Da diverso tempo vado dicendo, anche su questo forum, che di quello di cui c'è bisogno a livelli politici elementari e basilari in questo paese è un socialismo ragionevole che rifugga dall'estremismo della sinistra radicale, proveniente dalla tradizione degli stalinisti di sempre e dei sessantotteschi protagonisti che in tutto questo tempo sono riusciti, con la menzogna e con la forza, a compiere la loro rivoluzione, sistemandosi in tutti i posti di potere politico, dell'informazione, delle altre strutture della società. Un socialismo ragionevole che rifugga dalle roboanti e radicali dichiarazioni verbali che si sono viste anche in questi giorni, con Giordano tuonante di aprire la crisi a gennaio, che rifiuti l'estremistico atteggiamento di difesa a oltranza di questo governo e di tutti i provvedimenti scellerati, dall'accordo sul welfare alla promozione dell'imperialismo italiano. Quello che personalmente professo è un socialismo ragionevole e libertario sia nei metodi che nei fini, che, con dichiarazioni calme, moderate e pacate ribadisca l'estraneità a questo governo, con pacatezza rifiuti infami accordi sul welfare e guerre che tanto fanno del male alle popolazioni locali.
Se esponenti di questo socialismo ragionevole che ho a larghe linee delineato dovessero essere in Parlamento, immagino che, a differenza di quanto fa la sinistra estrema e radicale, pacatamente si rifiuterebbero di sostenere e tenere in vita un governo come quello di Prodi, pacatamente dichiarando e votando contro accordi che tanto del male fanno ai lavoratori ed ai cittadini, nonché contro atti di guerra. Un socialismo ragionevole che, dunque, invece di destinare estremisticamente fondi agli armamenti, come fa la sinistra radicale ancora e per sempre annebbiata dal mito militarista dell'Unione Sovietica, guardi alle reali esigenze della popolazione, destinando gli stessi fondi alla sanità, all'assistenza, all'istruzione ed alla ricerca. Un socialismo ragionevole e democratico che, quindi, come Calamandrei e Salvemini tra i tanti, sostenga un pacato neutralismo dell'Italia, anziché perseguire una folle ed estremistica (oltre che astorica per i veri socialisti) alleanza con le altre potenze imperialiste come invece fa la sinistra estrema e radicale.


Questi semplici elementi costitutivi di un socialismo ragionevole, sembra da ultimo stiano iniziando, almeno formalmente ed esteriormente, a penetrare nella terza Camera dello Stato, l'on. Bertinotti, il quale sembra essersi accorto, oltre tempo massimo, dopo che da tempo io lo sostenevo, già da prima delle elezioni del 2006, che questo governo non funziona. Due osservazioni ne dovrebbero conseguire. La prima, che Bertinotti non fa, e penso che sia una logica conseguenza, consisterebbe nella pacata quanto chiara scelta di concedere l'eutanasia al governo Prodi, contro questo bigotto ed estremista accanimento terapeutico che nulla di buono può portare. La seconda, dato che da socialista ragionevole analizzo la realtà in modo sereno e tranquillo, scevro da conclusioni affrettate e di carattere ideologico, consisterebbe nel chiedersi se le parole di Bertinotti vengano pronunciate in buona fede. Questo non per una nostra malizia a priopri, ma per la pacata constatazione che troppo spesso la sinistra estremista e radicale insegue troppi tatticismi e giravolte nelle proprie strategie, anziché elaborare serenamente un programma ed un'identità che siano coerenti almeno su alcuni temi essenziali quali la difesa degli oppressi, la tutela dell'ambiente, la lotta al dominio dell'uomo sull'uomo, come intenderebbe fare il socialismo ragionevole di cui mi professo sostenitore. Non vorrei (come purtroppo penso) sia insomma l'ennesima trovata per rinsaldare le fila dentro un partito allo sbando a causa della propria troppa radicalità, in seguito anche alla scelta estremistica di arrecare danno ai lavoratori pur di salvare il governo Prodi. Se così non fosse, che Bertinotti prenda le distanze dalla sinistra radicale ed estrema, si dimetta dalla Presidenza della Camera e si unisca a quanti vogliono dar vita ad un socialismo ragionevole, sostanziandolo nella pratica di tutti i giorni. Stia certo che, per quanto la sua scelta sia avvenuta fuori tempo massimo, i socialisti ragionevoli hanno sempre la apcatezza di accettare mea culpa degli altri e di dare filantropicamente una seconda possibilità a tutti.