.

    Le differenze rispetto alla proposta formulata da LA DESTRA del Trentino-Alto Adige sono notevoli:
    a) in primo luogo, c'è una clausola di chiusura che demanda alla giunta provinciale la determinazione di "ulteriori modalità" per l'applicazione della nuova normativa, quando invece nella nostra proposta abbiamo indicato chiaramente i principi che stanno alla base dell'erogazione in questione; è ben vero che, in alcuni casi, la semplificazione passa attraverso la delegificazione, ma è altrettanto vero che in un settore così delicato le condizioni, i presupposti, le condizioni di ammissibilità e gli altri aspetti fondamentali vanno comunque determinati con legge e non con atto amministrativo;
    b) in secondo luogo, l'accesso al finanziamento è indiscriminato: chiunque può accedere al finanziamento alla sola condizione che sia stato stipulato un contratto di mutuo anteriormente al 1.1.2008; nella nostra proposta, invece, indicavamo chiaramente che il requisito della residenza dovesse essere maturato da almeno 5 anni, come anche il requisito dell'anteriorità del mutuo (almeno tre anni);
    c) in terzo luogo, e questo è l'aspetto che più ci preoccupa, si nota un'impostazione tipicamente elettoralistica e demagogica della proposta: non si vuole assolutamente intervenire sotto il profilo strutturale (cioè incentivando la stabile diminuzione dei tassi) ma si vuole, viceversa, solo sposare una tesi "assistenziale" forse più dannosa che altro.
    Ragioniamo su quest'ultimo punto.
    LA DESTRA del Trentino-alto Adige ha avanzato una proposta più articolata (certamente anche perfezionabile, ma non è questo il punto in questione) che oltre a proporre il sostegno immediato alle famiglie in difficoltà attraverso un'iniziativa "assistenziale" indicava anche altre due modalità di finanziamento a sostegno di una politica struttalmente destinata a diminuire l'incidenza futura degli oneri per i mutui: l'istituzione del fondo per la rinegoziazione dei mutui e quello per la loro estinzione anticipata.
    La differenza tra l'iniziativa congiuntuale e le due iniziative strutturali sono evidenti: la prospettiva assistenziale può, infatti, alleviare le sofferenze delle famiglie in modo immediata ma non dà soluzione per il futuro, le altre invece consentono di far pressione sugli istituti di credito per migliorare permanentemente il loro rapporto con la clientela.
    Ma, evidentemente, a qualcuno far pressione sui nostri bancari non piace, e allora evidentemente ha preferito lasciare tutto come sta.
    Ma l'aspetto più preoccupante è che, alla fine della manovra, chi ci rimetterà saranno sempre le famiglie. Infatti, il finanziamento copre i disavanzi superiori al 20 %: si tratta di un'autentica ghiottoneria per gli istituti bancari in quanto essi porranno in essere - speculativamente - un aumento generalizzato di tutti i mutui in essere al 1.1.2008: tale aumento non sarà, ovviamente, ostacolata dalle famiglie interessate in virtù del finanziamento che abbatterà la speculazione facendola pagare a tutti i contribuenti, tuttavia gli effetti duraturi e permanenti di rialzo potrebbero, alla fine, aggravare ulteriormente la situazione anziché risolverla.
    Quando avevamo proposto che vi fosse il requisito della residenza da 5 anni e che il mutuo fosse stato contratto da 3 anni intendevamo, appunto, evitare di innescare la speculazione: è giusto, infatti, che l'intervento di solidarietà vada concesso alle sole famiglie stabilmente insediate nel territorio provinciale (e non a quelle appena insediate) proprio per evitare ulteriori speculazioni e di dare un ulteriore segnale di incentivazione all'immigrazione!


    ° * ° * °

    La nostra proposta - Esponiamo, di seguito, la nostra proposta avanzata ed accolta dal consiglio del comune di Rovereto

    COMUNE DI ROVERETO

    PROVINCIA DI TRENTO

    Oggetto: approvazione regolamentazione per il sostegno ai mutui per la prima casa a tasso variabile, per l’estinzione anticipata di mutui divenuti onerosie per la riduzione di quelli in essere

    Il relatore comunica:

    Negli ultimi anni il cittadino, perdendo la propria dimensione e dignità di soggetto dell’economia, è divenuto sempre più “oggetto” delle decisioni altrui: anche in passato il cittadino subiva numerose vessazioni ma mai come in questa fase l’indebolimento sta assumendo una dimensione che vorremmo definire strutturale: la perdita del poter di acquisto del proprio stipendio (di qualsiasi tipo: lavoro autonomo, lavoro dipendente e lavoro nella impresa soprattutto piccola) non dipende da un fatto congiunturale, ma da una trasformazione della stessa struttura dell’economia.
    Perduti i numerosi ammortizzatori sociali (famiglia, opere di carità, volontariato) oggi l’individuo è sempre più solo e le piccole famiglie formate da una coppia di persone con figli vede crescere la propria difficoltà nel mantenere un livello di vita adguato.
    Il bene della casa costituisce un fattore primario che, in passato, costituiva anche un importante investimento per il proprio futuro in rapporto ad un reddito dignitoso: oggi questa sicurezza comincia a diminuire e se pensiamo anche alle prospettive pensionistiche e all’ulteriore indebolimento del potere d’acquisto, le prospettive diventano sempre più pessimistiche.
    In questi ultimi tempi, in virtù dell’aumento del costo del denaro, molte famiglie si sono viste fortemente impoverite per effetto del notevole aumento del tasso di interesse praticato dalle banche: essendo la maggior parte dei mutui a tasso variabile, il rischio è stato addossato totalmente al risparmiatore che, ora, si trova in forte difficoltà ad onorare i propri impegni; trattandosi, però, di mutui assunti per la casa di abitazione, il cui acquisto è anche un diritto ai sensi del secondo comma dell’articolo 47 della Costituzione, dovrebbe essere necessario un intervento di sostegno, che si rivolga però a tutti i cittadini seppure tenendo conto della propria situazione individuale reddituale e patrimoniale.
    Per questo crediamo che serva un intervento da parte dell’ente pubblico in una logica che non vogliamo definire assolutamente assistenziale: intervenire è anche un atto di denuncia, è una segnalazione di disfunzione economico-sociale che richiede attenzione e correzione.
    La prima azione deve avvenire, riteniamo, a livello strutturale: occorre incentivare la creazione di fondi finalizzati a rendere equa la contrazione di mutui per la prima casa di abitazione. Ma per fare questo occorrono interventi di portata e livello che non possono essere soltanto comunali, anche se risulta indispensabile mantenere a livello comunale l’intervento concreto su questa materia: occorre un’azione per lo meno di carattere provinciale tendente a richiedere la costituzione di un apposito fondo che consenta l’estinzione dei mutui eccessivamente onerosi.
    Il primo impegno, dunque, è quello di richiedere un urgente intervento legislativo per il tramite del Consiglio delle Autonomie locali tendente a proporre un’apposita iniziativa legislativa per favorire, in collaborazione con le amministrazioni comunali, l’estinzione anticipata dei mutui a tasso variabile a favore di tassi fissi o altre forme di prestito, che potrebbe anche incentivare l’offerta sul mercato di collocamento di tassi maggiormente vantaggiosi e l’accesso a forme di mutui di carattere sociale.
    In attesa che vengano studiate ed attivate queste nuove modalità si vuole proporre, per l’anno 2008, un’iniziativa sperimentale tendente a riconoscere un contributo a fondo perduto a sostegno delle famiglie che si sono viste crescere in modo sproporzionato le proprie rate per estinguere il mutuo nonché per incentivare comportamenti “virtuosi” delle imprese bancarie aumentando la competizione verso tassi ragionevoli.
    Scopi di tale azione sono:
    -quello di segnalare la disfunzione creatasi sul mercato e, quindi, l’attenzione del legislatore provinciale per attivare forme di sostegno di carattere strutturale;
    -quello di dare un sostegno non solo psicologico ma concreto alle famiglie al fine di dare un segnale politico di inversione di tendenza: il cittadino non può provare la sensazione di sentirsi abbandonato dalli istituzione in questo frangente;
    -quello di incentivare comportamenti virtuosi in controtendenza con l’attuale situazione del mercato;
    -quello di riservare un trattamento di particolare attenzione ai residenti sul territorio comunale da almeno cinque anni che abbiano già contratto un mutuo a tasso variabile da almeno tre anni: riteniamo, infatti, che il contributo non può essere utilizzato dalla speculazione per un generalizzato ed indiscriminato aumento dei tassi, ma deve effettivamente perseguire uno scopo di calmieramento complessivo del mercato del credito
    La proposta, pertanto, è quella di approvare l’allegato regolamentazione per l’accesso del contributo a sostegno ai mutui a tasso variabile per la prima casa, per l’estinzione anticipata dei mutui divenuti onerosi e per la rinegoziazione di quelli in essere: a tal fine vanno costituiti tre fondi da finanziare con risorse di tipo straordinario, quindi senza gravare sulla parte corrente e senza incidere negativamente sul cosiddetto “patto di stabilità”.
    IL CONSIGLIO COMUNALE

    atteso che in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2008 saranno stanziati tre appositi fondi, uno per il sostegno dei mutui a tassi variabili, uno per l’estinzione anticipata degli stessi ed uno per la loro rinegoziazione;
    attesa la propria competenza regolamentare ai sensi dell’articolo 26, 3° lettera “a” del DPReg. 1.2.2005, n. 3/L;

    DELIBERA

    -DI IMPEGNARE il sindaco e la giunta a farsi promotori di un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti dell’amministrazione provinciale per il tramite del Consiglio delle autonome locali affinché vengano adottate nuove politiche di contenimento del costo del denaro per l’accesso alla prima casa di abitazione da parte di residenti nei comuni trentini da almeno cinque anni;
    -DI APPROVARE il regolamento allegato quale parte sostanziale ed integrante alla presente deliberazione;
    -DI AUTORIZZARE i conseguenti adempimenti esecutivi e, in particolare, l’approvazione dello schema di convenzione–tipo con istituti bancari e di un apposito bando per l’accesso ai contributi previsti dal regolamento di cui al precedente punto, previa costituzione di tre appositi fondi con relativo finanziamento in sede di predisposizione del bilancio di previsione 2008-2010;

    ALLEGATO


    REGOLAMENTAZIONE PER IL SOSTEGNO AI MUTUI PER LA PRIMA CASA A TASSO VARIABILE E PER L’ESTINZIONE ANTICIPATA DI MUTUI DIVENUTI ONEROSI

    Articolo 1 (soggetti beneficiari)
    Possono accedere ai contributi previsti dalla presente regolamentazione i cittadini residenti nel Comune di Rovereto da almeno cinque anni e che abbiano in corso mutui a tasso variabile contratto per la propria prima casa di abitazione che si trova nell’ambito del comune di Rovereto.
    Ai cittadini sono equiparati i residenti di altri stati membri dell’unione europea che abbiano maturato il periodo di residenza quinquennale.
    Ai cittadini residenti sono equiparati gli iscritti AnagAIRE presso il Comune di Rovereto a condizione che stabiliscano la propria residenza entro 1 anno dalla richiesta di agevolazione.
    Articolo 2 (esclusioni)
    Non possono beneficiare delle agevolazioni previste dal presente regolamento:
    a)coloro che abbiano lite pendente con l’amministrazione comunale;
    b)coloro che siano stati condannati per reati collegati a dichiarazioni false rese per l’ottenimento di finanziamenti pubblici di qualsiasi tipo;
    c)coloro che fruiscano di altro finanziamento pubblico o privato con esclusione dei finanziamenti erogati per la contrazione dei mutui per la prima casa di abitazione a norma delle vigenti leggi provinciali;
    d)coloro che abbiano contratto mutuo per abitazione priva di requisiti di abitabilità ovvero realizzata a seguito di abuso edilizio non sanabile.
    Articolo 3 (requisiti dei mutui)
    I mutui presi in considerazione ai fini del presente regolamento sono quelli contratti per l’acquisto della prima casa di abitazione nel territorio comunale. A tal fine:
    a)per “prima casa di abitazione” s’intende la casa adibita a residenza esclusiva propria o della famiglia con esclusione di utilizzo, anche gratuito, da parte di qualsiasi altro soggetto che non sia legato da vincoli di parentela o affinità; è, in ogni caso, necessario che il mutuo sia stato erogato in relazione ad un acquisto immobiliare che abbia usufruito dell’agevolazione per l’acquisto della prima casi di abitazione ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale;
    b)la durata quinquennale di residenza può essere anche discontinua a condizione che sia maturata nell’arco degli ultimi dieci anni;
    c)per abusi edilizi s’intendono le violazioni urbanistiche consistenti in assenza o totale difformità dalla concessione edilizia ovvero nella trasformazione d’uso non consentita dalle norme urbanistiche, ancorché per tali violazioni non sia conseguita la demolizione del manufatto.

    Articolo 4 (fondo finalizzato alla rinegoziazione dei tassi di interesse variabile)
    Il finanziamento di cui al presente articolo è erogato sulla base di apposite convenzioni stipulati tra l’amministrazione comunale e gli istituti di credito che pratichino la riduzione dei tassi di interesse.
    Il finanziamento è erogato in relazione a ciascun mutuo contratto per il quale venga praticata una riduzione del tasso di interesse rispetto alle condizioni contrattuali in essere (ad esempio: se l’istituto prevede l’applicazione di un tasso dell’1% in aggiunta all’EURIBOR tre mesi, si prende in considerazione la percentuale di riduzione “r” pari alla diminuzione in percentuale di tale tasso; se verrà applicato un tasso del 0,4 % la riduzione “r” da prendere in considerazione ai fini del contributo sarà pari a 0,6).
    Per ciascun mutuo è assegnato un punteggio in relazione alla riduzione “r” ed al numero di anni di ammontamento residuo del debito (“a”).
    Punteggio= r * a
    Tale punteggio è raddoppiato per i mutui contratti da coloro che abbiano valori ISEE inferiori a 25.000 euro ed è dimezzato per coloro che abbiano valori ISEE superiori a 50.000 euro secondo la seguente formula:
    c=-1+(M*2-I) /m * a
    dove:
    I=valore ISEE
    M= valore massimo (50.000 euro)
    m= valore minimo (25.000 euro)
    c= coefficiente di moltiplicazione
    a= anni di ammortamento residuo del mutuo
    Tutte le domande ammissibili concorrono a formare il punteggio complessivo totale:
    [IMG]file:///C:/Users/Segretario.CMTASSULLO.IT/Documents/08%20-%20archivio%20politica/LA_DESTRA/04-SITO%20www.la-destra.taa.it/LA-DESTRA_2007-12-30/contenitore/2007-112.gif[/IMG]
    dove:
    n=numero complessivo domande ricevute
    d=punti riconosciuti
    A questo punto il valore del fondo espresso in euro è diviso per la sommatoria “tot” e genera la cifra per l’anno 2008 di contributo per ciascun punto. Il contributo per ciascun mutuo è pari a:
    contributo per ciascuna domanda=fondo/tot*d
    In ogni caso l'importo complessivo erogabile per ciascuna richiesta non potrà superare l'importo di euro 1.000,00. Le eventuali economie saranno ripartite tra gli altri fondi come precisato nel successivo articolo 9.

    Articolo 5 (fondo per il sostegno ai mutui per la prima casa a tasso variabile)
    Il finanziamento di cui al presente articolo è erogato a favore dei soggetti che abbiano contratto un mutuo per il quale vi sia stata crescita del tasso di interesse in una misura non inferiore a 1 punto percentuale nell’ultimo biennio.
    Al richiedente viene assegnato un punteggio pari alla differenza, in percentuale, tra il tasso iniziale e quello finale praticato nell’ultimo biennio (t). A tal fine il termine finale può coincidere, a scelta del richiedente, con uno degli ultimi sei mesi antecedenti alla richiesta.
    Il punteggio di cui al comma precedente viene raddoppiato per i richiedenti in possesso di valori ISEE inferiori a 25.000 euro (valore minimo). Esso viene dimezzato per i richiedenti con valori ISEE superiore a 50.000 euro (valore massimo). Il punteggio è moltiplicato per il numero di anni residui di ammortamento del mutuo (valore “a”). Per i valori intermedi il punteggio viene calcolato nel seguente modo:
    c=-1+(M*2-I) /m * a
    dove:
    I=valore ISEE
    M= valore massimo (50.000 euro)
    m= valore minimo (25.000 euro)
    c= coefficiente di moltiplicazione
    a=anni residui di ammortamento
    A questo punto il coefficiente di moltiplicazione c è applicato alla differenza di tasso nell’ultimo bienno (in cifre decimali) e genera il punteggio per ciascuna domanda pari a d
    Tutte le domande ammissibili concorrono a formare il punteggio complessivo totale:
    [IMG]file:///C:/Users/Segretario.CMTASSULLO.IT/Documents/08%20-%20archivio%20politica/LA_DESTRA/04-SITO%20www.la-destra.taa.it/LA-DESTRA_2007-12-30/contenitore/2007-112.gif[/IMG]
    dove:
    n=numero complessivo domande ricevute
    d=differenza di tasso nell’ultimo biennio * c (coefficiente di moltiplicazione) [riferito a ciascuna domanda]
    A questo punto il valore del fondo espresso in euro è diviso per la sommatoria “tot” e genera la cifra per l’anno 2008 di contributo per ciascun punto. Il contributo per ciascuna domanda è pari a:
    contributo per ciascuna domanda=fondo/tot*d
    In ogni caso l'importo complessivo erogabile per ciascuna richiesta non potrà superare l'importo di euro 1.000,00. Le eventuali economie saranno ripartite tra gli altri fondi come precisato nel successivo articolo 9.

    Articolo 6 (contributo per l’estinzione anticipata di mutui divenuti onerosi)
    Possono fruire del contributo i mutui per i quali, in base alla normativa vigente al momento della loro contrazione, era previsto il pagamento di una penale per l’estinzione anticipata.
    Per ciascuna domanda è assegnato un punteggio pari alla somma pagata diviso per mille con arrotondamento al valore intero superiore. Il punteggio è moltiplicato per il numero di anni residui di ammortamento del mutuo (valore “a”).
    Tale punteggio è dimezzato in presenza di valori ISEE superiori a 50.000 euro ed è raddoppiato in presenza di valori ISEE inferiori ad euro 25.000.
    Per i valori intermedi il punteggio viene calcolato nel seguente modo:
    c=-1+(M*2-I) /m * a
    dove:
    I=valore ISEE
    M= valore massimo (50.000 euro)
    m= valore minimo (25.000 euro)
    c= coefficiente di moltiplicazione
    a= anni di ammortamento residuo del mutuo
    Tutte le domande ammissibili concorrono a formare il punteggio complessivo totale:
    [IMG]file:///C:/Users/Segretario.CMTASSULLO.IT/Documents/08%20-%20archivio%20politica/LA_DESTRA/04-SITO%20www.la-destra.taa.it/LA-DESTRA_2007-12-30/contenitore/2007-112.gif[/IMG]
    dove:
    n=numero complessivo domande ricevute
    A questo punto il valore del fondo espresso in euro è diviso per la sommatoria “tot” e genera la cifra per l’anno 2008 di contributo per ciascun punto. Il contributo per ciascuna domanda è pari a:
    contributo per ciascuna domanda=fondo/tot*d
    In ogni caso l'importo complessivo erogabile per ciascuna richiesta non potrà superare l'importo di euro 1.000,00. Le eventuali economie saranno ripartite tra gli altri fondi come precisato nel successivo articolo 9.

    Articolo 7 (modalità)
    La giunta comunale approva un bando per pubblicizzare il presente regolamento e per definire:
    a)lo schema di convenzione-tipo con istituti di credito per la riduzione dei tassi di interesse in corso;
    b)la scadenza del termine per la presentazione delle domande per l’accesso ai fondi di cui ai precedenti articoli 5 e 6;
    c)la documentazione necessaria a comprovare il possesso dei requisiti anche in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
    d)la modulistica in conformità al presente regolamento;
    e)il termine per la conclusione del procedimento che non potrà superare i mesi tre;
    f)le modalità per il recupero del contributo in caso di decadenza dovuta a false dichiarazioni ovvero all’accertamento dell’insussistenza dei requisiti e condizioni previsti dal presente regolamento.

    Articolo 8 (decadenza)
    Decadono dai benefici del presente regolamento, ancorché erogati e liquidati:
    a)coloro che trasferiscano la propria residenza in altro comune;
    b)in deroga al punto precedente sono esclusi da tale decadenza coloro che abbiano la necessità di trasferire la propria residenza per ragioni legate a necessità di carattere personale o famigliare documentate (quali: licenziamento con conseguente necessità di trasferire altrove la propria residenza, matrimonio con conseguente trasferimento di residenza familiare presso la residenza dell’altro coniuge e simili);
    c)in deroga al punto “a” sono esclusi dalla decadenza coloro che abbiano trasferito la residenza in altro comune che garantisca condizioni di reciprocità nel mantenimento di analoghi finanziamenti;
    d)coloro che abbiano reso false dichiarazioni per accedere ai benefici del presente regolamento e/o in tutti i casi in cui sia stata comunque accertata successivamente l’inesistenza dei requisiti;
    e)coloro per il quali l’amministrazione finanziaria abbia dichiarato decaduta, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, la riduzione fiscale per la prima casa di abitazione.
    Articolo 9 (destinazione dei fondi)
    L'importo complessivo dei fondi previsti dal presente regolamento, per l’anno 2008, ammonta ad euro 5,00 per ciascun abitante.
    Esso viene ripartito nel seguente modo:
    a) per il 50 % l'importo è destinato al fondo di cui all'articolo 4 (fondo per la rinegoziazione del tasso di interesse);
    b) per il 25 % l'importo è destinato al fondo di cui all'articolo 5 (fondo per il sostegno ai mutui per la prima casa a tasso variabile);
    c) per il restante 25 % l'importo è destinato al fondo di cui all'articolo 6 (contributo per l’estinzione anticipata di mutui divenuti onerosi).
    Qualora sui fondi di cui agli articoli 5 e 6 si verifichino economie, esse andranno ad incrementare il fondo di cui all'articolo 4.
    Qualora sui fondi di cui all'articolo 4 si verifichino economie, esse andranno ad incrementare gli incentivi riconoscibili alle domande per le quali non sia stato raggiunto l'importo massimo del contributo pari a 1.000,00 euro.



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