http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41150895.html

» 2007-12-10 14:47
MORTI BIANCHE, A TORINO SFILA LA RABBIA DEGLI OPERAI

TORINO - L'emblema del dolore e della rabbia e' Nino Santino, il papa' di Bruno, uno dei quattro operai morti nel rogo della Thyssenkrupp. Sfila dietro allo striscione di Fim, Fiom e Uilm che apre la manifestazione di Torino, nel giorno del lutto cittadino per ricordare le vittime e chiedere che non si muoia piu' per il lavoro.



Sono trentamila le persone presenti al corteo. Chiedono giustizia, gridano slogan contro l'azienda, scandiscono i nomi dei responsabili dello stabilimento, ma fischiano e contestano anche i sindacati. Ci sono il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, i ministri Livia Turco e Paolo Ferrero, i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, i vertici delle istituzioni locali con i gonfaloni. I negozi abbassano le serrande, la gente ai lati delle strate applaude. Nino Santino piange e, accanto a lui, piangono l'altro figlio, Luigi, il nipote Gianluca, l'operaio Antonio Boccuzzi, sopravvissuto alla strage, e gli altri colleghi di Bruno, morto a soli 26 anni. Le lacrime ci sono nella maggior parte dei volti dei torinesi che si stringono intorno alla famiglia di Bruno e a quelle degli altri operai morti o gravemente feriti. Nino Santino sventola il giornale con le foto dei lavoratori che hanno perso la vita nella fabbrica.


Grida la sua rabbia contro l'azienda: ''Assassini, bastardi. Dov'erano gli estintori? Avete sbagliato e pagherete, avete rovinato tante famiglie''. Sulla piazza scende un silenzio surreale quando Boccuzzi chiede due minuti di silenzio.


Poi la rabbia esplode davanti all'Unione Industriale dove i giovani dei centri sociali lanciano sassi, uova e fumogeni.


Gli operai prendono le distanze e la manifestazione continua davanti alla fabbrica.


CONTESTAZIONE A SINDACATI - Dalla folla riunita in piazza Castello si sono levati fischi e contestazioni durante gli interventi dei rappresentanti sindacali che hanno parlato davanti alla prefettura di Torino dove si è poi conclusa la manifestazione.

A nome di Fim-Fiom-Uilm nazionali ha parlato Gianni Rinaldini, numero uno della Fiom: "Non sono morti bianche, siamo di fronte a un omicidio compiuto nei confronti dei lavoratori, una strage. E' un' azienda che ha voluto spremere fino all'ultimo i lavoratori per ricavare profitti. E' normale che ci sia tanta rabbia, bisogna muoversi per colpire i responsabili".Rinaldini ha ricordato che venerdì tutti i metalmeccanici italiani si fermeranno per quattro ore. "E' una rabbia giustificata - ha detto Rinaldini a proposito dei fischi - che esprime uno stato d'animo che va compreso. Sono lavoratori che hanno visto morire i loro colleghi nel fuoco. C'é una richiesta urlata di giustizia in un paese dove di giustizia per i morti di lavoro se n' è fatta ben poca".