IL PREFETTO DI TIMISOARA CONTRO I ROM:
TORNANO DALL'ITALIA E COMPRANO TUTTO
da IL CORRIERE DEL VENETO - edizione del 30\11\2007 - pag. 3
dall'articolo di Marco Bonet
VENEZIA — Vestono firmato e passeggiano agghindati d'oro, prima di salire sulle fuoriserie che li porteranno alle loro regge, in quartieri nel bel mezzo del centro storico, per buona parte di loro proprietà. Sono i boss della malavita romena, di scena al ritorno nel Paese d'origine.
Rom, per lo più, che investono a Timisoara e nelle altre città della Romania, al punto che i loro affari arrivano a scuotere il mercato locale, facendo schizzare i prezzi alle stelle. L'immagine, che certo fa digrignare i denti dopo i fatti di Gorgo al Monticano e Roma, la tratteggia Ovidiu Virgil Draganescu, prefetto della provincia romena del Timis.
Il vertice – Draganescu, in Veneto in questi giorni per una serie d'incontri istituzionali sui temi della sicurezza e della sempre più difficile convivenza tra i suoi connazionali e gli italiani, ha incontrato ieri a palazzo Ferro Fini il vicepresidente del consiglio regionale Franco Frigo ed il sottosegretario allo Sviluppo economico Marco Stradiotto.
Sul tavolo, va da sé, l'escalation criminale che ha assunto proporzioni inimmaginabili dal giorno dell'ingresso della Romania in Europa e i possibili argini che i due Paesi, insieme, potrebbero alzare per fronteggiare l'orda malavitosa in costante arrivo da Est.
Draganescu ha denunciato le dure ripercussione che la fervida attività dei criminali in trasferta finisce per avere pure sulla sicurezza del suo Paese, dove vengono investiti pressoché tutti i proventi dei delitti messi a segno in Italia: «Ci sono alcuni personaggi dal dubbio passato che improvvisamente arrivano in Romania con straordinarie disponibilità economiche, di cui non si conosce la provenienza – ha detto il prefetto –. Sono zingari rom, per la maggior parte, acquistano numerosi immobili del centro storico del capoluogo della nostra provincia, Timisoara, girano per la città in Porsche e Ferrari e a chi chiede qualche spiegazione rispondono dicendo che svolgono “attività all'estero” non meglio precisate. E' evidente che si tratta di ricchezze costituite da soldi sporchi, provenienti da traffici di esseri umani, donne ed anche bambini, e di droga».
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