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    Lombardei mein Vaterland
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    Predefinito vari esempi della (ir)realtà immigrazionista

    Biandrate (Novara); Bolzano: vari esempi della (ir)realtà immigrazionista

    Tre notizie da tre zone differenti d'Italia, ma tutte utili a mostrare l'odierna realtà multietnicista. Lasciamo spazio per lo più agli stessi articoli, inserendo prima solo delle brevi note su Biandrate (il caso più clamoroso, che ci auguriamo si risolva in modo corretto per la popolazione autoctona e per il Novarese in generale) e su Roma:
    Biandrate (in provincia di Novara) è un piccolo comune di poco più di 1000 abitanti. Il temuto arrivo di circa 1500-2000 immigrati (per lo più pachistani) nella zona (compresi alcuni comuni limitrofi), per il polo logistico dell'Esselunga, ne minerebbe l'identità, facendo presagire anche problemi di sicurezza. Come si possa pensare di cancellare un'intera realtà locale (con la solita scusa di non aver trovato impiegati: leggasi "non aver offerto posti di lavoro dignitosi" agli autoctoni) a questo modo, senza che scandalizzi a sufficienza, è, purtroppo, il segno della sempre più insostenibile abiezione che denota la politica, i mezzi d'informazione e l'attivismo sociale di questa 'nazione'.
    • Dall'articolo "2.000 immigrati in arrivo a Biandrate, la Bassa lancia l’allarme integrazione e sicurezza" (Cecilia Bentivoglio, Corriere di Novara, 1 novembre 2007):
    Tanti posti di lavoro, nessuno li
    accetta, arrivano gli immigrati, centinaia di
    immigrati e la paura inizia a serpeggiare nella
    Bassa. Di questo si è dibattuto nella serata
    “Sicurezza e immigrazione - Problematiche attuali
    della nostra società. Come garantire la sicurezza
    sul territorio alla luce della attuale normativa
    sull’immigrazione”, tenutasi nella sala del
    Castello, venerdì 26 ottobre, organizzata dagli
    amministratori di Vicolungo e dei Comuni
    limitrofi. Vediamo l’antefatto: tutto questo nasce
    dalla recente presenza sul territorio del comune
    di Biandrate di un polo logistico importante come
    quello della Esselunga, che servirà tutto il Nord
    Italia, e dal fatto che ciò ha sollevato, tra la
    popolazione della zona, notevole apprensione per
    le conseguenze di impatto sociale di una prevista
    presenza di cittadini extracomunitari (in
    prevalenza pakistani di fede musulmana)
    quantificabile tra 1.500 e 2.000 unità. Infatti i
    posti di lavoro c’erano, come ha ricordato il
    sindaco di Biandrate, Sandra Zanaria: «Ho
    consegnato personalmente 700 curricula, ma molti
    si rifiutano di fare lavori umili e lavorare nelle
    celle frigorifere». [...]
    • Dall'articolo "Disagio immigrati, allarme in Comune" (Valeria Frangipane, Alto Adige, 30 novembre 2007):
    Sono più di ottomila (8.246 per l’esattezza) gli
    immigrati che abitano a Bolzano ed il loro numero è in crescita. Il quartiere
    Gries - San Quirino fa la parte del leone e ne accoglie 2.128, seguito da Centro
    Piani Rencio con 2.019. A ruota Oltrisarco - Aslago (1.543), Don Bosco (1.409)
    ed Europa - Novacella (1.147). «Molto è stato fatto ma molto resta da fare -
    spiega l’assessora Patrizia Trincanato - Don Bosco poi ha bisogno di una
    maggiore attenzione perchè soffre più degli altri». I giudizi vanno
    dall’“estraneo”, al “destabilizzante”, a seconda dei quartieri.
    Una realtà difficile e scomoda quella che emerge dalla ricerca “La presenza
    assenza degli immigrati” promossa dal Comune nell’ambito dell’attività
    dell’Osservatorio per le politiche sociali. Tre i quartieri che, sempre il
    Comune, ha deciso di studiare più approfonditamente: Gries, Oltrisarco e Don
    Bosco. «Se nel Centro gli immigrati vengono percepiti come estranei - precisa
    l’indagine - ad Oltrisarco e soprattutto a Don Bosco la loro presenza è vissuta
    come invadente, competitiva e destabilizzante. La concentrazione di gruppi
    omogenei (così vengono percepiti spesso gli immigrati) non è vissuta affatto
    bene. Più questi aumentano e più cresce il timore e l’allarme sociale». E
    ancora. «Le aree pubbliche ed i parchi che poco alla volta si popolano di
    immigrati, vengono progressivamente abbandonati dalla popolazione autoctona che,
    se può, si sposta altrove». Come se preferisse evitare il contatto. E adesso il
    dettaglio dei quartieri.
    Don Bosco. Il rione popolare, che conta “solo” 1.409 immigrati, sul piano
    dell’integrazione resta il più problematico perché l’insediamento di stranieri è
    concentrato in aree ad elevata presenza di zingari. «E poi la popolazione -
    spiega la ricerca - vive nel timore di subire i comportamenti devianti e
    prevaricanti di alcuni gruppi di giovani».
    Oltrisarco Aslago. È abitato da 1.543 stranieri che vi gestiscono anche diverse
    attività e che si ritrovano ai Tre Gobbi e in alcune case Ipes. «La presenza di
    nuclei di famiglie immigrate - dice l’indagine del Comune - è percepita come
    destabilizzante sia sul piano dell’appartenenza che rispetto ai servizi».
    Gli immigrati frequentano molto i parchi del rione mentre, di pari passo, calano
    i bolzanini: le mamme con i bambini (stranieri) preferiscono quello delle
    Tambosi, gli adolescenti (stranieri) il Mignone. E gli altri si allontanano.
    Centro Piani Rencio. Gli immigrati che ci abitano sono in tutto 2.019.
    «Preferiscono, più delle altre, la zona di via Garibaldi sempre più disertata
    dai bolzanini che avvertono gli stranieri come un corpo estraneo. La distanza
    sociale resta netta».

    http://euro-holocaust.splinder.com/

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  2. #2
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    Predefinito

    Da notare che a Bolzano gli immigrati sono tutti nella parte itagliana, notate bene eh, apposta per far aumentare la percentuale di popolazione che parlano italiano rispetto a quella tedesca.
    Gli itagliani praticamente usano gli immigrati per conservare la loro percentuale linguistica.
    E' scandaloso.

 

 

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