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ALE' LA CURVA NORD
di Marco Netri
Mentire sapendo mentire. Mistificare sapendo di mistificare. Nascondere sapendo di nascondere. Confondere sapendo di confondere.
Non c’è nulla di casuale nell’ambiente Lazio in questo momento. Il caos apparente è in realtà organizzato a tavolino, metodicamente curato e portato avanti dai soliti noti. Quelli che, hanno assistito senza batter ciglio alla volontaria messa in pratica dell’antico divide et impera.
Quelli che, hanno contribuito al tiro al bersaglio nei confronti di una Curva, di un gruppo, ritenuti scomodi perché simbolo di una tifoseria intera, perché determinati nel controbattere a menzogne e strumentalizzazioni, perché capaci di guardare sempre oltre le apparenze, perché in grado di svelare altarini e pestare i calli di personaggi importanti, influenti, soloni e benpensanti.
Questo stuolo di servitori sciocchi si accontenta di azzuffarsi per raccogliere le briciole lasciate cadere con sprezzante nonchalance dall’imbandita tavola del padrone, continuando a mentire, mistificare, nascondere e confondere. Senza ritegno, senza vergogna.
Venerdì scorso, alla vigilia del match tra Lazio e Catania, dalle frequenze della Voce della Nord, Gianluca Tirone dirama un comunicato a firma Curva Nord Gabriele Sandri e relativo alla decisione dei gruppi organizzati di intraprendere una protesta silenziosa a oltranza “per urlare il proprio dolore per la morte di Gabirele Sandri.
Per ribadire la propria rabbia nei confronti di un Sistema che sta facendo di tutto per allontanare la gente dagli stadi.
Per sottolineare una volta di più l’accanimento nei confronti della “categoria” ultras, per la quale sembra esistere un trattamento diverso da quello che dovrebbe spettare a ogni cittadino di questo Paese”.
Una presa di posizione chiara e netta che, condivisa o meno, non avrebbe dovuto prestarsi a mistificazioni o strumentalizzazioni.
Una linea di condotta, evidentemente, recepita dalla stragrande maggioranza dei tifosi presenti all’Olimpico sabato pomeriggio.
Una Curva silenziosa nonostante l’importante vittoria, una Curva bella, coerente e solidale.
Che si è unita, o riunita se preferite, dopo la tragedia di Gabriele. Una presenza scomoda, un silenzio assordante e ingombrante.
Eppure, eppure grazie anche all’assist fornito dalle esternazioni fuori posto di Delio Rossi, nulla di tutto questo è stato evidenziato.
Troppo più conveniente attingere alla demagogia spicciola del “non si possono fischiare i giocatori della Lazio”, “non si può non sostenere una squadra che in questo momento avrebbe bisogno del suo pubblico”, “la Curva deve fare la curva e pensare solo a tifare”, “non è lo stadio il posto adatto per certe forme di protesta”.
E chi più luoghi comuni ha, più luoghi comuni metta.
Ipocriti. E bugiardi.
Ipocriti perché i fischi non hanno mai ucciso, né scandalizzato nessuno. Il tifoso paga per assistere a uno spettacolo, il tifoso se non gradisce lo spettacolo può fischiare.
Non può chiedere un rimborso, non può esagerare nelle sue dimostrazioni di dissenso, ma può, deve potere, liberamente manifestare il suo pensiero. Senza se e senza ma.
Se non per il fatto che, avendo scientificamente colpito il gruppo di riferimento della Curva e avendo introdotto tra i divieti addirittura quello di usare i megafoni, ci si è messi nelle mani dello spontaneismo.
Spontaneismo uguale mi diverto applaudo, non mi diverto fischio. Stop.
Bugiardi. Bugiardi perché il comunicato della Nord era stato inviato a tutte le fonti di informazione. Era stato battuto integralmente e in tempo reale dalla nota agenzia Dire, ma non è stato pubblicato da nessuno. Questo per poter poi continuare a mentire sui motivi del silenzio, che non è una contestazione nei confronti di Lotito. Quella, quando è stata fatta, è stata fatta in maniera diretta.
Ed è continuata anche dopo che quattro cittadini italiani sono stati privati della loro libertà. Lotito, a dire il vero, non viene neanche lontanamente citato o menzionato nei motivi della protesta.
Come non era lui il protagonista della lunga astensione dal tifo portata avanti dalla Curva per solidarietà nei confronti dei ragazzi arrestati e come forma civilissima di protesta per l’inaccettabile trattamento riservato loro.
Attenzione Laziali, vorrebbero continuare a prenderci in giro, vorrebbero continuare a metterci l’uno contro l’altro, teniamo gli occhi ben aperti e il cervello sempre acceso. Il cuore ci dirà la direzione da seguire.
Alè la Lazio. Alè la Curva Nord.




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