Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Morti sul lavoro: ecco i dati INAIL (impressionante!)

    la rivista MODERATAMENTE.com ha pubblicato i dati INAIL relativi alle morti sul lavoro ...

    Ogni mattina tre persone escono di casa, salutano la moglie e vanno a lavorare; però non ritorneranno a casa la sera perché rimarranno uccise da un incidente sul lavoro. E’ una triste realtà del nostro paese: ogni giorno 3,14 individui sono vittime del lavoro. A leggere i giornali, a vedere le televisioni e a sentire le dichiarazioni dei leaders politici nostrani sembrerebbe che questo fenomeno sia esploso quest’anno o addirittura in questi ultimi mesi mentre, invece, dura da anni: negli ultimi tra anni quasi 3.500 (3.436 per l’esattezza) persone hanno perso la vita sul lavoro ...

    impressionante è la tabella che segue:
    http://www.moderatamente.com/richiamo.asp?val=4

  2. #2
    Super Troll
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    Che fine hanno fatto i fondi INAIL pagati regolarmente dalle imprese per la prevenzione degli infortuni sul lavoro?

    Pare che siano stati pappati dal governo, come il 5 per mille!

    Facile riempirsi la bocca parlando delle responsabilità dei "padroni", per tedeschi che siano!

    Però chi dovrebbe fare i controlli per prevenire gli infortuni e le morti sul lavoro è sotto organico e senza fondi.

    Colpa di Berlusconi?

    Se vi consola...

  3. #3
    webmonster
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    Citazione Originariamente Scritto da andreab Visualizza Messaggio
    la rivista MODERATAMENTE.com ha pubblicato i dati INAIL relativi alle morti sul lavoro ...

    Ogni mattina tre persone escono di casa, salutano la moglie e vanno a lavorare; però non ritorneranno a casa la sera perché rimarranno uccise da un incidente sul lavoro. E’ una triste realtà del nostro paese: ogni giorno 3,14 individui sono vittime del lavoro. A leggere i giornali, a vedere le televisioni e a sentire le dichiarazioni dei leaders politici nostrani sembrerebbe che questo fenomeno sia esploso quest’anno o addirittura in questi ultimi mesi mentre, invece, dura da anni: negli ultimi tra anni quasi 3.500 (3.436 per l’esattezza) persone hanno perso la vita sul lavoro ...

    impressionante è la tabella che segue:
    http://www.moderatamente.com/richiamo.asp?val=4
    penso che sia ancora più agghiacciante il numero di incidenti non mortali che credo più facilmente possano essere sottostimati per mancata denuncia. Di lavoro si muore, si resta invalidi, ma come ho già detto in un'altra discussione l'incidente sul lavoro è prevedibile e spesso prevenibile. Certo occorre attenzione al problema, vigilanza, analisi dei rischi, formazione del lavoro, tempi di lavoro umani. Questa tragedia si può e si deve fermare.

  4. #4
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    I dati Inail 2007 non sono confrontabili con i dati degli anni precedenti. L'INAIL ha questo bruttissimo vizio di paragonare dati definitivi e consolidati, con dati assolutamente provvisori, e destinati ad accrescersi in seguito.
    Myrddin

  5. #5
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    Resta il fatto che tra qualcuno che ci lascia le penne per superficialità, tanti crepano per negligenza di chi dovrebbe garantire loro la sicurezza.
    Tanto fuori dall' uscio c'è la fila di poveracci pronti a lavorare in un cantiere per un tozzo di pane.

    Lo stesso che rifilerei a certi personaggi che permettono tutto questo.
    Un tozzo di pane al giorno e una brocca d' acqua per un bel periodo.
    E ovviamente Cayenne e altre sciocchezzuole spese al posto di messa in sicurezza degli ambienti di lavoro confiscati.

    In una ditta ove lavora un mio amico, il responsabile della sicurezza gira tutto il santo giorno contandoti anche i peli del deretano: se sgarri ti legnano.

    Peccato che in tanti altri posti se ne fregano oppure per non cacciare soldi non adeguano o ancora per aumentare la produttività le protezioni delle macchine utensili esistono solo per bellezza.

    L' unica linea da adottare in questo caso è un sano deretano a capanna.

  6. #6
    webmonster
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    http://www.beppegrillo.it:80/2007/12...?s=n2007-12-12

    12 Dicembre 2007

    "Damien" Damiano



    In Italia i morti sul lavoro sono come le ciliege, uno tira l’altro. I sindacalisti di partito e di governo, che sono più numerosi delle cavallette, stanno correndo ai ripari. Il ministro del lavoro “Damien” Damiano ha trovato una soluzione degna di Carcarlo Pravettoni. L’Inail, l’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni, ha un attivo di 12,4 miliardi di euro che vanno destinati “a scopo di utilità sociale”.
    Con questo nuovo tesoretto Damiano vorrebbe premiare le aziende: “Potrebbe ritornare alle imprese come diminuzione del costo del lavoro, solo nel caso in cui fossero in grado di dimostrare che hanno diminuito o eliminato gli incidenti”.
    Caro “Damien” Damiano altro che premio. Se le aziende non tutelano la sicurezza vanno chiuse. Chi ha meno assassinati sul lavoro ha uno sgravio? Se si scende da cinque a due vittime all’anno diminuisce la tassazione della società invece di mandare in galera i responsabili?
    Dal sito dell’Inail:
    “L'Inail persegue una pluralità di obiettivi:
    - ridurre il fenomeno infortunistico
    - assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio
    - garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro”.
    L’Inail non ha come obiettivo premiare le aziende che fanno meno morti e feriti e neppure di essere una banca. Il suo bilancio dovrebbe essere in pareggio e i miliardi usati per le famiglie delle vittime e per indennità che consentano una vita decorosa agli infortunati. Quanto darà, per esempio, l’Inail alle vedove dell’inferno di Torino?
    Se Robin Hood rubava ai poveri per dare ai ricchi, Damiano vorrebbe trasformare le protesi degli invalidi e gli assegni di invalidità in sgravi fiscali per le aziende. Damien sotto i capelli aveva il numero 666 della Bestia, “Damien” Damiano sotto la barba ha il numero di telefono di Confindustria.

    condividete o no?

 

 

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