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    Thumbs up Oggi su "Libero" articolo su F.G. FREDA

    Marcello Veneziani, su Libero di oggi: “Sofri, Freda e la sua Musa”
    Categoria : Informazione

    Il leader del Fronte Nazionale edita libri raffinati e coltiva scrittrici di valore. E’ colto come l’ex leader di Lotta Continua, ma lui è considerato un Mostro. Ho conosciuto un angelo che è in affari col diavolo. Che dire di una ragazza bionda con gli occhi azzurri penetranti che ama Platone e Nietzsche, legge e traduce classici, fa figli e filologia classica, allatta ancora il suo ultimogenito all’età di quasi tre anni, ama l’eterea Cristina Campo e cura letteratura erotica; che si definisce boreale e coltiva il pathos della distanza (liebe der ferne, diceva Evola) e conversa con un linguaggio perfetto, armonioso e colto, ironico e uranico ed è perfino dolce e attraente? Che non esiste, direte voi. E invece esiste, ha ventott’anni, vive a Padova e collabora col diavolo in persona, fino a essere la sua Musa e la sua collaboratrice principale. Coetanea di coatti e sgallettate, di veline e bamboccioni, viene da un’altra galassia e giudica un complimento essere poco umani. “Onore ai differenti”.
    Si chiama Anna K. Valerio, è di origine friulana ed aveva qualche ritrosia la prima volta che la vidi, a incontrarmi nei paraggi della stazione di Padova, abitata ormai quasi esclusivamente da immigrati clandestini e neri. Mi disse testualmente: “sono una fanciulla di spiccate fattezze boreali, eviterei di spingermi in stazione dove si aggirano troppi ceffi”. In effetti, soprattutto la sera, alla stazione di Padova sembra di essere in Namibia. Ci siamo rivisti una sera nella piazza della stazione padovana, all’ingresso, di un hotel che si chiama Grand’Italia ma che in quel contesto sembra una battuta ironica e quasi il consolato di una nazione straniera. Se vedi un connazionale ti viene quasi voglia di abbracciarlo, come accade tra compatrioti in paese straniero.
    Gusto Inattuale
    Ad Anna K. Valerio in fondo non dispiace sentirsi straniera, nel luogo e nel tempo in cui vive, coltivando l’amore per la lontananza e il gusto aristocratico dell’Inattuale. Scrive libri, tra cui uno assai recente, di feroce eleganza, di puntualizzazioni e stroncature, intitolato Infierire. Ed uno dedicato a Nietzsche, intitolato “Per grazia, con grazia”. E cura, anzi trascrive i testi di una misteriosa signora, forse pugliese, Fiammetta Oselladori. Alcuni sospettano che sia un suo noni de plume, come quando si firma Arianna de Giorgio; invece lei giura sull’esistenza reale benché nascosta della Mitica Scrittrice, definendola una chimera che usa i suoi polpastrelli; insomma lei traduce in pagina la fonte misteriosa. Cura libretti ricercati, a volte un po’ esoterici, che trascorrono dalle dovizie erotiche del corpo alla filosofia pugnace di Nietzsche, dall’Evola più tosto, quello di Vita Italiana, alla narrativa più inconsueta, passando per gl’Iperborei e gli indoeuropei. L’ho scoperta per un infame equivoco. Conoscevo una sua omonima pugliese e pensavo che fosse lei; melo confermava il titolo della collana che dirige, le librette di controra, che pensavo alludesse alla mitica controra pugliese, di cui ho scritto anche su Libero. Ovvero l’ora della siesta, il pomeriggio incantato del nostro sud. E invece la pennica non c’entrava affatto, il sud nemmeno, e la curatrice era boreale, al¬tro che meridionale. Ma gli errori, a volte, sono sms degli dei. Ma io sto girando intorno a un Mostro che non vi ho ancora nominato. Il suo Maestro e Ispiratore, l’uomo che nulla ha di umano, come lei dice con celeste ammirazione. Insomma, il diavolo di cui vi dicevo. È Franco G. Freda, che è il suo editore, che viene letto e magari plagiato di nascosto da lettori ed editori raffinati. Le mitiche, temibili edizioni di Ar, che sono un po’ come l’Adelphi in tenuta militare. Edizioni di gusto e di disgusto verso l’umanità, nemiche dell’egualitarismo e del gregge, animate da uno spietato e anticristiano aristocratismo, che sconfina nella riscoperta del tabù più tremendo della nostra epoca, la Razza. Ecco, sono arrivato fin qui per proporvi un enigma della sfinge o un giochino, fate voi. Vi propongo un identi-kit: “Fiero e altero leader dell’estremismo radicale in lotta contro il sistema, colto e carismatico, autore di scritti e curatore di iniziative editoriali, finito in carcere per diversi anni per un crimine infame degli anni di piombo, non si piegò mai a chiedere la grazia o il perdono e non ha mai dato segni di pentimento”. Domanda: parliamo di Adriano Sofri o di Franco G. Freda? Di ambedue.
    Vite Parallele
    Vite parallele, anche se agli antipodi. Ma uno è diventato un eroe e un maestro, celebrato, corteggiato e ospitato nei media, sconfinante da sinistra a destra, da Repubblica al Foglio; l’altro è un maledetto, felicemente emarginato. E dire che il primo fu condannato in via definitiva per l’assassinio Calabresi; il secondo, benché abbia scontato ben 15 anni di galera, invece fu scagionato per la strage di Piazza Fontana. Fu poi duramente condannato per un suo iperminoritario movimento, il Fronte nazionale, in virtù della legge Mancino che colpisce i reati d’opinione, con motivazioni filosofiche, ontologiche e misteriche che l’avvocato Carlo Taormina che lo difendeva, tuttora ripete sbigottito. Non conosco di persona Freda e mi sarebbe facile sottolineare la lontananza dalle sue idee; ma sarebbe scontato e poco elegante, vero ma vile.
    Vedete in che antro ci ha condotto la sua Ninfa, Anna K. Valerio. Siamo partiti da una fanciulla boreale, letterata e filologa, che allatta ancora la sua creatura di tre anni, e siamo arrivati all’inferno. Ma come dice un aforisma di Gomez Davila, che lei m’ha offerto in anteprima: “Chi non mira le stelle si perde nella storia”. Per chiudere con una citazione da Nietzsche o dal Tribunale: e il caos nero della stazione di Padova partorì una stella.
    CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA
    Franco Freda,nato a Padova l’11 febbraio ‘41,è esponente della destra radicale e coinvolto ma poi assolto nel processo per la strage di piazza Fontana (Milano, 12 dicembre 1969). Viene condannato a 15anni di reclusione per associazione sovversiva. Nel ‘63 fonda assieme al sodalizio tradizionalista Gruppo di Ar, le Edizioni di Ar, editrice militante nella destra radicale.
    LEADER DEL FRONTE NAZIONALE
    Nel ‘90 fonda il movimento razzista Fronte Nazionale contro la società multietnica e la globalizzazione, poi sciolto dal Consiglio dei Ministri nel 2000 sulla base della legge Mancino, e 49 membri del movimento vengono processati e condannati (6anni di carcere a Freda) per delitto di costituzione di associazione avente lo scopo di incitare alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali.
    5th Dicembre 2007

  2. #2
    aristocrazia rivoluzionaria
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    ONORE a Giorgio Franco Freda: ultimo signore degli Arii....

  3. #3
    mararupta
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    Citazione Originariamente Scritto da bonconti Visualizza Messaggio
    Marcello Veneziani, su Libero di oggi: “Sofri, Freda e la sua Musa”
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    Il leader del Fronte Nazionale edita libri raffinati e coltiva scrittrici di valore. E’ colto come l’ex leader di Lotta Continua, ma lui è considerato un Mostro. Ho conosciuto un angelo che è in affari col diavolo. Che dire di una ragazza bionda con gli occhi azzurri penetranti che ama Platone e Nietzsche, legge e traduce classici, fa figli e filologia classica, allatta ancora il suo ultimogenito all’età di quasi tre anni, ama l’eterea Cristina Campo e cura letteratura erotica; che si definisce boreale e coltiva il pathos della distanza (liebe der ferne, diceva Evola) e conversa con un linguaggio perfetto, armonioso e colto, ironico e uranico ed è perfino dolce e attraente? Che non esiste, direte voi. E invece esiste, ha ventott’anni, vive a Padova e collabora col diavolo in persona, fino a essere la sua Musa e la sua collaboratrice principale. Coetanea di coatti e sgallettate, di veline e bamboccioni, viene da un’altra galassia e giudica un complimento essere poco umani. “Onore ai differenti”.
    Si chiama Anna K. Valerio, è di origine friulana ed aveva qualche ritrosia la prima volta che la vidi, a incontrarmi nei paraggi della stazione di Padova, abitata ormai quasi esclusivamente da immigrati clandestini e neri. Mi disse testualmente: “sono una fanciulla di spiccate fattezze boreali, eviterei di spingermi in stazione dove si aggirano troppi ceffi”. In effetti, soprattutto la sera, alla stazione di Padova sembra di essere in Namibia. Ci siamo rivisti una sera nella piazza della stazione padovana, all’ingresso, di un hotel che si chiama Grand’Italia ma che in quel contesto sembra una battuta ironica e quasi il consolato di una nazione straniera. Se vedi un connazionale ti viene quasi voglia di abbracciarlo, come accade tra compatrioti in paese straniero.
    Gusto Inattuale
    Ad Anna K. Valerio in fondo non dispiace sentirsi straniera, nel luogo e nel tempo in cui vive, coltivando l’amore per la lontananza e il gusto aristocratico dell’Inattuale. Scrive libri, tra cui uno assai recente, di feroce eleganza, di puntualizzazioni e stroncature, intitolato Infierire. Ed uno dedicato a Nietzsche, intitolato “Per grazia, con grazia”. E cura, anzi trascrive i testi di una misteriosa signora, forse pugliese, Fiammetta Oselladori. Alcuni sospettano che sia un suo noni de plume, come quando si firma Arianna de Giorgio; invece lei giura sull’esistenza reale benché nascosta della Mitica Scrittrice, definendola una chimera che usa i suoi polpastrelli; insomma lei traduce in pagina la fonte misteriosa. Cura libretti ricercati, a volte un po’ esoterici, che trascorrono dalle dovizie erotiche del corpo alla filosofia pugnace di Nietzsche, dall’Evola più tosto, quello di Vita Italiana, alla narrativa più inconsueta, passando per gl’Iperborei e gli indoeuropei. L’ho scoperta per un infame equivoco. Conoscevo una sua omonima pugliese e pensavo che fosse lei; melo confermava il titolo della collana che dirige, le librette di controra, che pensavo alludesse alla mitica controra pugliese, di cui ho scritto anche su Libero. Ovvero l’ora della siesta, il pomeriggio incantato del nostro sud. E invece la pennica non c’entrava affatto, il sud nemmeno, e la curatrice era boreale, al¬tro che meridionale. Ma gli errori, a volte, sono sms degli dei. Ma io sto girando intorno a un Mostro che non vi ho ancora nominato. Il suo Maestro e Ispiratore, l’uomo che nulla ha di umano, come lei dice con celeste ammirazione. Insomma, il diavolo di cui vi dicevo. È Franco G. Freda, che è il suo editore, che viene letto e magari plagiato di nascosto da lettori ed editori raffinati. Le mitiche, temibili edizioni di Ar, che sono un po’ come l’Adelphi in tenuta militare. Edizioni di gusto e di disgusto verso l’umanità, nemiche dell’egualitarismo e del gregge, animate da uno spietato e anticristiano aristocratismo, che sconfina nella riscoperta del tabù più tremendo della nostra epoca, la Razza. Ecco, sono arrivato fin qui per proporvi un enigma della sfinge o un giochino, fate voi. Vi propongo un identi-kit: “Fiero e altero leader dell’estremismo radicale in lotta contro il sistema, colto e carismatico, autore di scritti e curatore di iniziative editoriali, finito in carcere per diversi anni per un crimine infame degli anni di piombo, non si piegò mai a chiedere la grazia o il perdono e non ha mai dato segni di pentimento”. Domanda: parliamo di Adriano Sofri o di Franco G. Freda? Di ambedue.
    Vite Parallele
    Vite parallele, anche se agli antipodi. Ma uno è diventato un eroe e un maestro, celebrato, corteggiato e ospitato nei media, sconfinante da sinistra a destra, da Repubblica al Foglio; l’altro è un maledetto, felicemente emarginato. E dire che il primo fu condannato in via definitiva per l’assassinio Calabresi; il secondo, benché abbia scontato ben 15 anni di galera, invece fu scagionato per la strage di Piazza Fontana. Fu poi duramente condannato per un suo iperminoritario movimento, il Fronte nazionale, in virtù della legge Mancino che colpisce i reati d’opinione, con motivazioni filosofiche, ontologiche e misteriche che l’avvocato Carlo Taormina che lo difendeva, tuttora ripete sbigottito. Non conosco di persona Freda e mi sarebbe facile sottolineare la lontananza dalle sue idee; ma sarebbe scontato e poco elegante, vero ma vile.
    Vedete in che antro ci ha condotto la sua Ninfa, Anna K. Valerio. Siamo partiti da una fanciulla boreale, letterata e filologa, che allatta ancora la sua creatura di tre anni, e siamo arrivati all’inferno. Ma come dice un aforisma di Gomez Davila, che lei m’ha offerto in anteprima: “Chi non mira le stelle si perde nella storia”. Per chiudere con una citazione da Nietzsche o dal Tribunale: e il caos nero della stazione di Padova partorì una stella.
    CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA
    Franco Freda,nato a Padova l’11 febbraio ‘41,è esponente della destra radicale e coinvolto ma poi assolto nel processo per la strage di piazza Fontana (Milano, 12 dicembre 1969). Viene condannato a 15anni di reclusione per associazione sovversiva. Nel ‘63 fonda assieme al sodalizio tradizionalista Gruppo di Ar, le Edizioni di Ar, editrice militante nella destra radicale.
    LEADER DEL FRONTE NAZIONALE
    Nel ‘90 fonda il movimento razzista Fronte Nazionale contro la società multietnica e la globalizzazione, poi sciolto dal Consiglio dei Ministri nel 2000 sulla base della legge Mancino, e 49 membri del movimento vengono processati e condannati (6anni di carcere a Freda) per delitto di costituzione di associazione avente lo scopo di incitare alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali.
    5th Dicembre 2007
    Grande!

  4. #4
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    Franco Giorgio Freda...unico comandante possibile !

  5. #5
    NEOFASCISMO........
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    SALERNO ovviamente
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    Predefinito dici bene amico mio.-......

    Citazione Originariamente Scritto da weisswiderstand Visualizza Messaggio
    ONORE a Giorgio Franco Freda: ultimo signore degli Arii....
    ....Ti quoto così il post sale.........e Ti saluto con l'affetto e la stima di sempre..............saluti in famiglia......
    spero ci si veda per Natale........

  6. #6
    email non funzionante
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    onore a freda.. ed alla bella Ak..

  7. #7
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    Alla retorica insopportabile della "nobiltà della sconfitta" Maurizio Lattanzio opporrà sempre l'ignobiltà del risultato positivo comunque ottenuto
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    Citazione Originariamente Scritto da bonconti Visualizza Messaggio
    Marcello Veneziani, su Libero di oggi: “Sofri, Freda e la sua Musa”
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    Il leader del Fronte Nazionale edita libri raffinati e coltiva scrittrici di valore. E’ colto come l’ex leader di Lotta Continua, ma lui è considerato un Mostro. Ho conosciuto un angelo che è in affari col diavolo. Che dire di una ragazza bionda con gli occhi azzurri penetranti che ama Platone e Nietzsche, legge e traduce classici, fa figli e filologia classica, allatta ancora il suo ultimogenito all’età di quasi tre anni, ama l’eterea Cristina Campo e cura letteratura erotica; che si definisce boreale e coltiva il pathos della distanza (liebe der ferne, diceva Evola) e conversa con un linguaggio perfetto, armonioso e colto, ironico e uranico ed è perfino dolce e attraente? Che non esiste, direte voi. E invece esiste, ha ventott’anni, vive a Padova e collabora col diavolo in persona, fino a essere la sua Musa e la sua collaboratrice principale. Coetanea di coatti e sgallettate, di veline e bamboccioni, viene da un’altra galassia e giudica un complimento essere poco umani. “Onore ai differenti”.
    Si chiama Anna K. Valerio, è di origine friulana ed aveva qualche ritrosia la prima volta che la vidi, a incontrarmi nei paraggi della stazione di Padova, abitata ormai quasi esclusivamente da immigrati clandestini e neri. Mi disse testualmente: “sono una fanciulla di spiccate fattezze boreali, eviterei di spingermi in stazione dove si aggirano troppi ceffi”. In effetti, soprattutto la sera, alla stazione di Padova sembra di essere in Namibia. Ci siamo rivisti una sera nella piazza della stazione padovana, all’ingresso, di un hotel che si chiama Grand’Italia ma che in quel contesto sembra una battuta ironica e quasi il consolato di una nazione straniera. Se vedi un connazionale ti viene quasi voglia di abbracciarlo, come accade tra compatrioti in paese straniero.
    Gusto Inattuale
    Ad Anna K. Valerio in fondo non dispiace sentirsi straniera, nel luogo e nel tempo in cui vive, coltivando l’amore per la lontananza e il gusto aristocratico dell’Inattuale. Scrive libri, tra cui uno assai recente, di feroce eleganza, di puntualizzazioni e stroncature, intitolato Infierire. Ed uno dedicato a Nietzsche, intitolato “Per grazia, con grazia”. E cura, anzi trascrive i testi di una misteriosa signora, forse pugliese, Fiammetta Oselladori. Alcuni sospettano che sia un suo noni de plume, come quando si firma Arianna de Giorgio; invece lei giura sull’esistenza reale benché nascosta della Mitica Scrittrice, definendola una chimera che usa i suoi polpastrelli; insomma lei traduce in pagina la fonte misteriosa. Cura libretti ricercati, a volte un po’ esoterici, che trascorrono dalle dovizie erotiche del corpo alla filosofia pugnace di Nietzsche, dall’Evola più tosto, quello di Vita Italiana, alla narrativa più inconsueta, passando per gl’Iperborei e gli indoeuropei. L’ho scoperta per un infame equivoco. Conoscevo una sua omonima pugliese e pensavo che fosse lei; melo confermava il titolo della collana che dirige, le librette di controra, che pensavo alludesse alla mitica controra pugliese, di cui ho scritto anche su Libero. Ovvero l’ora della siesta, il pomeriggio incantato del nostro sud. E invece la pennica non c’entrava affatto, il sud nemmeno, e la curatrice era boreale, al¬tro che meridionale. Ma gli errori, a volte, sono sms degli dei. Ma io sto girando intorno a un Mostro che non vi ho ancora nominato. Il suo Maestro e Ispiratore, l’uomo che nulla ha di umano, come lei dice con celeste ammirazione. Insomma, il diavolo di cui vi dicevo. È Franco G. Freda, che è il suo editore, che viene letto e magari plagiato di nascosto da lettori ed editori raffinati. Le mitiche, temibili edizioni di Ar, che sono un po’ come l’Adelphi in tenuta militare. Edizioni di gusto e di disgusto verso l’umanità, nemiche dell’egualitarismo e del gregge, animate da uno spietato e anticristiano aristocratismo, che sconfina nella riscoperta del tabù più tremendo della nostra epoca, la Razza. Ecco, sono arrivato fin qui per proporvi un enigma della sfinge o un giochino, fate voi. Vi propongo un identi-kit: “Fiero e altero leader dell’estremismo radicale in lotta contro il sistema, colto e carismatico, autore di scritti e curatore di iniziative editoriali, finito in carcere per diversi anni per un crimine infame degli anni di piombo, non si piegò mai a chiedere la grazia o il perdono e non ha mai dato segni di pentimento”. Domanda: parliamo di Adriano Sofri o di Franco G. Freda? Di ambedue.
    Vite Parallele
    Vite parallele, anche se agli antipodi. Ma uno è diventato un eroe e un maestro, celebrato, corteggiato e ospitato nei media, sconfinante da sinistra a destra, da Repubblica al Foglio; l’altro è un maledetto, felicemente emarginato. E dire che il primo fu condannato in via definitiva per l’assassinio Calabresi; il secondo, benché abbia scontato ben 15 anni di galera, invece fu scagionato per la strage di Piazza Fontana. Fu poi duramente condannato per un suo iperminoritario movimento, il Fronte nazionale, in virtù della legge Mancino che colpisce i reati d’opinione, con motivazioni filosofiche, ontologiche e misteriche che l’avvocato Carlo Taormina che lo difendeva, tuttora ripete sbigottito. Non conosco di persona Freda e mi sarebbe facile sottolineare la lontananza dalle sue idee; ma sarebbe scontato e poco elegante, vero ma vile.
    Vedete in che antro ci ha condotto la sua Ninfa, Anna K. Valerio. Siamo partiti da una fanciulla boreale, letterata e filologa, che allatta ancora la sua creatura di tre anni, e siamo arrivati all’inferno. Ma come dice un aforisma di Gomez Davila, che lei m’ha offerto in anteprima: “Chi non mira le stelle si perde nella storia”. Per chiudere con una citazione da Nietzsche o dal Tribunale: e il caos nero della stazione di Padova partorì una stella.
    CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA
    Franco Freda,nato a Padova l’11 febbraio ‘41,è esponente della destra radicale e coinvolto ma poi assolto nel processo per la strage di piazza Fontana (Milano, 12 dicembre 1969). Viene condannato a 15anni di reclusione per associazione sovversiva. Nel ‘63 fonda assieme al sodalizio tradizionalista Gruppo di Ar, le Edizioni di Ar, editrice militante nella destra radicale.
    LEADER DEL FRONTE NAZIONALE
    Nel ‘90 fonda il movimento razzista Fronte Nazionale contro la società multietnica e la globalizzazione, poi sciolto dal Consiglio dei Ministri nel 2000 sulla base della legge Mancino, e 49 membri del movimento vengono processati e condannati (6anni di carcere a Freda) per delitto di costituzione di associazione avente lo scopo di incitare alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali.
    5th Dicembre 2007
    Insomma, una delle rarissime volte in cui valeva la pena leggere Libero.

  8. #8
    Boh..
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    Franco Giorgio Freda un esempio. Dalla Disintegrazione a Lupi Azzurri!

  9. #9
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    onore ad Anna K.Valerio.....e ai suoi figli !!

  10. #10
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    Ma non credo che un individuo come Veneziani sia degno di scrivere dell'Editore. Mentre Bossi e Fini regolarizzavano 700.000 immigrati il sig. Veneziani stava alla Rai per contro degli stessi signori. e poi si lamenta dell'immigrazione. Mi ricordo i suoi insuilsi articoli agli inizi degli anni 90 docìve divìceva che tra Destra (e che è?) e naziskin c'era lo stesso rapporto che intercorreva tra chi amava gli animali e chi faceva sesso con gli animali. Un personaggio piuttosto triste.
    Bazooka!!!

 

 
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