Cragnotti: “Basta attribuire i debiti alla mia gestione”
«Si dice che la Lazio era una società fallita, che l’avevo lasciata in situazione fallimentare. Ma quando sono andato via io la Lazio era prima in classifica, con Mancini allenatore, un elenco di giocatori fortissimi e un centro sportivo che è stato dato in garanzia per 150 milioni di euro». L’ex presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, prova a rispondere a chi, leggesi Claudio Lotito, sembra ancora patire sul piano economico la sua gestione. «Non mi ritengo assolutamente responsabile e sono pronto a fare una tavola rotonda, anche in tv, con chi volesse sedersi con me per dimostrare l’effettiva situazione economica della Lazio nel 2002 - dice l’ex presidente ai microfoni di ‘Radio Radiò - Io sono responsabile per quel bilancio, che è depositato in Consob, e allora il debito era di 40 milioni di euro. Lotito ha fatto un accordo di 150 milioni a fronte di imposte non pagate ma a distanza di cinque anni sento ancora parlare di debiti della gestione Cragnotti. Il buco nero di cui si parla non c’era». Secondo l’ex patron biancoceleste «si fa confusione tra la questione dei bond Cirio e la gestione della Lazio, che sono cose separate. La Cirio era una holding che controllava il 55% della Lazio e quindi la Lazio aveva una sua gestione autonoma e una strategia che è stata innovativa e vincente. Quando si parlava allora di stadi, di merchandising, di creare città sportive, sembrava quasi una bestemmia».
«C’era una gestione - racconta Cragnotti - per cui entrava un grande campione e usciva un grande campione, si creavano plusvalenze che non erano artificiali e infatti sono stato assolto
completamente dal Tribunale di Roma. Usciva Nesta, entrava Stam, usciva Nedved, arrivavano altri giocatori». L’ex numero uno della Lazio, che parla di circa 110-120 milioni di euro di ricapitalizzazione a cui ha rinunciato per il bene della Lazio, si dice «stanco di sentire dire che Cragnotti ha lasciato i debiti. Io citerò il presidente (Lotito, ndr) per danni, per questo concetto lo porto in tribunale, è una cosa che non si fa. Quando una persona acquista un oggetto sa quello che sta acquistando. Un mio futuro ritorno? Questo è un momento difficile in cui io e la mia famiglia dobbiamo risolvere i problemi che viviamo e che con grande interesse stiamo risolvendo. Chissà, dopo se ne potrà riparlare. Credo che Lazio sia un grande club, che si trova in una città con oltre 5 milioni di persone e con tifosi che veramente vivono la società in modo passionale e credo che questo sia un bacino che possa interessare a tanta gente, non dobbiamo diventare provinciali». L’ultima battuta riguarda Lotito: «va rispettato per le sue filosofie come imprenditore, come uomo, non sono andato per 5 anni allo stadio per non creargli problemi. Ma Lotito non può abusare della bontà degli altri», conclude Cragnotti.
ITALPRESS
...per me rimarra' l'unico presidente!!Quello che dice e' sacrosanto....
LoTito Vattene




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