Sabato mattina La7 ha deciso di chiudere il programma di Daniele Luttazzi "Decameron" adducendo come motivazione una presunta battuta offensiva rivolta dallo stesso Luttazzo a Giuliano Ferrara e "lesiva della dignità della persona". Ora, che si stigmatizzi una battuta offensiva e fuoriluogo e che un'emittente leggitimamente e comprensibilmente ne voglia prendere le distanze è un conto. Ma che per questa addirittura si arrivi a chiudere un programma è eccessivo. E non può che far pensare all'ennesimo caso di censura a cui la tv italiana(soprattutto pubblica), ci ha abituato per troppo tempo. Se veramente i vertici dell'emittente di Telecom italia sono irritati per la battuta di Luttazzi su Ferrara, sarebbe bastato un semplice comunicato stampa che ne stigmatizzasse il contenuto e con cui la tv ne prendeva le distanze. Tra l'altro non si capisce perchè se tale batutta è davvero così offensiva e lesiva della dignità della persona a cui si riferisce, la puntata "incriminata" sia andata in onda anche in replica il giovedi notte. Lo hanno capito solo una settimana dopo che Luttazzi aveva gravemente offeso Ferrara? Pertanto questo non può che essere catalogato come un caso di vera e propria censura ai danni di un comico irriverente e dissacrante che durante le puntate del suo programma non ha risparmiato nessuno, dal governo Prodi, a Berlusconi al Vaticano. In parole povere ha pensantemente schernito il potere, cosa estremamente difficile da fare in Italia. Chi prova ad uscire fuori dalle righe e fuori dalla solita comicità imbalsamata che non fa male a nessuno viene cacciato, vessato, subissato di querele miliardarie. E capitato già allo stesso Luttazzi ai tempi di "Satiricom", il programma che conduceva su Rai due e che fu chiuso a causa di una sua intevista a Marco Travaglio sui rapporti tra Berlusconi e il boss mafioso Silvano Mangano e sulle misteriose fortune del cavaliere. E' toccato a Grillo per la famosa battuta sui socialisti che rubavano non gradita dal ducetto Craxi. E' toccato a Sabina Gurzzanti con il suo Raiot con il quale ha posto l'attenzione sul conflito d'interessi e sul monopolio televisivo dell'allora premier Berlusconi. In poche parole, tutti costoro hanno subito la censura. Parola che ormai è entrata nel gergo comune quasi fosse un emblema della cutlura pop. Ma che sta ad indicare un sistema malato, dove non c'è libertà di espressione, sia essa artistica, giornalistica o intellettuale. E qui non si può che mettere sotto la lente d'ingrandimento la situazione dei media italiani, sia televisivi che di carta stampata, dove la permeazione dei poteri forti è lampante. La grande stampa ha come editori industriali e banchieri. La tv privata è monopolizzata dal capo dell'opposizione e quella pubblica lottizzata dai partiti. Gli spazi di libertà in questo paese sono sempre più rari e quando se ne trova uno il potere precostituito cerca subito di sopprimerlo in modo che non ci siano voci scomode. Chiosando su questa vicenda, non si può non rimarcare anche il modo maldestro con cui si è censurato Luttazzi. Per giorni non si dice una parola sulla battuta in questione che ha indotto La7 a chiudere il suo programma, poi si mando lo stesso addirittura in replica e infine lo si chiude. La tempistica è quanto mai insolita. Evidentemente devono essere arrivate parecchie pressioni da quelle parti durante queste settimane e alla fine La7, forse suo malgrado, ha dovuto cedere e chiudere Decameron.
Tratto da: http://VOCELIBERA.BLOG.EXCITE.IT




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